Backup, Time Machine, AirPort e Lacie Ethernet Disk

Da un paio di giorni mi sto occupando di configurare per bene il mio MacBook.

Una delle nuove feature di Leopard è Time Machine, un sistema di backup automatico incrementale.

Il problema che però tanti stanno incontrando è quello di far vedere a Time Machine un hard disk di rete (della propria rete locale) tramite accesso wireless (AirPort).

Io qualche settimana fa avevo acquistato un Lacie Ethernet Disk da 500GB e così… non potevo perdermi l’occasione di sfruttarlo anche per Time Machine.

Dopo aver cercato un po’ per internet… ho trovato la formula magica.

Create un file vuoto, rinominatelo .com.apple.timemachine.supported, ed inseritelo nel disco di rete che volete sfruttare per i vostri backup.

Ma andiamo con ordine…

Innanzitutto ho creato una condivisione (chiamata timemachine) sul pannello del Lacie ad hoc per Time Machine… in questo modo non ci sarà confusione con gli altri documenti (ovviamente, alla nuova condivisione, associate un utente con permessi in lettura e scrittura ed avviate il server samba/afp anche per lui).

Dopo di che son passato alla configurazione di Time Machine.

Ho spostato “l’interruttore” su Attivo e il gestore di Time Machine mi ha presentato un pannellino per selezionare il disco remoto da utilizzare.

Scelta la condivisione timemachine il sistema operativo ha iniziato il suo processo di backup nonostante fosse collegato via AirPort.

Time Machine Backupping

L’unica cosa che non ho gradito è l’assenza nel Lacie di un gestore di quote in modo da definire a priori lo spazio destinato a Time Machine che in assenza di limiti tenderà ad occupare tutto il disco.

Purtroppo al momento neanche Time Machine prevede una gestione dello spazio utilizzato e questa mancanza mi obbligherà di tanto in tanto a cancellare i vecchi backup senza che venga fatto in automatico.

Spero di esser stato utile a qualcuno…

Emanuele

MacBook, non ci dormo la notte.

E’ arrivato… anzi era arrivato ancora prima. Il portiere (sue testuali parole: “sono un rincoglionito”) se l’è tenuto per mezza giornata in portineria senza ricordarsi di chi fosse il pacco…

Adesso c’ho giocato un pochetto e sto per mettermi a formattarlo.

Ho alcune domande però… innanzitutto, l’hard disk è Seagate, so che ci sono problemi… che devo fare? Chiamo Apple? Sto col cuore in gola quando lo muovo? Ditemi… ditemi.

Altra cosetta, a quanto ho capito la spia bianca quando è in stop rimane perennemente accesa: non è nulla di inquietante vero? Come mai alla ripartenza da uno stop non mi chiede la password? Sarebbe quanto meno carino che fosse così… che devo fare? 🙂

E poi… non c’è modo per impostare che l’apertura di ogni applicazione e/o finestra avvenga “a schermo intero” e non in quelle pseudo finestrine che ogni volta devo allargare? A proposito… ma non c’è un tasto “schermo intero” come il secondo tasto in alto a destra sotto Windows? Il più fa un ridimensionamento abbastanza particolare…

KeePassX non mi apre il database (bella storia…), adesso provo a cambiare password, magari è un problema di charset, ma ne dubito…

Solitamente i programmi Mac sono .app, come mi devo comportare con i .dmg?

Grazie in anticipo… 🙂

Emanuele

PS: ovviamente le domande non si esauriscono qui…

Mac-heccazzo! :-P

Ti svegli presto e fai una pazzia.

Approfittando degli sconti dell’Apple Friday ho acquistato il MacBook dei miei sogni

Quaranta minuti per decidere “lo faccio o non lo faccio?”. Alla fine, l’ho preso.

E così inizia la mia Mac-esperienza…

Però inizia col piede sbagliato eh. Concludo l’ordine, la pagina di conferma mi dice che è tutto ok ma… non ricevo l’e-mail di conferma prevista.

E allora inizio a massacrare il tastino “aggiorna” della webmail… finché stanco e stressato decido di chiamare l’800554533.

La dolce signorina Apple (accento sfacciatamente napoletano! :-P) mi dice che non riesce a vedere bene il mio ordine per problemi al terminale e così chiede conferma del mio cellulare per ricontattarmi…

Per dirla tutta: avevo deciso di sfruttare quest’occasione perché i negozi palermitani sembra siano riforniti dai camion dei FlintStones (a propulsione pedestre!) ed avrei dovuto aspettare ancora chissà quanto…

Come finirà? Intanto entro oggi vorrei prendere pure i 2Gb di ram su BuyDifferent (o la spesa si fa buona o non la si fa!) perché da domani farà pagare nuovamente le spese di spedizione.

