Leopard 2 – Windows XP 1 – Ubuntu 0

Inserisco un DVD originale nel lettore DVD.

Il Macbook, con Leopard, lo carica subito con il DVD Player che è installato automaticamente con il sistema operativo. Do un piccolo sguardo al film e decido di accendere il pc fisso.

Ubuntu – sistema verso il quale vorrei migrare – tenta di farlo partire con “player multimediale” (Totem).

Il video non si vede, ma neanche VLC, che avevo installato ieri, riesce a risolvermi il problema.

Eppure l’installazione di Ubuntu è freschissima… tanto che ancora non ho neanche configurato Firefox.

Non potendo perdere troppo tempo a smanettare, e volendo provare il dolby surround, riavvio sotto Windows.

Windows XP mi apre il DVD con Windows Media Player (siamo alla 11). Il video si vede, ma dell’audio manco a parlarne. Giro un po’ tra i menu e le impostazioni, ma non c’è modo di farlo spuntare.

Così apro VLC sotto Windows, che almeno è ben configurato, e riesco in tutto.

Certo che, se un utonto ha un DVD, e deve scegliere un computer, non c’è dubbio dove dovrebbe orientarsi.

Emanuele

Skype per Mac e download parziali.

Qualche settimana fa a casa di un amico stavo provando il trasferimento point-to-point di Skype.

La velocità era buona e così ho deciso di interrompere il download.

Arrivato a casa, mi son ritrovato il file parziale, che ricordavo di aver cancellato. Per uno strano motivo invece, Skype, ad ogni avvio ricreava il file temporaneo nella cartella di Download in attesa di un trasferimento futuro atto a completare il file.

Non riuscendo, dopo vari tentativi, a cancellare il file, decido di scrivere al supporto tecnico di Skype.

La soluzione è quella che segue:

  1. Chiudere Skype
  2. Aprire il Finder di OsX e tramite il campo di ricerca, cercare il file com.skype.skype.plist
  3. Selezionare il file e cancellarlo
  4. Svuotare il cestino di OsX

Se questa soluzione non dovesse essere sufficiente, potete provare con un’altra procedura:

  1. Chiudere Skype
  2. Andare nella cartella ˜/Library/Application Support/Skype/
  3. Cancellare il file shared.xml
  4. Svuotare il cestino
  5. Riavviare Skype

Non dimenticate di svuotare il cestino, in quanto sembra che Skype ogni tanto cerchi alcuni file persino li.

Se queste procedure non dovessero risolvere il vostro problema, ovviamente, la soluzione migliore è quella di contattare il loro supporto tecnico.

Emanuele

HostingZoom, resisti ancora un po’!

Oggi HostingZoom è andato down per circa un paio d’ore.

A fine mese ovviamente mi rimborserà il downtime con un ulteriore mese gratuito però… non avrei voluto vederlo così, soprattutto *gli ultimi giorni* prima di salutarlo.

Mancano 3 settimane ormai alla scadenza del dominio, e contestualmente al rinnovo, vorrei spostarmi da qualche altra parte.

L’attenzione sarebbe – attualmente – ricaduta su WebPerTe (nello specifico l’offerta da 100€ l’anno), ma sto ancora tenendo in considerazione sia DreamHost che Aruba.

WebPerTe sembra godere di una bella garanzia: regge senza problemi il traffico di Beggi, potrei mai avere problemi io? Neanche se fossi una bella ragazza che pubblica le proprie foto osè immagino…

DreamHost è un bel punto interrogativo. O se ne sente parlar bene, o se ne sente parlar male. C’è chi dice “in caso chiedi di farti spostare di server o vai via…”. Beh, intanto, in quel “vai via” ci sono comunque dei soldi che hai pagato e un po’ di tempo da perdere per gestire eventuali traslochi. Idem se devi star dietro all’assistenza per convincerli a cambiarti di server.

Dal canto suo però, DreamHost ha una offerta *sorprendentemente completa*.

Infine c’è Aruba. C’è chi però, me ne ha sempre parlato male. Però su Aruba teniamo anche MondoIRC.net e non ho mai visto problemi particolari. Ma la domanda è: come si comporta con un blog? Richieste php e query sql a tempesta… E poi magari… quanti script mi bloccheranno? Aruba è nota per aver bloccato, senza avvisare il cliente, interi siti che utilizzavano script *pesanti* (php-stats ad esempio).

