Archivio dei post taggati ‘Venezia’

Udite udite, dico a voi, signori.

Scritto il 30 novembre 2012 alle 10:35

Cerco sapori antichi, colori già visti, posseduti, descritti. «Novità, novità» sussurra il vento. La perenne ricerca di novità ti rende cieco, incapace d’apprezzare e di nutrirti. La sete non si placa, l’anima non si quieta. La vera rivoluzione non sarà la vita su Marte quanto la capacità di viver bene dove si è già. Spostarsi su un altro pianeta è infinitamente più semplice che riuscire nel secondo intento in maniera piena. Sarebbe un’impresa mai riuscita nella storia.

Venezia da una gondola

You only live once, but if you do it right, once is enough.

Ho fatto un giro a Venezia lo scorso weekend. Tra cappotti stretti per la nebbia, calle illuminate da fioche lampadine e navigli che trasudavano umidità da ogni poro ho provato a cercare l’antico. Il bello di ciò che è stato. Il fascino del “nulla di nuovo“. Esperimento interessante. Forse dovremmo rallentare i ritmi e rivedere il valore dell’ultimissima novità.

Emanuele

Me la spiegate voi?!

Scritto il 26 maggio 2011 alle 8:54

Scritta a Venezia: "Cercasi papà, disponibile da subito"

No, credetemi, non ho potuto non fotografarlo perché proprio non riuscivo a capirla. Ahhh… l’arte!

Emanuele

Venezia completamente allagata.

Scritto il 25 maggio 2011 alle 11:13

Non potevo accontentarmi di visitare Venezia solo una volta. Così sabato, invece di riposare due ore dopo pranzo, ho preso l’autobus e sono sceso, da solo, a Piazzale Roma: da lì ho camminato senza sosta tra le varie fondamenta.

Questa volta però non ho voluto seguire il percorso classico “per piazza San Marco” (sebbene sia riuscito ad arrivarci ugualmente) perché, se c’è una cosa che amo fare, quella è perdermi. Perché perdersi è una “condizione interiore” intrigante. E’ la possibilità di vivere l’ignoto semplicemente passeggiando, è l’idea – affascinante – di ritrovarsi a vedere o incontrare qualcosa o qualcuno fortuitamente, in una piazza deserta o in un vicolo che lascia filtrare pochissimi raggi di sole. :-)

Scorcio Venezia - 01 Scorcio Venezia - 02 Scorcio Venezia - 03

Ho iniziato a vagare per calle più o meno piccole e (s)conosciute. Ho osservato un po’ meno l’acqua e un po’ più le costruzioni, ho annusato l’odore umido che fuoriusciva da certe finestre provviste di grate e cercato nell’acqua il riflesso del cielo: mi stuzzicava l’idea che, a Venezia, puoi vedere il cielo persino guardando verso il basso!

Avrei voluto avere ancora più tempo, ma non ero totalmente in vacanza e così alle 18 e 20, dopo una doccia fulminea, ero in Chiesa – in camicia, come se nulla fosse successo – per “la presentazione alla comunità” del battezzando

Scorcio Venezia - 04 Scorcio Venezia - 05 Scorcio Venezia - 06

Intanto adesso, senza alcun dubbio, posso confermare che Venezia è completamente allagata. :-P

Emanuele

As water said…

Scritto il 21 maggio 2011 alle 20:20

Scorcio Venezia

You assured to me “I will be here for you forever”.

Emanuele

Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare!

Scritto il 19 maggio 2011 alle 19:48

Probabilmente è proprio vero che i sogni più belli, i desideri che magari nascondi più nel profondo, sono tra le cose più difficili da esprimere e così da giorni fatico nel trovare le parole giuste tanto che non ho saputo raccontarvi prima la mia gioia. Domani sera, subito dopo il lavoro, parto.

Si va con la famiglia a Venezia e si tornerà Domenica. Non sarà una Domenica qualsiasi però. Sarà la Domenica del battesimo di mio nipote e io farò da padrino sull’altare. Se ne è parlato un po’ a casa, subito dopo un pranzo, alcune settimane fa. Mia sorella avrebbe voluto che i testimoni della fede (che rende il concetto molto più bello) fossimo tutti i fratelli ma ero l’unico dei tre ad esser cresimato.

Inutile nascondere che, nel profondo, l’ho sperato fin da quando seppi della sua nascita ma non ho mai fatto uscire mezza parola a riguardo perché sono stra-convinto che doveva essere una loro scelta, libera e indipendente.

Toccherà a me e da giorni mi sembra, oltre ad una bella responsabilità, un regalo in più ricevuto in questo periodo. Come se – viaggiando su un treno che non porta ritardo – riuscissi a non saltare alcuna stazione durante il mio cammino.

Sarà stupendo poter far parte, in maniera ancor più significativa, del suo… :joy:

Emanuele

Una notte da scartare, come un pacco di Natale…

Scritto il 30 dicembre 2010 alle 20:29

Oggi pomeriggio sono andato a cambiare una camicia da Celio* in bicicletta e dire che stavo rischiando di perdere i mignoli è poco: la sciarpa e il cappello di lana facevano il loro dovere ma ero senza guanti!

Milano - Decorazioni natalizie

Comunque, questi giorni son proprio volati. Mi son persino dimenticato di dirvi che dal giorno della trasferta sono stato in vacanza (chiamarle ferie mi suona strano che non mi sono ancora abituato all’idea d’essere un lavoratore…) e lo sarò ancora per qualche giorno.