A proposito di quest’ultimo… due consigli:

  • se superate i 100€ di spesa su BuyDifferent, inserite come codice buono sconto “italiamac” che vi da diritto ad un ulteriore sconto di 10€.
  • Se non sapete a chi rivendere la vostra ram, sfruttate l’opzione di rottamazione di quella vecchia che, sebbene non venga pagata a peso d’oro, vale sempre di più di un banco di ram chiuso in un cassetto.

E adesso… mi metto tranquillo e aspetto ‘sta maledetta telefonata…
Emanuele

Un mese a pagerank 5: cosa è cambiato?

Dopodomani sarà trascorso un mese dalla promozione di questo blog da pagerank 4 a pagerank 5 e di cose da dire ce ne sono tante perché in queste settimane ho cercato di prestare attenzione a cosa è cambiato.

Pagerank 5Si parla sempre dell’importanza di un pagerank elevato, ma poi non si capisce in cosa si tramuti un aumento di quel magico numero assegnato da Google. Questa volta l’ho provato sulla mia pelle… e vi riporto le mie impressioni.

Innanzitutto va detto che non ho guadagnato di più. Come sapete alcuni mesi fa ho inserito la pubblicità di Google AdSense nella barra laterale del blog ma guardando il totale degli introiti di Novembre, il ricavo si è mantenuto stabile rispetto agli altri mesi. Addirittura il numero di impressioni (visualizzazioni della pubblicità) rispetto al mese scorso – in cui ho guadagnato sensibilmente di più – è calato.

E’ calato perché, confrontando tramite Google Analytics gli ultimi 30 giorni, rispetto ai 30 giorni precedenti, il numero di accessi al blog è diminuito. Una media del 12% di accessi in meno.

Sarà colpa dei post meno interessanti, di un maggiore utilizzo di plugin come AdBlock o del periodo più stressante per i navigatori? L’accesso alla pagina principale è diminuito del 3%, segno che ad esser diminuiti sono gli accessi tramite feed e quelli tramite motori di ricerca ai post più vecchi.

Eppure, guardando proprio quest’ultimi noto una tendenza contraria.

Innanzitutto, i post ben indicizzati come quello sul router Netgear o sul Wake on Lan hanno segnato un incremento di accessi (oltre il 22% il primo ed oltre il 10% il secondo). Un post relativamente giovane come quello della modifica al contatore dell’enel ha segnato un incremento del 12% rispetto al periodo precedente. Sono diminuiti invece drasticamente gli accessi al post sugli errori di Msn Messenger (da oltre 6000 ad appena 3000 pagine visualizzate, un decremento del 52%).

Ma per quest’ultimo c’è anche da dire che nei mesi, ho sempre notato alti e bassi, legati alla presenza o meno di problemi sul network di istant messaging della Microsoft.

E allora, cosa è successo? Facendo due calcoli, potrei anche pensare che in linea di massima è rimasto tutto uguale. Alcuni post prendono valore, altri ne perdono.

Ma non è solo questo che va valutato. Un aspetto da considerare è quello della “coda lunga” delle parole chiave.

Forse l’aspetto più rilevante di questa promozione è proprio questo. Tante nuove parole chiave hanno dato come risultato una pagina del mio blog mentre altre hanno portato un numero di accessi di oltre il 300% maggiore rispetto al passato.

Il mio nome ha acquisito autorevolezza tra i risultati e… sono addirittura un buon candidato come sposo dolce & gabbana (con la seconda immagine!). 😎

Cambiando aspetto invece… devo ammettere che l’aumento di pagerank ha portato tanti nuovi spambot da queste parti. Sono oltre 350 i pingback/trackback di spam ricevuti a Novembre su un totale di 2500 da quando questo blog è su WordPress: un incremento notevolissimo.

Insomma, riassumendo, mi sento di poter dire che un miglior pagerank:

  • non fa guadagnare di più;
  • non aumenta il numero di visitatori;
  • aumenta il numero di spambot (con conseguente spreco di banda e risorse…) :-(;
  • aumenta il peso delle parole nell’algoritmo di Google;
  • aumenta il numero di parole chiave che portano accessi al blog.

Adesso ci sarebbe da fare la domanda al contrario. Tutti coloro che hanno perso qualche punto di pagerank durante l’ultimo aggiornamento, cosa hanno notato?