E allora, che fare? Continuo a considerare WebPerTe, l’offera migliore… anche se risulta un po’ cara.

Voi, cari blogger da 10.000 lettori al giorno, dove andreste se foste nei miei panni? Siete soddisfatti di dove (?) vi trovate? 🙂

Emanuele

PS: ma WebPerTe risponde alle e-mail? Ho scritto giorno 2 per ricevere alcune informazioni ma ancora non ho ricevuto nessuna risposta…

A volte basta un raggio di sole.

Avevo visto il libro indicato nel titolo alcuni anni fa a casa di una amica.

E’ un libretto piccolino, fatto di tante belle storie. Non potei fare a meno di inserirlo nella mia wishlist.

Oggi una persona ha deciso di regalarmelo… e così, dedico a lei questo estratto (anche se so che l’ha già letto tutto…).

Le stelle marine

Una tempesta terribile si abbatté sul mare. Lame affilate di vento gelido trafiggevano l’acqua e la sollevavano in ondate gigantesche che si abbattevano sulla spiaggia come colpi di maglio, o come vomeri d’acciaio aravano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo, i crostacei e i piccoli molluschi, a decine di metri dal bordo del mare.

Quando la tempesta passò, rapida come era arrivata, l’acqua si placò e si ritirò. Ora la spiaggia era distesa di fango in cui si contorcevano nell’agonia migliaia e migliaia di stelle marine. Erano tante che la spiaggia sembrava colorata di rosa.

Il fenomeno richiamò molta gente da tutte le parti della costa. Arrivarono anche delle troupe televisive per filmare lo strano fenomeno. Le stelle marine erano quasi immobili. Stavano morendo.

Tra la gente, tenuto per mano dal papà, c’era anche un bambino che fissava con gli occhi pieni di tristezza le piccole stelle di mare. Tutti stavano a guardare e nessuno faceva niente. All’improvviso, il bambino lasciò la mano del papà, si tolse le scarpe e le calze e corse sulla spiaggia. Si chinò, raccolse con le piccole mani tre piccole stelle dal mare, e sempre correndo, le portò nell’acqua. Poi tornò indietro e ripeté l’operazione.

Dalla balaustra di cemento, un uomo lo chiamò.

<<Ma che fai, ragazzino?>>.

<<Ributto in mare le stelle marine. Altrimenti muoiono tutte sulla spiaggia>> rispose il bambino senza smettere di correre.

<<Ma ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia: non puoi certo salvarle tutte. Sono troppe!>> gridò l’uomo. <<E questo succede su centinaia di altre spiagge lungo la costa! Non puoi cambiare le cose!>>.

Il bambino sorrise, si chinò a raccogliere un’altra stella di mare e gettandola in acqua risposte: <<Ho cambiato le cose per questa qui>>.

L’uomo rimase un attimo in silenzio, poi si chinò, si tolse scarpe e calze e scese in spiaggia. Cominciò a raccogliere stelle marine e a buttarle in acqua. Un istante dopo scesero due ragazze ed erano in quattro a buttare stelle marine nell’acqua. Qualche minuto dopo erano in cinquanta, poi cento, duecento, migliaia di persone che buttavano stelle di mare in acqua.

Così furono salvate tutte.

— Per cambiare il mondo basterebbe che qualcuno, anche piccolo, avesse il coraggio di incominciare. —

Penso che la morale sia già descritta per bene nel racconto… ma è bello sottolineare che, se vogliamo migliorare qualcosa che non ci piace, non dobbiamo sentirci incapaci perché “sembra più grande di noi”. Volere è potere… sembrerà banale ma è proprio così.

Io sto vedendo tante stelle marine nuovamente in acqua in questi giorni…

E a riportarle dentro, è una persona che forse ha capito di poter cambiare ciò che non va.

Sogni d’oro a tutti,

Emanuele

PS: ah, per chi fosse interessato, il libro si intitola proprio “A volte basta un raggio di sole”, è scritto da Bruno Ferrero ed è pubblicato dalla Elledici.

Alcune risposte… per chi vuol acquistare un Mac!

Qualche tempo fa avevo scritto una lista di domande che mi ponevo perché volevo passare ad un sistema Macintosh.

