Leopard, ogni tanto non ti capisco.

Ogni tanto il mio MacBook mi riserva strane sorprese.

Oggi ero collegato via wireless. 3 stupidi semplici programmi aperti: Adium, Firefox, Thunderbird.

Mi sono allontanato 5 minuti dal portatile senza bloccare nulla. Quando sono tornato la tastiera non rispondeva più. Ho provato ad effettuare il logoff (non il logout) per provare a vedere se almeno nel campo di login avrebbe scritto ed era semplicemente qualche software attivo a bloccarla… ma niente. Neanche li potevo scrivere tanto che ho dovuto forzare lo spegnimento tramite il tastino in quanto per spegnere secondo la procedura avrei dovuto inserire la password dell’amministratore visto che c’era un utente attivo…

Altro difetto: ogni tanto dopo che entra in azione il risparmio energetico, il monitor si spegne ma non riesco più a farlo riaccendere se era visibile la finestra di login.

Devo abituarmi a certe stranezze, oppure devo preoccuparmi?

Altra cosa…: come vi comportate voi con i .DS_Store? Sono noiosi quanto i thumbs.db di Windows… li avete disattivati?

Emanuele

Il colore dell’erba voglio.

In realtà… la vera furbizia non è non avere desideri.

E’ desiderare ciò che si ha già.

E’ raro riuscirci… e penso che siano pochi gli uomini che – saggiamente – riescono in questo intento in modo pieno e sereno.

L’uomo è abituato, da sempre, a desiderare ciò che non ha.

Eppure, basterebbe imparare ad apprezzare di più ciò che si ha per far cambiare colore alle proprie giornate.

Buon sabato,

Emanuele

Formatblog.

Potrei aprirlo io in questi giorni… un nuovo tema della famiglia di Blogo.it, anzi… per come mi stan girando dovrei vedere se siano interessati quelli di Blogosfere… 😉

Comunque. Oggi è stato il gran giorno – numero due.

Dopo il passaggio ad OsX grazie al mio bel Macbook, il pc fisso si sta trasformando pure.

Ho scaricato Ubuntu, l’ho masterizzato (a tal proposito vi segnalo – grazie a Paolo che continua giorno e notte a farmi da personal trainer gratuitamente – l’ottimo LiquidCD, freeware per masterizzare su OsX) ed ho fatto partire il cd.

Anzi prima ho partizionato per benino l’hard disk… 80Gb in ext3, 2gb per lo swap (sono tantini?!) e tutto il resto dei 200gb di hard disk rimangono ancora a Windows XP.

L’installazione è avvenuta in modo indolore… molto user-friendly e distantissima da ciò che lasciai 8 anni fa con Mandrake (che sul Pentium 2 mi girava in modo scandalosamente lento forse anche per colpa della mia inesperienza).

Comunque… il vero problema è arrivato quando ho tentato di personalizzare un po’ il mio desktop. Se con Leopard mi ero impappinato grazie a FileVault (che ancora una volta vi consiglio di non installare… e se volete vi descrivo brevemente la mia motivazione), con Ubuntu è stato compiz a spingermi a riformattare.

Tramite shell infatti ho sparato una serie di apt-get install che non so davvero dove mi abbiano portato. I risultati non sono stati quelli descritti un po’ ovunque… e però non sapevo più quante schifezze avevo caricato.

E’ qui che la differenza con Leopard si sente maggiormente… se la shell con i comandi unix mi fa sentire un po’ “a casa”, la GUI di Ubuntu, carina ed amichevole per quanto sia, non è per nulla paragonabile a quella che Leopard presenta non appena finita l’installazione.

Insomma, con OsX ho potuto fare meglio l’utonto…

Manca poco e la copia dei file sarà completata. Se nel mentre qualche anima pia volesse spiegarmi un paio di cosette gliene sarei eternamente grato.

  1. Come installo compiz per bene? Considerate che non ho una scheda nVidia ma una Ati (Radeon 9600 XT)
  2. Per la scheda tv, come risolvo? E’ una Terratec 1200 DVB-T. Ho visto su più di un sito che è supportata dal mondo del pinguino… ma non ho capito quale sia il software migliore per sfruttarla.
  3. Come per OsX, ho creato un unico utente. Tanto durante le installazioni mi chiede comunque la password… va bene così, vero?
  4. Per l’audio… Amarock, no? E Per msn? Amsn o Kopete? 🙂

Per ora mi fermo qui… e mi rimetto ad installare quelle 4 stupidaggini che avevo già messo…

E’ questione di giorni comunque. Il tempo che mi sistemo e non vi rompo più le scatole! 😉

Emanuele

PS: per chi utilizza Thunderbird su OsX: quando lo apro e non sono collegato, se annullo “la richiesta password”, le password vengono perse e la prossima volta devo indicargliele di nuovo nonostante le avessi salvate in precedenza: che merdata è? (scusate la finezza ma quando ce vò ce vò :-P).

