Luca… un ragazzo di cuore(.org).

Ci sono persone che questo blog l’hanno scoperto da sé… ce ne sono altre invece, che ci son finite perché sono state disturbate.

E’ il caso di Luca, blogger da poco ma sul web da tanto.

Così tanto che… conobbi il suo sito anni ed anni fa tramite IRC. C’era un nick che “volevo avere a tutti i costi”. Era “Dreams“, omonimo del canale che gestisco dal 2001 su Azzurra (ora un po’ meno per colpa degli impegni).

Tramite whois, vidi un indirizzo nel realname che mi colpì: cuore.org.

Cosa c’era dietro un dominio così particolare? Un click ed ero dentro.

Pochi attimi per riconoscere una persona molto sensibile. Il vecchio “cuore.org” infatti era abbastanza diverso da quel che vedete adesso.

Era una vetrina di pochissime pagine. La prima valeva però l’intero dominio. C’era una foto ed una frase… nessuna dinamicità, nessun rumore intorno.

Solamente una foto, impaginata ad arte ed accompagnata da poche semplici parole. Ferma li, lasciava il posto ad una nuova emozione solo dopo esser invecchiata per mesi.

Così… un bel giorno decisi di contattarlo su Azzurra per fargli i miei complimenti. Il suo modo di esprimere la malinconia lo sentivo molto vicino, molto soffice.

Gli anni son passati ed il sito si è trasformato… e insieme a lui anche il rapporto tra me e Luca – che ultimamente mi ha pure regalato una scheda video – e che giornalmente mi rompe le palle per sapere come va la giornata tramite Skype. 😛

Luca lavora, però fa anche il volontario sulle ambulanze milanesi (lo hanno sostituito alle anestesie… la gente che lo vede sviene al volo…) e dipinge.

Insomma, è un gran bravo ragazzo (ok, per questa mi devi almeno 100€…8-)).

Se dovessi concentrarmi sul suo sito, l’unica cosa che mi verrebbe in mente è una: sposta l’intero sito (o quel che vuoi) in una sottodirectory e ripristina quelle belle pagine iniziali…

Erano un tocco al cuore. 🙂

Emanuele

PS: Luca ha vinto l’ultima sfida, ecco il perché di questo post!

Ma io, sono davvero una persona insicura?

In questo periodo sto riflettendo tanto su questo aspetto del mio carattere… ed inizio ad avere tanti dubbi a riguardo.

Non sono così frettoloso da pretendere di trovare subito la risposta… così continuerò ad osservarmi in futuro, però certe lampadine si sono anche accese nella mia scatoletta.

Innanzitutto, bisogna partire da una cosa fondamentale: chi è una persona insicura?

Una persona insicura è una persona che tende a dipendere dagli altri. Tende ad omologarsi per star bene. Tende a non osare per paura di sbagliare. Tende a non lamentarsi per paura di ritrovarsi sola.

Tende insomma ad essere lo specchio di chi ha intorno.

Quando io dormo… tu dormi. Quando io parlo… tu parli. Quando io rido… tu ridi. Quando io piango… tu piangi.

Daniele Silvestri – Le cose in comune

Molto bella questa canzone di Daniele Silvestri… lui parlava di queste omologazioni in modo dolce e romantico. Non esiste solo quell’aspetto nella vita però.

E’ bello diventare un tutt’uno con la persona che vogliamo ci accompagni nella vita, però bisogna anche saper essere se stessi con la propria personalità.

E così… ripenso a questi anni, al mio passato. Sono solito credere che “da piccolo ero più insicuro”… ma da qualche giorno mi chiedo: ma è davvero così?!

Di esperienze ne ho avute tante… di scelte idem. Di periodi difficili pure. Eppure… sempre per una strana necessità di non tradire ciò in cui credo, anche “da piccolo” non mi piegavo a ciò che la società – ma non solo – insegna.

