Alla faccia di Facebook.

Io “il libro delle facce” non lo capisco.

Tutt’un tratto la gente ha una ossessiva necessità di ricercare tutti i compagni delle superiori, delle medie, delle elementari, dell’asilo e del reparto di ostetricia del giorno della propria nascita.

E poi, visto che ci siamo, anche le persone incontrate al mare, il bagnino e/o la barista figa. E anche quella ragazza che in metropolitana era romanticamente persa nei suoi pensieri (ma la mangiava una mela coi libri di scuola…?! :love:). Le avete visto il nome sullo zaino e… che ci vuole adesso a cercarla tra millemila utenti di Facebook ed aggiungerla?!

E visto che l’albero genealogico non può rimanere incompleto, se possibile aggiungiamo anche zii e zie, cugini e cugine (quelle carine le cerchiamo noi, le altre aspettiamo che ci trovino…).

Facebook proprio non mi cala.

Vivo taaaante troppe ore su internet ma l’illusione di creare legami tramite i social network proprio non riesce ad ammaliarmi.

Illusione, si… perché di quelle si parla. E’ vero che qualche incontro simpatico ed interessante lo si può fare (chissà cosa ne penserebbe la mia compagna delle medie che non ho mai dimenticato! :-D) ma da qui a credere che siano rapporti, ce ne passa.

Sarò atipico, ma per me le relazioni si creano con il contatto fisico (non carnale, non fraintendetemi!).

Su internet tutto è filtrato, le emozioni passano secondo certi schemi che non possono essere varcati (lo strumento offre dei limiti fisici reali). Un po’ come chi si illude che poteva conoscere veramente una persona tramite un semplice e continuo scambio epistolare.

Alcuni giorni fa, durante un incontro tra i capi scout della mia città, si è deciso di iniziare ad interrogarci su quali siano gli effetti che questi strumenti (social-network ma anche tutta la tecnologia che permette interazioni con altri) comportino sui ragazzi e sul loro modo di relazionarsi con i coetanei.

Facebook va di moda, questo è sicuro.

Io non capisco perché se fino a ieri non vi importava più nulla del compagno dell’ultimo banco, adesso è importantissimo riuscire ad averli tutti tra gli amici del proprio profilo.

Se domani inizia ad andare di moda farsi la foto accanto al cesso, inizierete a farvela anche voi?! 😮

“Friends-list”. Quanto è abusata la parola “amico” in questi social-network?! Per me tante persone sono e rimangono semplici conoscenti. Ma ce lo ricordiamo ancora il significato vero e genuino della parola amico? Siamo tutti amici di tutti?!

Diceva Ralph Waldo Emerson: Un amico è una persona con cui posso essere sincero: in sua presenza posso pensare ad alta voce.”.

Sapremmo farlo con tutte quelle persone che teniamo in questa fantomatica “friend list”?!

Le parole, quando vengono abusate, iniziano a perdere il loro valore. “Friends list” a destra, “lista amici” a sinistra. Lo leggiamo così spesso che quasi ci iniziamo a convincere che quelli siano tutti amici nostri. Solo perché son li, in quella lista, chiamata così… da un programmatore un po’ superficiale, un po’ psicologo (di certo, l’avesse chiamata “lista cazzoni”, saremmo stati meno attratti dal riempirla…).

Mi sono chiesto più volte: ma se avessi un reale interesse di sentire queste persone, perché non dovrei prendere un telefono? Perché non dovrei andare a cercarle sotto casa? E loro… perché non dovrebbero far lo stesso? Si vede che il rapporto è diverso, non voglio sembrar duro, ma forse è “non essenziale”. E non per opportunismo, ma per interessi o stili di vita differenti. Come natura vuole.

