Archivio dei post taggati ‘superman’

A pranzo.

Scritto il 13 luglio 2011 alle 13:18

Avevo appena pensatodai che oggi non mi son macchiato!” quando un filo di condimento scola dalle tagliatelle e mi finisce sulla maglietta.

Dai che oggi non mi son caduti diecimila euro dal cielo.

Uhm. DAI CHE OGGI NON MI SON CADUTI DIECIMILA EURO DAL CIELO…

Grrr… (dovrò fare la revisione a questi super-poteri…).

Emanuele

E’ arrivato un fratellino!

Scritto il 10 giugno 2011 alle 9:23

Io non so in ventott’anni quante altre volte mi sia accaduto, però in questi mesi ho visto realizzarsi due belle magie.

La prima è ben più piccola ma da quando è arrivato il mio monociclo a casa un’altro co-abitante aveva mostrato particolare interesse (voleva che lo lasciassi a casa la domenica, se – durante la settimana - rientrava a casa prima di me balzava in sella etc…). Così, adesso, in occasione del suo compleanno, ho pensato: perché non regalargliene uno insieme agli altri coinquilini? Tra il dire e il fare, certe volte, non c’è di mezzo il mare. :-)

Due monocicli

La seconda magia è ambientata al lavoro: erano sono i primi mesi per me e non conoscevo tanta gente. Socializzando con un ragazzo un po’ più grande (va per i quaranta) è uscita fuori la mia insana passione per il monociclo. Gli ho raccontato quanto fosse divertente e un bel giorno, poco più di un mesetto fa, seguendo unicamente il suo istinto, si è fatto consegnare in azienda una biciclettina acrobatica (che, credetemi, ho provato ma è ben più difficile del monociclo!). Dopo un po’ di tempo mi ha confidato che erano anni che sognava di provarla ma non si era mai convinto e che ormai conservava l’idea come “un sogno che avrebbe dovuto realizzare quand’era più giovane”. Tra le motivazioni del passo mi ha svelato che ero stato io a dargli la giusta spinta per osare: sono rimasto senza parole e non posso che continuare ad approvare la sua scelta… il tutto però mi ha riportato, malinconicamente, in mente le ultime parole di mio zio. Aver convinto un bel po’ di gente a comprare un Mac è stato facile… ma questa volta, senza neanche volerlo, ho spinto una persona che conosco pochissimo a comprare una biciclettina acrobatica! :o

In ogni caso, dopo ben sette biciclette in garage (condivido casa con altri malati-di-bicicletta) ecco il fratellino del mio monociclo. E’ stato un piacere vedere il festeggiato gongolante sul suo mono-ruota fiammante!

Quante cose nella vostra vita non realizzate perché non vi sembra mai il momento giusto? :-)

Vola solo chi osa farlo gente! Vola – dannatamente – solo chi osa farlo!

Emanuele

PS: il monociclo con la ruotina da 20″ l’ho già provato e posso assicurarvi (chissà vi balenasse l’idea) che è incredibilmente più semplice del mio da controllare (me l’avevano detto che con la ruota grande è più difficile imparare, ma ormai lo sapete che senza difficoltà non mi diverto! :-P).

SuperMan-u e la super-vista!

Scritto il 18 maggio 2011 alle 10:27

Stamattina, in azienda, è venuto il medico per certificare l’idoneità alla mansione svolta. Era la mia prima volta e così ha dovuto compilare l’intera scheda.

Oltre ad averlo piacevolmente colpito dicendogli che vado a lavoro in bicicletta (a proposito, il contachilometri è già a quota 560km pedalati!), ho fatto il test della vista.

Concluso il test il medico ha esclamato “ha un’acuità visiva impressionante” a dispetto delle ore che – per lavoro e non solo – passo davanti al computer. 8-)

Quand’ero piccolo, giusto per raccontarvi un aneddoto, l’oculista da cui mi portò mia madre, a fine visita mi chiese “quanti clienti mi rimangono?” insinuando che fossi in grado di vedere attraverso le pareti.

Così, anche oggi, dodici decimi segnati sulla scheda e io che vado via con un sorriso sornione. :eeeh:

Emanuele

E’ arrivato il momento.

Scritto il 14 maggio 2011 alle 23:18

Qualche giorno fa, una lettrice di questo blog ha scritto un commento che recita così:

E questa strana cosa…..non so…e ke so per certo ke venendo qui troverò qualcosa ke sarà quello ke cercavo….è come quando vai in farmacia senza ricetta e kiedi al farmacista un consiglio su quale medicinale possa andar bene per questo o quel problema…e poi insieme si decide per la soluzione migliore….ecco il tuo blog e la farmacia della mia anima….vengo qui, leggo i tuoi post, nn sono una cliente abituale, questo si…..il tempo è sempre tiranno con me, però so che all’improvviso le tue parole apriranno le porte…saranno da corrente per la soluzione giusta…!una medicina insomma.