E’ passato un mese da quando è arrivato il mio Macbook a casa e oltre due mesi da quel post, così adesso, nonostante abbia già ricevuto a suo tempo tante risposte, provo a dare le mie risposte… per tutti coloro che hanno intenzione di lasciare un sistema Windows e magari incontrano i miei stessi dubbi…

1. Secondo voi è *conveniente* in ottica di “periodo” fare l’acquisto a Novembre? Personalmente sono tentato dall’aspettare i primi di Dicembre per vedere se la Apple se ne esce con sconti come l’anno scorso… Tra l’altro a metà Gennaio ci sarà il MacWorld in cui Gates ha promesso “grandi novità” nel settore dei portatili. Tablet-pc? Portatile da 12 pollici? Aggiornamento della gamma esistente? Non si sa ma… che fine faranno i MacBook acquistati oggi? Sono destinati a svalutarsi nel giro di 60 giorni? Avete letto particolari rumors? Vi ha chiamato Steve?!

Beh, a questa domanda ad oggi non so rispondermi. Il MacWorld sarà tra una decina di giorni e non so ancora cosa verrà proposto al mondo. Si vocifera da tempo che non mancheranno sorprese in ambito laptop ma non è detto che verrà sfornato il successore del MacBook. In ogni caso è certo che se state pensando di prendere un Mac in questi giorni, è fortemente consigliato aspettare il MacWorld.

2. Ho intenzione di prendere il modello bianco “non base” (quello con il SuperDrive per intenderci)… quanta ram consigliate di mettergli? Escono di default con 1Gb, ma considerate che mi piacerebbe poter sfruttare Parallels per bene tenendo magari un OS secondario su uno degli “spaces” di Leopard. A questo punto immagino che sia consigliabile avere almeno 2Gb di ram. Conviene spendere 132€ ed acquistare “l’upgrade” direttamente dalla Apple? Ho visto che su eBay viene venduta ad un prezzo abbastanza inferiore (2 banchi da 1GB vengono circa 80€ spese di spedizione incluse) voi che fareste? Funzionano o l’hardware è più sensibile dei pc e peggiora notevolmente se i pezzi non rispettano determinate specifiche? Altrimenti, 1GB è più che sufficiente e sono abituato io male per via della poco felice gestione della memoria di Windows?

Ho preso il modello intermedio e ne sono soddisfatto. E’ passato appena un mese ed il masterizzatore l’ho utilizzato solo una volta: dovevo scrivere su un CD l’immagine di Ubuntu. Ho usato LiquidCD (ottimo e gratuito) senza alcun problema anche se l’immagine risiedeva in un hard disk di rete.

Per la ram invece… sono partito direttamente con 2 banchi da 1GB, acquistati ad ottimo prezzo. Penso che attualmente siano più che sufficienti per le mie necessità. Parallels l’ho usato senza evidenti problemi. Il libretto del campo invernale scout l’ho creato con Publisher sotto Windows XP virtualizzato. L’unico problema che ho notato è che mentre lavoravo, Firefox (sotto OSX) risultava – sorprendentemente – lento a girare (aprire nuove schede, caricare le pagine, aprire immagini, etc.). Ho ovviato al problema chiudendolo ed utilizzando Safari. Non avevo tempo per far test, così non so se sia stato un caso sporadico oppure un evidente bisogno di ram da parte di Firefox.

Comunque il prezzo della ram è in continua discesa in questo periodo… e sto quasi rimpiangendo il non aver preso direttamente 4GB (il massimo che i nuovi MacBook riescono a gestire).

3. Ho intenzione di comprare una “cartella” Tucano, in modo da poterlo portare con me in qualsiasi zaino, qualcuno ha esperienze positive/negative in merito?

La “second skin” della Tucano l’ho comprata. E’ bella, fa sembrare il portatile un iPod più grande ed è un ottimo tappetino per non far graffiare il fondo del MacBook quando non si ha un tavolo pulito… però, non sostituisce uno zainetto con tasca porta computer. L’idea di tenerlo negli zainetti normali è grandiosa… e fin ora sto facendo così, ma sono comunque alla ricerca di un posto ancora migliore dove conservare il mio MacBook quando devo portarlo in giro. L’idea che, in caso di urti, sia quella l’unica protezione oltre la stoffa dello zaino, non mi fa star sereno. Comprerò quanto prima uno zainetto con tasca per portatili (giusto oggi ho visto l’Eastpak Walker, nero, a 65€, come vi sembra?).