A conti fatti, secondo me, non vale completamente la pena impazzire dietro questo bel numeretto… e la regola d’oro per aumentare guadagni e visitatori rimane sempre e solo una: scrivere contenuti di qualità.

Emanuele

PS: mi chiedo se all’aumento di PageRank possa aver influito, anche solo in parte, la mia scelta di eliminare il tag nofollow dai commenti giusto 3 mesi fa…

N70: la riparazione misteriosa…

Finalmente stamattina sono tornato in possesso del mio Nokia N70.

Sorvoliamo sui ritardi del Nokia Point e sull’sms ambiguo “il cellulare è pronto, può venire a ritirarlo da Lunedi…” (perché far aspettare ancora se il cellulare è pronto?!) e concentriamoci sull’esperienza post assistenza.

Innanzitutto devo ringraziare la Nokia PC Suite che, una volta tanto, si è dimostrata all’altezza della situazione.

Rispetto ai ricordi della PC Suite del mio 3650, il nuovo software è molto più user-friendly.

Come sapete, ero riuscito a fare un backup totale prima di portare il cellulare in assistenza e tramite cavo usb erano stati trasferiti oltre 400mb di dati.

Oggi ho riaperto la PC Suite e in appena un’ora e mezza l’intero backup è stato riscritto senza problemi sul cellulare.

Nessun intoppo, nessun dato perso… e nessun programma mal funzionante soltanto eProfilesPro ha mostrato problemi all’avvio (ma questo software è sempre stato orrendo secondo me…).

E’ stato resettato il codice di protezione del cellulare (ma immagino sia una cosa voluta…) ed il paring con le periferiche bluetooth precedentemente salvate (ho dovuto rieseguire il paring con il modulo GPS LD-3W).

Un “complimenti” meritatissimo agli sviluppatori della PC Suite dunque… un po’ meno a quelli del servizio assistenza.

Non sono riuscito a capire, purtroppo, cosa abbia ridotto il mio cellulare in quelle condizioni e mi è stato detto solamente che è stato effettuato un aggiornamento software. La versione del firmware è rimasta però la stessa di prima (v 5.0638.3.0.1 – brand tim). Avevo sperato in una sbrandizzazione ma non sono stati così gentili… 🙂

Al momento comunque funziona tutto, e la domanda che adesso mi affligge è… ma devo davvero riprendere a portarmelo dietro? Devo dire che in queste due settimane mi ero abituato ad uscire “più leggero” da casa. Avevo un pensiero in meno e non c’era più neanche l’ossessione di dover controllare il cellulare “forse mi hanno cercato…”. L’unico momento in cui mi è davvero mancato è stato quando sono stato a quel convegno scout regionale perché, senza GPS, abbiamo dovuto chiedere informazioni…

Insomma, la riparazione si è conclusa felicemente… ed io, posso *felicemente* tornare ad essere un po’ più schiavo della tecnologia! :timid:

Ciao,

Emanuele

Lacie ethernet disk mini 500GB: qualche test prestazionale.

Dunque dunque… ho smanettato un pochino con il mio nuovo hard disk di rete. Purtroppo non ho trovato un software utile a fare qualche benchmark prestazionale (I/O in rete) e così alla fine ho risolto alla meno peggio.

Intanto, giusto per approfondire le specifiche tecniche, il Lacie ethernet disk mini da 500GB monta un hard disk Seagate Barracuda 7200.10 (modello ST3500630AS) con Perpendicular Recording, 16Mb di cache ed interfaccia SATA (un po’ più moderno dunque dei soliti bay per hard disk con interfaccia PATA…).

Il sistema ha un kernel linux in versione 2.6.12.6 e gira su una cpu ARM (modello ARM926EJ). La versione firmware utilizzata al momento dei test è la 1.1.1 (che sembra anche essere l’ultima).

Come sapete, l’accesso al NAS è permesso anche via FTP e così ho sfruttato le doti di FlashFXP per conoscere meglio le velocità…

Lacie Ethernet disk mini 500GB - FTP transfer benchmark (01)

Il primo test che ho condotto è stato il trasferimento dal NAS verso il mio computer di un file da 1,73Gb ed il risultato è indicato in rosso nell’immagine sopra.

Il trasferimento ha richiesto 2 minuti e 39 secondi, il che significa che ha trasferito il file ad una media di oltre 91mbit/s. Davvero eccellente.

