{"id":8041,"date":"2010-11-23T03:55:41","date_gmt":"2010-11-23T02:55:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/?p=8041"},"modified":"2010-11-23T07:45:42","modified_gmt":"2010-11-23T06:45:42","slug":"perche-gioia-e-dolore-han-lo-stesso-sapore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2010-11-23\/perche-gioia-e-dolore-han-lo-stesso-sapore\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 gioia e dolore han lo stesso sapore."},"content":{"rendered":"<p>Caro <em>Signore<\/em>. Mi hai regalato una giornata <a title=\"Egregio dottore!!!\" href=\"\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2010-11-22\/egregio-dottore\/\">piena di soddisfazioni<\/a>, mi hai fatto ridere, esultare, cantare come uno scemo &#8211; nel soggiorno di casa &#8211; <em>&#8220;Viva la vida&#8221;<\/em>, quella canzone che ho <strong>nel sangue<\/strong> da anni. Mi hai fatto telefonare alla famiglia contento delle novit\u00e0 della giornata.<\/p>\n<p>Mi hai regalato tanto oggi. Eppure stasera, hai trovato come farmi <strong>riflettere<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ho pianto<\/strong>. Ho pianto di nascosto, guardando quei neon <em>infernali<\/em>.<\/p>\n<p>Hai chiesto <strong>a mio zio<\/strong> di affrontare la pi\u00f9 bella sfida dell&#8217;uomo. L&#8217;hai fatto proprio lo stesso giorno in cui ero andato &#8211; di mattina &#8211; a trovarlo per chiedergli aggiornamenti circa la destinazione dei <a title=\"Non fatemi regali ma fatemi un regalo!\" href=\"\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2010-11-14\/non-fatemi-regali-ma-fatemi-un-regalo\/\">soldi che voglio donare<\/a>. L&#8217;hai fatto proprio lo stesso giorno in cui lui mi ha fatto <a title=\"Oggi non \u00e8 una giornata!\" href=\"\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2010-11-22\/oggi-non-e-una-giornata\/\">il regalo della mia laurea<\/a> ed ha continuato a mostrare il suo <strong>orgoglio<\/strong> tra le persone che incontravamo, che per quanto lui provi a nascondere &#8211; credimi &#8211; era visibilissimo.<\/p>\n<p>Mi aveva visto andare via col casco e <strong>un fascia-collo rosso<\/strong>. Mi ha chiesto <em>&#8220;cos&#8217;\u00e8 quello?!&#8221;.<\/em> <em>&#8220;Zio, un fascia-collo&#8230; c&#8217;\u00e8 freddo fuori&#8221;<\/em>. E lui <em>&#8220;sai, io sono del parere &#8211; ma non ascoltarla, \u00e8 una mia idea malsana &#8211; che il corpo vada abituato a difendersi da s\u00e9&#8221;<\/em>. Amo scherzare sempre&#8230; e non ho potuto non rispondergli <em>&#8220;allora da domani giro nudo!&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Era stato un incontro piacevole, in un periodo in cui &#8211; nella mia vita &#8211; tutto <strong>si incastra sempre<\/strong> in maniera perfetta non permettendomi mai di pentirmi di qualcosa o di rimuginare su qualche tassello mancato per un pelo. Vivo la vita <strong>pienamente<\/strong>, la prendo a morsi e &#8211; da tutti i lati &#8211; mi sento ripagato.<\/p>\n<p>Proprio in questo periodo si era riaperto <a title=\"In tutto ci\u00f2 che devi far, il lato bello puoi trovar!\" href=\"\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2010-09-28\/in-tutto-cio-che-devi-far-il-lato-bello-puoi-trovar\/\">un bel dialogo<\/a>. Un dialogo <strong>diverso<\/strong> per\u00f2. Avevamo avuto modo di parlare per ore, eravamo andati a prendere una pizza insieme, cosa che con te &#8211; e adesso mi riferisco a te, mio caro zio &#8211; <strong>non avevo mai fatto<\/strong> da quando son nato.<\/p>\n<p><em>&#8220;Da quando ho scelto d&#8217;esser sacerdote, la mia famiglia terrena \u00e8 stata sostituita da una famiglia pi\u00f9 grande&#8221;<\/em>. Mi hai giustificato cos\u00ec il tuo essere <strong>sempre impegnato per gli altri<\/strong>, impegnato per le Chiese di Sicilia e poco presente con i parenti.<\/p>\n<p>Quella sera successe <strong>un miracolo<\/strong>: ho avuto modo di farti riflettere&#8230; e questa \u00e8 stata una svolta epocale. Eravamo immersi in un dialogo <strong>tra due adulti<\/strong>. Riuscivo a dirti cose che smuovevano in qualche modo il tuo essere interiore nonostante la tua settantina d&#8217;anni portati sempre come un trentenne. S\u00ec, perch\u00e9 \u00e8 questo ci\u00f2 che pensa la gente di te quando ti vede partire per le diocesi siciliane su una <em>Honda Transalp<\/em>. Sei proprio <strong>un sacerdote strano<\/strong>, c&#8217;\u00e8 poco da fare. Per\u00f2 hai dei bei occhi azzurri.