4. C’è qualche brav’uomo che utilizza KeePassX? Su Windows Keepass è il mio amato password manager… e con oltre 350 voci è ormai insostituibile. Funziona a dovere – considerato che la versione per Windows è costantemente più avanti nello sviluppo -? Non vorrei dover aprire Parallels per questi motivi…

KeePassX funziona con lo stesso database di Keepass (versione Windows). Purtroppo l’interfaccia è *anni luce* indietro rispetto a quella windowsiana, così per certe operazioni mi appoggio ancora alla versione primaria. Non è possibile ad esempio usare l’auto-type (una delle più grosse comodità di un password manager), né è possibile vedere le note (se non aprendo il record…) ma funziona comunque a fare il suo lavoro. A dir la verità, sto sfruttando per molte cose il PortaChiavi di OSX anche se non voglio farlo diventare il mio password manager principale in quanto è sempre meglio poter avere l’intero database in un formato portabile (i database di KeePass sono accessibili persino tramite PocketPC).

5. Per chi ha un doppio computer (fisso + portatile), come vi siete organizzati per la posta? Questo è un punto che magari meritava un post a parte e sicuramente varia da persona a persona ma magari riuscite a darmi qualche dritta da “lavoratori in mobilità”. Al momento ho – ahimè – oltre una ventina di account di posta configurati sul mio fido Outlook tramite POP3. Purtroppo molti di questi non hanno IMAP nè posso farli confluire verso altri account (ad esempio quelli di Libero non permettono l’accesso ad IP diversi della rete Wind-Infostrada…). Come avete organizzato il lavoro per tentare una minima sincronizzazione e non ritrovarvi a dire “ah, quell’email l’ho ricevuta sul fisso… non l’ho qui!” o viceversa? Non so se impostare tutti gli account sul MacBook in modo da lasciare una copia sul server possa essere una soluzione: arriverei a casa e mi troverei a scaricare nuovamente e-mail già lette. Viceversa sarebbe ancora peggio… fuori possibilmente non ho sempre tempo di scaricare tutto. Sto pensando di convertirmi, il più possibile, ad IMAP. Ma per il resto?

Beh, questa è una delle domande più personali. Al momento – ma non è definitivo – sto sfruttando tutto via IMAP ed ho dato una bella sfoltita agli account. Un account GMail mi raccoglie la posta di alcuni indirizzi e-mail, mentre la posta di DreamsWorld da qualche tempo è migrata anch’essa su GMail che ha un’ottima gestione via IMAP (al contrario di quella scandalosa di Libero). Non appena Ubuntu sarà sistemato meglio, alcuni account li controllerò solo da li (che tanto ricevo al 95% posta inutile…) e lascerò sul portatile solo gli account “importanti”.

6. Si lo so, è una sicuramente una cretinata, ma da neofita devo chiederlo: installerò Leopard da zero (non voglio sistemi pre-installati dall’Apple store)… poi va ottimizzato? Io su XP ero abituato a disattivare una dozzina di servizi inutili… e poi, installare-disinstallare applicazioni lascia file residui come su Windows?

Al momento… non ho fatto niente. Nessun servizio disattivato, nessun controllo periodico di sporcizia… al massimo ho fatto ricontrollare i permessi del disco, ma nulla di più. E lo dico seriamente: ogni tanto mi manca il non aver nulla da ottimizzare! 😛

7. Safari o Firefox? iTunes o “NonSoChe”? Lo scoprirò da me ma… è possibile rinunciare a tutte le estensioni di Firefox? E poi… sotto Windows iTunes è un mattone pachidermico. Su un Mac risulta più performante? Più reattivo? Che audio-player utilizzare altrimenti?

Firefox. Perché Safari non ha la stessa espandibilità. Però è un bel browser ed ogni tanto lo uso pure. Intelligente il “reinizializza Safari” (accessibile dal menu “Safari”) che in un semplice click lo fa tornare come nuovo. Ovviamente anche Firefox ha una funzione simile… ma al momento non sono riuscito a trovare il comando veloce da tastiera per sfruttarlo (sotto Windows era CTRL+SHIFT+CANC).

Come audioplayer uso iTunes, che non ha nulla a che vedere con la versione per Windows (progettata probabilmente per girare su un sistema grid…). I comandi del portatile tra l’altro, permettono di gestirlo senza dover tenere l’interfaccia aperta risparmiando spazio sui desktop… Ah, con oltre 5000 mp3 in playlist, occupa in memoria meno di 50mb.