La verità è figlia del tempo.

Aveva ragione Gellio… e in questo periodo ne sono sempre più convinto.

Non ho più fretta di scoprire, me ne sto bello tranquillo a “coltivare” la mia vita.

Stamattina ho ricevuto un bel buongiorno… e mi ha fatto capire tante cose.

“Lascia dormire il futuro come merita. Se si sveglia prima del tempo, si ottiene un presente assonnato.” scriveva così Franz Kafka.

Ci aggiungo io che, se si ha fretta, il presente non viene solo assonnato, ma lascia in bocca anche tanti dubbi, tanti perché e tanti chissà.

Per un futuro fatto di certezze… è bene dare tempo al tempo.

E io non ho fretta, né di abbracciare qualcuno, né al contrario, di mandarne a fanculo qualcun’altra. 🙂

Emanuele

Libero Mail e controllo caselle esterne.

Da qualche giorno ho impostato Thunderbird sul Macbook in modo da gestire tutte le caselle mail via IMAP per non ritrovarmi con le e-mail accessibili unicamente da un computer.

Per limitare il numero di account da aggiungere sul client di posta, ho deciso di demandare ad una casella @libero.it il compito di controllare gli altri account – secondari ma non disattivabili – che ho su Libero.

Con mio disappunto ho scoperto che questo servizio, differentemente da quanto fa Google con Gmail, non ha un controllo periodico automatico delle altre caselle e per questo via IMAP non ricevevo alcuna nuova e-mail.

L’unico metodo per sfruttare questa funzione è quella di cliccare sul pulsantino “Controlla mail” della webmail di Libero.

Una cosa orrenda… in pratica, non solo Libero ti obbliga ad esser collegato con una loro connessione per accedere all’smtp ed inviare una e-mail (e può starci…), al pop3 per scaricarla sul tuo client (e inizia ad esser brutto…) ma addirittura ti obbliga a visitare la webmail per sfruttare alcune funzioni della tua casella.

Un sistema orrendo.

Lo spazio è diventato – come moda vuole – di 1GB, ma chi è quel pazzo che sfrutta quello spazio tramite quell’insulsa interfaccia web?

Non mi piace promuovere le grosse multinazionali… ma quand’è giusto è giusto: Libero ha solamente da imparare dai servizi di Google.

Non riusciremo mai a farci notare se continueremo a seguire le mode senza risultare innovativi.

Come si comporta la Telecom da questo punto di vista? Alice è meno limitata di Libero? O i gestori italiani sanno uccidere la concorrenza anche su questi servizi?

Emanuele

Time is what you… think different.

Certo che se continuo con questi post, tra un po’ il template di questo blog diventerà a forma di mela morsicata, e il titolo del blog dovrà andar, quantomeno, rivisto.

In questo momento scrivo da Windows… il MacBook è bellissimo ma quello schermo da 13 pollici – quando hai accanto un lcd da 17 – ti sembra una tortura.

Ogni tanto penso che senza gli Spaces ed Expose, l’usabilità di quel sistemino andrebbe a farsi benedire. E forse è questo un pregio/difetto di questi micro-portatili. Alla Apple però si son studiati bene come non uccidere i nervi dell’utente pur vendendo monitor piccolini.

L’user-experience è comunque nettamente più appagante (confrontata nel mio caso a Windows XP) tanto che inizio a sognare un iMac come possibile regalo di laurea…

Mi manca ancora un buon client FTP, ma spero di provvedere quanto prima.

Il computer fisso sta per trasformarsi. Se nei prossimi giorni avrò tempo, vedrò di mettere Ubuntu come OS principale… e sarà il mio – quasi addio – al mondo Windows. I miei amici si sono già preoccupati un paio di giorni fa “così quando non ci funziona una cosa tu ci dici di cambiar sistema?!”.

Beh, Ubuntu l’ho provato virtualizzato… e non mi è per nulla dispiaciuto. Se a questo aggiungiamo che grazie al Mac mi sono dovuto forzatamente obbligare a trovare software alternativo, a sistemare la mia posta in imap, e tanto altro… allora non vedo più perché dovrei rimanere con Windows.

