La primavera e i suoi contrasti.

Siamo ad Aprile e il giardino è un’esplosione di colori. Siamo tornati all’aperto, a pranzare sotto il cielo azzurro tra il ronzio di api e uccellini, a grigliare, a giocare con l’altalena e sdraiarci sull’amaca.

Il ciliegio in questo momento è un’immensa palla bianca mentre i tulipani col loro lungo stelo regalano eleganza al punto che – il mio Io più vecchio – continua ad esserne stupito e riempie di foto tutto quanto.

Siamo fortunati. So bene che questa quarantena non sia così per tutti. Per chi non ha una stabilità economica, uno spazio all’aperto o una miriade di altri fattori, questo periodo è tutt’altro che roseo.

Al contempo, penso sarebbe assurdo non osservare la bellezza intorno a noi. Sarebbe un po’ come non fermarsi più a leggere un bel libro perché da qualche parte qualcuno scappa per la guerra. Non leggere, non elimina la guerra. Allo stesso modo dunque godo di questa fortuna ma non dimentico.

Ho iniziato ad insegnare a Giorgia che non tutti hanno la fortuna di avere qualcosa da mangiare ogni giorno, ho iniziato a spiegarle che l’acqua è preziosa e va risparmiata. Sembra capisca (in questo periodo memorizza tutto).

Ho la convinzione che chi ha il privilegio di poter osservare o vivere qualcosa di bello, debba farlo.

Incupirci tutti non serve e analogamente non serve a nulla aggiornarsi continuamente sull’evoluzione di questa situazione. Personalmente evito sistematicamente i titoli acchiappaclick che provano a farci sprofondare in ansie/commiserazioni/storie tristi e il fatto che la mia informazione non passi dalla TV fa sì che non subisca passivamente questo bombardamento. Per la stessa ragione ho disattivato la sezione “Apple News” sul mio iPhone. Facevo questa selezione ancor prima di questa epidemia così ormai son molto allenato. Anche se non è evidentissimo (come può esserlo un frigo vuoto per l’appunto), le nostre energie sono finite. Tutto è finito. Ogni giorno abbiamo la possibilità di destinare la nostra quota di energie ad un numero finito di emozioni.

Guardo Giorgia, guardo Elena (coi suoi primi piccolissimi sorrisi) e la bellezza di sua mamma che la allatta, guardo i fiori, il cielo, le api che vanno a posarsi tra petali e pistilli.

Sono mesi amari e credo che, quando possibile, concentrarsi sul bello sia un dovere oltre che un’occasione.

Emanuele

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