{"id":10251,"date":"2018-08-29T10:37:09","date_gmt":"2018-08-29T08:37:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/?p=10251"},"modified":"2018-08-29T18:35:45","modified_gmt":"2018-08-29T16:35:45","slug":"vivere-nelle-bolle-come-internet-ci-ha-separati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dreamsworld.it\/emanuele\/2018-08-29\/vivere-nelle-bolle-come-internet-ci-ha-separati\/","title":{"rendered":"Vivere nelle bolle (come internet ci ha separati)."},"content":{"rendered":"<p>Anni fa leggevo di una ricerca per cui l&#8217;utente medio, tende ad avere una navigazione e un&#8217;esplorazione del web definita e circoscritta. Rispetto all&#8217;infinit\u00e0 delle pagine web disponibili, <strong>la percentuale di quelle visitate \u00e8 irrisoria<\/strong> al punto da poter essere rappresentata da una sotto-rete statica ed isolata. Siamo metodici, abitudinari, prevedibili. Per quanto possiamo tentare di risultare dinamici, i nostri interessi variano lentamente nel tempo e cos\u00ec anche la nostra navigazione.<\/p>\n<p>Il nostro uso di internet \u00e8 settoriale e nell&#8217;epoca dei social network quanto mai statico. Analisi recenti mostrano che per tantissimi utenti <strong>la navigazione si consuma, interamente, all&#8217;interno di Facebook<\/strong>. Personalmente non uso Facebook, non mi sono mai iscritto, l&#8217;unico social in cui assiduamente condivido informazioni (<em>tipicamente non personali<\/em>) \u00e8 Twitter e spesso mi sono interrogato circa l&#8217;uso che ne faccio. I social network nascono per rendere facile lo scambio di informazioni, di vedute e di opinioni. Da qualche tempo mi domando per\u00f2 quanto di questo scambio abbia valore.<\/p>\n<p>Tutti i social ci invitano a creare &#8220;bolle&#8221; in cui la nostra friend list \u00e8 fatta di persone che <strong>espandono ma non divergono dai nostri schemi mentali<\/strong>. L&#8217;interesse della piattaforma non \u00e8 accrescere la nostra visione del mondo quanto intrattenerci il pi\u00f9 possibile tra le loro pagine e per questo propongono i vari <em>&#8220;potrebbe piacerti\/potresti conoscere&#8230;&#8221;<\/em> e non vedremo mai un <em>&#8220;potrebbe NON piacerti&#8230;&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>E&#8217; una dinamica tutt&#8217;altro che estranea a noi: anche nella realt\u00e0 andiamo in vacanza con persone con cui condividiamo interessi ma <strong>la rigidit\u00e0<\/strong> con cui &#8220;voci differenti&#8221; entrano nella mia <em>follow-list<\/em> \u00e8 maggiore della possibilit\u00e0 che ho nel quotidiano di interagire con persone di diversa estrazione sociale, politica o culturale.<\/p>\n<p>Uscire da quelle bolle fa scoprire <strong>modi di ragionare totalmente diversi<\/strong>, spiazzanti, fastidiosi e &#8211; a nostro modo di vedere &#8211; assurdi. Per farvi un esempio che sia chiaro, a me che non sono leghista basta andare a leggere i commenti dei sostenitori di Salvini per provare sgomento. In quei momenti <strong>sono fuori dalla mia bolla<\/strong>, l&#8217;area di confort in cui le persone hanno pensieri simili ai miei.<\/p>\n<p>Non ho ancora trovato risposta alla domanda che, successivamente, cresce in me: <em><strong>quanto di quel flusso di informazioni mi arricchisce nel pensiero?<\/strong> Quanto &#8220;rumore&#8221; bisogna osservare prima di dire basta e &#8211; parimenti &#8211; quanto mi fa bene osservare il mondo tramite la mia bolla?<\/em> Sono convinto ci sia una utilit\u00e0 nell&#8217;esplorare bolle differenti dalla mia: l&#8217;Italia non va a rotoli per <em>sfortuna<\/em> ma semplicemente perch\u00e9 esistono percentuali non trascurabili di persone che di quelle bolle fanno parte.<\/p>\n<p>Ultimamente sto iniziando ad apprezzare quegli account che provano ad <strong>attraversare continuamente bolle differenti<\/strong>. Gli americani che ci provano, pragmaticamente, scrivono &#8220;<em>Retweets are not endorsement<\/em>&#8221; nei loro profili per segnalare che quel che viene condiviso attraverso i loro account sono tentativi di portare alla luce voci di persone diverse nonostante, non sempre, se ne condivida il contenuto. <em>\u00abDisapprovo quello che dite, ma difender\u00f2 fino alla morte il vostro diritto di dirlo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>Perseverare nella propria bolla ci rende duri dentro<\/strong>, incapaci di comprendere l&#8217;altro, incapaci di provare empatia perch\u00e9 &#8211; semplicemente &#8211; non alleniamo pi\u00f9 quella parte di noi. Un tempo, <strong>le piazze cittadine erano il luogo in cui tutti avevano spazio senza distinzioni<\/strong>: un ricco poteva sgomitare con un povero, un bambino con un adulto, un ateo con un prete. Le piazze virtuali odierne hanno dei vetri che isolano finch\u00e9 non proviamo ad attraversarli.<\/p>\n<p><strong>Emanuele<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anni fa leggevo di una ricerca per cui l&#8217;utente medio, tende ad avere una navigazione e un&#8217;esplorazione del web definita e circoscritta. 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