{"id":536,"date":"2006-02-25T03:24:26","date_gmt":"2006-02-25T02:24:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2006-02-25\/dreams-are-desires\/"},"modified":"2012-11-30T11:43:34","modified_gmt":"2012-11-30T10:43:34","slug":"dreams-are-desires","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2006-02-25\/dreams-are-desires\/","title":{"rendered":"Dreams are desires?!"},"content":{"rendered":"<p><strong>I sogni son desideri?!<\/strong><\/p>\n<p>Questo post ha il titolo in inglese per un motivo ben preciso: stanotte (o meglio&#8230; ieri notte) ho sognato di essere nuovamente a Londra.<\/p>\n<p>Per\u00f2&#8230; ho sognato di tornare nel ristorante dove lavorai per quasi 2 mesi circa 5 anni fa&#8230; una delle pi\u00f9 belle esperienze che potessi fare&#8230; (ancora minorenne!). Ho sognato di tornare li&#8230; di incontrare nuovamente il proprietario e di parlare un p\u00f2. Chiedergli come va il ristorante&#8230; vedere le modifiche fatte (si, perch\u00e8 immagino sempre che qualcosa debba necessariamente esser cambiato dentro il locale&#8230;). Scendere nuovamente gi\u00f9 per guardare la cucina, sperare di incontrare nuovamente quei &#8220;fantastici cuochi&#8221;&#8230; tanto poco italiani quanto bravi e simpatici.<\/p>\n<p>Un&#8217;esperienza senza uguali&#8230; un&#8217;esperienza che porto ancora nel cuore dopo tutti questi anni. Gli odori&#8230; i rumori&#8230; le voci e gli accenti cos\u00ec diversi dai nostri&#8230; un mondo completamente diverso.<\/p>\n<p>Ogni tanto mi immagino che debba finire in uno di quei programmi di Raffaella Carr\u00e0 per poter vedere realizzato questo &#8220;incontro&#8221;&#8230; gli anni sono volati davvero&#8230; e purtroppo a quel tempo le e-mail erano cos\u00ec rare che&#8230; neanche a pensarci. I contatti sono cos\u00ec andati persi, nonostante conservi ancora, gelosamente custodito nel portafoglio, un bigliettino del ristorante&#8230;<br \/>\nIl ristorantino era di un milanese (se non erro), andato li a &#8220;cercar fortuna&#8221;&#8230; mentre io andai li a passare 2 mesi delle mie vacanze estive. <strong>&#8220;La nocciola&#8221;<\/strong>, era questo il nome. Mi ricordo che un giorno mi spieg\u00f2 il perch\u00e8&#8230; purtroppo per\u00f2 non lo ricordo pi\u00f9. Dovrei chiedergli anche questo.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se \u00e8 ancora tutto li&#8230; chiss\u00e0 se non \u00e8 fallito e quel posto \u00e8 diventato qualcos&#8217;altro&#8230; chiss\u00e0 se s&#8217;\u00e8 ingrandito e gli affari hanno preso piede.<\/p>\n<p>Era proprio all&#8217;inizio&#8230; aveva aperto da pochi mesi e cos\u00ec feci anche del volantinaggio per pubblicizzare il ristorante.<\/p>\n<p>I miei compiti erano molto semplici&#8230; nonostante il mio inglese non fosse &#8220;da inglese&#8221; (riuscivo comunque a conversare alla meno peggio) mi era stato affidato di servire ai tavoli e ogni tanto prendere le ordinazioni (molto spesso le prendeva &#8220;lui&#8221;). C&#8217;era un piccolo ascensorino nel muro&#8230; da li dentro arrivavano i piatti caldi dalla cucina. Dovevo apparecchiare la tavola &#8220;in stile italiano&#8221; (cosa che senza dubbio sapevo fare alla grande)&#8230; compresa una candelina al centro, da accendere quando arrivavano i clienti.<\/p>\n<p>Era bello star li&#8230; forse, data anche la mia et\u00e0,  vissi tutto un p\u00f2 come un gioco. Mi ricordo che ogni tanto ci andavo prima giusto per far risplendere tutto&#8230; spazzare a terra e passare lo straccio. Fortunatamente il titolare m&#8217;aveva preso in simpatia&#8230; e cos\u00ec mi ripagava degnamente.<\/p>\n<p>Ricordo anche che quando non avevo il turno, ero liberissimo di andar li&#8230; e mangiare &#8220;da gran signore&#8221;. Indimenticabile una pasta alla matriciana servita in&#8230; un piatto da pizza. Ero affamatissimo (e quando mai :-D) e cos\u00ec chiesi al cuoco di farmi taaaanta pasta. Mi prese in parola. E io&#8230; la mangiai tutta.<\/p>\n<p>Effettivamente la cucina non era poi un granch\u00e8&#8230; la pasta si faceva nell&#8217;acqua che veniva cambiata si e no 2 volte a serata&#8230; (in questo modo era sempre bollente e la pasta cuoceva al volo&#8230;) e la pizza. Non parlatemi della pizza. E soprattutto, non fate vedere mai come pu\u00f2 preparare una pizza un ristorante inglese. Un pizzaiolo italiano molto probabilmente si sentirebbe male.