{"id":10366,"date":"2019-02-19T09:40:35","date_gmt":"2019-02-19T08:40:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/?p=10366"},"modified":"2019-03-19T12:23:53","modified_gmt":"2019-03-19T11:23:53","slug":"smartphone-e-privacy-meglio-iphone-o-android","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2019-02-19\/smartphone-e-privacy-meglio-iphone-o-android\/","title":{"rendered":"Smartphone e privacy: meglio iPhone o Android?"},"content":{"rendered":"\n<p>Questo \u00e8 uno dei temi <strong>pi\u00f9 difficili da discutere<\/strong>. Non tanto perch\u00e9 non esistano differenze quanto perch\u00e9 \u00e8 molto molto facile passare per faziosi, <em>morsicati<\/em>, schierati e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questa ragione vi dico gi\u00e0 che <strong>l&#8217;ideale non \u00e8 nessuno dei due<\/strong>, probabilmente lo sar\u00e0 <a href=\"https:\/\/e.foundation\/\">\/e\/<\/a> che ancora non \u00e8 pronto e che, presumo difficilmente invader\u00e0 il mercato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo torna la scelta: <strong>quale smartphone protegge meglio la privacy dell&#8217;utente?<\/strong> L&#8217;<a href=\"https:\/\/www.eff.org\/\">EFF<\/a> ci ricorda che la maggior parte dei privacy-leak (<em>diffusione di dati non voluta<\/em>) <strong>avviene attraverso le applicazioni<\/strong> (ad esempio Whatsapp), per cui la piattaforma sottostante pu\u00f2 far poco.<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso, personalmente, <strong>vi direi di utilizzare un iPhone<\/strong>. A seguire le mie ragioni:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Senza entrare nel tecnico, le privacy policy dei dispositivi Apple sono molto pi\u00f9 rispettose dei dati dell&#8217;utente rispetto a quelle di Google. Provate a leggerle.<\/li><li><strong>Apple \u00e8 un&#8217;azienda il cui core business \u00e8 la vendita di hardware<\/strong>, la fetta pi\u00f9 grossa dei suoi ricavi viene dalla vendita di iPhone. Il core business di Google (<em>sebbene non lo dia a vedere<\/em>) \u00e8 quello dell&#8217;advertising. <strong>Google \u00e8 un&#8217;azienda pubblicitaria<\/strong>. Oltre l&#8217;80% dei suoi introiti deriva da l\u00ec, cos\u00ec chiaramente deve far di tutto per sostenere quel business. E cosa serve ad un&#8217;azienda del genere? Profilazione e analisi. Prodotti (<em>voi!<\/em>) che poi vende alle aziende che vogliono farsi pubblicit\u00e0.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Se vi offrissero un device prodotto da un&#8217;azienda pubblicitaria da portare ogni giorno in tasca, voi lo comprereste?<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>La strategia di Google \u00e8 chiara e semplice: <strong>offrire servizi gratis e rivendere informazioni su di voi<\/strong>. Lo stesso sistema operativo \u00e8 stato diffuso gratuitamente ai vari vendor (<em>Samsung, Huawei, LG, Sony e cos\u00ec via&#8230;<\/em>) per la stessa ragione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qualche esempio sui punti critici di Android?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2019-02-12\/dove-navigo-sono-affari-miei\/\">Anche<\/a> sullo smartphone <strong>Chrome informa Google circa la vostra navigazione<\/strong>: dove andate, cosa cercate, quanto tempo rimanete su un sito e cos\u00ec via. Ad Apple la nostra navigazione non interessa, al contrario le ultime versioni di Safari implementano sistemi anti-fingerprinting (<em>tecniche avanzate anti-tracciamento<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Google Maps<\/strong> informa Google circa la vostra posizione, la vostra destinazione e il percorso che state seguendo. Quando usate Apple Maps, la richiesta per generare il percorso viene &#8220;anonimizzata&#8221; (<em>non \u00e8 possibile associarla al vostro account<\/em>) e vi viene fornito il percorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Come <a href=\"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2019-02-04\/caro-gmail-non-mi-mancherai\/\">per le mail<\/a> <em>Messaggi<\/em> (l&#8217;app di messaggistica di default di Android)  <strong>permette a Google di leggere