Questi giorni però non sono rimasto a poltrire (o meglio, ho anche poltrito… mamma che strano ‘sto verbo: io poltrisco, tu poltrisci egli poltergeist…) ed ho dipinto da cima a fondo la cantina (che secondo me i vecchi proprietari c’avevano squartato un vitello o nascosto un cadavere per com’era combinata), sistemato un lampadario, dato un ritocchino ad una parete con stucco e colore… insomma, oggi andarmi a fare quel giretto è stato piacevolissimissimo. :-)

Però non finisce qui! Questo 2010 scoppiettante, spumeggiante, strabiliante, s… s… (no, mi sa che i sinonimi che iniziano con la s li ho esauriti!) è stato caratterizzato da una costante chiarissima: il mio vagare per l’Italia senza potermi mai sentire a casa.

E così, per concludere in bellezza, domani mattina prendo il primo treno per Venezia e passerò la notte dell’ultimo giorno dell’anno tra le gondole! :joy:

Un regalo bellissimo, un invito degli ultimi giorni di mia sorella (che è lì da dopo Natale…) e… come potevo dir di no?! :-)

Credo di dovervi iniziare a fare gli auguri perché non porterò con me il MacBook e non so se troverò wi-fi per far sfogare le mie dita tramite l’iPhone!

Mi raccomando non bevete troppo, non sparate i botti che son pericolosi alle mani, non guidate se avete alzato il gomito e soprattutto… se giocate a carte contro me lasciatemi vincere! :eeeh:

Emanuele

L’ho spedita e la rivedo (fico!).

Scritto il 25 ottobre 2010 alle 11:04

Oh, se siete così curiosi da voler conoscere la mia grafia, lui oggi pubblica una cartolina che gli ho mandato quest’estate da Venezia.

Che non si dica che non mando le cartoline promesse;-)

Emanuele

PS: se qualche psicologo/a dovesse leggere il mio blog è gradita una analisi grafologica…

Giorni, a Venezia.

Scritto il 19 agosto 2010 alle 16:23

A che servono i giorni?
I giorni sono dove viviamo.
Arrivano e ci svegliano
migliaia di volte.
Sono lì per farci felici:
dove vivere se non nei giorni?

Ah, per sciogliere questo indovinello
il prete e il dottore
nei loro sottanoni
corrono come pazzi.

Giorni” – Philip Larkin (poeta inglese)

Non posso che iniziare con questa poesia. Philip Larkin è un poeta inglese, morto giusto due anni dopo che io nascessi. Eppure la sua capacità di scrivere (e scriver bene!) c’ha regalato questa piccola poesia che ho letto la prima volta nella prefazione di un libro di cui adesso non ricordo il nome.

Gondoliere a Venezia

Tra i giorni felici in cui ho vissuto mi torna in mente Venezia. Ve ne ho già parlato ma, riguardando le foto, è inevitabile aver voglia di parlare di quel posto magico. Penso proprio che sia una di quelle città che vorrò rivedere ancora e chissà che non sia possibile già il prossimo inverno durante il carnevale…

Venezia - Musicisti a piazza San Marco Venezia - Piazza San Marco Venezia - Chiesa del Redentore

Venezia è unica perché è diversa dalle altre. E la diversità è un aspetto della vita che mi affascina particolarmente.

Tutto è in contrasto col resto. L’acqua col cemento. L’antichità delle costruzioni con la modernità dei giorni nostri. La vita in mare con quella terrena che è la forma più diffusa della nostra razza. Le strisce pedonali sono i ponti, non ci sono – come altrove – strisce pedonali sui ponti. Le barche si remano da un lato solo e non da seduti ma in piedi. Non sono simmetriche neanche quelle: sono a forma di banana per andare dritte quando vengono spinte da un solo lato. A Venezia l’arte s’è fusa con l’acqua. Non ti innamori semplicemente delle opere architettoniche. Ti innamori delle opere architettoniche che fuoriescono dall’acqua.

Venezia - Orologio Venezia - 05

A Venezia – mi sono accorto – non sai mai quale lato della fondamenta guardare prima per tre motivi: il primo è che se ti distrai troppo rischi di finire in acqua, il secondo è che entrambi i lati di ogni canale nascondono palazzi e storie cui porre attenzione e così, non sai mai quale prospettiva sia la migliore. Infine perché non puoi attraversare il canale dove vuoi. O usi un ponte o alcune gondole ti aiutano per 50 centesimi. Il resto del mondo non ti chiede 50 centesimi per attraversare la strada, così è una scelta che il più delle volte fai ben prima di iniziare a camminare (è un grande insegnamento quest’ultimo).

Venezia è unica per questo, perché tutto è a misura di Venezia. Poco si rifà a ciò che è convenzionale. Per Venezia vedi girare la barchetta che porta la frutta ai commercianti o quella che raccoglie i rifiuti e poi, ogni tanto, ti fermi e aspetti il battello come si aspetta l’autobus: c’è la panchina, il display con i minuti d’attesa ma appena arriva, l’autobus non frena, ma un addetto ormeggia e tu, prima possibile, sali sulla passerella. Come centinaia d’anni fa.

Il tempo s’è fermato ma la vita continua ecco tutto.

I giorni arrivano e ci svegliano migliaia di volte e noi viviamo in essi.

Emanuele