Il secondo test, indicato dalla selezione in verde, ha riguardato invece un trasferimento verso il NAS di un archivio di 396MB ed ha richiesto 50,42 secondi… che significa una velocità di oltre 64mbit/s. Anche qui non male, anche se mi sarei aspettato un valore un po’ più alto.

Il terzo ed il quarto test riguardano invece il trasferimento di una cartella di 142 foto salvate in formato jpg con una dimensione media di circa 2mb. Ho scelto questo test perché, considerato l’uso per cui è progettato questo prodotto, saranno molto frequenti trasferimenti simili.

Lacie Ethernet disk mini 500GB - FTP transfer benchmark (02)

L’immagine mostrata sopra indica il trasferimento dall’hard disk di rete verso il mio computer. L’intera cartella è stata trasferita in circa 43 secondi ad una velocità media di 75mbit/s.

Lacie Ethernet disk mini 500GB - FTP transfer benchmark (03)

L’ultima immagine, infine, è il risultato contrario. La stessa cartella con 142 foto è stata trasferita sul NAS. La velocità media è stata di 55mbit al secondo.

Insomma, in qualsiasi trasferimento il Lacie non è mai sceso oltre la metà della banda disponibile nella mia rete. Il trasferimento di grossi file dall’hard disk verso i client è a dir poco impressionante… viene sfruttato quasi l’intero canale.

Immagino che, se il protocollo lo permette, tali velocità possono risultare utili in caso di streaming di file audio/video direttamente dall’hard disk remoto e comunque, utilizzandolo come memoria di backup per Time Machine: una velocità media di 75mbit è pur sempre più che sufficiente per recuperare i piccoli file quasi in tempo reale.

Avrei tanto voluto pubblicare qualche grafico, ma come ho detto all’inizio, non ho trovato nessun software utile allo scopo. Se qualcuno riesce ad indicarmene uno vedrò di scrivere “la terza puntata” di questa storia.

Emanuele

Lacie ethernet disk mini 500GB: prime impressioni.

Ieri mattina ho ricevuto l’hard disk di rete che avevo ordinato qualche giorno fa.

Lacie ethernet disk miniSi tratta di un Lacie Ethernet Disk Mini da 500GB ed al momento non posso che ritenermi soddisfatto nonostante alcune piccole lacune.

Innanzitutto devo dire che per il prezzo (214€ iva inclusa) la dotazione è più che completa. Oltre all’hard disk di rete erano presenti: un cd con documenti, driver ed alcune utility (che non credo proverò), un libretto di istruzioni multi-lingua, un cavo di rete, un cavo usb, due cavi di alimentazione (uno con spina italiana ed uno con spina inglese) ed infine la chiavetta esagonale per fissare la base al corpo principale.

Rianalizzando il prezzo, il Lacie risulta essere, attualmente, molto conveniente. Un hard disk da 500gb con 16mb di cache non costa meno di 100€, un NAS di rete (con interfaccia Gigabit e USB 2.0) oltre 120€.

Il design è molto pulito, la scocca è totalmente metallica (ad occhio sembra essere una lega di ghisa) il che favorisce la dissipazione del calore, evita l’attivazione della ventolina superiore e da un bel senso di robustezza. Nonostante l’abbia fatto lavorare senza sosta per qualche oretta, non ho sentito avviarsi la ventolina, a conferma di quanto detto.

Anteriormente è presente solamente il tasto di accensione che sprigiona una lieve lucina blu quando l’hard disk è avviato.

Posteriormente invece, oltre alla presa per il cavo di alimentazione, è presente una porta ethernet (10/100/1000) e due porte USB 2.0 (compatibili anche 1.1). La prima serve per collegare l’hard disk come periferica USB ad un computer se non lo si vuol utilizzare come hard disk di rete; la seconda porta invece permette una facile espansione del disco di rete. A quella porta infatti è possibile collegare una memoria esterna che verrà aggiunta come risorsa di rete. Il prossimo acquisto potrebbe dunque essere un semplice bay usb 2.0 per hard disk da 3.5 pollici da collegare li…

La prima cosa che ho fatto è stata aggiornare il firmware dell’apparecchio: l’operazione è stata semplicissima tramite l’interfaccia web del NAS (un po’ meno facile è stato trovare il firmare più aggiornato invece…). A proposito dell’interfaccia, mi è sembrata abbastanza lenta nel caricare le pagine se confrontata a quella del mio router.

