Configurare la propria rete wi-fi con DD-WRT in modo sicuro.

La seguente guida utilizzerà l’ultima versione di DD-WRT disponibile al momento in cui scrivo (v24 RC7).

Il sistema in uso è un MacBook con OS X Leopard, le impostazioni di DD-WRT valgono comunque indipendentemente dal sistema operativo in uso.

E’ una guida per persone abbastanza paranoiche nella protezione della propria rete wireless. L’attivazione di alcune funzioni (come indicato più avanti) potrà essere evitata.

Innanzitutto, se non abbiamo già installato DD-WRT, scarichiamolo da qui. E’ importante scegliere la giusta versione in quanto DD-WRT è un software che può essere installato su una miriade di apparecchi.

Nel mio caso, ho scelto dd-wrt.v24_std_generic.bin – adatto al mio Linksys WRT54GL 1.1.

La prima cosa importante da fare è impostare una route statica per il nostro access point wireless (se messo “in cascata” ad un router ad esempio).

Personalmente ho preferito che il mio router (un NetGear DG834) continuasse a fungere da server DHCP, così ho impostato il LinkSys come “client dhcp”.

Per far questo dovremo andare in Setup -> Setup Base ed impostare la voce “Impostazioni Per L’Indirizzo Del Server (DHCP)” come DHCP Forwarder ed impostando come server DHCP l’indirizzo IP del nostro router.

DD-WRT - DHCP Forwarder

Questo ci permetterà di impostare specifiche impostazioni di QoS e traffic shaping all’interno della nostra rete se il router che abbiamo “a monte” lo permette.

Fatto questo, dedichiamoci alla sezione wireless.

La prima cosa da fare è scegliere un nome e per far questo andiamo in Wireless -> Impostazioni di Base.

Non chiamatela “Rete vostro-cognome” o qualcosa di simile. Chi avrà voglia di divertirsi senza dubbio sfrutterà a suo favore l’aver identificato a chi appartiene la rete (chiamasi social engineering). Un esempio può essere quello indicato qui sotto. “iwmiti” è l’insieme delle prime lettere di una frase di una canzone che adoro (riuscite ad indovinare di che si tratta?! :-)). Senza dubbio non avranno significato per chi rileva questo nome cercando una rete da attaccare.

DD-WRT - Wireless Base Setup

Questo aspetto non è da sottovalutare, perché indipendentemente dai protocolli di cifratura utilizzati, dare un nome “appetibile” ad un curioso è già invitarlo a tentare una intrusione.

Continuiamo analizzando gli altri punti della scheda mostrata sopra.

La “modalità wireless” è una particolarità che rende DD-WRT un prodotto completo (non tutti gli access point domestici lo permettono). E’ possibile impostare l’access point come ponte tra reti diverse o come ripetitore. Se noi vogliamo solamente creare la nostra rete casalinga, ci basterà impostare quella voce in “AP“.

“Modalità di rete wireless” indica lo standard wireless da utilizzare. Se avete apparecchi di ultima generazione (tutti i portatili degli ultimi 3 anni sicuramente) potete benissimo scegliere di restringere la modalità wireless a “Solo-G”. Questo impedirà ad apparecchi più vecchi di collegarsi alla rete. Se non siete sicuri delle specifiche dei vostri device scegliete la modalità “Mista”.

Restringere lo standard non aumenta la sicurezza in maniera particolare, semplicemente obbligherà a chi tenterà di accedere alla vostra rete di avere un apparecchio recente. Non si sa mai che il vostro “vicino curioso” si ritrovi con una vecchia schedina wi-fi che funziona solo in modalità B… 🙂

A seguire, in quella pagina troviamo “Broadcast Del SSID Wireless”. Questa è una scelta abbastanza importante. Comincio col dire che, ad esempio, l’iPod Touch con il firmware di default non rileva le reti wireless “nascoste”. So che in rete è presente un software che gli permette di aggirare il problema, ma non l’ho mai provato. Il mio MacBook con Leopard invece non ha alcun problema e – che io sappia – neanche i portatili con Windows XP/Vista dovrebbero aver problemi a collegarsi ad una rete nascosta.

Qual è il vantaggio? Una rete con SSID nascosto non verrà elencata nelle utility di selezione delle reti del sistema operativo. Se il nostro aggressore non utilizzerà software particolari, non si accorgerà neanche della presenza della nostra rete.