Vado un po’ OT con la risposta, ma aggiungo che… ho installato VLC, ma al momento QuickTime mi sta comunque regalando tante soddisfazioni. Ben fatto e poco invasivo.

8. Curiosità: la webcam (argh, devo “macachizzarmi” e chiamarla iSight, vero? :-P) del MacBook è come quella dei MacBook Pro che da qualche tempo ha una risoluzione di 1,3mpixel? Oppure hanno mantenuto anche questa differenziazione?

Purtroppo, il puro valore non sono riuscito ad averlo. Che io sappia è diversa rispetto ai MacBookPro che l’hanno da 1,3mpixel… ma è comunque anni luce più avanti della mia webcam Logitech QuickCam Chat con sensore Cmos da 0,3mpixel (640×480) del mio pc fisso. E’ comunque possibile che sia io a sbagliarmi… e che ormai i sensori nei due portatili siano uguali.

9. La batteria in condizioni d’utilizzo normali (niente giochi o codifiche audio-video per intenderci) quanto vi dura? Il wi-fi mangia tanta batteria? A casa ho il router a portata di mano ma l’idea di attivare un access-point wireless (che ho già) non mi dispiace. Mi friggo il cervello con le onde? 🙂

La batteria mi dura intorno alle 4 ore, credo anche qualcosina in più ma non mi sono mai messo – scioccamente – a controllare la durata massima. Comunque dura tanto… solo se usato intensamente ha bisogno di due cariche al giorno. Ah, wi-fi e bluetooth li tengo perennemente staccati (a meno di usarli). Ad occhio mi sembra che il wi-fi, rispetto alla connessione ethernet, pesi abbastanza sulla batteria e per questo a casa tendo sempre ad attaccargli il cavetto. Ovviamente tranne quando lo uso dal letto o da altre stanze.
Dopo 48 cicli di carica la batteria mi segna 5095 mAh di carica massima possibile. Le batterie dei macbook sono da 5200mAh ed il valore scende man mano che la batteria invecchia: voi come siete messi? (potete controllarlo da System Profiler alla voce Energia).

10. Nota dolente. Esiste una Nokia Pc Suite per Mac? O dovrò utilizzare Parallels per questo? Non sapete quanto possa esser comodo scrivere gli sms direttamente da una tastiera QWERTY… che io sappia però la Nokia non s’è degnata di considerare i macachi come suoi clienti.

Io qui mi sono arreso. I primi tempi ho cercato varie suite di gestione (BluePhoneElite dovrebbe essere la migliore), ma per fare backup o gestire come Dio comanda sms e rubrica, uso la PC Suite per Windows virtualizzando tutto. In attesa che la Nokia si svegli… i Mac sono una nicchia, è vero, ma non sono più 10 uomini al mondo ad utilizzarli. Anzi… gli utenti di mamma Apple sono quasi 1 su 10 ormai.

11. Esiste qualcosa paragonabile a Total Commander? Questo software sta a me come un coltellino sta a Chuck Norris. Il file manager di Leopard è più potente?

Total Commander non mi manca… non l’ho sostituito con nulla se non con il Finder già integrato di OsX. Certo… l’efficiente spartanità di TotalCommander mi manca un po’, ma il Finder sembra funzionare egregiamente: nessun crash fin’ora e una *sufficiente* gestione dei trasferimenti file.

Il vero problema si presenterà quando dovrò rinominare in massa le foto del prossimo viaggio. Li, Total Commander mi mancherà…

Al momento invece, il vero assente è un sostituto del mIRC. XChat Aqua non è completamente paragonabile… e più che altro mi annoia terribilmente dover riscrivere tutti gli script che mi ero creato, in un altro linguaggio.

Bene… mi sembra di aver risposto a tutte le domande che mi ero posto. A dir la verità il Mac lo trovo comunque molto comodo. Ormai il pc fisso è quasi sempre spento (e mi fa quasi pena considerati i sacrifici che ho fatto per riuscire ad acquistarlo…) e la cosa che più mi ferma dall’accenderlo sono le ventole. Il MacBook è così zitto che ormai accendere quello scatolone mi fa venire mal di testa. Dovrò necessariamente insonorizzarlo…

Emanuele

Gestione della posta del nostro dominio tramite Google Apps!