Ah, per la cronaca. In questi giorni di full-time in biblioteca ho incontrato tre miei compagni delle superiori. Non li ho “aggiunti” da nessuna parte, non fanno parte della mia “friends-list“, però è stato piacevole scambiare quattro chiacchiere con loro. Non li vedevo veramente da tanto tempo. 🙂

Emanuele

PS: la cosa più disdicevole del fenomeno è stato sentire dire ad una amica “prima di uscire avevo 50 amici, adesso 49, qualcuno m’ha rimosso… devo capire chi sia stato”. C’è addirittura una frenesia nell’avere il controllo delle vite di tutti? Da vouyeristi siamo anche diventati guardoni professionisti? 😐

18 commenti » Scrivi un commento

  1. Beh porco cane Manuè… 🙂 ammazza come ci hai dato sotto con questo nuovo social network.
    Emanuele, ma non eri (e sei tutt’ora) tu quello di #dreams?

    …time is what you make of it… My life: my dreams… my madness, my reality.

    Insomma dai, è un modo come un altro per fare conoscenza, come la chat. Non è assolutamente vero che virtualmente non ci si può conoscere.
    Anzi, si riesce a trovare il coraggio o l’approccio che spesso di presenza manca. Certi ragazzi bevono e si drogano per trovare quel coraggio lo sai? Anche se non lo ammettono…
    Non credo di essere più intelligente degli altri anzi, ed io riesco benissimo a capire come è e come non è una persona che mi parla in chat. Si può fingere sia di presenza che in un social-network.
    Io non sono più persona da social-network ne manco persona da chat. Non chatto più ormai. E’ raro che scambi qualche parola.
    Emanuele, porca miseria… non sputiamo in faccia al futuro… Questo è il progresso. Esiste anche una cosa chiamata web cam. Insomma è come se si fosse di presenza…
    Non essere così duro con questi nuovi modi di comunicare…
    Manco a me interessa facebook, manco so cos’è a momenti, però capisco che se fossero stati altri tempi mi avrebbe appassionato la cosa o perchè no, magari in futuro mi appassionerà.
    Vedo che parli spesso della scuola. Effettivamente per uno studente è normale. Mi sarebbe piaciuto essere tuo compagno all’uni 🙂 chissà cosa avremmo combinato… hahahaha 😆
    Comunque, rispetto quello che pensi di facebook.
    Bye

  2. Nicco, non critico il fatto di voler comunicare. Conosco il mondo delle chat ed essendo cresciuto su IRC capisco anche quali siano i limiti.
    Facebook è diverso, perché in chat tu “incontri”. Su Facebook tu ricerchi tutte le persone che ti son ruotate intorno. E allora stranamente hai voglia di sentirle.
    Sembra un popolo di “tele-guidati” da questi grandi mass-media.
    E’ ora di ricercare il cugino del mio compagno delle medie… vado…
    Ciao,
    Emanuele

  3. Qui in Italia il fenomeno è recente… Tempo fa criticavo Facebook per il suo rispetto approssimativo della privacy. Ed ero ancora piuttosto critico anche sul fenomeno in sè.

    Ma sto rivalutando la cosa. Non possiamo fermare il progresso. Ogni epoca ha avuto le sue invenzioni, anche nel campo della comunicazione. Torniamo indietro nel tempo e pensiamo al telegrafo, al telefono, poi all’email, alla chat. Oggi è il turno dei social networks.

    Il fenomeno è giovane ma ha giaà visto una certa evoluazione. Inizialmente tutti lasciavano il proprio profilo visibile a chiunque… ora che il fenomeno si sta radicando anche qui in Italia (due milioni di iscritti lo confermano)questa tendenza sta sparendo. Probabilmente si placherà anche la tendenza a farsi amici tutti, oppure ci saranno diversi livelli di amicizia. Potrai creare gruppi ed ognuno avrà accessibilità diversa al tuo profilo così da decidere chi vede cosa degli affari tuoi.

    Fatto sta che, se prima, al paese parlavano male di me ed io non potevo controllare le dicerie, su Facebook forse ho qualche possibilità in più di tener tutti sotto controllo.