Va da se che almeno la prima volta la rete dovrà essere “visibile” per permettere una connessione più agevole. Dopodiché potremo impostarla come “invisibile”.

Il “canale wireless” indica infine il range di frequenze sul quale il nostro access point trasmetterà i dati. Per evitare interferenze (e dunque subire un decadimento delle prestazioni del collegamento) è bene lasciar scegliere all’access point la frequenza più libera. Se invece state impostando una rete particolare (con più access point ad esempio), potreste voler scegliere manualmente le frequenze da utilizzare (magari distanziandole il più possibile per evitare interferenze…).

Vi ricordo che ogni volta che cambieremo scheda del pannello di controllo dovremo ricordarci di cliccare quantomeno su “Salva impostazioni”.

Fatto questo, spostiamoci nel pannello Wireless -> Wireless Security.

DD-WRT - Wireless WPA Setup

In questo pannello dovremo scegliere il protocollo di cifratura da utilizzare. Nuovamente, se non abbiamo device wireless datati, possiamo scegliere con tranquillità la “WPA2 Personal”. In caso contrario abbassiamo il livello di sicurezza a “WEP” o, nel peggiore dei casi, a “Disabilitato”.

E’ importante ricordarsi che il WEP è un protocollo di cifratura ormai obsoleto ed insicuro. Nel 2001 è stato “bucato” e da allora è possibile, nel giro di poche ore ed un po’ di pazienza, riuscire ad accedere ad una rete che utilizza questo protocollo.

Va comunque considerato che il WPA2, sebbene rappresenti il miglior protocollo di cifratura attualmente disponibile, non è sempre funzionante sotto Windows. In tal caso potreste voler scegliere la voce “WPA Personal” che rappresenta comunque un buon compromesso per la sicurezza della vostra rete.

Scelto il protocollo, dovremo scegliere l’algoritmo di cifratura dell’handshaking da utilizzare. Se non avete esigenze particolari (per l’ennesima volta, dipende dai vostri device), potrete scegliere l’AES che è un algoritmo più sofisticato (e potenzialmente più sicuro) del TKIP.

Infine, cosa più importante di tutte: la password. Inutile iniziare a fare qui le solite disquisizioni su come creare una password sicura. Io personalmente sono affezionato al mio password manager, in ogni caso, vi lascio un link su tutti.

E’ importante che la password sia quanto più randomica e lunga possibile. Esistono programmi che tentano attacchi brute force per scoprirla (in parole povere: se non puoi saperla, scoprila a tentativi!).

Fatto questo, salviamo le impostazioni.

La parte di guida che segue adesso, è indicata per i più paranoici o comunque coloro che vogliono utilizzare più impostazioni possibili per rendere inaccessibile una rete ad un aggressore. Se avete seguito pedissequamente quanto detto fin qui la vostra rete è già protetta ad un livello sicuramente maggiore dell’attuale livello nazionale in cui le reti “non protette” spopolano ad ogni angolo della strada. 🙂

Tutto ciò che segue, è un gradino in più, una difficoltà in più che metteremo per far perdere la voglia “al curiosone” di tentare un attacco verso la nostra rete.

In ogni caso… andiamo avanti e spostiamoci nel pannello Wireless -> Filtro MAC.

DD-WRT - Wireless Filtro Mac Setup

A questo punto è doverosa una spiegazione. Ogni periferica hardware di rete ha una specie di “targa” chiamato indirizzo fisico (o MAC) che identifica univocamente a livello mondiale quella periferica. “Filtrare i MAC” significa dire al dispositivo quali “targhe” possono accedere alla nostra rete (un po’ come i limiti anti-inquinamento nei centri storici delle nostre città…). Se non sapete come trovare l’indirizzo MAC della vostra scheda di rete wireless, date uno sguardo qui.

DD-WRT - Tabella indirizzi MACTrovato l’indirizzo MAC dovremo aggiungerlo alla tabella come indicato nella figura qui a sinistra, ricordandoci di cliccare su “Salva impostazioni” in basso prima di chiudere la finestra.

Impostare un filtro sugli indirizzi MAC ovviamente aumenterà la sicurezza della nostra rete perché l’aggressore dovrà avere una “targa valida” per poter entrare. E’ comunque possibile, molto facilmente, falsificare l’indirizzo MAC, così non è saggio affidarsi esclusivamente al filtro MAC per proteggere la propria rete.

