Google Apps: errore 404 Not found.

Come sapete, utilizzo Google Apps per la posta ricevuta all’indirizzo e-mail di questo dominio.

Da qualche settimana però, il redirect mail.dreamsworld.it non funzionava più, pur non avendo effettuato alcuna modifica al pannello DNS.

L’errore (un 404 Not found), doveva dipendere dai server di Google, anche perché tramite traceroute vedevo che le richieste dal mio computer venivano consegnate all’IP 66.249.91.121, cui punta anche ghs.google.com.

Così, ravanando un po’ su newsgroup, forum e Google stesso, ho trovato la soluzione.

Basta andare nel pannello di gestione del dominio, cliccare su E-mail e poi su “Change url”, giusto sotto la scritta Web-address. A quel punto fate uno cambio d’opzione alla voce Change URL for Email, come nell’immagine sotto.

Google Apps Panel - Change redirect url

Salvate una volta la modifica e poi riattivate il redirect scegliendo nuovamente la voce sotto.

A quel punto i server di Google ed il redirect tornano a fare il loro dovere. 🙂

Emanuele

PS: ovviamente, se non dovesse bastare, provate a contattare il supporto tecnico…

Responsabilità verso il futuro.

Due giorni fa vi parlavo di responsabilità tramite il blog.

La responsabilità di ciò che scrivo, personalmente, la sento non solo verso chi mi legge adesso… ma anche verso coloro che mi leggeranno in futuro.

E mi torna in mente la pazza idea che ho io, di far vivere questo blog insieme a me… e farlo conoscere un giorno ai miei figli.

Ci vorranno anni ed anni ancora… però è strana come cosa.

Penso che non mi piacerebbe far vedere ai miei figli di aver passato una brutta vita o… di non esser stato in grado di superare qualcosa di difficile… o di essermi arreso o non aver creduto fino in fondo in ciò che facevo.

Penso anche che vorrei essere per loro un bell’esempio di come si possa crescere rimanendo bambini dentro o come si possa essere persone responsabili ridendo e scherzando anche quando un sorriso ad altre persone sembra di troppo.

Penso che vorrei essere una persona corretta, onesta, sincera, buona… e impegnata nel far del bene. Perché essere buoni è cosa giusta… ma non è abbastanza. Buoni dovremmo esserlo tutti, fare del bene è invece una marcia in più.

Ecco, da qualche settimana mi domando come sarà quel giorno, quando i miei figli leggeranno magari queste pagine e penseranno che… “wow, X anni prima che nascessimo già pensavi a noi”. Beh, si.

Penso che i figli siano una gioia immensa. E so che mi divertirò un mondo con loro.

Forse tutto questo post può sembrare paranoico, ma sono sicuro che sia più bello crescere senza essere delle semplici canne al vento.

Emanuele

PS: ciao miei cari X e Y (aggiungete qui i vostri nomi…), salutatemi la mamma, ditele che la amo tanto (guardate che ancora non la conosco…) e non fatela disperare sempre! :joy:

La più simpatica query del mese.

Ieri pomeriggio è arrivata la query più simpatica del mese. 🙂

Ricerca numero di telefono sul blog

Un uomo alla ricerca di un numero di telefono che, come potete vedere dalle parti in verde, non contento di non aver trovato la risposta su questo blog, ha deciso di usare il campo di ricerca in alto a destra per… tentare la fortuna!

Di query strambe ne ricevo giornalmente… ma scambiarmi addirittura per elenco telefonico! 😐

Emanuele

PS: ovviamente ho provveduto ad oscurare la parte finale del numero…

Blogger e responsabilità.

Internet è uno strumento potentissimo. La gente lo usa per discutere, mantenere i contatti, comunicare sentimenti ed emozioni. I più giovani vanno anche oltre, riuscendo a fare di internet il loro modo di vivere. Sono i figli di Youtube, dei blog, degli mms, delle e-mail (forse un po’ meno…) e di msn. Insomma, esiste quella che viene definita “generazione internet”.

Io stesso, con i miei venticinque anni e questo blog che esiste da oltre cinque anni, mi sento un po’ figlio di questa generazione.

Da qualche tempo però, mi interrogo sulle responsabilità che posso avere anche qui.

Perché un blog accessibile da chiunque, non può essere semplicemente la vetrina di ciò che mi gira per la testa. Perché persone di tutte le età possono passare da qui e – leggendo – aggiungere una briciola nell’atteggiamento, nel carattere, nelle idee che hanno.

Questa, non è una cosa da sottovalutare. Sono un capo scout e so bene che l’educazione a futuri “sani ed onesti cittadini” è fatta di infinite briciole invisibili.

Briciole fatte di parole giuste, di indicazioni corrette, di consigli utili.

Ciò che scrivo su queste pagine, rimane impresso nel tempo. Non è come una frase detta ad un amico, non è come uno sfogo scritto su un foglietto di carta mentre il professore ti annoia a morte con la sua lezione.

Ciò che scrivo, diventa una briciola che si aggiunge a tutte le altre nell’anima delle persone che non passano da qui solo per cercare un’immagine o copiare il testo di una canzone.