<\/p>\n<p>Questa notte hai di fronte a te <strong>una sfida<\/strong>. Quando quella sera parlammo, e si parl\u00f2 veramente di tutto, mi dicesti che \u00e8 strano come <strong>in questa societ\u00e0 di tutto si parla tranne che di morte<\/strong>, e per farmi capire quanto sbagliato fosse l&#8217;atteggiamento, usasti delle parole perfette: <em>&#8220;si pu\u00f2 non nascere, ma non si pu\u00f2 non morire&#8221;<\/em>. Mi son rimaste dentro quelle parole l\u00ec. Non ho avuto, forse il tempo, forse il coraggio, di parlarne sul blog. Si pu\u00f2 non nascere ma non si pu\u00f2 non morire. Voglio ripeterla perch\u00e9 lo vedi, io adesso sto scrivendo queste parole, tu non sei ancora morto e <strong>la gente penser\u00e0<\/strong> che stia scrivendo un epitaffio. Invece son sicuro che tu capirai. Sto parlando della tua morte, perch\u00e9 sebbene non sappiamo ancora come andr\u00e0 a finire, \u00e8 pur sempre <em>&#8220;gi\u00e0 scritta da qualche parte. Senza paura, senza s\u00e9 o ma che possano cambiarne il valore&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Ti sei lasciato colpire da <strong>un ictus cerebrale<\/strong>. Qualcosa di talmente sopraffino che mi suona quasi come <em>&#8220;il piano perfetto&#8221;<\/em> da riservarsi. Sei dichiarato <em>&#8220;non operabile&#8221;<\/em> per la vastit\u00e0 dell&#8217;ictus, il che significa c&#8217;\u00e8 solo da aspettare che il tuo corpo <em>si affidi<\/em> a chi dall&#8217;Alto decide. Quel sangue pu\u00f2 riassorbirsi cos\u00ec come pu\u00f2 scorrere ancora. Non ci sono medicine da somministrarti, non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 di accanimento terapeutico. <em>Dovr\u00f2 dirlo al mio fascia-collo<\/em>&#8230;<\/p>\n<p>E&#8217; una notte <strong>lunga<\/strong> questa. Mi hanno rimandato a casa perch\u00e9 dovrei dormire un po&#8217;, perch\u00e9 da domani &#8211; la vita &#8211; <strong>cambia ancora<\/strong> e questa volta ci sar\u00e0 da organizzarsi <em>per te<\/em>, ma non ho sonno.<\/p>\n<p>Quando <strong>ti stringevo la mano<\/strong> pensavo proprio a quella perdita di sangue l\u00ec, alle due possibilit\u00e0 che ha. E&#8217; proprio vero che, persino all&#8217;ultimo, c&#8217;\u00e8 sempre qualcosa da scegliere nella vita. Persino inconsapevolmente, ma si sceglie.<\/p>\n<p>Non riesco proprio a dormire pensando che stanotte tu <em>e il direttore<\/em> <strong>sceglierete<\/strong>.<\/p>\n<p>Non so invocare un miracolo, non tanto perch\u00e9 non lo voglia, quanto perch\u00e9 so bene che eri <strong>contento della vita vissuta<\/strong>. Sembrer\u00f2 cinico, ma ho &#8211; semplicemente &#8211; <strong>fede<\/strong>. Mi affider\u00f2 a chi sta in Alto, perch\u00e9 so gi\u00e0 che le mie scelte son ben poca cosa al confronto delle Sue.<\/p>\n<p>A proposito di scelte, in realt\u00e0 mi dispiace non aver parlato di una cosa. So che sei stato, finch\u00e9 era (<em>lui!<\/em>) in vita, consigliere segreto di <strong>Papa Giovanni Paolo II<\/strong>. Una figura che praticamente la gente non conosce ma che secondo me \u00e8 uno dei compiti pi\u00f9 belli della vita: un dietro le quinte <strong>umile e nascosto<\/strong>. Consigliere segreto. Vi ho immaginato spesso &#8211; te e il papa &#8211; a confabulare in qualche stanzona del Vaticano. Chiusi tra quelle mura a riflettere di chiss\u00e0 cosa. Ed \u00e8 proprio quel <em>chiss\u00e0 cosa<\/em> che mi incuriosisce. Giovanni Paolo II \u00e8 stato un grande papa, chiss\u00e0 se la tua mano non sia stata in qualche modo artefice anche di questo.<\/p>\n<p><em>Avrai modo di dirmelo? Rimarr\u00e0 per sempre una mia curiosit\u00e0?<\/em> Non amavi dirlo in giro, anzi credo che forse neanche lo sappiano tutti in famiglia&#8230; non so neanch&#8217;io <strong>come<\/strong> venni a sapere di questa cosa, anni fa.<\/p>\n<p>Ecco. Ecco cosa mi dispiace ed ecco <strong>il perch\u00e9<\/strong> delle mie lacrime. Avevamo scoperto &#8211; e tu ne eri palesemente <strong>felice<\/strong> &#8211; di poter parlare, finalmente. <strong>Io e te<\/strong>.<\/p>\n<p>Quella sera mi dicesti una cosa a proposito del mio attuale <strong>stato di felicit\u00e0 estrema<\/strong>: <em>&#8220;dovrai trovare la capacit\u00e0 di trasmettere felicit\u00e0 semplicemente con la tua presenza&#8221;<\/em>. Nuovamente parole assurde, nuovamente parole che rimangono dentro e che se cerchi di inghiottirle risalgono prepotenti.<\/p>\n<p>Eppure io adesso sono qui, con qualche lacrima per questo tuo momento di scelta, ma <strong>consapevole<\/strong> che tutto ha un disegno pi\u00f9 grande di quel che vediamo.<\/p>\n<p>Gioia e dolore han lo stesso sapore.<\/p>\n<p><strong>Emanuele<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro Signore. 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