Se non l’abbiamo ancora fatto, possiamo anche cliccare su “Applica” in modo da applicare tutte le modifiche fatte fin ora.

Un altro aspetto da non sottovalutare per proteggere bene una rete è stabilire quando dovrà funzionare. Lasciare attiva una connessione wireless (potenzialmente accessibile, molto comodamente, al di fuori della nostra proprietà) è come non abbassare le serrande di casa quando sappiamo che dobbiamo partire. Chi vuol attaccarci avrà tutto il tempo che vuole (mattina, pomeriggio, notte…) per effettuare i suoi tentativi d’attacco.

Spegnete la rete quando non vi serve!

DD-WRT se associato ad un access point LinkSys (e non so a quale altri modelli), offre un comodo pannello di gestione raggiungibile nella scheda Wireless -> Impostazioni Avanzate.

DD-WRT - Limite tempo segnale

Selezionate le ore in cui non fate uso della vostra rete. Io ad esempio preferisco che si spenga durante la notte (meglio dormire che perder tempo su internet…) e le ore in cui sono sicuramente fuori casa. Ovviamente in base alle proprie necessità è sempre possibile effettuare delle modifiche in futuro.

Per gli access point che abbiano installato DD-WRT e non presentano questo pannello (ad esempio il firmware per gli access point FON), è pur sempre possibile spegnere il modulo “radio” tramite semplici crontab.

DD-WRT - Modifica passwordInfine, per concludere la messa in sicurezza del nostro access point, non dimentichiamoci di cambiare nome utente e password di default dal pannello Amministrazione -> Gestione: non sottovalutiamo la possibilità di un attacco dall’interno. 🙂

Per rendere ancora più difficile le cose all’aggressore lasciamo attivo solo il protocollo HTTPS per accedere al pannello di controllo: è molto probabile che il nostro simpatico curiosone tenti di collegarsi al pannello di gestione utilizzando l’HTTP, o se siamo ancora più pratici possiamo disattivare totalmente l’accesso tramite pannello web per sfruttare esclusivamente l’accesso ssh tramite console.

Vi ricordo comunque che per effettuare un backup delle impostazioni o un aggiornamento del firmware sarà necessario accedere via HTTP al pannello di gestione di DD-WRT.

Non sottovalutate la potenza di DD-WRT. Questa guida si è concentrata esclusivamente sulle impostazioni di sicurezza della rete wireless ma DD-WRT è uno strumento molto più potente e flessibile che permette di gestire memorie di massa di rete o trasformare il vostro access point in un centralino voip.

E se non sapete dove installarlo… provate a dare uno sguardo qui… non si sa mai che vi ritrovate una di quelle scatolette bianche casa casa… 😎

Emanuele

PS: in questa guida non è stato sfruttato nessun piccione viaggiatore. Ringrazio invece Paolo Nutini per la piacevole compagnia che mi ha fatto tutta la serata con il suo cd These Streets. 🙂

Mi sono innamorato.

Stasera inizio dal titolo, solitamente spunta dopo… ma stasera ho scritto prima quello.

Mi sono innamorato.

Adesso facciamo qualche passo indietro e mettiamoci a riflettere. O meglio… mi metto a riflettere perché per voi saranno solo “mie riflessioni”, che magari vi faranno riflettere e che poi racconterete a qualcuno che volete far riflettere che a sua volta farà riflettere qualcun altro che deve aiutare un amico a riflettere… ok, mi sto perdendo. 😀

Stasera durante la cena ho guardato per una ventina di minuti AnnoZero. Direte voi… e che c’entra?

C’entra. C’entra perché ad AnnoZero han parlato un po’ di bullismo, di nazischin e… della visione del mondo – in generale – dei giovani d’oggi.

Invece di stare a discutere come professoroni in cattedra, AnnoZero è andato ad intervistare molti di loro… per conoscere meglio – senza intermediari – i loro punti di vista.

A dir la verità mi son venuti i brividi: è una società che esiste, che è intorno a noi (voglio pensare che chi mi segue con interesse abbia opinioni e visioni del mondo quanto meno simili…) e che non siamo in grado di immaginare.