E così… mi sto interrogando da tempo sull’atteggiamento da avere su queste pagine.

I più piccoli hanno bisogno di esempi validi. La società gli mostra persone che basano il successo sulla ricchezza, sulla bellezza e sull’influenza che si riesce ad avere su altre persone.

Potente, secondo la società, è colui che riesce a controllare le masse. Per me, potente è colui che riesce a controllare se stesso.

Non c’è nessuno che queste cose vada a dirle in giro. Non c’è nessuno che si preoccupi di essere un buon esempio, però siamo sempre tutti bravi a lamentarci quando al Carrefour qualcuno tratta male un bambino (sacrosanto eh!).

Delle parolacce (e tristemente anche delle bestemmie) scritte su un blog, invece, non si indigna nessuno. Dei discorsi stupidi, materialistici, a volte anche un po’ maschilisti, non si lamenta mai nessuno. Come se quelli fossero meno pericolosi.

Sono forse un po’ duro, ma secondo me dovremmo interrogarci tutti su quanto stiamo attenti quando apriamo un editor e scriviamo qualcosa.

E… voglio andare oltre. Non si tratta solamente di parolacce o discorsi stupidi. Si tratta dell’atteggiamento che abbiamo nel raccontare o nel raccontarci (e mi torna in mente questo bellissimo video).

Chi ci legge, potrebbe sentirsi meno solo, potrebbe sentirsi motivato, potrebbe, grazie a ciò che scriviamo decidere di cambiare in meglio la propria vita o trovare il coraggio per sorridere anche una sola volta in più.

Ma, ovviamente, ciò che scriviamo dipende in maniera diretta da ciò che siamo. Perché si tratta di coerenza, si tratta di buon esempio che è ben diverso dalla lezione fredda, servita su un piatto, di un maestro a scuola.

E dunque l’atteggiamento positivo, anche su un blog, diventa un dovere… che ci porta ad essere positivi nella nostra vita.

Io quesa responsabilità la sento forte dentro me in questo periodo e questo mi porta ad essere positivo anche durante le mie giornate, perché non sono in grado di scrivere qualcosa in cui non credo pienamente.

Non sono in grado di prendervi in giro… e di prendermi in giro.

Mi piacerebbe che la blogosfera avesse il coraggio di sentirsi parte importante nella crescita di tutti i ragazzi e le ragazze che giornalmente passano ore ed ore a navigare da queste parti.

Emanuele

La mia grinta.

Medaglia corsa - Campo estivo 2008Questa la metto qua perché… è un bel ricordo.

Quel giorno ero io il campione tra un centinaio di persone. Era bello e fa sorridere.

Fa sorridere anche perché le medaglie, come questa, le ho preparate anch’io… così, me la sono guadagnata, me la sono costruita e… ci mancava poco che me la consegnassi.

Non sono una persona a cui interessa arrivare primo nella vita, però ricordo bene che quel giorno, avevo la grinta necessaria per battere tutti.

Si, perché correre non è solo questione di gambe, è anche questione di cuore. E io so che quando mi impegno in qualcosa, metto il cuore prima di tutto. E il resto non conta, puoi correre con persone più giovani, più atletiche o più alte di te.

Non si aspettavano la mia grinta quel giorno. E questo periodo è forse descritto benissimo da quella stupida medaglia in legno, che da mesi è rimasta poggiata sul tavolo, con un 1 scritto da me.

Per certi versi, è come se avessi deciso come dovevo essere.

Quel giorno tutti dicevano che era merito della bicicletta che amo usare… e che finalmente avevano le prove che non era solo questione doping alle partite… io in realtà volevo vincere, ma non volevo vincere contro gli altri, mi importava ben poco arrivare primo.

Mi interessava – piuttosto – vincere con me stesso. Dimostrare ad Emanuele d’esser capace.

E… lo sono stato… e lo sono.

E questa grinta è, da tempo, un mio pensiero felice. 🙂

Emanuele

Quando un giorno, quando io ti troverò…

Vorrei conoscer l’odore del tuo paese,
camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell’aria sale e maggese,
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero,
parlando con me del tempo e dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci,
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri…

E lo vorrei
perché non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei, ed io…

Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c’è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d’un rabbuiarsi e del tuo gioire;
vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos’è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l’universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell’Appennino dove risuona
fra gli alberi un’usata e semplice tramontana…

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei, ed io…

Vorrei restare per sempre in un posto solo
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l’oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all’infinito…

e lo vorrei,
perché non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io

Francesco Guccini – Vorrei

Spettacolare questa canzone. Spettacolare il testo, spettacolare la voce di Guccini, spettacolare la calma di un amore sereno che sanno regalare queste note.

Spettacolare come il camminare di casa nel tuo giardino. 🙂

Vorrei… io vorrei dedicarti queste parole, un giorno…

Chissà che viso avrai. Chissà che viso farai.

Emanuele

PS: no, non sono triste o malinconico. E’ solo che questa canzone era così bella che non potevo non segnalarvela… e non avendo a chi dedicarla, l’ho dedicata al mio futuro amore… 😛