Scouting is my life.

Ci sono momenti in cui bisogna aprire gli occhi e darsi una bella pacca sulla spalla.

Sono appena tornato dall’inizio di una nuova avventura e penso che titolo più azzeccato non esista.

Sono dentro lo scoutismo da quando ero un ragazzino. Ho iniziato nel 1995.

Di esperienze ne ho fatte tante… mi sono anche preso la libertà di starmene fuori dopo aver concluso il cammino da “educando” un paio di anni con la piacevole sorpresa che in gruppo si litigavano tra chi mi rivoleva dentro al più presto e chi diceva di dar tempo per la mia vita.

Perché quella persona mi conosceva bene ormai. Sapeva che nello scoutismo mi butto a capo fitto. Metto corpo e anima, nei limiti delle mie possibilità.

Sono timido, però effettivamente ero io l’anno scorso su un cavallo, vestito da San Giorgio, davanti a 400 scout di Palermo.

Ma ero anche io ad organizzare, nonostante l’inesperienza, per due anni di seguito una grossa attività di zona.

La cosa più buffa di tutto questo è che non credo di essere uno di quelli che in zona si fa notare più di tanto.

Faccio il mio lavoro al mio posto, silenziosamente. Forse… alle riunioni di zona mi conoscono di più per le mie battute che per altro (voglio vedere se avreste voi lo spirito ironico-cretino – lo ammetto – di far finta di incappucciare una capo di cinquant’anni suonati perché non la finisce più di parlare senza farvene accorgere… THAT’S ME… all’ultima riunione di zona! :dogarf:).

E adesso… una nuova esperienza che già mi gasa tantissimo solo all’idea: sarò responsabile di una specialità per un campetto di specialità regionale.

Una nuova esperienza che senza dubbio mi farà imparare tante nuove cose.

Stasera – tristemente – ci siamo ritrovati in tre. Però sono già uscite tante belle idee.

L’idea che ho sfornato per la specialità è già piaciuta, passata ed approvata… e magari ve ne parlerò prossimamente perché sono sicuro che interesserà anche a tanti di voi!

Che non si dica che con gli scout si fanno solo stupidi canti e cose pallose!

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

2 commenti » Scrivi un commento

  1. “legate allo spago le nostre speranze,
    nei nostri aquiloni i sogni mai morti.
    Si alzano ora in alto, più in alto di allora le danze,
    restare confusi il tempo ti afferra
    scommetter sul mondo ma senza arroganza.
    La testa nel cielo è vero, ma il camminare ti entra da terra,
    ripronti a partire rischiare la strada”

    studentessa milanese, ero scout anche io fino a un po’ di tempo fa: ho cominciato scettica (molto Molto MOLTO scettica, praticamente a calci nel sedere), ma mi sono ricreduta alla mia prima uscita (quella che poi era l’uscita dei passaggi e che la mia capo squadriglia chiamava “l’uscita in cui sei entrata”!), entrando ufficialmente nel reparto e sentendomi subito parte di qualcosa che non pensavo potesse appartenermi così tanto. sono rimasta poco, ma ho dato l’anima e ricevuto quella di molti altri: mai più me lo sarei immaginato! poi tante cose sono cambiate, come gruppo ha sempre avuto qualche intoppo qua è là ogni tanto, c’è sempre stata una grande concorrenza tra il gruppo scout e l’animazione dell’oratorio (ma pare che sia all’ordine del giorno anche da altre parti), sono cambiata un po’ anche io e, lasciandoci il cuore, sono uscita dal reparto (continuo a rimpiangere questa scelta, ma a pensarci bene ogni volta finisco col pensare che sia stata la cosa migliore). adesso come allora continuo nello stesso oratorio, ma solo facendo l’educatrice e non la capo-scout come mi sarebbe sempre piaciuto: ammiro un sacco le persone che continuano il cammino scout, che per me si è chiuso, anche se mi chiedo sempre se forse non è il caso di riaprire quel capitolo. per quanto ci sia rimasta veramente troppo poco, lo scoutismo mi ha dato e dà tanto, tantissimo, così come chiunque passi per questa esperienza bene o male finisce per lasciarci un qualche pezzetto di sè.

    “e vàààà, più suuuu, piùùùù in lààààààààà, controventooooo”

  2. Grazie per questo bel commento.
    Vedo che dentro ti è rimasto tanto scoutismo che – forse – è anche ora che sputi fuori concretamente.
    E’ un peccato quando oratorio e scoutismo si fanno concorrenza: sono due realtà vicine ma diverse che svolgono ruoli abbastanza simili.
    Di Milano conosco un paio di scout ma non ricordo il gruppo purtroppo… bellissima la canzone che hai citato comunque! 😉
    Ciao,
    Emanuele

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