    Se prima avevo serie difficoltà a (ri)contattare quel vecchio amico o a mantenere la relazione con i compagni di vacanza (residenti chissà dove) conosciuti direttamente sul luogo di villeggiatura, o a teneri i contatti con gli amici che vivono all’estero…. oggi tutto è più semplice.

    Più semplice da una parte… dall’altra mantenere tutte le relazioni è impossibile. Ma almeno sono più libero di scegliere tra tutti.

    Saremo sempre più interconnessi! Questo è certo.. ma sono altrettanto certo che questo non andrà a discapito della relazione vera e reale. Quella caratterizzata da contatto fisico e compresenza.

  4. Lo sai che a me piace , io posso capire tutto ma non chi critica senza aver provato … non mi sembra da persona intelligente quale sei 🙂

  5. Barbara, non critico lo strumento. Sono sicuro che funzionerà benissimo e come vedi non mi sono completamente concentrato sulla (fastidiosissima per quanto leggo) possibilità di ricevere inviti e notifiche via e-mail praticamente senza sosta.
    Mi preoccupa la spasmodica necessità che Facebook ha generato. Siamo “vittime inconsapevoli” di questi social network o sappiamo sfruttarli a dovere?
    Perché ieri non ci importava un fico secco del nostro compagno delle medie mentre adesso dobbiamo beccarlo per forza?
    Siamo dei curiosoni innati oppure abbiamo reale voglia di allacciare tutti questi rapporti? 🙂
    Ciao,
    Emanuele

  6. Troppo banale per essere un tuo post.
    Avevo perso i contatti con un mio ex compagno del liceo e l’ho ritrovato su faccialibro. Questo è quello che conta. Il resto è fuffa. Magari potrai ribattere dicendo che se avessi realmente voluto lo avrei rintracciato anche senza facebook e ti do ragione, ma una volta che mi viene offerto un servizio comodo che male c’è ad usufruirne? 😀
    Dove sta la banalizzazione? Sono meno amico perchè ho il suo contatto su facebook?
    Non generalizzerei sul fenomeno facebook in questo modo, poi è chiaro che se se ne fa un abuso diventa una cosa negativa.
    Ciao.

  7. Curiosità di sapere dove è finita quella tal persona sicuramente fa piacere ritrovare persone perse di vista ( è talmente facile dopo le scuole prendere strade diverse , cambiare città etc) e poi è molto carino avere tutti gli amici raccolti , almeno per me. Per dire quando sono stata operata di appendicite ho aggiornato li il mio stato di salute e una valanga di persone mi hanno travolto con il loro affetto vuoi mettere mandare sms a tutti?

    Personalmente lavorando su internet da anni tutti i miei più cari amici nonchè il mio fidanzato li ho conosciuti online ( su un mio sito) , ho amici e conoscenti sparsi per il mondo mi piace sapere che fanno insomma tenermi in contatto.

    Oltre a questo adoro le varie amenità tra cui i giochi con cui sfidare gli amici e il fidanzato , le applicazioni carine che ti permettono di aderire a cause e formare gruppi etc insomma lo trovo proprio ben fatto 🙂

  8. Boh Barbara, lo sai. Sto su internet tantissimo tempo. Mi occupo di tantissime cose e da anni collaboro con Azzurra (il più grosso network di chat irc italiano), però… i social network non riescono a piacermi.
    Non mi piace catalogare gli amici. E’ bruttissimo secondo me indicare a tutti “le conoscenze”.
    E’ come raccontare a tutti chi vive a casa mia… non so, un altro tassello della privacy saltato. Eppure poi ci lamentiamo se le telecamere riprendono i nostri passaggi dentro le stazioni.
    Capisco che può essere un bel gioco, ma non comprendo totalmente la frenesia. Tempo fa twitter, adesso facebook.
    La prossima volta voglio veramente la foto col cesso accanto.
    Tanto ormai tutto è possibile, no? 🙂
    Io gli amici continuerò a portarli nel cuore senza spiattellarli in mille mila avatar sul web! 😛
    Ciao,
    Emanuele

