Archivio dei post taggati ‘verità’

Verità stampate (non scritte).

Scritto il 21 marzo 2011 alle 19:13

I libri, tutti i libri (qualsiasi libro), indipendentemente dalla storia che raccontano, insegnano una cosa fondamentale: nella vita, per tutte le cose (in qualsiasi cosa) c’è sempre un inizio e una fine.

Ieri sera ho finito di leggere Un giorno, ho completato un cammino insieme ai due protagonisti e tutto ciò che voglio portar con me è proprio questo: nulla è eterno.

Intanto voi, se avete voglia di leggere un bel romanzo, non perdete d’occhio questo capolavoro.

Emanuele

Tentativi di veracità.

Scritto il 5 gennaio 2011 alle 14:19

Ogni tanto vorrei scrivere uno di quei post lì. Uno di quelli sporchi, rozzi, coi verbi tutti a casaccio e scoordinati tra loro. Vorrei provare l’ebbrezza dell’amatriciana di parole, il gusto genuino di un testo fatto in casa.

E allora mi metto seduto comodo e tranquillo, come se non avessi più nulla da fare fino alla fine dei miei giorni e tento l’impresa. Butto giù due o tre righe. Bellissime. Il correttore ortografico sviene. Gli errori zampillano e i tempi dei congiuntivi cozzano come i cavoli a merenda.

Penso – gongolando tra me e me – “questa volta ci sei riuscito Emanuele. Stai scrivendo proprio con la stessa naturalezza con cui uno scaricatore di porto erutta dopo un sorso di birra fredda”. Sorrido sornione e continuo per altri cinque minuti così, convinto che sia possibile pubblicare qualcosa di veramente illeggibile.

Ma quando son quasi arrivato alla fine, puntuale, un incredibile senso di colpa mi assale. Mi vien paura di mettere online certe corbellerie che magari, mi dico, chi passa veloce da qui pensa che questo è il blog di un contadino. E allora, in tutta fretta, inizio a scorrere dal basso verso l’alto il testo e correggo forsennatamente ciò che non va. Riguardo i tempi, sposto le virgole, seleziono meglio le parole.

A quel punto, lo so, l’amatriciana è morta e vi beccate queste pastine da ospedale.

Emanuele

Amami. Amemi. A me mi.

Scritto il 24 ottobre 2010 alle 19:39

[...] Quando penserai: “io non ci vedo”, non lo perderai l’amore vero.
Lo canterai, lo scalderai, dal freddo e il gelo e lotterai, si lotterai perché sia vero…
Sembra facile, invece non lo è, quasi mai…

Cesare Cremonini e Malika AyaneHello

Cremonini canta in falsetto, e ciò non gioca a suo favore (che sembra uno di quei cantanti per dodicenni – e forse lo è -), ma in questi giorni questa canzone mi ha fatto compagnia mentre, la sera, scorrevano i chilometri dell’autostrada verso Milano.

Probabilmente, più furbo di tutti, ha anticipato gli avversari con una canzone che sotto Natale avrà successo, però beh… mi andava di metterla qui perché sebbene del mio cuoricino non ne parli mai (o forse, ultimamente, non riesca a parlarne), è lì che batte ogni giorno e non voglio che questo blog mi trasformi in qualcosa che non sono: una strega drogata e truccata e piena di sé (cit.).

E poi a me le cose semplici mi annoiano (a me mi!), così quando dice “sembra facile invece blablabla…” non mi deprime ma mi regala una marcia in più! :-)

Un giorno, si, un giorno (lo prometto) butto fuori tutto. Perché l’amore completa l’uomo saggio. E se io non son saggio, quanto meno posso provare (Posso provare! E’ questione d’atteggiamento!) ad aggiungere un tassello.

Emanuele

PS: and last but not least il fatto che il testo chiede di chiuder gli occhi come segno di fiducia… ok, basta, la finisco qui che poi divento mieloso (e certi aspetti di me è meglio che li tenga per me!). :roll:

Questione di atteggiamento.

Scritto il 13 ottobre 2010 alle 20:29

Kara: La sconfitta è qualcosa con cui tutti dobbiamo convivere. Ma è come la superi che definisce il tipo di persona che sei.

Smallville, stagione 10, episodio 03: “Supergirl

Ve l’ho già detto, di Smallville non apprezzo solo la storiella affascinante del supereroe capace di sconfiggere chiunque. C’è sempre una vena filosofica che scorre in mezzo ed è quella che ammiro tanto. Rende il telefilm – oltre che piacevole – utile. :-)

Emanuele

12 verità.

Scritto il 24 febbraio 2010 alle 15:06

1. Stai leggendo il mio post.
2. Adesso stai dicendo o pensando che questo post è stupido.
4. Non hai notato che ho saltato il 3.
5. Stai controllando adesso.
6. Stai ridendo.
7. Stai continuando a leggere il mio post.
8. Sai che tutto ciò che hai letto è vero.
10. Non hai notato che ho saltato il  9.
11. Stai controllando adesso.
12. Non hai notato che sono solo 10 verità.

Emanuele

Giornalismo.

Scritto il 13 aprile 2009 alle 15:52

Oggi è impossibile scrivere cose lunghe come si scrivevano un tempo. Allora, qual è la tendenza? Fare spettacolo. Non cercare di andare in profondità. Fare una sceneggiata: un bigolino con la foto, una storia sbalorditiva. Basta, chiuso, non se ne parla più. Questo è un grande svilimento anche della missione giornalistica.

Tiziano Terzani – La fine è il mio inizio

L’unico modo per conoscere una guerra, una storia o una tragedia, è quella di andare nel posto e viverla, non credete?

Leggendo il libro, mi tornano in mente tutte le polemiche sul giornalismo di questi giorni… c’è chi li ha definiti “giornalai” e non “giornalisti“.

Emanuele

eleunamE

Scritto il 18 dicembre 2008 alle 22:05

!ednerp ehc enoizerid allad etnemetnednepidnI

.aloger allad irouf av ehc òic ottut è ,itnoc ied nif ni ,azzetalogers éhcreP

.elatot ùip àtineres alla ednet ehc ativ anu ,itimil aznes enoizaredom anU .azzetaredom al ehcna eresse òup atalogers aM

.azzetalogers aus alleN .itimil e imehcs erepmor id ,eraso id ailgov aus alleN

.aizzap aus allen ats omou nu id oineg orev lI

!osrev li non e enoizerid al eradrauG

Energia dinamica.

Scritto il 14 dicembre 2008 alle 12:00

Bambini giocano con Hungry hippos

Un bambino può insegnare sempre tre cose a un adulto:
a essere contento senza un motivo, a essere sempre occupato con qualche cosa e a pretendere con ogni sua forza quello che desidera.

Paulo CoelhoMonte cinque

Emanuele

(photo credits)