Un esempio? A 17 anni mi ritrovai l’unico a non fumare nel mio gruppo di amici. Mi resi conto di questa cosa quando, durante una route scout, tutti chiesero di potersi allontanare per una “pausa sigaretta”. Oltre al fatto che adesso, da capo, vedo quella richiesta come poco felice… mi rendo conto che se fossi stato una persona insicura avrei automaticamente fatto parte di quel gruppo. Erano i miei amici. Quelli con cui ero cresciuto. Quelli con i quali condividevo le mie giornate. Quelli che… “facevano parte di quel branco”. E fumavano. Tutti.

Soprattutto a quell’età, la necessità di sentirsi “parte di un gruppo” è qualcosa di fondamentale. Eppure… io sapevo di farne parte senza dover dire sempre si. Sapevo che loro erano miei amici. Loro mi cercavano per ciò che ero e non per ciò che facevo e così non c’era motivo di fumare con loro. Loro alla fine si allontanarono per fumare… io, rimasi solo. Ma ricordo benissimo che “non mi importava più di tanto”. Per me, era stata una scelta naturale.

Un’altra volta invece – ricordo la storia con le canne. Ero un po’ più grande… portavo i rasta e in quel periodo le ragazze mi si avvicinavano come fossi miele (argh, dovrò farmi crescere nuovamente i capelli… :-P). Una sera andammo insieme ad alcuni ragazzi sulle cabine a Mondello (località balneare…).

Sdraiati li sopra, si vedeva il mare e le stelle. C’era buio e si rideva. Insieme a noi però, salirono anche le birre… e le canne.

E li imparai una cosa. La canna non si chiede, secondo un boh, chiamiamolo cerimoniale, la canna va passata. Arrivò pure a me…

Ero appena maggiorenne. Potevo sentirmi libero e felice di fare quel che volevo. Ed in effetti lo ero. Mi sentii libero di dire di no. La canna passò oltre… ed io non mi curai più di tanto dei tipi strafighi che mi consideravano “strano” (ma – immagino – non solo… :-D) e di quella ragazza che ci provava (e chi non cerca di esser figo davanti ad una ragazza a quell’età?!). E’ che per me, esser fighi è altro. Non significa senza dubbio dimenticarsi di certi valori…

E’ insicurezza questa? Me lo chiedo da giorni…

In questi anni ho osservato una ragazza. L’ho vista buttarsi tra le braccia di chiunque alla ricerca di affetto. Ho provato a dirglielo più volte… e certe volte sono pure risultato duro e scontroso… però lo dicevo non solo perché è facile dirlo agli altri… ma perché certe scelte, le avevo vissute anch’io prima di lei in passato.

Ho aspettato anni prima di stare con una ragazza. E non che non ci fosse chi si faceva avanti… anzi. Però nessuna mi convinceva. Nessuna aveva la pazienza di dimostrarmi che era un sentimento sincero. E così… attendevo. E non ero mica un santo. Anche a me pesava il fatto di esser soli. Di uscire la sera e non avere mai la mano di nessuna ragazza da stringere… di andare a mare sempre con i soliti amici e non abbandonare quell’aria di pre-adolescenza che quella scelta faceva respirare.

Qualche tempo fa ho dato della zitella (in calore – ma non gliel’ho detto) ad una ragazza. Sono stato duro nuovamente… però, il tempo (e qualche opinione a riguardo) mi ha mostrato anche che non mi sbagliavo. Perché certi atteggiamenti si notano lontani un miglio.

E’ insicurezza questa? Me lo chiedo ancora. Fossi stato insicuro, la prima ragazza che mi spuntava davanti sarebbe diventata “la donna della mia vita”. Mi sarei avvinghiato a lei come un polipo. Andò molto diversamente invece…

Cambiando discorso, l’altro giorno, ho avuto una discussione con un ragazzo stupido. Sono sincero ed è inutile nasconderlo (tanto di qui non passerà mai…). Dopo neanche mezz’ora di discussione, senza peli sulla lingua, gli ho detto che le cose in Sicilia non cambiano perché c’è gente come lui… e mi sono voltato, senza perdere ancora tempo in quella discussione senza fine.

