{"id":5739,"date":"2009-03-22T03:38:23","date_gmt":"2009-03-22T02:38:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/?p=5739"},"modified":"2010-06-12T00:37:21","modified_gmt":"2010-06-11T22:37:21","slug":"nato-per-gioco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2009-03-22\/nato-per-gioco\/","title":{"rendered":"Nato per gioco."},"content":{"rendered":"<p>Viaggiare. Ecco cosa amava fare Elena. Aveva scoperto questa passione da piccola, quando suo padre durante le vacanze estive non perdeva mai occasione per farle conoscere nuovi paesi. Non si allontanava mai tanto dal suo in realt\u00e0, per\u00f2 quelle ore passate in auto furono sufficienti per farle capire che il mondo si estendeva ben oltre i 5 chilometri quadrati scarsi che, dalla Chiesa del paese arrivavano fino al cimitero, attraversando un lungo viale con un&#8217;unica curva verso sinistra.<\/p>\n<p>Le era entrato nel sangue e l&#8217;aria che filtrava in quella vecchia Fiat un po&#8217; arrugginita attraverso un finestrino tenuto sollevato per i tre quarti grazie ad una molletta da bucato, le sembrava qualcosa di incredibile. Come se, fino a quel momento, l&#8217;unica aria esistente dovesse essere stata, per una strana congettura della sua mente, quella che le case del suo paese potevano trattenere.<\/p>\n<p>A diciott&#8217;anni, un paio di giorni dopo la fine della scuola, l&#8217;occasione della sua vita, quella che cambia per sempre la storia di una persona, buss\u00f2 insistentemente alla sua porta.<\/p>\n<p>Erano le 15, il sole picchiava forte sul paesino sperduto tra le colline e tutto quel che le andava di fare era rimaner sdraiata sul divano guardando fuori dal balcone, con le gambe che pendevano oltre il bracciolo alla ricerca di aria fresca. Il cielo oggi \u00e8 di un azzurro spettacolare, pens\u00f2. Qualche insetto ogni tanto veniva a disturbarla, mentre giocava con una pallina di gomma sul suo ventre, ma sembrava non curarsene pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p>A rompere il silenzio di quel pomeriggio d&#8217;inizio estate fu il rumore di una vecchia lambretta, probabilmente poco curata, che si andava avvicinando speditamente verso la palazzina in cui abitava. Via Palmiro, era una delle vie pi\u00f9 antiche del paese. Distava circa duecento metri dalla Chiesa e aveva ancora il tipico pav\u00e8 a pietra larga costruito alla fine del secolo scorso. Il vecchio macinatoio, sito all&#8217;inizio della via, era ormai chiuso da tempo. L&#8217;industrializzazione aveva portato via ogni speranza di sviluppo nel paese che, di anno in anno, vedeva i giovani partire verso le grandi citt\u00e0. Era strano che un&#8217;auto passasse da quelle parti. Le uniche che, dirette da una citt\u00e0 all&#8217;altra, attraversavano il paese, percorrevano sempre il viale principale che tagliava in due quella macchia di tetti rossi.<\/p>\n<p>La curiosit\u00e0 ebbe la meglio sulla pallina di gomma che cadde sul suo fianco andandosi a nascondere nell&#8217;insenatura del divano. Rimase ferma, cercando di risalire al possibile proprietario. In pochissimi secondi, una dozzina di volti attraversarono la sua mente. Nessuno per\u00f2 riusc\u00ec ad accenderle qualcosa dentro, cos\u00ec, l&#8217;unica soluzione era quella di scollarsi da quel tessuto ormai accaldato e correre verso il balcone. Non ebbe il tempo di razionalizzare la sequenza di azioni che avrebbe dovuto compiere che il motore si spense. Qualcuno era fermo sotto casa sua.<\/p>\n<p>A casa Mitadi vivevano in cinque. La casa, una vecchia palazzina costruita alla fine dell&#8217;800, era di loro propriet\u00e0 da due generazioni ed Elena aveva ereditato la stanza della nonna morta quando aveva appena sei anni. In famiglia non si viveva male. Il nonno, proprietario della farmacia del paese, era un uomo distinto, un po&#8217; stordito dalla senilit\u00e0. Aveva difficolt\u00e0 a ricordare le cose ormai, tanto che aveva preso l&#8217;abitudine di scrivere, su un foglietto di carta, tutti gli impegni che avrebbe dovuto portare a termine. Le note rigorosamente impilate secondo ordine cronologico, venivano consegnate ad Elena, in un rito che sembrava esser diventato qualcosa di solenne per l&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Subito dopo pranzo, proprio quando Elena amava andarsi a sdraiare sul divano nel suo dolce far niente, il nonno la chiamava in cucina, le consegnava i foglietti e le ricordava di prestare attenzione affinch\u00e9 non dimenticasse di segnalargli nessuno degli impegni scritti li. Lei rispondeva sempre con un si-signore, un po&#8217; ironico, che al nonno non bastava ma subito dopo uno sguardo negli occhi ed un bel sorriso riuscivano ad infondere quella serenit\u00e0 di cui aveva bisogno. Era sempre cos\u00ec, ogni giorno, da circa tre anni.<\/p>\n<p>Quel giorno era tornato in farmacia subito dopo pranzo. L&#8217;attivit\u00e0 ormai era gestita dalla figlia ma Ettore amava passare le giornate dietro quel bancone che per anni rappresent\u00f2 la sua scrivania giornaliera, cos\u00ec Elena era rimasta a casa, da sola, insieme a suo fratello.<\/p>\n<p>Elena era una ragazza responsabile e per questo non avrebbe mai permesso al fratellino di andare ad aprire alla porta, aspett\u00f2 dunque qualche altro secondo, e senza infilare le ciabatte ai piedi per sconfiggere il caldo, corse gi\u00f9 per le scale.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo alla porta, dopo aver bussato con dei colpi decisi un paio di volte e rotto il silenzio a casa Mitadi, infil\u00f2 una piccola busta nella fessura che il marmo creava con il vecchio portoncino, apr\u00ec lo sportello della lambretta, mise in moto e part\u00ec.<\/p>\n<p>Elena si sorprese nel sentire quel motore ripartire e quando arriv\u00f2 sulla soglia di casa la lambretta era gi\u00e0 scomparsa dietro la curva che riportava al viale principale. Poteva sentirne ancora il rumore ma non era pi\u00f9 visibile.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che le rimaneva era quella piccola busta, che con grande curiosit\u00e0, prese in mano.<\/p>\n<p><em>To be continued&#8230;<\/em><\/p>\n<p><strong>Emanuele<\/strong><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viaggiare. Ecco cosa amava fare Elena. Aveva scoperto questa passione da piccola, quando suo padre durante le vacanze estive non perdeva mai occasione per farle conoscere nuovi paesi. Non si allontanava mai tanto dal suo in realt\u00e0, per\u00f2 quelle ore &hellip; <a href=\"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2009-03-22\/nato-per-gioco\/\">Leggi ancora &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":""},"categories":[2042],"tags":[478],"class_list":["post-5739","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-penna-e-calamaio","tag-scrivere"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5739","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5739"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5739\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5739"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5739"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5739"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}