Non c’era tempo per la paura.

Ieri mattina mi son ritrovato a studiare da solo in biblioteca.

Visto che non dovevo fare teoria ma mettermi sotto con alcuni esercizi di Controlli automatici ho acceso il mio iPod ed indossato quelle magiche cuffiette bianche.

Tra le canzoni finite in playlist, c’era quella che potete sentire qui sotto.

Mi ha fatto pensare a quelle famiglie del dopoguerra. Quelle famiglie allargate che non esistono quasi più ormai…

Mi è piaciuta l’aria di questa canzone. Mi ha regalato una pausa di serenità.

…e prima di dormire un padre nostro…
[…] e vanno via i pensieri insieme al fumo su per il camino…

Sembra quasi una ninna nanna piena di colore e folklore

In questo periodo ho l’agenda piena di impegni. Riunioni scout, cene, uscite, cose da sbrigare… e così, la frase del titolo è diventata quasi una bella scusa.

Non ho tempo di preoccuparmi. Non ho tempo per riflettere su come sta girando la mia vita. Vivo molto e dormo poco. Se raggiungo le 6 ore e mezza a notte è un vero miracolo.

Spero che le giornate continuino così… anche perché in fin dei conti, è questa la vita che un po’ vado cercando in questo periodo.

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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