Perdono ed effetti sulla psiche.

Stavo andando avanti con la lettura di questo interessante libro quando un passo mi ha fatto fermare.

Il libro è interessante perché effettivamente mette in luce degli aspetti solitamente poco considerati: il perdono mancato reca un disagio intellettivo anche alla persona autrice dell’offesa.

Il “sentirsi in difetto” la rende quasi incapace di tornare sulla retta via e le fa credere che in fondo, sia normale tutto ciò che è successo.

Secondo le acute notazioni di Paul Bourget nel suo Démon de midi, “se non si vive come si pensa, si finisce col pensare come si vive”. Più esattamente, per evitare la schizofrenia, l’intelligenza ha bisogno di giustificare il comportamento ferito di colui che ha rifiutato di perdonare. L’unica soluzione consiste allora nel crearsi una pseudo-morale, secondo la quale sarà definito “bene” ciò che alimenta il rancore e “male” ciò che che costituisce l’origine nascosta e inconfessata.

Insomma, se chi è stato offeso non riesce a perdonare, chi ha offeso inizia a credere che sia quasi normale tutto ciò.

Io però vorrei aggiungere due parole. Come dovrebbe fare chi ha offeso a lamentarsi del mancato perdono? Sarebbe secondo me inopportuno sentirsi fare la predichetta sul perdono proprio da chi ha sbagliato…

Continuo a leggere… magari la risposta arriva più avanti. Intanto il libro continua a soffermarsi sul disagio di chi offende… e tutto ciò mi ha sorpreso perché mi sarei aspettato un libro un pizzico più incentrato sul’altra figura.

Meglio così…

Emanuele

5 commenti » Scrivi un commento

  1. …non parliamo di offese per carità 😥 😥 😥 🙁 :worry: !!!

    P.S. i tuoi quesiti filosofici mi intrigano sempre… 😎

  2. citazione:

    Continuo a leggere… magari la risposta arriva più avanti. Intanto il libro continua a soffermarsi sul disagio di chi offende… e tutto ciò mi ha sorpreso perché mi sarei aspettato un libro un pizzico più incentrato sull’altra figura.

    …sei sicuro che chi offende prova disagio?

    Dovrebbe essere così ma… c’è chi più che disagio prova piacere. Direi anche che nella società, una percentuale di persone di cui non scriverò i numeri, secondo la mia esperienza vive di ingiurie e di offese rivolte contro il prossimo, abitudinariamente.

    Che riflessione fai tu, tenendo conto di questo dato? Diciamolo che non siamo nel paese delle meraviglie e che non ci chiamiamo tutti Alice. 😎

    Ora ti dico come sono io, come mi pongo io su questo argomento.

    Io odio offendere. Offendere le persone mi reca dolore molto dolore. Più di quanto non me ne potrebbe recare ricevere un offesa. Ma siamo ognuno di diverso dall’altro e ognuno riceve emozioni e stimoli diversi in base alle varie situazioni che si susseguono nella vita.

    Sono curioso di vedere dove ti porterà questa nuova riflessione che ti sei posta davanti e come giudicherai la lettura che hai tra le mani in questi giorni.

  3. Chi offende e non prova dolore senza dubbio è una persona meschina e… senza anima.
    Non voglio credere che siano così tante le persone così.
    Piuttosto penso che siano tantissime quelle che, all’esterno, poi vogliano risultare comunque “vincenti” perché non hanno quella dose di umiltà per farle comportare diversamente.
    In cuor loro però il disagio c’è sempre.
    E’ su quello che il libro di interroga…
    Riguardo al dolore… non so dirti quale sia “peggiore” per me. Offendere pesa… ma anche essere offesi non è per niente bello.
    Mi rimetto a leggere… se il libro continua con questo stile, di spunti su cui riflettere ce ne saranno tanti…
    Ciao,
    Emanuele

  4. chi offende e chi riveve le offese sono la stessa persona e il disagio o dolore si scioglie nell’ascolto,in un abbraccio,in un accogliere.l’atteggiamento è quello compassionevole e amorevole.rimanendo aperti.mi rendo conto che le parole non rendono ma solo l’esperienza

  5. perchè giudichi le persone che ti offendono?perchè ti fermi e ti aggrappi a quello che ti dicono?è questo il disagio?perchè non vai oltre le parole e GUARDI veramente la PERSONA? perchè non ti ascolti mentre ti offendono?ma chi sei tu per giudicare il disagio altrui e/o il dolore altrui?

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