La gente non vuole cambiare il mondo.

Me ne accorgo sempre dalle piccole cose. Dalla carta buttata a terra senza pensarci troppo, al colpo di clacson che arriva quando non parti in mezzo millisecondo dopo che scatta il verde. Tante piccole cose in cui, di tanto in tanto cado anch’io (come l’auto in doppia fila).

Se c’è una cosa che però mi da tremendamente fastidio, quella è vedere buttare del cibo. Provo un fastidio interiore che so paragonare solo a quello del sentire una bestemmia quando qualcuno per sazietà (o anche per via di gusti “particolari”) lascia mezza pietanza sul piatto. Sono stato abituato fin da piccolo che ciò che si ha nel piatto lo si mangia fino in fondo e non credo che i miei genitori siano stati speciali nel sapermi abituare in un certo modo né io lo sia stato nel recepire i loro insegnamenti. Sarà che ho la buona abitudine di saper sopportare ma quando a me qualcosa non piace particolarmente, la mangio in silenzio e faccio questo sforzo.

In questo periodo, nella mensa dell’industria, vedo tanti operai che buttano il pane. Qualcuno mangia la mollica, qualcun altro preferisce lasciarlo a metà; quando sono soddisfatti – per il sol fatto di non averlo apparentemente pagato (gli è dovuto un pasto completo) –  lo lasciano sul vassoio che verrà svuotato.

Non voglio fare il solito discorso “in Africa i bambini blablabla” perché è un discorso inflazionato e adatto probabilmente a sensibilizzare i più piccoli (ai più grandi dell’Africa importa ancora meno). Non ho mai fatto la fame a casa mia. Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia che non ha mai fatto i conti col conto in rosso a fine mese ma non per questo certi Valori sono stati trascurati. Tanti di quegli operai alla fine del mese protestano perché non arrivano alla terza settimana eppure sanno concedersi il lusso di buttare il pane. E’ tremendo.

Sono cresciuto con l’esempio della formica che non trascura neanche la più piccola delle molliche. Ogni briciola in più è un pizzico di fame in meno. Somma queste briciole e fai un pasto in meno. Fosse anche solo una cena abbondante in meno al mese.

Io, nonostante non debba mantenere nessuna famiglia, nonostante abbia uno stipendio quasi sicuramente superiore a quello di tanti operai, quando prendo il pane in mensa e poi non lo mangio faccio una cosa semplicissima: prendo 3 tovagliolini e lo avvolgo.

Torno a piedi, verso l’ufficio, con in mano la bottiglietta d’acqua e il pane rimasto. La sera, a casa, in questo periodo c’è un panino in più. Di giorno, in questo periodo, nel cestino dell’umido della mensa, c’è un panino in meno.

Basterebbe davvero così poco per iniziare a cambiare il mondo…

Emanuele

PS: perché è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare.

11 commenti » Scrivi un commento

  1. Anche io faccio come fai te, ed in mensa all’università prendo sempre tutto quello che rientra nella mia fascia di prezzo e se non mi va qualcosa semplicemente la avvolgono in un fazzoletto di carta e me la metto in borsa. E’ soprattutto pane e frutta, il pane me lo mangio più tardi visto che è un po’ troppo stoppaccioso per finirlo tutto in una volta, la frutta o me la mangio io o la dò ai miei cincillà che anche loro non buttano nulla 🙂
    Molti mi guardano con l’aria “ma guarda questo morto di fame che si porta via la roba da mangiare”, magari un conto è un buffet dove la roba è gratuita e la gente si ficca in borsa di nascosto tutto quello che può magari togliendolo agli altri, un conto è pagare apposta una cosa per poi buttarla :-/

    PS: mi aggiungi al blogroll? sempre se ti va 🙂

    • Fa sempre piacere sentire di non esser soli. Io però non ho fatto caso sinceramente su che sguardo usino nei miei confronti perché sono bravo a non prestare attenzione verso ciò che so che non la merita. Che poi è vero ciò che dici tu: se ci fosse scritto “gratis” la gente si riempirebbe le borse, invece così si sente in diritto di buttarlo…
      Ciao,
      Emanuele
      PS: aggiunto al blogroll! 🙂

    • Ma si infatti: che poi produrlo costa, crea inquinamento: buttarlo è uno spreco assurdo! Basterebbero queste piccole attenzioni…
      Ciao,
      Emanuele

  2. io non butto mai niente una volta ch equalcosa è nel piatto la finisco è una questione di educazione. Mio nonno non averebbe mai permesso che mi alzassi da tavola senza finire ed al notto non si poteva certo disobbedire.
    bello questo post

    Alessia

    • Secondo me dobbiamo avere il coraggio di dirle in giro queste cose. Magari basta un po’ di sensibilizzazione…
      Ciao,
      Emanuele

  3. o forse un periodo dove si ha veramente difficolta’ a trovare cibo anche qui in Italia, chesso’, sciopero dei camionisti lungo due mesi? stai a vedere come la gente non spreca piu’ niente, anche il piu’ snob deve andare al supermercato per campare :eeeh:

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