e analizzare interamente le vostre conversazioni<\/strong> (<em>oltre ai famosi metadati<\/em>). iMessage su iOS \u00e8 cifrato end-to-end (<em>sebbene alcuni metadati tecnici siano disponibili ad Apple per garantire il funzionamento del sistema e vengano eliminati dopo 30 giorni<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Quando <strong>scattate una foto<\/strong>, Google salva le informazioni dello scatto (<em>data, ora, posizione&#8230;<\/em>) anche se non utilizzate Google Photos. Su iOS, a meno che non abilitiate iCloud Photos, le foto non abbandonano il dispositivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando effettuate domande all&#8217;<strong>assistente vocale di Google<\/strong>, ogni vostra richiesta viene catalogata nel vostro profilo: \u00e8 associata a voi. <strong>Le richieste verso Siri vengono anonimizzate<\/strong> prima di lasciare il vostro cellulare.   Apple non ha modo di costruire una cronologia delle vostre richieste.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa, per chi non lo sapesse, \u00e8 una delle ragioni per cui la capacit\u00e0 di risposta dell&#8217;assistente di Google \u00e8 pi\u00f9 raffinata di quella di Siri: la Apple, per preservare la privacy, sta facendo un lavoro ingegneristico molto pi\u00f9 complesso. <strong>Sta istruendo un&#8217;IA con dati anonimi<\/strong> invece che basarsi sul profilo dell&#8217;utente. E&#8217; una scommessa tecnologica che Apple sta giocando nel lungo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tutti gli iPhone degli ultimi anni hanno un file system cifrato<\/strong> al punto che l&#8217;NSA chiese a Apple di sbloccarne uno (<em>Apple rifiut\u00f2, nel famoso caso di <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/FBI%E2%80%93Apple_encryption_dispute\">San Bernardino<\/a><\/em>). Buona parte dei cellulari Android non ha un file system cifrato, dopo poco tempo non ricevono aggiornamenti e rimangono in balia del destino. Domandatevi perch\u00e9 non esista un corrispettivo caso San Bernardino su device Android.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; strano come mi stia praticamente ritrovando a difendere un&#8217;azienda <em>a scopo di lucro<\/em>, che notoriamente \u00e8 molto <strong>antipatica<\/strong> a tanti per la sua <em>attitudine a fare margini<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u00abGli iPhone sono cari, dunque sono brutti\u00bb <strong>disse la volpe all&#8217;uva<\/strong>.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p><strong>Gli iPhone non sono perfetti<\/strong>, possono non piacere per il loro sistema operativo poco flessibile, ci sono ancora margini di migliorabilit\u00e0 dal punto di vista della privacy (<em>iCloud ad esempio \u00e8 perfettamente leggibile da Apple<\/em>) ma tra le due piattaforme principali odierne tutto sommato \u00e8 quella con un setup migliore. Senza dubbio, <a href=\"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2019-02-05\/perche-ho-scelto-fastmail\/\">come per la mail<\/a>, \u00e8 lecito fare scelte anche in base al proprio portafoglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli iPhone offrono <strong>ugualmente<\/strong> ad un privato una serie di dati aggregati, ma rispetto ad Android sono in quantit\u00e0 inferiore e meno &#8220;puntuali&#8221;. Inoltre, fin ora, Apple sta utilizzando quei dati principalmente nell&#8217;ottica di migliorare i propri servizi e non come <a href=\"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2019-01-09\/il-tracking-pubblicitario-e-lultimo-dei-nostri-problemi\/\">strumento per advertising<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio intento non \u00e8 quello di <em>convertire<\/em> ma, semplicemente, di <strong>offrire consapevolezza<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emanuele<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo \u00e8 uno dei temi pi\u00f9 difficili da discutere. Non tanto perch\u00e9 non esistano differenze quanto perch\u00e9 \u00e8 molto molto facile passare per faziosi, morsicati, schierati e cos\u00ec via. 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