Il vostro fornitore di hosting vi lascia insoddisfatti e qualche volta qualche e-mail viene persa? Il contratto sottoscritto prevede una misera casella e-mail da poche decine di megabyte, magari senza imap o senza accesso con connessione sicura (https) che vi farebbe sentire più tranquilli quando siete fuori casa? Avete un piano di hosting che prevede al massimo 10 caselle di posta elettronica mentre avete aperto un mega-servizio on-line che prevede 5 caselle per utente e non sapete come risolvere il problema?

Google AppsBene… la soluzione esiste, è gratuita, e – come al solito in questo periodo – è targata Google.

Si chiama Google Apps ed è un pacchetto per aziende, scuole, istituzioni e privati che coniuga la facilità d’uso tipica dei servizi di Google con la necessità di mantenere un certo “nome” all’esterno.

Tramite Google Apps, è infatti possibile gestire la posta legata al nostro dominio senza alcun problema e guadagnando – ad oggi – delle caselle da oltre 5GB l’una.

Più avanti vediamo come fare, ma prima vi descrivo la mia situazione. Lo spazio, la banda e “la potenza di calcolo” di questo blog sono frutto di HostingZoom, che ultimamente mi ha lasciato un po’ perplesso circa le sue potenzialità, mentre il “nome del dominio” (DreamsWorld.it) è attualmente registrato presso TopHost, provider che sebbene sia tanto criticato per un passato poco sereno, si è sempre affidato a SeeWeb, un ottimo provider, per la gestione dei DNS.

Passiamo però all’attuazione della modifica…

Innanzitutto bisogna registrarsi presso Google Apps ed indicare un indirizzo e-mail del proprio dominio che diventerà l’utente amministratore dell’intero pannello di gestione.

Al secondo passo, oltre ad indicare gli estremi dell’amministratore, Google, in pieno stile 2.0 (libertà e condivisione?!), ti chiederà quanti account di posta vuoi creare per il tuo dominio.

Google Apps - Registrazione - numero account

Personalmente ho richiesto 100 account: so di non averne bisogno e mi è sembrato un valore più che ragionevole per eventuali esigenze future. E’ comunque possibile scrivere a Google e richiedere altri account se quelli richiesti dovessero divenire insufficienti.

Conclusa la registrazione, ci troveremo in una DashBoard che permette la gestione dei vari servizi attivabili per il nostro dominio. In questa guida mi occuperò del servizio di posta, ma aggiungendo dei CNAME appositi sul proprio provider DNS potremo gestire comodamente anche gli altri servizi (Calendar, Docs, Talk, Web Pages…).

Google Apps - Dashboard

E’ possibile cambiare la lingua dell’interfaccia, ma se non avete problemi con l’inglese, vi consiglio di lasciarla in quanto le migliorie dell’interfaccia arrivano prima nella versione americana.

La prima cosa da fare a questo punto, è dimostrare di essere i proprietari (o quanto meno gli amministratori) del dominio indicato in fase di registrazione.

Google Apps - VerificationLe opzioni possibili sono due: verifica tramite file HTML e verifica tramite CNAME. Le due procedure hanno un livello di difficoltà pari. Il primo metodo prevede la creazione di un file html con un nome ed un valore particolare da inserire via FTP nella directory di root del vostro spazio web; la seconda invece la creazione, tramite il pannello DNS del vostro dominio, di un CNAME con un nome particolare che Google tenterà di raggiungere.

Personalmente ho scelto la prima possibilità, ma fate come ritenete… più veloce.

Dopo alcuni minuti (Google scaramantico quant’è avverte che potrebbe esser necessaria anche un’ora) il vostro account risulterà “verificato” e a questo punto potrete iniziare ad attivare i servizi che più vi interessano.

A questo punto andiamo nel servizio Mail e chiediamo l’attivazione del servizio. Durante la procedura ci viene ricordato che dovremo sistemare i record MX relativi al nostro nome a dominio.

La procedura che adesso descrivo è relativa al mio dominio gestito da TopHost, comunque le operazioni da fare sono uguali, al massimo potrà cambiare l’interfaccia web.

Dopo esserci loggati sul nostro Pannello, clicchiamo su Gestione DNS. A questo punto, dovremo inserire questa lista di record MX e per farlo clicchiamo su “Aggiungi record” a sinistra per ottenere il form come quello che vedete qui sotto.

Tophost - Gestione DNS - Add a record

Attenzione a non dimenticare di inserire il punto finale dopo ogni server che inseriamo: è fondamentale!

