Emanuele, ingegnere. Nato a Palermo verso ora di pranzo. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Divide un monolocale con otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.
Martedì torno in Cina per un altro mese, questo 2013 si sta mostrando più pieno e intenso di quanto preventivato. I desideri attendono, i sogni crescono.
Losanna è interessante. Città svizzera per tanti aspetti (mercatini da film di Heidi; pulizia, ordine e quiete sparsi come erba su un prato concimato) d’estate da il suo meglio sulla riva del lago di Léman dove si possono fare barbecue stupendi giocando in tranquillità con ciò che si vuole tra un bagno e l’altro. Io, oltre a portare il monociclo, mi son cimentato su jboard e slackline. C’era però chi faceva di meglio…
Per i lombardi che non sanno che fare con questo caldo: si raggiunge in auto in 3 ore e mezza (se passate da Domodossola non pagate il tunnel) e il clima era favoloso!
E’ già passato un mese da quel sabato con gli amici. Sono già passati sei mesi dall’ultima volta che son volato a Palermo.
L’odore di quel weekend torna anche oggi, ma senza loro non è la stessa cosa. Da notare (ed apprezzare) la carriola trasformata in tavolino. Questa foto testimonia ineluttabilmente che anch’io bado alla carne (che ogni volta tutti dicono il contrario!).
Emanuele
PS: la foto è sua (che col tempo si migliora) anche se lo scatto, per questa volta, è di qualcun altro (leggere i commenti).
Quest’anno, il giorno del mio compleanno, ero reduce dal funerale di mio zio. Scesi a Palermo ma praticamente non ebbi modo né di festeggiare (figurarsi), né di incontrare gli amici.
Oggi, a distanza di mesi, è in arrivo una torta con un corriere direttamente dalla Sicilia. Sono questi i momenti in cui ti chiedi a cosa servano i social network se, al contrario, starne fuori ti tiene alla larga da tantissime relazioni illusorie regalandoti esclusivamente amici su cui potresti contare persino nei periodi più neri. Doveva essere una sorpresa ma per motivi logistici (qualcuno doveva essere a casa per riceverla) l’ho saputo prima e finalmente mi son spiegato perché, all’inizio della settimana, un amico mi mandò un sms: “Manu, mi dici dove abiti di preciso che sto calcolando quanto vivo distante dai miei amici?”. Uno di quei messaggi assurdi che però ti dici “ogni tanto queste idee idiote, in un momento di fancazzeggio, le hai anche tu…” e così rispondi senza sospettar nulla.
Siccome però non ha senso una torta senza amici intorno al tavolo da oggi a Lunedì ospiterò un amico in arrivo da Palermo, uno da Treviso, una da Modena e una da Milano! Sarà bello passare con loro l’ultimo weekend prima dell’Africa…
Emanuele
PS: e ci sarebbe da discutere per ore sul fatto che la società odierna faccia credere che il benessere sia aumentato quando invece si parte dai propri cari proprio come 1000 anni fa e impone che i giovani alla ricerca di un futuro debbano disperdersi in giro per il mondo.
Questo weekend è volato. Venerdì è arrivato un amico ed è rimasto fino a ieri, così sabato pomeriggio abbiamo pedalato per 45km ed ho scoperto dove vivono quei tre paperi famosissimi.
Tornando verso casa abbiamo fatto la spesa in bicicletta e a 400m da casa, ho distrutto una bottiglia di salsa (dentro il sacchetto col resto della spesa) centrando un paletto. Così potete immaginare com’era diventato tutto il resto (oltre alla ruota, alle mie scarpe, alla mia gamba, ai miei pantaloncini…).
Nel campanello di casa stasera appendo “Paperino“.
Le due ragazze inglesi sono andate via ieri. In questi giorni però ho imparato che:
Noi italiani abbiamo gli scanner nei supermercati per evitare le code alla cassa mentre loro non ne avevano mai visto uno.
All’uscita della metropolitana in Italia non si passa nuovamente il biglietto al tornello ma si esce direttamente: loro invece vengono controllati sia all’ingresso che all’uscita.
Il biglietto della metro milanese è quasi 10 volte più economico di quello londinese e non ha tanto da invidiare: quando sono nell’underground, gli inglesi, non possono fare telefonate “you have no line there”.
Anche quando piove, le inglesi escono in infradito perché hanno sempre pioggia da loro… l’importante è che non ci sia più freddo.
“Laugh” è una parola difficile da pronunciare, più di quanto possa sembrare!
Il cibo italiano sarà sempre il cibo italiano ma quello siciliano (che ho fatto provare alla Focacceria San Francesco) è piaciuto ancor di più.
In ogni caso, compagnia (stramba) a parte, ho avuto l’occasione di girare Bergamo (e devo dire che la parte antica è molto caratteristica!), di vedere il Lago di Garda e di entrare – finalmente – al Museo del Novecento (a proposito: se siete tesserati Arci o avete meno di 25 anni entrate gratis).