E’ insicurezza questa? Gli insicuri, abbiamo detto prima, sono persone che difficilmente esternano ciò che pensano senza farsi problemi, per paura di sbagliare o di ritrovarsi esclusi.

In questo periodo ho lasciato tutto. Sto facendo un grande salto perché non vedevo più quei valori in cui credo così fermamente.

Vivo le mie giornate da solo… mi sto appassionando a tante nuove cose e… non ho neanche bisogno di conoscere nuove persone per nascondere – a me stesso – la paura di perderne altre. E questo non significa che me ne stia solo. Esco (a dir la verità anche troppo) con ragazzi e ragazze… ma quando torno a casa “non mi manca niente e nessuno”. Sono momenti piacevoli… senza stare a misurare la simpatia o la sintonia con gli altri.

E’ insicurezza questa?

Anni fa, avrei volentieri spaccato la faccia ad un ragazzo. Arrivai da lui con l’animo di chi con un sol colpo avrebbe potuto dividere la terra in due metà. Non dimenticherò mai il fuoco che avevo dentro. Eppure… arrivai li… e mi bloccai. Gli dissi che era uno stronzo ma… non potevo alzargli le mani perché mi faceva schifo farlo. Chissà se lui lo ricorda ancora.

Era insicurezza quella? Neanche in un momento di estremo nervosismo riuscii a tradire ciò in cui credo.

Io non credo di avere due genitori perfetti. Vedo in loro decine di difetti (come gli altri ne vedranno in me) ma credo che in una cosa siano riusciti alla perfezione. Sono riusciti a trasmettermi, quasi come fossero scolpiti, dei valori. Li ho fatti miei e neanche nei momenti di debolezza riesco a tradirli. Non so disfarmene… non so dimenticarli, e ringrazio Dio per la forza che mi da… perché non è tutto merito mio.

Sto scoprendo che forse la persona insicura non sono io. So bene cosa è giusto scoprire e cosa debba rimanere un mistero: solo i bambini hanno bisogno di sfamare la loro curiosità (più che le loro pance) scartando tutte le caramelle. So fare le mie scelte indipendentemente dagli altri e non ho bisogno di adeguarmi alla massa.

In questo periodo poi, tutto ciò è amplificato a dismisura… e credo che una risposta sia la chiave di lettura.

Qualche tempo fa, mia madre vedendomi giù per come mi andavano le cose mi chiese… “vuoi andare da qualche psicologo per parlarne?”. Non ho nulla contro gli psicologi. Lo premetto sia perché non mi va di offendere gli eventuali psicologi di passaggio da qui, sia perché sono un convinto sostenitore di questa utilissima professione (al contrario credo ci sia una grande paura ed arretratezza a riguardo…). La risposta che però diedi a mia madre, nonostante fossi in lacrime, fu: “no mamma, voglio farcela da solo.

Ancora, nonostante siano passate varie settimane, quella risposta mi torna in mente, soprattutto perché ero – sorprendentemente – io a dirla.

Ed è questo per ora il mio motore. Ho tanta voglia di sentirmi vivo e di farcela con le mie forze in tutti i sensi.

Ecco spiegato anche il mio bisogno di muovermi in bicicletta. Non voglio che sia lo zaino di 10kg, le salite o la distanza da casa del collega a frenarmi.

Sono in grado di fare. Sono in grado di fare tanto e bene.

E così, insieme a quelle regole, continuo anche ad analizzar me stesso.

Vedo che mi sta facendo tanto bene questo periodo di solitudine. Mi sta permettendo di scoprire con calma e serenità me stesso.