Dopo 217 episodi, dopo avermi accompagnato per 10 lunghissimi anni (e degli ultimi cinque posso assicurarvi di non aver perso una singola puntata), stasera è arrivata la fine di Smallville! Io però, che SuperMan immagino d’esserlo per gioco nella vita di tutti i giorni, mi sento un po’ più povero adesso. Da chi prenderò ispirazione settimanalmente? :worry:

Preparatevi, gente, perché potrei cambiare drasticamente. A meno che… :roll:

Emanuele

Chuck VS My eyes.

Scritto il 11 maggio 2011 alle 23:13

Sarà che Chuck Bartowski e Sarah Walker sono spettacolari… ma è mai possibile che in un telefilm d’azione, con un semplice intreccio amoroso, io sappia rischiare – ad ogni puntata – di finire con gli occhi lucidi? :worry:

Peccato che in troppi snobbino questo telefilm che è stato persino premiato con tre Emmy Awards.

Emanuele

PS: è che ho la supereroi-dipendenza:roll:

PPS: il titolo è un omaggio ai titoli delle puntate che son sempre “Chuck VS *qualcosa*”. :-)

Esse.

Scritto il 29 aprile 2011 alle 17:05

Io mi sento un po’ Clark Kent ragazzi miei. Ma non Clark Kent che vola o che fonde le cose con gli occhi.

Io mi sento un po’ Clark Kent quando la mattina, magari già in sella alla bicicletta, tento di chiudere la serratura del garage e però le chiavi finiscono a terra e allora mi abbasso ma il filo degli auricolari si blocca nel manubrio, mi si staccano dalle orecchie, e nel colpo il manubrio si gira e la ruota anteriore fa scivolare la bici verso terra. Mi sento un po’ Clark Kent quando – al lavoro – aspetto una telefonata (una! che ancora ne ricevo pochissime), e mi scappa la pipì e non so se correre al bagno o aspettare un altro minuto. Mi sento un po’ Clark Kent quando qualcuno si presenta con – mettiamo – “Piacere, Matteo” e io sovrapensiero rispondo istintivamente “Piacere, Matteo!dovendo motivare successivamente che cavolo ho detto. Mi sento un po’ Clark Kent quando in una “serata pizza&film” aprendo la prima birra faccio distruggere un bicchiere per terra. Mi sento un po’ Clark Kent quando, prima di andar via dal lavoro, entro in una grande sala vuota e chiudo silenziosamente la porta credendo d’esser solo per cambiare maglietta prima di ripartire in bici e mentre mi cambio mi accorgo di non aver notato uno che lavorava al pc nella sala. Mi sento un po’ Clark Kent quando, a casa, un amico mi offre il caffé col vassoio (roba che non accade praticamente mai) e il gatto accovacciato accanto a me mi spaventa e faccio volare l’intero vassoio. Mi sento un po’ Clark Kent quando devo brindare alla firma del contratto con gli amici e verso una birra intera sul tavolo in cui stavamo cenando.

Perché io la maglietta con la mitica-S l’ho, miei cari amici. Dovrei semplicemente ricamargli accanto, in piccolo per preservare un briciolo di dignità, “figato“. Che poi magari non tutti se ne accorgono.

C’è esse ed esse ragazzi miei…

Emanuele

Tu, dall’Alto, distribuisci meglio le cose quaggiù…

Scritto il 11 febbraio 2011 alle 18:38

A me va sempre tutto bene, ma cavoli, in questi giorni la salute dei miei cari è decisamente delicata. Mio zio ha superato l’operazione ma la sera dopo era quasi in fin di vita, mio padre nel weekend ha avuto un bel calo glicemico, mio nipote oggi pomeriggio è ricoverato in un ospedale per bambini – neanche so quale ancora – con una flebo al braccio per una possibile gastroenterite.

Io mi mantengo positivo, allegro, socievole e cordiale, però dentro di me mi sento quasi in colpa: sarei – veramente – disposto a barattare un po’ della mia fortuna per risolvere e migliorare le condizioni di chi ho intorno.

Gioco (con me stesso) ad esser SuperMan-u in qualsiasi situazione e un amico che mi conosce bene, il giorno della mia laurea mi chiese se sotto la camicia mi fossi ricordato di indossare la magliettina con la mitica S. E’ brutto sentirsi impotenti e sapere che per quanto mi possa sforzare esisteranno sempre situazioni più grandi di me. E’ una cosa che accetto ma che – Signore, devo dirtelo – non condivido del tutto…

Emanuele

PS: per rispetto non ho neanche esultato per il superamento dell’orale dell’esame d’abilitazione, ma visto che vi racconto sempre tutto, mi sembra giusto aggiornarvi circa l’esito…

Questione di atteggiamento.

Scritto il 13 ottobre 2010 alle 20:29

Kara: La sconfitta è qualcosa con cui tutti dobbiamo convivere. Ma è come la superi che definisce il tipo di persona che sei.

Smallville, stagione 10, episodio 03: “Supergirl

Ve l’ho già detto, di Smallville non apprezzo solo la storiella affascinante del supereroe capace di sconfiggere chiunque. C’è sempre una vena filosofica che scorre in mezzo ed è quella che ammiro tanto. Rende il telefilm – oltre che piacevole – utile. :-)

Emanuele