{"id":421,"date":"2005-12-24T14:30:03","date_gmt":"2005-12-24T13:30:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2005-12-24\/auguri-scomodi\/"},"modified":"2005-12-24T14:31:03","modified_gmt":"2005-12-24T13:31:03","slug":"auguri-scomodi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2005-12-24\/auguri-scomodi\/","title":{"rendered":"Auguri scomodi."},"content":{"rendered":"<p>Ho ricevuto una bella e-mail di auguri, che riporta una lettera di auguri di Don Tonino (vedi sotto).<br \/>\nEcco la sua lettera&#8230;<\/p>\n<blockquote><p><em>Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi &#8220;Buon Natale&#8221; senza darvi disturbo.<br \/>\nIo, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l&#8217;idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.<br \/>\nMi lusinga addirittura l&#8217;ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.<br \/>\nTanti auguri scomodi, allora , miei cari fratelli!<br \/>\nGes\u00f9 che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.<br \/>\nIl Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finch\u00e9 non avrete dato ospitalit\u00e0 a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.<br \/>\nDio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.<br \/>\nMaria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finch\u00e9 la vostra coscienza ipocrita accetter\u00e0 che il bidone della spazzatura, l&#8217;inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.<br \/>\nGiuseppe, che nell&#8217;affronto di mille porte chiuse \u00e8 il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie , fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.<br \/>\nGli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillit\u00e0 incapace di vedere che poco pi\u00f9 lontano di una spanna, con l&#8217;aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.<br \/>\nI Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell&#8217;oscurit\u00e0 e la citt\u00e0 dorme nell&#8217;indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere &#8220;una gran luce&#8221; dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.<br \/>\nI pastori che vegliano nella notte, &#8220;facendo la guardia al gregge &#8220;,e scrutano l&#8217;aurora, vi diano il senso della storia, l&#8217;ebbrezza delle attese, il gaudio<br \/>\ndell&#8217;abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che \u00e8 poi l&#8217;unico modo per morire ricchi.<br \/>\nBuon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&#8211; Chi \u00e8 Don Tonino Bello &#8211;<\/p>\n<p>Nato ad Alessano (Lecce) il 18 marzo 1935, Antonio Bello rimarr\u00e0 sempre, anche quando sar\u00e0 Vescovo,&#8221;don Tonino&#8221;. Figlio di un maresciallo dei carabinieri e di una donna semplice e di grande Fede, trascorre l&#8217;infanzia in un paese ad economia agricola ed impoverito dall&#8217;emigrazione. Assiste alla Morte dei fratellastri e del padre. Ragazzino sveglio, finite le elementari, \u00e8 mandato, per poter continuare gli studi, in seminario, prima ad Ugento poi a Molfetta.<br \/>\nFrequenter\u00e0 l&#8217;ONARMO (opera nazionale assistenza religiosa e morale degli operai). L&#8217;8 dicembre 1957 \u00e8 ordinato Sacerdote e dopo un anno sar\u00e0 nominato maestro dei piccoli seminaristi. Nei successivi 18 anni sar\u00e0 capace di mediare tra severit\u00e0 del metodo ed esigenze giovanili. Lavorer\u00e0 per la diocesi come<br \/>\nredattore di &#8220;Vita Nostra&#8221;. In una pagina del diario del1962 dir\u00e0 di s\u00e9:&#8221;(&#8230;) Dio mio, purificami da queste scorie in cui naviga l&#8217; anima mia, fammi pi\u00f9 coerente, pi\u00f9 costante. Annulla queste misture nauseanti di cui sono composto, perch\u00e9 ti piaccia in tutto, o mio Dio&#8221;.<br \/>\nAlla fine degli anni &#8217;70 \u00e8 nominato parroco di Tricase: l&#8217;esperienza in parrocchia gli fa toccare con mano l&#8217;urgenza dei poveri, dei disadattati, degli ultimi.<br \/>\nNel 1982 viene nominato Vescovo di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi e nel 85, presidente di &#8220;Pax Christi&#8221;. Comunione, evangelizzazione e scelta degli ultimi sono i perni su cui svilupper\u00e0 la sua idea di Chiesa (la &#8220;Chiesa del Grembiule&#8221;). Lo troviamo cos\u00ec assieme agli operai delle acciaierie di Giovinazzo in lotta per il lavoro, insieme ai pacifisti nella marcia a Comiso contro l&#8217;installazione dei missili, insieme agli sfrattati che ospiter\u00e0 in episcopio (&#8220;Io non risolvo il problema degli sfrattati ospitando famiglie in vescovado. Non spetta a me farlo, spetta alle istituzioni: per\u00f2 io ho posto un segno di condivisione che alla gente deve indicare traiettorie nuove (&#8230;),insinuare qualche scrupolo come un sassolino nella scarpa.&#8221;).<br \/>\nRinuncia ai &#8220;segni di potere&#8221; e sceglie il &#8220;Potere dei Segni&#8221;: nascono cos\u00ec la Casa della Pace, la comunit\u00e0  per i tossicodipendenti Apulia, un centro di accoglienza per immigrati dove volle anche una piccola moschea per i fratelli Musulmani.<br \/>\nL&#8217;inevitabile scontro con gli  uomini politici si fa durissimo quando diventa presidente di Pax Christi: la battaglia contro l&#8217;installazione degli F16 a Crotone, degli Jupiter a Gioia del Colle, le campagne per il disarmo, per l&#8217;obbiezione fiscale alle spese militari, segneranno momenti difficili della vita pubblica italiana. Dopo gli interventi sulla guerra del Golfo venne addirittura accusato di incitare alla diserzione.<br \/>\nEppure c&#8217;\u00e8 stata sempre una limpida coerenza nelle sue scelte di uomo, di cristiano, di sacerdote, di vescovo. E&#8217; stato cos\u00ec coerente da creare imbarazzo perfino in certi ambienti, compresi quelli curiali: sapeva di essere diventato un vescovo scomodo.<br \/>\nMa la fedelt\u00e0 al Vangelo \u00e8 stata pi\u00f9 forte delle lusinghe dei benpensanti e delle pressioni di chi avrebbe voluto normalizzarlo.<br \/>\nLa marcia pacifica a Sarajevo, di cui fu ispiratore e guida, sebbene gi\u00e0 malato, rappresenta la sintesi epifanica della vita di don Tonino: partirono in 500 da Ancona il 7 Dicembre 1992, credenti e non, di nazionalit\u00e0 diverse uniti dall&#8217;unico desiderio di sperimentare &#8220;un&#8217;altra ONU&#8221;, quella dei popoli, della base. Nel discorso pronunciato ai 500 nel cinema di Sarajevo dir\u00e0: &#8220;Vedete, noi siamo qui , Probabilmente allineati su questa grande idea, quella della<br \/>\nnon-violenza attiva (&#8230;).Noi qui siamo venuti a portare un germe: un giorno fiorir\u00e0 (&#8230;).Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati&#8221;.<br \/>\nPochi mesi dopo, il 20 aprile 1993, consumato da un cancro, muore senza angoscia e con grande serenit\u00e0.   <\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9: <a href=\"http:\/\/www.giovaniemissione.it\/testimoni\/bello.htm\" target=\"_blank\">http:\/\/www.giovaniemissione.it\/testimoni\/bello.htm<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho ricevuto una bella e-mail di auguri, che riporta una lettera di auguri di Don Tonino (vedi sotto). Ecco la sua lettera&#8230; Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi &#8220;Buon Natale&#8221; senza darvi disturbo. 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