[…] Ma in realtà il trapassato remoto è un modo di pensare la storia, ed è un modo di capire il tempo. Non è la stessa cosa dire: ebbi cantato piuttosto che cantai. Perché tra i due tempi c’è una linea di separazione. Un qualcosa di avvenuto e di concluso, una sistemazione del disordine della vita. Usare il trapassato remoto è un modo per archiviare davvero, ma non è un modo per dimenticare.

(Via: Il trapassato remoto che non usa più nessuno)

Emanuele

Colori nuovi.

Sapevate tutti che prima o poi sarebbe arrivato questo momento. Io, addirittura, potrei parlarvi di esigenza, di una necessità cresciuta nel tempo e divenuta sempre più prepotente negli ultimi anni. La stessa però, si è scontrata spesso con la mia … Leggi ancora →

We shouldn’t think of “the web” as only what renders in web browsers. We should think of the web as anything transmitted using HTTP and HTTPS. Apps and websites are peers, not competitors. They’re all just clients to the same services.

Se volete approfondire, fate un salto su “Rethinking what we mean by mobile web” di John Gruber.

Emanuele