<\/p>\n<p>Innanzitutto si utilizzano teglie rotonde e invece di esser cotta a legna finisce nel forno elettrico. Per allargarla&#8230; non si usavano le mani! Non si faceva volteggiare in aria&#8230; esisteva una macchinetta (del demonio!! :-P). Infilavi la pasta&#8230; e ti usciva una cosa tonda&#8230; un pizzico pi\u00f9 grande di un piatto piano. A quel punto, due giri di mattarello e poi, iniziavi a punzecchiarla tutta con la forchetta. A quel punto potevi iniziare a condire.<\/p>\n<p>Non gliel&#8217;ho mai detto ma questa cosa mi faceva letteralmente rabbrividire. \ud83d\ude00<\/p>\n<p>Ritornando &#8220;in sala&#8221;&#8230; ricordo pure che insieme al conto, servivamo sempre anche 2 mentine per l&#8217;alito&#8230; una cosa carina effettivamente. Forse cos\u00ec&#8230; il conto bruciava un p\u00f2 meno. \ud83d\ude1b<\/p>\n<p>Il men\u00f9 non era grande come quello di un ristorante italiano: pochi primi, pochi secondi&#8230; e un numero ridicolo di dolci. Tanta gente per\u00f2&#8230; al ristorante&#8230; prendeva il cappuccino. :O Che strani questi inglesi&#8230; vero?!<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che \u00e8 italiano&#8230; li fa impazzire. E cos\u00ec, mi occupavo anche di questo&#8230; facevo i caff\u00e8 ed i cappuccini con una macchina da bar&#8230; era divertente utilizzarla. Non l&#8217;avevo mai fatto&#8230; e cos\u00ec ho imparato.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 difficile spesso era dover rispondere al telefono e prendere le ordinazioni&#8230; devo per\u00f2 dire che magicamente, molto spesso ci riuscivo&#8230; questo dimostra solo una cosa: la lingua si impara solo vivendo nel luogo d&#8217;origine. Non ci sono scuole che tengano&#8230; quando sei obbligato a capire, il tuo cervello si apre per &#8220;legge di natura&#8221;. \ud83d\ude1b<\/p>\n<p>E&#8217; stata un&#8217;esperienza stupenda&#8230; e mi \u00e8 rimasta cos\u00ec tanto dentro che, anche dopo questi 5 anni, saprei parlarne ancora per ore ed ore&#8230; ci sarebbero cos\u00ec tante cose da dire.<\/p>\n<p>Un quadro con due gambe di donna&#8230; e due mani che le tengono ferme. Era li&#8230; nelle scale verso la cucina. Era la prima cosa che vedevi scendendo le scale.<\/p>\n<p>Il ritorno a casa&#8230; era sempre qualcosa di nuovo. Ho visto gente &#8220;fradicia&#8221; come non mai. Ho visto persone appoggiate con la sola faccia al muro&#8230; e il resto del corpo staccato. Stavano in piedi cos\u00ec&#8230; ubriache fradice.<\/p>\n<p>Anch&#8217;io effettivamente bevevo pi\u00f9 spesso, probabilmente per il freddo. Molto spesso capitava che al ritorno, uscendo dal ristorante prendevo una birra (&#8230;ve l&#8217;ho detto che gli stavo simpatico&#8230; :-P) e facevo la strada cos\u00ec. Altre volte invece, il cuoco mi dava uno strappo in macchina. Lui era arabo o gi\u00f9 di li&#8230; (maledizione, non ricordo pi\u00f9 la nazione precisa&#8230;) ma sapeva parlare anche un p\u00f2 di italiano, tedesco e francese. Aveva lavorato come cuoco praticamente in mezzo mondo.<\/p>\n<p>La mia esperienza non si limit\u00f2 solo ad un ristorante&#8230; ma questo \u00e8 senza dubbio quello che pi\u00f9 m&#8217;\u00e8 rimasto nel cuore.<\/p>\n<p>Adesso comunque \u00e8 meglio se vado a nanna&#8230; sono appena (appena?! Sono arrivato alle 2 meno 20 a casa!) da una festa di compleanno&#8230; (durata poco, ma stranamente poco noiosa&#8230;). Domani mattina alle 10 dovr\u00f2 essere in facolt\u00e0 a studiare Intelligenza Artificiale&#8230; ci arriver\u00f2 ad occhi chiusi.<\/p>\n<p>Sogni d&#8217;oro a tutti&#8230;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold\">Emanuele<\/span><\/p>\n<p>PS: non ci posso tornare ma&#8230; almeno <a target=\"_blank\" title=\"Google Earth\" href=\"http:\/\/www.google.com\/earth\/index.html\">Google Earth<\/a> mi ha permesso di rivedere Hammersmith (il quartiere dove trovai la stanza&#8230;) ed il percorso verso il ristorante&#8230; che nostalgia&#8230;!<\/p>\n<p><a title=\"Casa mia a Londra\" class=\"imagelink\" href=\"\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-content\/uploads\/2006\/02\/2006-02-25_casa_mia_a_londra.png\"><img decoding=\"async\" alt=\"Casa mia a Londra\" id=\"image535\" src=\"\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/wp-content\/uploads\/2006\/02\/2006-02-25_casa_mia_a_londra.miniatura.png\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I sogni son desideri?! 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