Il risultato che otterremo, dopo i vari inserimenti, sarà come quello sotto.

Tophost - Gestione DNS - Google MX list

Adesso aspettate qualche oretta e provate ad inviare una e-mail al vostro “nuovo” indirizzo e-mail… la posta dovrebbe essere raccolta dal server di Google per la vostra felicità. 🙂

Per accedere alle caselle e-mail Google crea un indirizzo del tipo https://www.google.com/a/DOMINIO.EXT/ServiceLogin?service=mail (ad esempio: https://www.google.com/a/dreamsworld.it/ServiceLogin?service=mail ) che ovviamente non risulta facile da ricordare.

Per risolvere questo inconveniente, possiamo sfruttare i CNAME.
Creiamo dunque un record CNAME e puntiamolo verso ghs.google.com. (attenti come al solito a non dimenticare il puntino…). Io il mio l’ho chiamato mail e l’indirizzo ottenuto è mail.dreamsworld.it.

Tophost - Gestione DNS - Google CNAME

A questo punto andate su Google e cliccate su Change URL nella sezione E-mail.

Google Apps - Change default URLLa procedura vi chiederà di scegliere il nome del sotto-dominio da attivare. Inseriamo mail o quello che abbiamo scelto come CNAME.

A questo punto anche il redirect è pronto e funzionante. Potete anche effettuare il logout dal pannello di Gestione DNS di TopHost in quanto non ne avrete più bisogno.

Ovviamente dovrete ricordarvi i nuovi parametri d’accesso da impostare nel client di posta:

POP3: pop.gmail.com (ssl sulla porta 995)
SMTP: smtp.gmail.com (ssl sulla porta 465 o 587)
IMAP: imap.gmail.com (ssl sulla porta 993)

Se avete della posta lasciata sul server del vostro servizio di hosting potrete comunque continuare ad accedervi tramite l’interfaccia web che senza dubbio non mancherà.

Google Apps - Mail personalizzataAlcune considerazioni. Utilizzo Google Apps per la gestione del mio account di posta da alcuni giorni… ed oltre ad esser soddisfatto della stupenda interfaccia web (che può anche essere personalizzata come nella figura a lato…) ho scoperto alcune cose “carine”, come le statistiche d’accesso ad ogni account creato.

Potremo renderci conto se certi account sono ormai in disuso in modo molto semplice (funzione utile per coloro che offrono indirizzi e-mail…) oppure per vedere semplicemente la frequenza con la quale vengono utilizzate le proprie caselle.

Un piccolo aspetto negativo invece è la gestione delle mailing list. E’ possibile crearle ma non ho trovato nessuna interfaccia di gestione avanzata (blocco degli allegati all’interno della mailing list, moderazione particolare etc…). Peccato.

Per il resto, non posso che consigliarla. Senza dubbio ho alleggerito ancor di più il carico sul mio hosting provider (che a questo punto si ritrova a gestirmi il servizio web ed i database MySQL) e posso star tranquillo che il mio indirizzo di posta risulti sempre raggiungibile. Le infrastrutture di Google sono senza dubbio più efficienti di qualsiasi hosting provider economico (non posso permettermi roba da milionari… ;-)).

Il servizio è fortemente consigliato a tutti coloro che hanno poco spazio (clienti TopHost?! ;-)) o hanno acquistato i pacchetti ancora più “restrittivi” come TopName e TopMail o il loro provider non fornisce un buon filtro antispam/antivirus (quello di Google è noto per la sua estrema precisione…).

Ciao,

Emanuele

Hacking: La Fonera (0.7.1 r3) con firmware DD-WRT

Da quando ho preso il MacBook, ho iniziato ad avventuarmi anch’io nel mondo del wireless. Casa mia era infatti completamente cablata con circa 100 metri di cavo ethernet che mi facevano dormire notti serene dal punto di vista delle possibili intrusioni dall’esterno.

Con il wireless attivo invece, ho iniziato a studiare come rendere il più sicura possibile la rete (il mio livello di paranoicità in tema di privacy dei miei dati è ben nota ai miei amici…) e così non potevo accontentarmi delle misere impostazioni del firmware FON.

Avendo già superato i 12 mesi che, secondo contratto FON, obbligano a non modificare il proprio hotspot, ho deciso di toglierlo ed utilizzare il firmware per la fonera realizzato da DD-WRT.

