Archivio dei post taggati ‘vacanze’

Wind and wine.

Scritto il 14 settembre 2012 alle 10:00

Vigneto di malvasia in Friuli

No, non sono scomparso. Non ho abbandonato questo blog. Non ho deciso di sparire e tacere. Semplicemente quest’estate è stata una corsa incredibile e dopo il viaggio in Turchia non ho più fatto grosse pause. Nelle ultime tre settimane ho percorso oltre 2000km in auto senza essere un autotrasportatore. Ho fatto, per circa un mese, avanti e indietro da Saronno. Oggi vi scrivo dal Friuli, in cui mi trovo da una settimana. Lavoro-lavoro-lavoro. La camera d’albergo in questi giorni è stata l’oasi in cui crollare dopo 12 ore di lavoro e una cena, pagata, di cui non riesci a godere come tutti tendono ad immaginare.

Domani però si fa pausa. In serata torno a Milano, all’alba un aereo mi catapulterà nella mia Sicilia e lì si, sarà una bella – bellissima – occasione per “sparire” per un po’ e vivere come si deve.

Emanuele

PS: in Friuli ho visto e vissuto alcuni giorni di anticipo d’autunno bellissimi con la pioggia sui vigneti, i ranocchi che apparivano ai bordi della strada, l’aria fresca e pulita del mattino e qualche foglia che volava via dagli alberi strapazzati dal vento.

Lausanne.

Scritto il 13 agosto 2012 alle 10:54

Losanna è interessante. Città svizzera per tanti aspetti (mercatini da film di Heidi; pulizia, ordine e quiete sparsi come erba su un prato concimato) d’estate da il suo meglio sulla riva del lago di Léman dove si possono fare barbecue stupendi giocando in tranquillità con ciò che si vuole tra un bagno e l’altro. Io, oltre a portare il monociclo, mi son cimentato su jboard e slackline. C’era però chi faceva di meglio…

Per i lombardi che non sanno che fare con questo caldo: si raggiunge in auto in 3 ore e mezza (se passate da Domodossola non pagate il tunnel) e il clima era favoloso!

Emanuele

Vizioso e viziato.

Scritto il 8 agosto 2012 alle 10:14

Recco - Mare

The sea is trying to disappear from my life.

Quest’anno ho fatto due bagni: uno a Cannes e uno a Portofino. Sono decisamente fortunato ma non mi riterrò soddisfatto finché non immergerò il piede nella sabbia sicula. Speriamo a Settembre…

Emanuele

Mezzaluna.

Scritto il 18 luglio 2012 alle 22:56

Turchia - 01

Ho trascorso la mia vita ad Istanbul, sulla riva europea, nelle case che si affacciavano sull’altra riva, l’Asia. Stare vicino all’acqua, guardando la riva di fronte, l’altro continente, mi ricordava sempre il mio posto nel mondo, ed era un bene. E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere.

Tratto da “Istanbul” di Orhan Pamuk

Turchia - 02 Turchia - 03 Turchia - 04

Il mio soggiorno in Turchia è stato sorprendente ma è stata tale la velocità con cui mi son catapultato nel mondo del lavoro al rientro, che ancora non ho assimilato a dovere le emozioni vissute. Stasera però, mi va di ricordarlo così, mettendo insieme un po’ di cose e notando – scorrendo le foto – che quell’angolo di mondo, tra storia, natura e società avrebbe tantissimo da raccontarci.

Emanuele

Iyi şanslar.

Scritto il 27 giugno 2012 alle 11:05

Dopodomani parto per la Turchia. Vado con due amici a fare un giro talmente ben organizzato che ancora non so neanche dove dormiremo. Zaino in spalla e scarponi, ci addentreremo fino in Cappadocia.

Intanto c’è da star sereni, tra terremoto e tensioni con la Siria sto seriamente pensando di caricare nello zaino qualche cruciverba (metti che finiamo ostaggi, se gioco con l’iPhone dopo alcune ore si scarica…) e ho fatto i salti mortali, tra dialettica e retorica, per mantenere i genitori sereni.

Vi racconto qualcosa, se mi gira, al ritorno. Ah, il blog in caso di decesso va in eredità al primo che mi fa un in bocca al lupo (strana richiesta per una vacanza ma stavolta ne sento il bisogno).

Emanuele

E il futuro sarà nuovi cammini, nuove storie.

Scritto il 4 settembre 2010 alle 19:28

A proposito di cambiamenti. Stamattina ho partecipato alla firma di una decisione importante che da alcune settimane ronzava nella testa di tutta la famiglia.