Ed è una grande fortuna, perché, se ci si pensa due secondi, siamo la prima persona con la quale dobbiamo imparare a condividere la nostra esistenza… 🙂

Emanuele

Vimeo, che delusione.

Su consiglio di Zobbi mi son registrato su Vimeo.

Servizio simile a Youtube ma con una marcia in più. Vimeo infatti non impone limiti di dimensioni e/o tempo ai video, si hanno piuttosto 500MB in upload da gestire ogni settimana.

Sembrava tutto bello e perfetto. Al volo ho inviato gli ultimi due video fatti con la videocamera sportiva che effettivamente risultano più belli da vedere…

Ero così felice che, senza pensarci due volte, ho preso l’archvio di tutti i file flash recuperati da Youtube e salvati sul mio hosting per inviarli a Vimeo e renderli così, nuovamente disponibili.

Sfortunatamente ad accogliermi durante l’upload un laconico “We don’t accept FLV uploads at this time” ha spento il mio entusiasmo.

Che delusione! Un servizio che basa la sua fortuna sullo streaming di video in flash, che non accetta l’upload di video già in flash.

Spero tanto che introducano presto la possibilità… sinceramente ho pochissima voglia di convertire tutti quei video in mov/avi – con conseguente perdita di qualità – per porterli ripubblicare…

Qualcuno ha qualche alternativa da segnalarmi? 🙂

Emanuele

La Giulsss… che strana ragazza!

Come dicevo in un commento, mi sta piacendo tantissimo offrire delle recensioni in cambio di piccoli giochi per un motivo semplicissimo: sto conoscendo i miei lettori e le mie lettrici! 🙂

Prima un ragazzo, poi una ragazza si son fatti vivi incentivati dalla possibilità di farsi conoscere.

E Giulia, sebbene l’abbia scoperta solo oggi pomeriggio, merita molta attenzione.

E’ una fortunatissima viaggiatrice. Diciamo che questa cosa gliela invidio da morire… credo sia quasi diciannovenne ma è già stata in Messico, Grecia, Egitto, Cipro, Vienna, Amsterdam e non so in quanti altri posti… così la prima domanda sorge spontanea: mi spieghi il segreto della tua vita? Dove trovi il tempo e le finanze per tutti questi viaggi? A Milano hai solo la residenza? 😀

Il suo blog, è un continuo immergersi tra immagini e sensazioni da mille parti del pianeta.

Sarà che mi piace esplorare ma il modo di Giulia di guardare il mondo è molto particolare e profondo.

Le frasi che accompagnano le immagini fanno sognare quel che l’immagine non dice.

Più che altro dispiace vederla “poco attiva” come blogger, sebbene abbia iniziato a farlo nel 2004. Probabilmente questo viaggiare le regala tanta sensibilità ma anche poco tempo per scrivere…

Non mi inoltro nei tecnicismi in quanto dice di “non capirci una mazza” però le chiedo solo una cosa: che aspetti ad attivare i feed?! Ho voglia di aggiungerti al mio feedreader… ma senza quella preziosissima funzione non mi è possibile seguirti con facilità. Se non sai come si attivano chiedi pure qui che qualche blogger su Splinder spunta sicuro… (e poi nel 2003 iniziai anch’io su Splinder… ;-)).

In cambio di una recensione avevo chiesto un “commento al contrario”. Lei il post lo ha già scritto, io a dir la verità ho iniziato a scrivere il mio prima di leggere il suo. Mi ha riempito di tante belle frasi. Davvero… la sua recensione sono sicuro che sia 1000 volte più bella della mia.

Sia perché mi ha stupito l’idea che ha di me, sia perché non è vero che non è in grado di scrivere in maniera particolare. L’impegno è vero, ci vuole in ogni cosa… ma è così per tutti. Non credo di avere nessuna arte in mano e… ad esser sincero, seguo pochi blog di scrittori perché mi fan sentire al volo una caccolina del loro naso… 😉

Per rispondere alle sue difficoltà nella navigazione sul mio blog, oltre al menù a tendina con l’archivio mensile posto a destra, hai visto che in basso nella homepage è presente il link “Post Precedenti“? Basta cliccare su quello per navigare (ti piace questo verbo? ;-)) indietro nel tempo sfogliando le pagine del blog!

