Mac OS X Tip: letter switch.

Pressando Control+T sul vostro Mac, le ultime due lettere alla sinistra del cursore cambieranno di posto.

Ad esempio: Emanueel -> Emanuele. Oppure Appel -> Apple.

Se invece portate il cursore tra due lettere, lo scambio avverrà tra queste.

Utile quando vi accorgete di aver scritto una parola troppo velocemente. 😉

Emanuele

PS: funziona su tutte le principali applicazioni di Os X.

Agnelli esistenziali.

La prova che il piccolo principe e’ esistito, sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora e’ la prova che esiste.

Tratto da: “Il piccolo principe” di A. de Saint-Exupéry

Perché volere una pecora? Per la sua lana morbida e dolce? Per il suo calore? Perché è l’animale più buono della terra?

Perché volere una pecora dovrebbe rendere principi?

Voi, conoscete la vostra pecora?

Emanuele

Blogbabel si è spento?!

BlogBabel offOk, dico la mia. La blogosfera ne sta parlando in lungo e in largo e un paio di post mi hanno stuzzicato tanto da voler commentare.

Ho letto tutti i messaggi del gruppo; lo seguo da mesi sebbene vi abbia partecipato ben poco.

Iniziamo da BlogBabel. E’ un progetto che ammiro, che ha saputo portare qualcosa di nuovo alla blogosfera italiana e che si è fatto notare anche all’estero: chiuderlo è un peccato ben più grave dello scendere a compromessi.

Personalmente però, nonostante non mi importi rimuovere il mio blog da tale servizio, non capisco perché tanta avversione all’introduzione di una blacklist. Ogni servizio che si rispetti, fatto bene, lo permette. Ogni servizio di directory dovrebbe includerlo fin dalla nascita.

BlogBabel è un memetracker, ma è anche una classifica e una directory di blog (con le sue categorie). Io, con il mio blog non ho nulla da perdere nel vedere di essere dietro tizio e caio, ma realtà ben diverse dalla mia potrebbero vedere lesa la propria immagine attraverso quella classifica. “Il blog X sulla finanza è 500 posizioni più avanti rispetto al nostro che tratta lo stesso argomento”: gli utenti preferiranno – istintivamente – affidarsi al blog più “famoso” rispetto al secondo. Ecco che una classifica può risultare, all’estremo, la felicità di qualcuno e la tragedia di qualcun altro (anche economicamente per quelli che tentano di far di un blog uno strumento di guadagno). Privacy. Le statistiche più belle sono quelle che trattano dati anonimi. Chiedere di farlo a BlogBabel significherebbe eliminare la classifica, ma siccome rimane comunque un gioco che ad altri può interessare (io non ci vivo dietro, ma è divertente vedermi salire e scendere… sono stato per mesi intorno alla duecentesima posizione e da qualche tempo ero sceso intorno alla 400… ma non mi son mai lamentato, figurarsi se ha senso viver dietro quei numerini!) ecco che l’unica soluzione valida torna ad essere quella della blacklist.

Parlandone più concretamente, non la vedo per nulla difficile da attuare. La soluzione più brutta (ma attiva praticamente dopo 10 minuti) è un documento condiviso (e mi viene in mente Google Notepad…), la più elegante (e il lavoro a riguardo è davvero misero…) è un record in più per ogni blog. Quelli con “false” daranno risposta all’utente “Spiacente ma il blog che hai segnalato ha chiesto di non essere incluso su BlogBabel”. Così non si aggrava neanche il lavoro dell’editor (che nel primo caso avrebbe dovuto aprire il documento condiviso e fare un CTRL+F prima di accettare una segnalazione). Suvvia, non sta a me indicare le soluzioni… BlogBabel è tenuta in piedi da gente competente.