Al momento forse, il software che più mi mancherà sarà – strano a dirlo – il mIRC, che con gli script che mi ero scritto era diventato comodissimo per gestire la vita su IRC.

Piccola nota: stamattina ho portato il Macbook in facoltà. Non avevo mai provato la rete wireless della cittadella universitaria… e così non sapevo come sarebbe andata.

Ero con un collega – ubuntista – che si aspettava di dover configurare varie impostazioni, come con Windows XP, prima di poter dare l’ok con i dati d’accesso (la rete utilizza una cifratura WPA2 Enterprise). Bene… Leopard non ha chiesto nulla, solamente nome utente e password: tutto il resto l’ha fatto da solo.

C’è altro da dire?

No… più che altro non ho ancora scoperto i comandi da tastiera per gestire l’editor avanzato di WordPress. C’è qualche anima buona che vuol rispondermi? 🙂

Ah, non attivate FileVault. E’ per questo che ieri ho riformattato

Emanuele

Quanto tempo necessita la batteria del Macbook per una ricarica completa?

Dovete partire e volete assicurarvi di caricare per bene il vostro MacBook?

La stessa domanda me l’ero posta io oggi pomeriggio… perché non voglio portarmi sempre dietro il caricabatterie.

In questi giorni avevo sempre attaccato il caricabatteria ogni qual volta il sistema indicava la fine della carica senza preoccuparmi di seguire particolari procedure.

Oggi ho provato a scaricare il MacBook totalmente (il sistema non si avviava più) e l’ho messo sotto carica da spento (non in stop).

La carica è durata 2 ore e 40 minuti.

Se dovete organizzarvi… tenete questo tempo in considerazione.

Lo so lo so… è una domanda stupida, con una risposta di altrettanto livello però oggi Google non ha saputo rispondermi, così rispondo io a tutti voi.

Emanuele

PS: appena avviato il macbook segnalava un’autonomia di 4 ore e 51 minuti…

I primi giorni con un MacBook.

Da tre giorni il mio pc con Windows XP è spento. L’ho acceso giusto per passare alcune cose sul MacBook… e così, volevo descrivere un po’ la mia esperienza a caldo.

Sarà una recensione abbastanza positiva sia perché non conosco così a fondo il sistema da poterne valutare i difetti maggiori, sia perché… è tutto così divertente che è difficile trovare difetti.

Leopard - Desktop screenshotPartiamo dall’inizio. Quando il MacBook mi è arrivato ho pensato di giocarci un po’, smanettando con il pannello di controllo e le impostazioni per vedere quali trasformazioni avrebbe subito l’interfaccia. Per questo dopo un po’, non ricordando “cosa rimettere a posto”, ho deciso di formattarlo. In tanti mi avevano detto che era inutile… ma abituato al mondo Windows, non riuscivo a concepire il perché. La formattazione è stata un’operazione quasi invisibile… il software realizzato dalla Apple per installare il sistema operativo (Leopard nel mio caso) non prevede nessuna orrenda interfaccia blu come quella di Windows.

Dopo pochi attimi ed un paio di cosette da definire (nulla di noioso come scegliere l’ora e la tastiera da installare come nell’installer della Microsoft) il sistema è bello e pronto. A dir la verità, l’installazione del sistema è durata un po’ di più in quanto ho scelto di verificare l’integrità dei dati presenti nei due dvd forniti: non avendoli mai usati non volevo avere il dubbio che fossero rovinati e rischiare che qualcosa andasse storto per colpa loro…

Comunque. Detto questo il sistema era praticamente pronto.

Solitamente quando formattavo un pc con Windows, il post installazione riguardava la “messa in sicurezza” tramite SpyBot, AdAware, un buon antivirus e, se il pc non stava dietro un router, anche un buon firewall.

Con il Mac invece… tutti questi pensieri sono svaniti. Sarà perché non esistono virus per Mac, sarà perché il sistema è già abbastanza protetto di suo ma… questo mi ha fatto effettivamente risparmiare tempo.

Mi sono potuto dedicare direttamente alla personalizzazione del sistema (installazione e configurazione di Firefox, Thunderbird, Adium, Skype…) e ad imparare a sfruttare la nuova interfaccia. In più è scomparsa la paranoia giornaliera di pulire di qui e di li il sistema e di controllare se l’antivirus fosse aggiornato. Insomma, ho passato il mio tempo diversamente.