Ed è vero che scrivo tanto… è che ho tanta tanta tanta voglia di comunicare ciò che vedo/sento/vivo! 🙂

Grazie ancora a te per esser diventata mia lettrice,

Emanuele

PS: ma avete tutti la sua stessa difficoltà nel navigare sul mio blog?!

Mistya: un blog(ger) misterioso.

Qualche giorno fa, con il primo video-post, avevo promesso una recensione al visitatore “con l’orecchio più fine”. Il più bravo il più tenace, alla fine, si è dimostrato Mistya che ha indovinato 7 canzoni su 8.

A dir la verità, quando ho lanciato la sfida non avevo pensato che avrebbe potuto partecipare un blogger che non conoscevo… così questa recensione sarà senza dubbio una “prima impressione” su quanto ho letto in questi giorni.

Intanto si è aggiudicato un posto nel mio feedreader…

Iniziando dai contenuti, posso dirvi che Mistya… è un blogger “tutto e niente”, proprio come me. Studia giurisprudenza ma sento puzza di passione per l’informatica.
Utilizza Ubuntu (ed è una gran cosa) ma preferisce spesso parlar d’altro.

Purtroppo, un po’ come il suo nick *misterioso*, tante cose passeggiando sul suo blog rimangono un mistero al visitatore casuale.

Uomo o donna? Mistya mette confusione. E’ uomo (e se ravanate abbastanza, riuscite a trovare anche una foto… in prima pagina…: lo correggerai il link?! ;-)).
E’ calabro e studia a Messina? Oppure è messinese e studia in Calabria? Anche qui… credo che dovrò chiedergli lumi.

Intanto però sembra interessante, non banale… forse però – poco costante.

Non chiederei a nessuno di scrivere 24 post al giorno (uno l’ora?!) però l’ultimo post risale ad oltre una settimana fa, così capire dove sia finito… rimane anch’esso un mistero! 😛

Penso che esser costanti sia una delle chiavi di successo principali. I lettori sanno che troveranno roba nuova da leggere… e sfameranno la loro – modernissima – sete di notizie. 🙂

Passando all’aspetto tecnico (che son sicuro gli interesserà da nerd dichiarato qual è…), è un peccato vedere che la pagina contiene un centinaio di errori di validazione.

Se si vuol “essere amati dai motori di ricerca” (qualcuno ha detto Google?!) è bene che le pagine siano pulite e facili da interpretare. Gli errori senza dubbio non aiutano. Magari tra qualche settimana, un plugin per wordpress che ho in cantiere (tempo permettendo) gli tornerà utile… 😉

Non voglio disquisire sul tema perché, sebbene non mi faccia impazzire, credo che sia una delle parti di un blog che più rispecchia il carattere dell’autore.

Mi dispiace però quell’header forse un po’ troppo grosso e senza un link diretto in homepage.

L’immagine, per coerenza ormai :-P, rinnova ancora quell’aria di mistero che avvolge questo blog ed il suo proprietario. 🙂

Infine i feed troncati… cambiali! I feed servono per rendere più agevole e rapida la lettura dei contenuti. Se mi obblighi a visitare il sito… che vantaggio ne avrò?!

Credo di aver detto tutto… adesso mi farebbe piacere sapere cosa pensi tu del mio blog. E’ stata una sorpresa scoprire che mi leggi in quanto non avevi mai commentato prima.

Come sei finito da queste parti? Cosa ti ha spinto ad abbonarti al feed?

Ehm, quasi quasi quest’ultima domanda la ripropongo a tutti quanti. 😉

Emanuele

La mia parte intollerante.

