Mai soli per paura.

Ho compilato la scheda per il CFM (Campo di Formazione Metodologica) scout, dovrei partire a fine Ottobre… si spera nel Lazio.

Volevo anche scrivere una e-mail oggi… ma forse è meglio che mi sia fermato. Le cose devono andare secondo natura… non devo dire più nulla io.
Oggi riflettevo che… la vera paura dell’uomo in fondo, è quella di ritrovarsi solo.

E non so però, se sia dovuto ad una sua necessità a livello genetico/evolutivo che lo porta ad essere un animale da compagnia, oppure… se sia frutto della paura di… guardare dentro di sé.

Si ha bisogno di stare impegnati, di parlare, di comunicare… viene difficile, soprattutto ai più piccoli, cercare se stessi. Stare con se stessi e… parlare con se stessi.

Certo, farebbe impressione per primo a me un bambino che ha voglia di fare “introspezione” (letteralmente, dal De Mauro: metodo di analisi della vita psichica consistente nell’osservazione e nell’analisi dei propri contenuti psichici, compiuta dal soggetto stesso e assunta come metodo di conoscenza“), ma… penso che crescendo, sia anche giusto saper valutare se stessi per… trovare il proprio equilibrio.

Uomo solo.Quanti di voi si fermano, di tanto in tanto, per dedicarsi alla conoscenza del proprio “Io”? E non immagino posizioni Yoga (“Yoga indica l’insieme delle tecniche che consentono il congiungimento del corpo, della mente e dell’anima con Dio“) e neanche settimane di digiuni e ritiri, rinchiusi magari in una stanza asettica. Immagino solamente il saper parlare con se stessi, quando necessario.

Un mio metodo per farlo è ad esempio leggere la Bibbia… oppure, ritrovarmi a scrivere qui, su questo blog. Ogni parola è ponderata… ogni frase esce fuori da un ragionamento… ed è un modo, oltre che per sfogarmi, utile a me stesso per capire meglio me stesso. Mi posso rileggere, e rileggendo, capisco se ciò che ho scritto è… ciò che penso.

Aiuta anche la capacità di analizzare le cose dal “di fuori”, cercando di cambiare punto di vista. Una delle cose più frequenti che mi capitava di sentire al corso di cresima, era proprio questo… quando dovevamo analizzare un messaggio del Signore (attraverso la Bibbia), dovevamo imparare a… smetter di pensare secondo i nostri canoni. Era difficilissimo… ed era stupendo scoprire quanto differente poteva essere un messaggio rispetto a quello che ci si immaginava.

Si distruggevano certe convinzioni, ne apparivano magicamente altre.

Sono sicuro che la “consapevolezza di sé” dipende esclusivamente da quanto noi vogliamo conoscerci… perchè in fondo, quando lo facciamo, riusciamo ad essere sinceri… non possiamo mentire a noi stessi se proviamo ad interrogarci.

E adesso… chiudete pure questa finestra e… interrogatevi. 🙂

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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