Ma torniamo a parlare della classifica. Ho letto che una classifica fatta rimuovendo dei blog non avrebbe più senso. Personalmente non sono d’accordo… sarebbe una classifica “discreta. Ma in fondo BlogBabel è questa, perché è da stupidi illudersi che la blogosfera italiana si limiti a 12000 (erano li più o meno) blog con una crescita di 100 blog al giorno. Era già discreta di suo… nonostante quei 20-30 blog che vogliono andar via. Si, 20-30, perché sono convintissimo che non sarebbero in molti quelli che alla fine andrebbero via. Se da un lato critico la scelta degli amministratori di BlogBabel, dall’altro critico i “capricci” di coloro che chiedono di andar via. Filosoficamente giustissimi, ok, ma forse un tantino viziati dalla “caramella che non riescono ad avere”.

Ad ogni modo, dovessero esser di più, la blogosfera indicizzata da BlogBabel crescerebbe ugualmente. Dubito fortemente che si avrebbero mai più rimozioni che segnalazioni giornalmente.
C’è chi ha detto “Si, ma technorati dice di rimuovere i blog ma poi in pratica è impossibile farlo”. Beh, perché pararsi dietro un brutto funzionamento di un altro servizio? Perché non cercare di essere migliori e tentare di offrire un servizio funzionante dalla testa sino ai piedi? E’ la user-experience quella che conta. Perché non far star bene l’utente anche all’atto della chiusura del servizio? Sarà lui a sentire, probabilmente, la mancanza considerato il bel trattamento.
E non ho parlato da nessuna parte di vie legali. Sebbene sia convinto che quel famoso post non sia voluta essere una minaccia ma esclusivamente un tentativo di portare attenzione e magari essere ascoltato, credo che intraprendere una azione legale per una ragione simile sia quantomeno da persone con molto tempo libero. Non studio giurisprudenza (fortunatamente! ;-)) e non so dire chi dei due avrebbe la meglio… ma sarebbe realmente da stupidi. Esiste la parola. La sensibilità, l’attenzione verso le necessità dell’altro. Non abbiamo bisogno di un giudice che ci detti ciò che dobbiamo fare.
Se attualmente la necessità degli utenti di BlogBabel è avere – potenzialmente – la possibilità di rimuoversi, perché non dargliela? Gli utenti saranno più contenti ed automaticamente saranno di meno quelli che ne parleranno male in giro.
Sicuramente è molto meglio rispetto a vedere un servizio interessante chiudere per un litigio da asilo simile.

“I memetracker, con la rimozione dei blog, ne verrebbero influenzati”. Ok, è vero. Mancherebbero al conteggio certe fonti. Ma in fondo non si può sperare di averle tutte. Anche Google quando cerca di dare un rank alle pagine indicizzate, sa benissimo di non conoscere l’intero web. Il suo database è ben più grande, ma le risposte che fornisce sono anch’esse “discrete”. Sono tante le pagine sconosciute, tante quelle a cui non ha accesso, tante quelle che l’accesso gliel’han bloccato. Il memetracker si fonderebbe su un indice discreto. Sarebbe un indicatore di ciò che “quella parte di blogosfera” sta apprezzando particolarmente. Ma in fondo, tornando al discorso di prima, è già così: BlogBabel non ha MAI conosciuto l’intera blogosfera italiana.

Personalmente inizio ad ipotizzare che i problemi siano altri… ed è forse un peccato che non ci sia stata la sincerità di parlarne in maniera più coerente. Mancanza di soldi? Stanchezza nello sviluppare? Interesse verso altri progetti? Nuovi interessi personali? Non so… sono solo ipotesi campate in aria ovviamente, sono sicuro però che in tal caso in tanti nella blogosfera avrebbero dimostrato la loro solidarietà e magari proposto aiuti/soluzioni a riguardo.
Mi auguro che Ludo (e chi decide insieme a lui) abbia voglia di mostrare con signorilità ed eleganza l’attenzione verso certi bisogni. E’ questo che fa di un servizio un Buon Servizio. E’ questo che fa di un admin un Signor Admin.

Spero di rivedere presto quelle pagine grigio scuro… non tanto per dire “ok, ha vinto X o ha vinto Y”, ma perché BlogBabel rappresenta attualmente uno dei servizi più interessanti per i blogger della penisola.

My two cents,

Emanuele

XP e WPA2: gioie (poche) e dolori (tanti).