  9. Forse mi sono espresso male. Nulla da dire sullo strumento, che son sicuro funzionerà ed anche bene.
    Ciò che non mi spiego è questa frenesia (curiosità?!) che sto avvertendo.
    Si legge a destra e sinistra “Facebook, boom di iscrizioni”, “In Italia scoppia la Facebook mania”, “Oltre due milioni gli italiani su Facebook”.
    Che sta succedendo? Diventati tutti nostalgici dei compagnetti di scuola? Fino a ieri non ce ne importava nulla…
    Mi sembra l’ennesimo gioco, ecco tutto.
    Un gioco in cui si fa aggiungono persone reali come “amici” che poi amici, per come concepisco io il termine, non lo sono.
    Al massimo si creano “liste di conoscenti”. Giusto per dire al resto del mondo quanti volti abbiamo visto. 🙂
    Ciao,
    Emanuele

  10. io concordo con te…è un mezzo troppo invadente…io mi sono ritrovata lì solo xchè ero in una foto (e magari anche x caso)che chissà chi ha inserito!!!! 😐
    fa parte anche questo della “globalizzazione”!! 😆
    baci Manu 😛

  11. Saro’ schematico nell’esporre il mio punto di vista:

    Pro

    – idea geniale quella usare nomi reali: elimina molti dei problemi ricorrenti nei social network con nick fittizi (dagli insulti agli account dei pedofili) e permette di ritrovare facilmente persone che non si sentivano da tempo
    – emh…non me ne vengono altri

    Contro

    – nessuno si rende conto che quei test e quei giochini “tanto carini” sono applicazioni completamente esterne a facebook, pertanto aggiungendole si regalano a terzi sconosciuti i propri dati piu’ personali…questo si che e’ grave, non la morbosita’ nel ritrovare i compagni delle elementari!!!
    – tutte le esagerazioni tipiche, dalla mania per i suddetti giochini alla necessita’ di ritrovare chiunque abbia mai incrociato la nostra esistenza, dall’avere la lista degli “amici” piu’ grande di uno che ci sta sul culo al controllare quotidianamente lo status sentimentale dell’ex mai dimenticata…

    Io personalmente sono tranquillo, aggiungo solo persone con cui ho condiviso davvero qualcosa e non mi arriva nessuna mail di notifica perche’ email.it le filtra senza che io gli abbia detto nulla, magnifico 😀 (e se iniziassero ad arrivarmi, metterei una bella regoletta alla stregua di quelle per lo spam).

    Grazie mille comunque, ho trovato finalmente l’ispirazione per il prossimo intervento sul mio blog!

  12. Tutte le cose possono essere utilizzate bene oppure male: io concordo con la linea di Emanuele. Troppa gente a fare FaceBook quando non lo sanno fare.

    Devo dire che a me piace moltissimo come è stato realizzato, facile da usare che invoglia a giocare.

    Vedremo se è un fuoco di paglia e se la gente si stufa di dire a tutto il mondo cosa sta facendo …

  13. Dai alla fine facebok è un modo come un altro per interagire cambiano i tempi e cambiano anche i modi di comunicare e farsi conoscere. Io non la farei cosi tragica alla fine è anche divertente. Io su facebook ho ritrovato una mia compagna delle eleentari ed è stato bello conversare con lei, riscoprirsi dopo aver vissuto vite diverse. 😀 😆 😛

  14. Marty, nessuno mette in dubbio questo. Facebook è sorprendente perché ha creato una “necessità che non avevamo”: cercare e conoscere vita, morte e miracoli di chiunque ci sia passato accanto.
    Mi domando quanto normale sia tutto ciò. 🙂
    Ska… mi devi i credits ovviamente! 😛
    Ciao,
    Emanuele

  15. Tranquillo…quando, molto rapidamente, verso il 2009 pubblichero’ l’intervento su facebook, l’enorme numero di lettori del mio blog, aggiornato quasi ogni ora, sapra’ da chi ho tratto ispirazione 😛

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