Andiamo al dunque…

Le esperienze che ho avuto al momento sono 3. La prima è andata a buon fine, ma si è trattato di un semplicissimo upgrade del firmware da pannello web nel caso del Linksys WRT54GL v1.1. Le prime fonere infatti non erano altro che dei Linksys con un firmware modificato ed una bella figurina “Movimento FON” attaccata sopra…

Oltre a lui però, mi son capitate in mano altre due Fonere, di quelle classiche bianche con una sola porta WAN. Una con firmware 0.7.1 r1 ed una con quello 0.7.1 r3. La prima è attualmente fuori uso… 🙁 non parte più e probabilmente qualcosa è andato storto durante l’aggiornamento del firmware qualche notte fa. L’ho già aperta e con un paio di colleghi ho già progettato di farla rivivere tramite collegamento seriale (tutte le fonere hanno una porta seriale al loro interno…).

Questo pomeriggio invece – maledetta distrazione dallo studio – ci siamo concentrati sulla seconda fonera, quella con firmware 0.7.1 r3 ed armati di un paio di portatili con Ubuntu ed il mio MacBook che ovviamente faceva da ospite d’onore, abbiamo completato l’opera.

Il firmware 0.7.1 r3 sembrava più complicato dei precedenti da sbloccare, mentre non è così.

Come nelle precedenti versioni, il primo passo da effettuare è quello di aprire un accesso SSH sull’access point in modo da poter caricare un nuovo bootloader (Redboot) e caricare il firmware DD-WRT.

Purtroppo non ho nessuno screenshot del processo in quanto essendo la prima esperienza con questo firmware eravamo tutti concentrati sul risultato. Il web è comunque già pieno di guide e di persone con ottime esperienze in tal senso. Riassumendo però vi spiego come è andata:

  1. Abbiamo impostato come DNS dal pannello di configurazione della nostra fonera il seguente ip: 88.198.165.155. In questo modo la Fonera, quando si avvierà crederà di essersi connessa correttamente a radius01.fon.com per l’aggiornamento, mentre scaricherà una patch che aprirà le porte SSH. Questo metodo è noto sul web come “metodo Kolofonium“.
  2. Dopo aver avuto accesso ssh (ricordatevi di accedere come root tramite ssh root@IP da shell unix) potrete finalmente eseguire la modifica del firmware. Ricordatevi che se riavviate la Fonera in questo momento, la resettate oppure cambiate quel DNS, vi ritroverete nuovamente con l’accesso ssh chiuso. In tal caso… ripartite dal punto uno.
  3. A questo punto avete 2 possibilità. La prima è di installare FrancoFON tramite questa procedura oppure non accontentarvi ed andare avanti per installare DD-WRT. Preciso che FrancoFON non è un firmware ma una patch che aggiunge varie funzioni avanzate alla vostra fonera. Noi l’abbiamo provata per 10 minuti… giusto per vedere se sbloccava l’aggiornamento firmware dal pannello web, ma non è così. FrancoFON aggiunge semplicemente alcuni menu di gestione supplementari.
  4. Andando avanti dunque, non ci rimane che seguire questa ottima guida. E’ in inglese, ma non lasciatevi scoraggiare… i comandi da impartire sono pochi e semplici. Dopo esservi attrezzati con gli strumenti descritti qui, seguite la procedura da qui in poi in quanto con il metodo descritto al punto 1 avrete già accesso ssh alla vostra Fonera.

Seguendo quelle indicazioni non abbiamo incontrato nessun problema… se per caso qualche processo dovesse interrompersi in modo inaspettato provate a svuotare /tmp sulla Fonera via SSH in quanto è molto probabile che la memoria a disposizione sia fortunatamente appena sufficiente…

Alla fine godetevi la vostra Fonera con un bellissimo DD-WRT pronto a farvi divertire nella gestione della vostra rete senza fili! 🙂 (prossimamente magari qualche guida su come mettere *in sicurezza* la propria rete…).

Emanuele

PS: è chiaro che questa guida non vuol essere un incentivo all’abbandono del progetto FON che considero molto nobile e ne approvo la filosofia. Purtroppo però, le attuali leggi italiane (Bersani, Urbani…) fanno aver paura di lasciare libero accesso alla propria ADSL. In Italia – ma non solo – infatti, se sei grande e grosso puoi rubare tranquillamente… se sei piccolino, meriti di essere appeso sottosopra e torturato senza pietà…