Situazione: a casa ho impostato da mesi una rete wi-fi con WPA2 ed algoritmi di cifratura TKIP+AES.

Il MacBook ha digerito da subito la nuova connessione… mi ha chiesto la password e nient’altro (come in facoltà).

Ero convinto che in poche e semplici mosse avrei potuto far accedere anche altri portatili…

In questi giorni mia sorella è tornata da Milano per le vacanze pasquali portando con se il proprio portatile con Windows XP (sia perché non è nuovissimo, sia perché dovendoci lavorare non ha bisogno di appesantirlo con Vista…).

Ho tentato di darle la password… non bastava. Windows XP non supporta nativamente il WPA2. Bella mossa per la sicurezza.

Microsoft è comunque corsa ai ripari pubblicando prima una e poi un’altra patch per farlo andare (peccato che non le segnali neanche come aggiornamenti facoltativi tramite il suo bellissimo Microsoft Update…). Le installo a regola d’arte (la seconda anche da riga di comando…) ma la situazione sembra non cambiare.

Se attivo la WPA si collega tranquillamente, se tento – per maggiore sicurezza – di usare la WPA2… saluti e baci, XP resta fuori dalla rete.

Ah, per concludere, in questi giorni mi sto dilettando con l’iPod Touch del marito di mia sorella. Il piccoletto (oltre ad essere adorabile) ha accettato al volo la rete in WPA2.

Una cosa mi è sempre più chiara: i prodotti Apple sono un passo avanti rispetto a quelli di mamma Microsoft. 🙂

Emanuele

Ridimensionamento.

In questi giorni non sono stato occupatissimo, però ho trovato meno voglia di scrivere.

Un paio di settimane fa, una frase mi ha fatto riflettere molto…

Non recitate continuamente le stesse preghiere, come fanno i pagani, che pensano di essere esauditi se parlano molto. Ricordate che il Padre vostro sa esattamente ciò di cui avete bisogno ancor prima che glielo chiediate.

Matteo 6, 7-8

E così, forse anche per questo, mi son reso conto di essere il primo dei pagani che giornalmente pensa di dover chiedere per essere esaudito.

La serenità invece è ben altro.

Ieri sera, sotto la doccia pensavo ai “viaggi nel tempo” che l’uomo da secoli immagina di fare. E io pensavo che sarebbe bello potermi ritrovare – grazie ad uno strumento magico – avanti di alcuni decenni per qualche tempo. Giusto il tempo di “catturare l’esperienza futura”. Per essere in grado di gestire la mia vita ancora meglio di come tenti di fare.

Gli errori li faccio anch’io. Vorrei avere la capacità di “sbagliare meno”.

Spero di trovare quanto prima il tempo di confessarmi come si deve, mi sento sporco dentro.

Riguardo a questo blog… tranquilli che non scompaio, vi avviso solo che non so quanto durerà questa mia confusione interiore.

Emanuele

Vita tranquilla.

Ho sempre pensato:
quando avrò questo sarò saziato,
ma poi avevo questo… ed era lo stesso.
Ho sempre pensato:
troverò il mare e sarò bagnato
il mare ho trovato… ma nulla è cambiato… nulla…
Che cos’è… che io aspetto…
Io… voglio una vita tranquilla…

Tricarico – Vita tranquilla

Oblò - mare

E continuo a cercare…

Emanuele

PS: la foto è frutto della stupenda dote della mia sorellina…

Os X: Chess si blocca (o il Re si arrende?).

Non sono un grande giocatore di scacchi ma come il gioco della Dama sotto Windows, quello degli Scacchi mi ha catturato come ottimo passatempo quando voglio distrarmi 10 minuti.

Il gioco della dama sotto Windows soffre della continua fuga degli avversari che – messi in seria difficoltà dopo un paio di mosse – cercano un nuovo avversario. Inutile sperare nei giocatori “esperti”, scappano anche loro. 😎

Era avvilente… e così, con una partita a scacchi contro il computer sotto Os X credevo di aver trovato l’avversario ideale.

Preciso, matematico, rapido nelle scelte…

E invece, non capisco perché, ma ogni tanto anche lui scappa!