Emanuele
PS: il secondo esperimento è stato far cucinare loro una cena: noncuranti di dover sfamare degli italiani si sono sperimentate nelle lasagne (senza besciamella!).
Un weekend spettacolare… c’è poco da dire! La Liguria mi è piaciuta tantissimo e mi ha ricordato la bellezza unica della Costiera Amalfitana (quella l’ho percorsa a piedi!).
I chilometri non sono stati tantissimi (circa ottanta il sabato, e appena una ventina domenica) però i sali-scendi per far tappa in ogni paesino della costa sono stati massacranti. Pochi chilometri prima dell’arrivo a Chiavari, dopo aver pedalato poco più di 70km ero steso a terra coi crampi allo stomaco per un calo di zuccheri! Non appena arrivati, ovviamente, mi sono imbottito di gelati e bustine di zucchero in un bar…
Bellissimo tuffarsi in acqua in una caletta qualche curva prima di Portofino. Incuranti delle altre persone i pantaloncini da ciclisti son volati via in un attimo. L’acqua era splendida, fresca al punto giusto, calma e chiarissima! Potete vederla cliccando sulla terza foto sotto a destra: sarei rimasto lì tutto il giorno se non avessimo programmato una giornata sui pedali! A proposito di Portofino: non è male, era sufficientemente piena di turisti ma è un peccato che non sia attrezzata per accogliere i ciclisti che probabilmenterispettano l’ambiente molto più dei ricconi che arrivano in Mercedes! Capisco (e condivido) che nel piccolissimo centro sia vietato entrare pedalando perché c’è sempre un gran via vai di gente ma una (o due) belle rastrelliere per accogliere i turisti-ciclisti non sarebbero una brutta idea!
In ogni caso è stata una sensazione di libertà unica partire con alcuni amici con uno zainetto piccolissimo sulle spalle che conteneva lo strettissimo indispensabile e in riva, appoggiare le biciclette e ritrovarsi – dopo aver faticato – a nuotare sott’acqua senza dover pensare ad altro!
Ho ancora i pensieri confusi, sto scrivendo letteralmente di getto e non riesco a trovare un briciolo di razionalità per raccontarvi le cose come si deve. Sono così tante le cose successe e le emozioni vissute che mi è sembrato di viaggiare per molto più tempo, come se il weekend fosse durato una settimana intera! Buona la foccacia di Recco (ho mangiato quella alla cipolla e quella al formaggio), un po’ meno quella presa – il giorno dopo – a Genova.
Domenica mattina, dopo un bagno e un’oretta di sole a Lavagna, siamo finiti a Genova tra le stradine del centro storico che ricorda molto quello palermitano nonostante (credo) sia di origini diverse.
Non contenti di questi due giorni incredibili, rientrati a Milano siamo andati ad assistere alla tappa finale del Giro d’Italia e come – bambini cretini – a fine gara abbiamo vissuto un momento di gloria idiota: subito dopo il passaggio di Contador (l’ultimo a dover effettuare la crono), volendo raggiungere prima possibile il Duomo per le premiazioni, abbiamo seguito il percorso (in pista) correndo con le nostre biciclette mentre ancora le persone ai bordi del tracciato non avevano capito che era finito tutto… amazing!
A proposito di questa parola inglese, tenetela a mente perché la settimana è appena iniziata e avrò, sicuramente, altro da raccontarvi!
Emanuele
PS: il titolo del post è una citazione che vi lascio scoprir soli!
Mi aspettano dei giorni elettrizzanti! Stasera dopo il lavoro pedalo fino a casa, rapida pulizia della bicicletta (grasso alla catena, lucidatura generale…) e poi si vola verso il Duomo per il concerto di chiusura pro-Pisapia (presenta Claudio Bisio, cantano Daniele Silvestri, Elio e le storie tese, Giuliano Palma, Paolo Rossi…). Anche se non ho diritto di voto non posso non sostenere questo segno di cambiamento!
A concerto finito si corre a casa, dormiremo qualche ora e all’alba suonerà la sveglia perché intorno alle 7 saremo già tra i binari, con le biciclette al seguito, in partenza per Genova!
La destinazione finale (la parola misteriosa!) – come vedete – era semplicemente LAVAGNA. Nulla di osceno ma già da giorni le battute non si son risparmiate (speriamo che i letti non siano d’ardesia, se vi comportate male vi ci metto dietro, ma la città è roteabile? Etc… ).
Passeremo da Portofino, mangeremo la focaccia di Recco e, tempo permettendo, il mio programma ufficiale è il seguente: mentre si pedala, ogni spiaggia interessante che incontreremo deve trasformarsi in “stacco il caschetto, mi spoglio e mi butto in acqua!”.