Tra questi giovani, a farla da padrona, è il successo. Il guadagno facile, il divertimento sfrenato e la mancanza di carità verso il prossimo.

Alcune ragazze han dichiarato che pur di entrare al Grande Fratello, che identificano come qualcosa “che può far cambiare in meglio la loro vita” erano anche disposte “a darla” (esiste un modo più volgare e squallido per mercanteggiare il proprio corpo?!). I ragazzi dichiaravano che avere un tavolo prenotato in una serata in discoteca “fa fighi” e non importa se ti costa un botto. Apparire è un modo per “avere le ragazze attaccate come sanguisughe”.

Altri ragazzi invece, parlando degli extracomunitari dichiaravano che “chi viene a casa loro deve adattarsi alle sue regole – con le buone o con le cattive”. Dov’è finito l’altruismo? Il senso di accoglienza? “Se hanno problemi nei loro paesi, che se li risolvano da soli invece di venire qui…”.

Esiste una mentalità più chiusa ed arretrata?

Queste persone esistono! Questo aspetto mi mette i brividi… perché questi diversi esempi erano delle testimonianze, delle interviste… e non delle discussioni a tavolino fra filosofi e pensatori.

Ed è così che mi son sentito maledettamente diverso.

Non ho mai prenotato un tavolo… (ho imparato a farlo solo per San Valentino… dopo che una volta per una semplice pizza dovemmo aspettare le 10 di sera… :-)), non mi interessa il successo e piuttosto – finita l’università – sarò ben felice di fare un lavoro semplicemente dignitoso.

Ho 25 anni e torno a casa in bicicletta, ascolto anche canzoni per “bambini” mentre pedalo e non credo di essere neanche uno di quei “comunisti sfegatati” che, liberali per quanto siano, hanno anche loro certe strane contraddizioni. Non mi importa sembrare un comunista-filosofo-pensatore tanto quanto non saprei mai essere l’opposto di questi moderni radical-chic.

Mi sembra che queste persone abbiano in comune solo una cosa: poco amore, verso gli altri… e verso se stessi. Si ok, avranno sicuramente dei fidanzati e delle fidanzate, sicuramente si faranno “molti meno problemi di me” nel saltare da una storia all’altra… ma hanno poco amore. Quel che provano mi sembra dettato dall’amore verso l’entusiasmo ed il divertimento. Si legano perché “insieme si divertono”… e stop.

Io… in questi giorni mi sono accorto di una cosa che mi sta facendo riflettere tanto invece. Per certi versi mi fa anche paura… ed è proprio l’amore che ho per me.

Sembra una di quelle cose da psicopatici o – più gentilmente – da narcisisti avanzati. Eppure è così.

Mi sto rendendo conto di volermi bene. Ed è forse questa la più grande magia che sta avvenendo dentro me. Sento di riuscire a scalare montagne da solo e sento che nessun muro debba abbattermi perché “non voglio vedermi triste”.

E questo non significa che non ci siano persone a cui voglio bene, lo scrivo qui così come lo raccontavo stasera ad una potenziale-amica.

Un capo scout anni fa mi disse una cosa che mi rimase molto impressa e che forse in questi giorni sta uscendo con più forza. Bisogna essere buoni con gli altri, perché sono tutti figli di Dio, bisogna però avere rispetto anche di noi stessi, perché anche la nostra è una vita donata da Dio.

E così, come mi dispiaceva vedere star male persone cui voglio bene, allo stesso modo mi dispiace “vedermi triste” e la reazione più logica è cambiare atteggiamento.

Mi è stato detto che sembro esaltato in questi giorni, come se stessi affogando tutto sempre più in basso. Come se stessi scavando una fossa, più grossa possibile, per sotterrare tutto.

Questa cosa, prima che mi venisse detta l’avevo già tenuta in considerazione anch’io. Però penso anche di essermi risposto…

Quando bisogna fare un salto, non ci si può lanciare da fermi. Bisogna impegnarsi, sforzarsi, fare qualche passo indietro, prendere una rincorsa. La rincorsa è qualcosa che ti impegna ma che in fin dei conti – tecnicamente – non fa parte del salto. Viene prima.

Ecco cosa sto facendo io in questo periodo. Mi voglio bene, non voglio star male e così… mi sto impegnando per vivere sereno.

Pian piano questo impegno si trasformerà in abitudine e allora starò “saltando”.

