Costretti a rallentare.

Strada verso il lago Maggiore

Amo i luoghi in cui la strada si inerpica timida tra il verde. Dove la viabilità è sottomessa alla bellezza della natura, dove nessuno penserebbe mai di aumentare i centimetri di asfalto, dove – al contrario – chiunque sostiene con facilità che già quel che c’è è più che sufficiente e talvolta eccessivo.

In quei luoghi amo abbassare il vetro e respirare l’assenza di comodità, o forse, amo respirare la presenza di natura fornita con prepotenza.

Emanuele

4 commenti » Scrivi un commento

  1. Ciao Emanuele, condivido, ma son certo che in molti asfalterebbero tutto pur di avere anche solo un piccolo guadagno.. Ci salva solo il ‘Buon Senso’.. Speruma..

    • Ogni tanto penso “fortuna che la terra è grande!”, tra 1000 anni però non so se quest’idea sarebbe sufficiente a farmi pensare che un po’ di natura rimarrà sempre preservata!
      Ciao,
      Emanuele

  2. Noi, gente di città, pensiamo d’aver visto tutto…ma appena respiriamo “aria buona” e troviamo una vallata davanti ai nostri occhi torniamo piccoli! 😆

    • Essì, è davvero così e sono anche convinto che tantissima gente finisca fuori città troppo poco spesso per poterla apprezzare davvero! Pensa, cinquant’anni fa a scuola la maestra faceva vedere sul libro il leone e la tigre… ormai fa conoscere anche la gallina e il coniglio! Quanti bambini non vedono più certi animali?!
      L’uomo, senza accorgersene, ha costruito carceri… chiamate città!
      Ciao,
      Emanuele

Lascia un commento

I campi richiesti sono marcati con *.


This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.