Non ho ancora avuto modo di provare l’hard disk da fuori casa ma ho già impostato un paio di “condivisioni” che permettono l’accesso tramite user/password a specifiche partizioni del disco. Una prima mancanza che ho notato è l’impossibilità di gestire le quote del disco da assegnare ad ogni “condivisione”. In questo modo, potenzialmente, qualsiasi partizione può mangiarsi l’intero disco senza garantire un certo spazio agli altri. Peccato, spero diventi possibile con future evoluzioni del firmware.

Il file system del Lacie è XFS, il processore è invece a 400mhz con 64mb di ram. Prestazionalmente non mi è sembrato sorprendente.

Attualmente ho collegato il disco ethernet dietro ad uno switch (Netgear FS605) ed un router (Netgear DG834) entrambi con interfaccia limitata a 100mbit/s ed ho trasferito oltre 50GB di dati. La velocità media si è attestata intorno ai 50mbit al secondo. Con i file più grossi raggiungeva i 65-70mbit mentre con i più piccoli scendeva intorno ai 40mbit. Niente di stupefacente insomma (leggi l’aggiornamento in basso) ma quanto basta per le esigenze di una rete casalinga. Se dovessi trovare il tempo, proverò a collegare il Lacie direttamente ad un computer, giusto per vedere se riuscirebbe a sfruttare meglio l’interfaccia di rete (potenzialmente ben più prestazionale) o se si tratta di un limite dettato dal suo hardware/firmware.

I protocolli supportati sono Samba (Windows/Linux), Apple filing Protocol (Mac), FTP, HTTP per il browsing online dei file, UPnP che lo trasforma in server multimediale per tutte quelle periferiche che cercano in rete foto/video/audio ed Apple Bonjour. Mi è dispiaciuto non trovare nessun supporto a protocolli cifrati, come ad esempio SFTP. Sarebbe stato utile quando ci si trova fuori casa e si vuol accedere ai propri dati in modo sicuro.

Un piccolo appunto di sicurezza è quello di non utilizzare l’utente admin come unico utente. La password di quell’utente permette infatti di accedere al pannello di controllo del Lacie da cui è anche possibile, in pochi secondi, formattare il disco. E’ consigliabile dunque creare almeno un nuovo utente con accesso in lettura/scrittura al disco e modificare la password di amministratore in qualcosa di più sicuro (ricordarla non è un problema se usate Keepass… ;-)).

Non ho ancora preso il nuovo MacBook (maledetti negozi palermitani…) ma ho letto di persone che avevano problemi ad utilizzare questo disco di rete con Time Machine. Aspetto dunque di avere il portatile per per farvi conoscere la mia esperienza.

Riassumendo posso dire dunque…

PRO:

  • rapporto dotazione/prezzo;
  • fattura del prodotto;
  • possibilità di accesso al disco da remoto tramite http/ftp;
  • espandibilità.

CONTRO:

  • lentezza dell’interfaccia di gestione;
  • assenza di protocolli cifrati;
  • prestazioni sufficienti ma non esuberanti; (leggi l’aggiornamento in basso)
  • gestione quote mancante.

Per finire… ho una domanda: qualcuno sa dirmi quanto consuma? 🙂 Ho cercato un po’ ovunque (dal manuale ad internet) ma non sono riuscito a trovare una risposta…

Emanuele

Aggiornamento del 23 Novembre 2007 ore 3:30: ho condotto qualche test prestazionale tramite FTP, le prestazioni si sono rivelate soddisfacenti.

Attivato WP Super Cache.

Se c’è una regola che vale su internet da sempre è che il visitatore vuole tutto subito (o quanto meno in tempi ragionevoli). Se un sito è scomodo da navigare o risulta lento a caricarsi, finisce per stancare e non esser visitato.

L’unico studio che rivelò, anni fa, che le connessioni lente risultavano “più appaganti” era quello che analizzò il web per i navigatori *porcelloni* che scaricando immagini di donnine nude potevano eccitarsi di più dovendo attendere tempi maggiori per il completamento del download…

Siccome questo non è un sito porno e non c’è motivo di farvi attendere, sto provando il plugin WP Super-Cache, che è a tutti gli effetti una evoluzione di WP-Cache.

Spero in questo modo di risolvere gli errori che da alcuni mesi affligevano questo blog.

Tra qualche giorno proverò a vedere il carico della CPU per il mio account e spero che risulti migliorato.

Se intanto doveste notare qualche anomalia, segnalatemelo… ultimamente vado sempre di corsa ed ho poco tempo per controllare queste cose.

Emanuele

PS: se avete voglia di provarlo, non fatevi scappare ovviamente i plugin più simpatici del web: BlogBabel Rank Plus e BlogItalia Rank…! 😎