Probabilmente siamo cresciuti e, ormai, il tempo di bagni, pranzi e schiamazzi per tre mesi d’estate è un ricordo che conserviamo in noi come parte di un’infanzia indubbiamente felice e fortunata.

Bastone Cammino di Santiago - Emanuele

Il villino fuori città, mèta voluta prima e forzata poi, delle nostre vacanze è ufficialmente in affitto: il giardiniere sta sistemando il giardino, con mio fratello stamattina abbiamo fatto una bella cernita di ciò che va tolto e prima di pranzo è passato a vederla uno di un’agenzia immobiliare.

Le estati future saranno diverse. Quello non sarà più un punto d’appoggio, ma già da mesi mi chiedevo “sarà Palermo il fulcro delle nostre prossime vacanze“? In fondo – per me – quest’estate “vacanza” è stato andare dapprima a Milano e poi a Venezia

E’ la vita di una famiglia che cambia, o che forse è già cambiata inesorabilmente. Una strada che tutti abbiamo percorso e che la vita ha proposto ad ognuno di noi senza far distinzione d’età o aspettative.

Il mare, quello, sarà ancora il mio mare. Ricordo di corse in bicicletta, di gelati presi al bar-punto-di-ritrovo, di stelle cadenti e amicizie estive che si allentavano d’inverno. Di tornei di ping pong e serate a nascondino tra le auto e i villini. Di tuffi dalle rocce, quelle in alto, quelle che poi l’acqua che entrava nell’orecchio ti stordiva per qualche minuto. Ricordo di serate con gli amici, di cene di capodanno e compleanni (anche a sorpresa) festeggiati tra quelle mura e quel giardino.

Ho preso le mie poche cose che amavo tenere lì. Tra tutte, ho riportato indietro il bastone che mi fece strada, alcuni anni fa, durante il mio cammino di Santiago. Un bastone che – potesse parlare – son sicuro mi svelerebbe che saremo sempre dei viaggiatori perché è il destino di tutti coloro che fanno della Vita il luogo in cui vivere.

Emanuele

La valigia non la svuoto.

Scritto il 18 agosto 2010 alle 20:21

Ebbene, rieccomi a Milano, in quella casa che non so ancora chiamare realmente casa ma che rappresenta, indubbiamente, un punto fermo del mio futuro.

836km percorsi in tre giorni e una spesa totale di 65€ tra caselli e metano. La pandina fila a 130-140km/h abbastanza agevolmente e i Coldplay prima e i Kings of leon in chiusura mi hanno accompagnato durante gli infiniti rettilinei della A4 durante la strada del ritorno. Anzi, a proposito dell’A4… c’è da dire che le autostrade a tre corsie sono bellissime, si viaggia molto comodi e veloci però, diamine, la gente non sa completamente usare la corsia più a destra. Mi è capitato più volte di beccare gente al centro che non accennava a spostarsi… e detto da uno che di autostrade così, al sud, non può che sognarle è veramente grave. :-|

Adesso mi aspetta un giorno di quiete (molto tra virgolette) e poi altri mille chilometri (in aereo) verso Palermo.

Giorni con la valigia sempre pronta insomma. Intanto è stato un bel giro e una bella settimana dai tempi rilassatissimi.

So già che, più di tutto, mi mancherà il mio nipotino che ieri sera ho salutato consapevole di non rivederlo prestissimo… c’est la vie!

Emanuele

El mondo xe grande: basta voler caminare.

Scritto il 15 agosto 2010 alle 8:45

La valigia è pronta da ieri sera. Poche cose per pochi giorni che saranno sicuramente belli e intensi.

In questa settimana milanese anche se non ve l’ho raccontato, ho sistemato decine di cose (ho montato due lampadari, una tenda, uno specchio, ho sistemato la serratura della porta blindata, fatto rimuovere quattro (!) multe errate, fatto aggiungere la Pandina al database ecopass milanese, etc…) così da domani il relax sarà doppio. E’ vero che sono già in vacanza, che ho potuto leggere un libro intero in due giorni e che quando non ha piovuto ho sempre usato la bicicletta però ritrovarmi fuori casa mi permetterà forzatamente di non far altro che godermi le giornate.

E’ tutto davanti l’ingresso e tra pochi minuti saremo seduti in macchina e probabilmente incolonnati sull’A4 (mi auguro di no…). L’appartamento prenotato dovrebbe essere provvisto di wi-fi gratuita. Il mio MacBook viene con me ma non vi garantisco che riuscirò a farmi sentire… se tutto funziona vi racconto quanto mi diverto, altrimenti ci si risente il diciotto! :-)

Emanuele

PS: il titolo dovrebbe essere un proverbio in dialetto veneto: meglio iniziare a fargli l’orecchio…