Archivio dei post taggati ‘torta’

E’ ufficiale.

Scritto il 12 ottobre 2012 alle 10:02

Impasto torta

Sei diventato vecchio quando, tornando a casa dal lavoro, decidi che è il momento di preparare una torta.

Emanuele

Ma io, li merito davvero amici così?!

Scritto il 22 luglio 2011 alle 11:26

Quest’anno, il giorno del mio compleanno, ero reduce dal funerale di mio zio. Scesi a Palermo ma praticamente non ebbi modo né di festeggiare (figurarsi), né di incontrare gli amici.

Oggi, a distanza di mesi, è in arrivo una torta con un corriere direttamente dalla Sicilia. Sono questi i momenti in cui ti chiedi a cosa servano i social network se, al contrario, starne fuori ti tiene alla larga da tantissime relazioni illusorie regalandoti esclusivamente amici su cui potresti contare persino nei periodi più neri. Doveva essere una sorpresa ma per motivi logistici (qualcuno doveva essere a casa per riceverla) l’ho saputo prima e finalmente mi son spiegato perché, all’inizio della settimana, un amico mi mandò un sms: “Manu, mi dici dove abiti di preciso che sto calcolando quanto vivo distante dai miei amici?”. Uno di quei messaggi assurdi che però ti dici “ogni tanto queste idee idiote, in un momento di fancazzeggio, le hai anche tu…” e così rispondi senza sospettar nulla. :-|

Siccome però non ha senso una torta senza amici intorno al tavolo da oggi a Lunedì ospiterò un amico in arrivo da Palermo, uno da Treviso, una da Modena e una da Milano! Sarà bello passare con loro l’ultimo weekend prima dell’Africa… :-)

Emanuele

PS: e ci sarebbe da discutere per ore sul fatto che la società odierna faccia credere che il benessere sia aumentato quando invece si parte dai propri cari proprio come 1000 anni fa e impone che i giovani alla ricerca di un futuro debbano disperdersi in giro per il mondo.

It’s more than a cake (it’s my birthday cake!).

Scritto il 10 marzo 2011 alle 12:34

Torta compleanno Emanuele

La realtà è che è una fortuna essere andato a vivere con degli Amici piuttosto che ritrovarmi solo in qualche monolocale della city. Il giorno del mio compleanno non è mancata neanche la torta e forse non gli ho neanche detto Grazie sufficientemente. Il risultato non è da pasticceria ma il gesto vale molto più di tutto il resto. :-)

Emanuele

La verità è che sono troppo goloso.

Scritto il 14 dicembre 2010 alle 18:44

No, è che nel ristorante in cui andiamo a pranzare coi colleghi fanno una torta alla frutta buonissima con la crema gialla dentro e la gelatina con i pezzettoni di frutta sopra.

Così, io, con la scusa (una palese bugia verso me stesso) di mangiare un po’ di frutta, gira e rigira, prendo un piattone di pasta e una porzione di torta.

Che poi cavoli, ha le fragole. E il mio amore per quei frutti rossi è storico:love:

Emanuele

26-28-30.

Scritto il 28 marzo 2010 alle 18:24

Non sono le mie misure (di non so cosa poi considerati i numeri…), però dal 26 Marzo ho festa un giorno si un giorno no.

Quasi quasi indico un torneo per la torta più buona! :joy:

Corro a cambiarmi…

Emanuele

Per la forza di tutti i tuoi progetti.

Scritto il 8 marzo 2009 alle 20:33

Io la torta di compleanno l’ho già vista. E ho visto anche la frase che mia madre ha fatto scrivere li sopra.

L’ho vista perché la torta, quest’anno, sono andato a prendermela io.

E’ stata una giornata strana questa, passata più in fretta di quanto credessi.

Mattina come al solito agli scout, tra gli auguri di chi mi vuol bene e le battutine che sento da ventisei anni sulla coincidenza del mio compleanno con “la festa della donna”. Una amica però oggi mi ha rinnovato gli auguri dicendo che non è un caso che le due cose coincidano. Ecco, ci rido un po’ su e mi va bene così. :-)

Comunque… quest’anno non avevo grandissima voglia di festeggiare, non so perché. Forse i numeri fanno paura. Aumentano e fanno sentire il loro peso.

Ieri sera è stata una bella serata, con appena 8 amici attorno ad un tavolo, con qualche birra e una bottiglia di spumante stappata a mezzanotte e qualche minuto. Erano davvero contati gli amici, ma d’altronde ero io a dire – da giorni – di non voler far nulla… è stato il mio migliore amico a convincermi di prendere una bottiglia di spumante, altrimenti sarebbe mancata anche quella.

Non so perché. Eppure sono felice. Sono felice perché penso che quest’anno io abbia davvero iniziato a volare. Ci sono ancora miliardi di sogni che tengo nei cassetti della scrivania, del settimanile, dell’armadio e così via… però non ho mai la pretesa di tirarli fuori con forza. Arrivano e si realizzano perché “è il loro tempo”, e non c’è filosofia di vita più bella di questa.

C’è un tempo per ogni cosa, e così saranno i sogni a venir da me. Non per pura fortuna però. Semplicemente perché quei cassetti in fin dei conti, sono nel mio “essere“. Nel mio “modo di vivere”, nella mia forza nell’affrontare ciò che ho di fronte con animo sereno.

Di questa giornata ricorderò tre parole, dette da mio padre, intervallate da un paio di baci questa mattina. Sono probabilmente il primo segno di qualcosa che continuerò a portare avanti a denti stretti fino al suo compimento.

C’è un tempo per ogni cosa.

Mi han regalato varie cose tra ieri ed oggi. Tra le tante, i miei amici, due libri bellissimi.

Il primo, di Tiziano Terzani “La fine è il mio inizio”, una storia vera, un dialogo tra padre e figlio.

Il secondo, di Paolo Giordano intitolato “La solitudine dei numeri primi”. Un romanzo spettacolare di cui ho già divorato due capitoli.

Entrambi hanno un titolo che… solamente a guardarli mi vengono i brividi e metton voglia di scoprire cosa possano significare.

Infine, visto che vi racconto sempre tutto, è arrivato anche SuperMan. Si, proprio così. Un modellino da collezione alto 30 centimetri di SuperMan degli anni ’70.

Era il contenuto di quel pacco misterioso trovato ieri davanti la porta.

La cosa buffa però non è il regalo, quanto il mittente del pacco: è nuovamente lei, quella lettrice affezionata al mio modo di scrivere e (forse) al mio modo di vivere.

Non la sentivo da mesi, così è stata una sorpresa in tutti sensi. L’ho già ringraziata via e-mail.

Adesso mi immergo nuovamente tra le pagine di quel libro, poi vado a preparare la tavola e sistemarmi per la serata.

Non sarà nulla di speciale, o meglio, sarà speciale senza usare effetti speciali.

Saremo in quattro: io, mio padre, mia madre e mia zia. Sarà bello così, perché è così che ho voluto questa serata.

La mia famiglia, quest’anno ho imparato ad amarla come forse non avevo mai fatto prima ed è con loro che voglio spegnere le candeline.

E’ con loro che voglio condividere la grinta che dalle mie giornate, è finita prima su quella torta e adesso nel titolo di questo post.

Emanuele