Sono appena tornato – sudatissimo – dall’università. 😐

Mentre pedalavo verso casa, ho risentito una canzone di Caparezza che mi è piaciuta tanto.

Sto rivalutando questo cantante che, con il suo stile abbastanza particolare, dice spesso cose buone e giuste.

3° B di un I.T.C. Una classe di classici figli di.
Ho dubbi amletici tipici dei 16: essere o non essere… patetici.
Eh si, ho gli occhiali spessi, vedessi.. amici che spesso mi chiamano Nessy,
indefessi mi pressano come uno stencil..
Bud Spencer e Terence Hill repressi, con grossi limiti
ma imbottiti di bicipiti da divi che invidi,
vengono i brividi se per fare i fighi lasciano lividi.
Non vivo di pallone,
non parlo di figone,
non indosso vesti buone,
quindi sono fuori da ogni discussione.
No, non mi conoscono ma tirano le loro nocche sul mio profilo da Cyrano,
se sei violento tutti qua dentro ti stimano,
se sei mite di te ridono come di Totò,
però chi è mansueto come me sa che quando le palle si fanno cubiche,
come un kamikaze che si fa di sakè metto a fuoco intorno a me.

Trovo molto interessante la mia parte intollerante
che mi rende rivoltante tutta questa bella gente…!!

Affianco al mio banco un hippoppettaro sniffa polvere da sparo,
dice che un tipo è capace per quanti buchi ha nel torace,
lo capisco ma preferisco Karol a dischi di artisti muscolosi,
orgogliosi dei loro trascorsi malavitosi,
vanitosi ripresi con pose da bellicosi
mentre io sono fiacco ed ho la mononucleosi,
studio in una classe di rissosi eccitati dai globuli rossi
manco fossero Bela Lugosi.
Tieni presente che sono commosso cerebralmente da gesti
eccessivamente affettuosi.

A 16 anni le opzioni sono 2 visto che o diventi pugile o diventi come me che sono debole,
che non ho regole,
che ho roba demodè,
che detesto il chiché dell’uomo che non deve chiedere mai,
dato che se non chiedi non sai,
dato che adoro Wharol e Wilde,
dato che se mi cerchi mi troverai nel viavai di un gay pride,
ma sappi che se mi provocherai sono guai,
Dottor Jekyll diventa Mr Hyde e ti ammazza stecchito col Raid.

Trovo molto interessante la mia parte intollerante
che mi rende rivoltante tutta questa bella gente…!!

Cari professori miei, io vorrei che in giro ci fossero
meno bulli del cazzo e più gay,
più dreadlock e meno monclair, più Stratocaster e meno DJ,
chiama la strega di Blair che ho un progetto in mente:
rimanere sempre adolescente.
Io sono molto calmo ma nella mente ho un virus latente incline ad azioni violente.
Si sente sempre più spesso che sono un pazzo depresso.
Meglio depressi che stronzi del tipo “Me ne fotto” ,
perché non dicono “Io mi interesso”?
Che si inculino un cipresso, dunque, tanto il mio destino è stare solo con chiunque.
Alle bestie regalerò i miei sorrisi
come Francesco d’Assisi e Pippi Calzelunghe
!

Trovo molto interessante la mia parte intollerante
che mi rende rivoltante tutta questa bella gente…!!
Trovo molto interessante la mia parte intollerante
che mi rende rivoltante tutta questa bella gente…!!
Trovo molto interessante la mia parte intollerante
Trovo molto interessante la mia parte intollerante
Trovo molto interessante la mia parte intollerante
Trovo molto interessante

Caparezza – La mia parte intollerante

Si potrebbe fare un tema su questa canzone. Ci sono migliaia di spunti di cui parlare per ore ed ore.

Mi piace quando dice “Perché non dicono “io mi interesso?””. Viviamo in una società in cui il menefreghismo ha la meglio su tutto.