“Vola solo chi osa farlo”. Ecco spiegato adesso perché quella frase era anche per me mesi fa.

La serenità va cercata, con coraggio e con impegno. Così come con coraggio ed impegno va cercato l’amore e la felicità.

Che poi, l’idea del salto, mi è sempre piaciuta, perché sono convinto che un salto verso l’alto nasconda tutto: sogni, impegno, forza di volontà, decisione ed allegria.

Mi sono innamorato di me, sembra quasi una ridicola contraddizione.

Ancora è presto per definirmi “sereno” per come lo intendo io, però credo di essere quantomeno sulla giusta strada.

“Dipendiamo dai nostri sentimenti”, sembra che non ci sia scampo.

In questo periodo però, ho messo da parte i sentimenti verso gli altri, per dedicarmi ai sentimenti verso me stesso.

Che male c’è?

Non credo di esser diventato insensibile o egoista. Sto solo continuando a concentrarmi su me stesso.

Perché continuare ad aspettare che nella propria vita arrivi qualcosa per esser felici, invece di viverla provando ad esser felici qualsiasi cosa accada?

Emanuele

Abit Av8 – Error Code 25.

L’errore nel titolo è quello che da tempo ricevo quando tento di avviare il mio pc.

Quel codice segnala una mancata rilevazione della scheda video.

Pensavo si fosse bruciata la mia (una Ati Radeon 9600-XT), invece neanche la nVidia GeForce FX5500 che Luca con tanta generosità mi ha regalato e spedito in pochi giorni ha risolto il problema.

Con il buon Gioxx abbiamo provato ad ipotizzare la qualsiasi su skype senza risolvere il problema: non c’è più modo di far partire il computer.

Ho provato a fare un reset del Cmos togliendo la batteria a tampone e cambiando di posto (pin 1-2) il jumper di reset.

Ho provato a togliere le altre schede PCI.

Ho provato a togliere a turno un banco di ram.

Ho provato a staccare le altre periferiche (lettore floppy, dvd, etc…).

Nulla, è morta la scheda mamma o quanto meno lo slot VGA. 😥

Preventivo hackintosh EssediL’unica soluzione che mi è venuta in mente è quella di assemblarmi un hackintosh economico (riciclando tutto ciò che posso prendere dal vecchio pc) in modo da poter installare anche OS X sul computer fisso.

Tutto ha un prezzo nella vita però… e questo a sinistra è il preventivo venuto fuori su Essedi seguendo i consigli di un altro Luca.

A dir la verità mi piange un po’ il cuore… perché è una spesa che non volevo fare adesso e perché il mio computer fisso mi “andava bene” così com’era.

Qualcuno ha altre idee su come rianimare questa scheda madre? Altrimenti… qualcuno sa indicarmi un posto più economico per prendere quell’hardware? 😐

Quei soldi ultimamente stanno volando! 🙁

Emanuele

Yamabushi.

Stasera sotto la doccia pensavo a tante cose. Pensavo alla punteggiatura italiana… alle virgole, ai punti, ai due punti… e chi più ne ha più ne metta.

Pensavo anche che in questo periodo parlo tanto da queste parti, ma ci sono ancora tante cose che non dico. Sono li, sospese in aria.

E per favore, non pensate che siano solo cattiverie. Anzi…

Sono pensieri, riflessioni che sto tenendo dentro. Ogni tanto riaffiorano, li coccolo un po’ e poi li rimetto a dormire.

Mi rendo conto che mia madre è più saggia di me ad esempio. Mi rendo conto che… la bicicletta e la palestra mi stan facendo bene.

Mi rendo conto che… bisogna vivere così, spensierati.

Il resto non lo dico, perché… mi rendo conto che questo blog ha più potere di una katana per un samurai.

Emanuele

Ritorno a pagerank 5.

Pagerank 5Me ne ero accorto già sabato… però non avevo avuto tempo per parlarne, così lo faccio adesso.

Dopo esser sceso a pagerank 4 per circa due mesi, questo blog è tornato da qualche giorno al “fatidico” 5.

Inutile tentare di intuire il perché.

L’unica cosa che ad Aprile è cambiata è stata l’assiduità nello scrivere che… si è intensificata. A Google – notoriamente – piacciono le pagine molto aggiornate però ovviamente non può bastare questo a far salire di livello.