Con Windows ero abituato ad avere un solo desktop ed ho sempre pensato che fosse poco produttivo averne più di uno. Persino con Ubuntu non riuscivo a sfruttarli a dovere…

Adesso invece, gli Spaces (multi desktop) associati ad Expose (gestione interattiva degli angoli del desktop) risultano un’accoppiata vincente tanto che quelle poche volte che ho riacceso il pc fisso, quel mono dekstop mi era sembrato fin troppo fermo. Assurdo… ho cambiato modo di concepire le cose in pochissimo tempo.

Non voglio soffermarmi sui metodi di installazione/rimozione delle applicazioni in quanto… nulla è tanto user-friendly da concepire quanto quella presente su OSX. Detta brevemente… non vuoi una cosa? Buttala nel cestino. Ti piace? Mettila nella cartella Applicazioni. STOP.

In questo momento in cui scrivo sto sistemando un portatile Asus non troppo vecchio (Intel Centrino, wi-fi, bluetooth e quant’altro…) eppure c’è una differenza impossibile da non notare: il Macbook è praticamente zitto. Non sento nessuna ventola, nessun ronzio… nulla di nulla. Solo ogni tanto si sente un leggerissimo rumore (segno di una ventola che gira) che poi scompare… l’Asus invece si sta attaccando in testa come un bel phone per capelli… tanto che ho dovuto alzare il volume su iTunes.

Le differenze alle quali ancora faccio fatica ad abiutarmi sono praticamente ridotte ai comandi da tastiera che sotto Windows ormai conoscevo bene mentre qui sono tutti da scoprire.

La dashboard è un’altra genialata… ho persino rimosso il plugin per Firefox che mi permetteva di tenere sott’occhio i ricavi con AdSense. Tramite la dashboard li controllo (meglio) grazie a RevenuSense.

Le ultime cose da sistemare sono: trovare un buon client ftp (ho messo temporaneamente Cyberduck ma non mi ha entusiasmato più di tanto) ed un client IRC degno del suo predecessore (lasciare il mIRC con tutti i suoi script personalissimi sarà un vero dramma…).

Qualche tip per chi sta abbandonando Windows come me.

  • Sul Mac non esiste il tasto CANC: per cancellare “in avanti” va usato FN+BackSpace. Ovviamente questa soluzione funziona anche quando volete cancellare alcuni file che avete selezionato…
  • E’ inutile creare un utente standard ed un utente amministratore. Stasera in videochat su Skype ho ricevuto le urla di Paolo e Giovanni per aver ascoltato il commento di HubNormal. L’utente amministratore può essere usato con tranquillità in quanto il livello di accesso alle parti critiche del sistema è comunque limitato (ad un livello diverso da Windows).
  • Non trovate il tasto STAMP e volete fare uno screenshot del vostro desktop? Usate Mela+Shift+3 (o 4…) e come per magia un file immagine sarà pronto sul dekstop. In alto a sinistra potete vedere il mio…
  • Le finestre non vanno massimizzate! Il “più” (tastino verde) le allarga in modo da far vedere tutto di quella finestra: a che serve ingrandirle ancora?
  • Non è possibile cambiare utente senza chiudere la sessione attiva… o almeno, non è possibile farlo di default ma può esser facilmente attivato attivando il cambio rapido utente (Giovanni, qui la soluzione te la do io! :-P).

Adesso qualche domanda che faccio io a voi…

  • Utilizzate FileVault? Ho sentito molti pareri discordanti sulla rete. C’è chi lo consiglia e chi invece lo rinnega come la morte. Io al momento – grazie al mio alto tasso di paranoicità in tema di sicurezza – l’ho attivato e non noto rallentamenti (a dir la verità non so di quanto sarebbe tutto più veloce… ma con 2gb di ram risulta già tutto veloce…).
  • Quali sono i comandi da tastiera per usare l’interfaccia WYSIWYG di WordPress? (Lo so… per queste domande c’è Google… ma visto che ci sono…).
  • Come dicevo, mi serve un buon client FTP: consigli? Stile FlashFXP per intenderci…
  • Il bluetooth è attivo di default, va disattivato se non usato o OSX lo spegne il chip in automatico quando non riceve dati per un tot di tempo? Immagino che per risparmiare battera vada spento… ma chiedere non costa nulla.
  • Quicksilver! L’ho installato… tutti ne parlano bene, ma solo io non capisco cosa faccia in più di SpotLight?

Per stasera concludo qui…

Emanuele