Non si approfondisce mai nulla. Tutto rimane in superficie e ci accontentiamo di “ciò che abbiamo intuito”.

E se sei uno di quelli che invece tenta di vivere al contrario ecco che sei la persona “non normale”. “Strana”. Pazza depressa.

Devi essere come questa società impone per sentirti al sicuro da critiche.

E non parlo facendo filosofia. Qualche giorno fa ho avuto una discussione con un ragazzo che sosteneva proprio questa filosofia. E’ la massa a decidere e dunque lui sta con la massa.

Come se non avessimo un cervello noi. Come se il potere decisionale esistesse solo nella maggioranza. NO! Il potere decisionale è dentro ognuno di noi. Non esistono cliché da rispettare.

Non esiste “io mi sento con la coscienza apposto davanti a tutti”. Ma viviamo per avere la coscienza apposto o per portare avanti ciò in cui crediamo?

Certe cose mi mettono i brividi. E così… divento intollerante. E rifletto su me stesso.

E sebbene sappia che “la società è così” e non posso alienarmi, non posso vivere come un eremita, so anche che non mi piegherò mai a questo modo di ragionare.

E mi sta anche bene perdere contro questa maggioranza più grande di me. Ma diventerò almeno martire di ciò in cui credo.

Non è una scelta banale. Non è una scelta da stupidi.

Ed è così che ci ritrova a fare buon viso a cattivo gioco mentre dentro di se si pensa tutt’altro. E’ così che… si spargono sorrisi come Francesco d’Assisi.

Ricordatevi però che non tutti i sorrisi hanno lo stesso significato. 🙂

Emanuele

Le cose in cui credo.

Ci sono cose, sentimenti, emozioni, parole, in cui credo così tanto che son disposto a mettere entrambe le mani sul fuoco.

So che sono così “giusti e perfetti” che – mai e poi mai – li tradirò. Mai e poi mai li baratterò per altro.

In questo periodo sto abbandonando tutto, però mi chiedo già che progetti abbia Dio per me.

Perché mi stia spingendo in questa direzione. Perché mi stia dando il coraggio di questo grande salto nel vuoto.

Vedo il resto del mondo sistemarsi e non mi fa paura. Lo lascio ruotare da solo… per la sua strada.

Sono seriamente nel pieno del salto, e questa sensazione mi gasa invece di mettermi paura. Invece di spingermi indietro.

So che alla fine del salto troverò ciò che cerco. Troverò anzi, ciò di cui ho bisogno ma che ancora neanche immagino di avere la necessità probabilmente.

Non so letteralmente dove atterrerò. Se ritroverò lo stesso mondo che ho lasciato, oppure un mondo nuovo.

Però so che crescere è questo: avere il coraggio di spingersi oltre.

Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me anche se è morto vivrà, e chiunque vive e crede in me non morirà in eterno.

(Giovanni 1,25-26)

Bisogna aver Fede, bisogna tornare a Credere.

Emanuele

ADSL pacco.

Da circa 3 giorni la mia connessione mi sta facendo innervosire.

Il router si collega senza problemi (ancora a 4mbit/256kbps), la connessione è stabile e non salta mai ma… si naviga lentamente!

Così lentamente che ho oltre un centinaio di feed da leggere che non riesco materialmente a scaricare.

Google Reader rimane in “caricamento in corso” perenne.

Avrei anche un paio di post da scrivere ma… senza potermi documentare meglio non posso farlo. Cercare una cosa su Google va spesso in timeout.

Se dunque scrivo meno non preoccupatevi: è per questo.

Stranamente questa volta non ho voglia di chiamare il 155 per iniziare a lamentarmi… vediamo però quanto dura questo disservizio e se sarà necessario dirgliene quattro.

A presto…

Emanuele

PS: non perdetevi le qualifiche di F1 a Montecarlo tra meno di mezz’ora! 🙂