Chissà cos’altro ho fatto… si sarà intenerito per le mie smorfie?

Intanto, la prima modifica evidente è il nuovo rank del mio nome. 😎

Quanto durerà questa volta? 🙂

Emanuele

Sono io il Re del web!

Provate a cercare il mio nome su Google. Da qualche giorno, come nella foto sotto, il mio blog è il primo risultato.

Emanuele - Google Search Rank

Potrò vantarmi di indicare il mio sito a qualche amico semplicemente dicendo “cerca il mio nome su Google, sono il primo…” (il che non è da sottovalutare, visto che il binomio Google=internet è sempre più consistente…).

Certo che vedersi come il più famoso “Emanuele” d’Italia su internet fa strano, soprattutto tra 8.260.000 risultati!

Una volta tanto, anche Vittorio Emanuele di Savoia deve inchinarsi davanti al suo Re! 😎

Emanuele

Gelosia vattene via.

Stamattina mentre ero a lezione mi sono reso conto di cosa “stia aspettando” (tra le tante cose). E’ stato bello perché mi rendo conto che il passare dei giorni fa solamente bene… perché le cose escono fuori pian piano e non si può pretendere di avere tutto subito.

Bene… la leggerezza nel cuore che voglio ritrovare, è fatta anche dall’assenza di gelosia.

Quando tutto iniziò, ricordo che lei si lamentava perché non fossi geloso… poteva stare con chiunque e non mi dava fastidio. Aveva paura che non tenessi a lei, mentre dentro di me, sapevo benissimo quanto era importante… e cercavo piuttosto di dimostrarlo in altri modi.

Come un bambino che crede nell’Amore, e forse un po’ ingenuamente, non arrivavo inoltre a comprendere perché dovessi “preoccuparmi”.

Prima di pensare ad una nuova storia voglio ritrovare quella dolce ingenuità che credo di aver perso (ma di brutto brutto brutto… :x).

La gelosia fa male a chi ne è “oggetto” ma ancor di più, mangia dentro chi la prova.

Come scrive Roland Bartes, “Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri.”.

Sto lavorando su me stesso (sebbene qualcuno non ci creda) e questa è una delle cose che voglio riconquistare. 🙂

Emanuele

Dual monitor: che delusione!

Quando sono stato a Milano sono passato da Mondadori Informatica ed ho preso al volo l’adattatore mini-dvi -> VGA per attaccare il monitor del mio pc al mio MacBook.

Non avevo mai provato a lavorare su qualcosa di simile e così, incuriosito, non ho resistito.

La funzione dual monitor su qualsiasi sistema operativo funziona in due maniere: mirror mode ed extended mode.

Il “mirror mode” è una semplice copia del nostro monitor principale su un monitor esterno.

L’“extended mode” invece è una modalita in cui l’area del desktop diventa la somma dei due monitor. In pratica si ha molto più spazio per le applicazioni.

In realtà volevo provare da tempo il “mirror mode” perché pensavo di poter utilizzare OS X con il monitor da 17″ quando ero a casa invece di “accontentarmi” del 13,3″ del MacBook.

Purtroppo, ho scoperto che il differente formato del pannello lcd (4:3 il 17″, 16:9 il 13,3″) rappresenta un limite non aggirabile. Duplicando il display il massimo che posso ottenere è un 1280×800 che è appunto la risoluzione del 13,3″. Riportato su un 4:3 significa avere due bande nere, sopra e sotto, inutilizzate.

Ingenuamente speravo che fosse possibile disattivare il monitor principale per affidarsi totalmente al monitor secondario con la sua risoluzione nativa…

La funzione “extended mode” invece mi sembra inutile con Leopard che grazie alla comodità dei suoi Spaces permette di avere già (al volo) più spazi desktop.

Inoltre, non lavorando spesso con applicazioni piene di palette e palettine (photoshop tanto per dirne uno) non è un gran vantaggio poter avere due applicazioni differenti contemporaneamente sotto gli occhi.

Mi affido dunque a quei pochi utilizzatori di dual-monitor: come vi siete organizzati? Quando ed in che modo sfruttate il dual monitor?

E infine… esiste un metodo per sfruttare esclusivamente il monitor secondario? 🙂

Ciao e grazie a chi risponderà in maniera esaustiva,

Emanuele