E’ come se il programma non riesca a prendere una decisione in certe situazioni e mi lascia in attesa perenne.

Una situazione simile è visibile nello screenshot sotto. Solitamente il tempo di reazione del gioco è tale che in alto spunta praticamente sempre scritto “White to move” (“muove il bianco” – che son io…).

Chess - Gioco in stallo

In questa giocata, sebbene il Re non sia in scacco matto, il computer non fa la sua mossa.

L’applicazione rimane completamente funzionante, posso guardare lo storico delle mosse, avviare una nuova partita, salvare quella attuale… ma non posso più continuare la sfida. Neanche un salvataggio e riapertura risolve la situazione.

L’algoritmo di gioco è in stallo.

Mac User… vi è mai capitato? Non succede spesso, ma se fate una dozzina di partite e non siete dei campioni da dichiarare scacco matto in 5 mosse, probabilmente potrete ritrovarvi in una situazione simile.

L’unica soluzione al momento è CMD+N ed iniziare una nuova partita… però ovviamente è deludente dopo tutto l’impegno non poter scoprire se avreste vinto o meno…

Emanuele

L’eeePC sta facendo la storia.

Sono appena tornato da una festa di laurea. Dopo una giornata diviso tra università e palestra, potete immaginare le mie condizioni…

Durante la serata però, una signora sulla quarantina (diretta a me da mio fratello, non che ci provi con le quarantenni! :-D) mi chiede informazioni sul nuovo sistema “Linus…”.

Dopo un paio di battute, le spiego che probabilmente voleva dire “linux”, sistema che per lei esiste da quando esiste l’eeePc.

Bene, rallegrato le spiego un po’ come funziona la cosa… e in quello stesso momento mi rendo conto che quel piccolo giocattolino bianco sta indubbiamente facendo la storia.

In questo periodo l’ho osservato da lontano incuriosito. Il mio MacBook con i suoi 4 pollici di grandezza in più mi fa vivere già in un mondo incantato… ma per chi non può permetterselo, un computer “con linus” 😉 installato pronto a collegarsi ad internet per appena 300€ è senza dubbio una cosa da non sottovalutare. Considerato che con 300€ la gente acquista un cellulare, avere un mini-computer allo stesso prezzo, è senza dubbio interessante e non è assurdo immaginarlo come futuro regalo per lauree, compleanni, etc.

Dimensione Asus EeePC confrontato con una custodia DVD“Entra in una borsa”… si, è proprio così, quella signora era stupefatta dalla compattezza e senza dubbio, per le donne, poterlo portare in giro così facilmente sarà una bella novità.

Si parla già da qualche tempo di una nuova versione… con uno schermo più grande, maggiore memoria e – wow – un chip WiMax integrato.

Personalmente penso che non durerà tanto neanche quella versione… la rivoluzione che questo giocattolino sta segnando porterà nei prossimi mesi ad una bella concorrenza nel settore degli ultra-portatili.

Non vorrei sembrare il Nostradamus della situazione, personalmente però consiglierei di attendere 8-10 mesi prima di prenderne uno. Ad esempio, è notizia di poche ore fa che MSI abbia sfornato il diretto avversario: Wind.

L’eeePc attuale è una specie di test, una scommessa che sta sondando il terreno per vedere a quanta gente avrebbe fatto gola un prodotto le cui caratteristiche principali sono il prezzo contenuto, le grandi doti di connettività e la compattezza.

Ormai, fortunatamente per Asus, la scommessa è vinta, e il nuovo mercato è in fermento… le novità migliori arriveranno in futuro.

E chissà, magari un giorno accanto al mio stupendo MacBook affiancherò un giocattolino da 300€ che grazie al wimax potrà essere potenzialmente “always on” e che, per via del costo decisamente inferiore, avrò meno timore di rompere/perdere quando sono in giro.

Intanto, mi auguro che quella signora decida di fare questo “grande passo”. Vedere sempre più gente abbandonare il mondo delle finestre è anch’essa una rivoluzione che pian piano sta prendendo piede… 😉

Emanuele