Archivio dei post taggati ‘sorella’

Never grow old.

Scritto il 20 maggio 2011 alle 13:14

Due giorni fa mia sorella è venuta a dormire a casa mia. Aveva bisogno di una mano per una materia universitaria e, in cambio del mio supporto, ha preso la bicicletta e mi ha seguito in campagna con la macchina fotografica appesa al collo.

Emanuele in monociclo in campagna

Il sole era già andato via, gli scatti purtroppo non sono stati tantissimi ma è stato divertente mostrarle i miei progressi. :-)

Emanuele

PS: il titolo è un tributo ad una bella canzone dei Cranberries!

Vive la France!

Scritto il 6 gennaio 2011 alle 17:00

Semplicemente, da ieri, mio fratello e mia sorella sono in giro per Parigi. Li ho anche visti con FaceTime mentre cenavano accanto il Moulin Rouge e la settimana prossima mia sorella fa anche quattro giorni ad Amsterdam.

Perché son felice io? Perché – qui a Milano – fin ora ho dormito sul divano letto lasciando la stanza tutta per loro e nei mesi passati, non ho avuto il tempo di raccontarvelo, ma ho dormito persino a terra col sacco a pelo e lo stuoino che – mi dico sempre – se uno non ha grande capacità d’adattamento nella vita ha poco senso averla solo agli scout per un puro esercizio di stile! A Palermo eravamo abituati diversamente (praticamente una stanza l’uno) ma bisogna essere in grado di adattarsi ad ogni condizione! :-)

Così da ieri ho la stanza libera, per qualche giorno potrò svegliarmi senza dover liberare il soggiorno o andare a dormire senza sistemar le coperte ed è bellissimo visto che sono in vacanza dal lavoro fino a lunedì prossimo… :-)

Bisogna gioire delle piccole conquiste… anche se temporanee! :joy:

Emanuele

Telespalla Bob!

Scritto il 13 dicembre 2010 alle 11:34

Qualche giorno fa un’amica ha esaudito un desiderio che avevo da anni: rivedere qualche foto di me coi rasta! E’ assurdo ma nonostante li abbia tenuti quasi due anni di quel periodo non trovo foto e ogni volta che mi chiedono “devi farmi vedere come ti stavano!” non so mai come giustificare la cosa. Finalmente ne è arrivata una, preziosissima, con la speranza che riesca a recuperare anche le altre foto che dovrebbero esistere! :-)

La foto che vedete mi fu fatta durante un campo scout e i capelli erano ben più selvaggi perché ai campi – nella mia visione delle cose di quell’età – si doveva vivere tipo Mowgli. Solitamente usavo una fascia per alzarli (anche perché i rasta davanti erano un fastidio tremendo per vedere). :-P

Emanuele con i rastaQuel periodo della mia vita fu proprio strano e nacque per puro caso. Dovevo tagliarmi i capelli e mia sorella mi disse, molto disinteressatamente, «perché invece di tagliarteli non provi a farti i rasta?». E io, quel senso di sana-pazzia penso di averlo sempre avuto e così, come ho imparato ad andare sul monociclo semplicemente perché ho visto una ragazza passeggiare in centro su quella ruota, presi quelle parole molto sul serio e non andai più dal barbiere.

Iniziarono mesi strani, soprattutto per uno che non ha mai fumato neanche una sigaretta e che, considerando anche la salute e il proprio corpo un dono di Dio da rispettare, non si divertirebbe mai a farlo. Ovunque andassi c’era chi mi chiedeva se avessi cartine, fumo, sigarette o semplicemente un accendino. Poi c’era anche chi mi chiamava rastaman aspettandosi da me qualche segno di approvazione mentre io capivo ben poco di tutto quello stile… :-)

La cosa più bella (ehm!) di quel periodo però fu scoprire quante ragazze fossero affascinate da quei capelli! Ogni tanto, anni dopo, ho persino pensato di farmeli nuovamente semplicemente per quel motivo… ;-)

Una volta una ragazza mi si mise letteralmente davanti la bicicletta pur di fermarmi per farmi i complimenti. Non si dimenticano certe esperienze, così come agli scout, quei capelli risultarono uno strumento incredibile per esser conosciuti. C’erano ragazzi che venivano a salutarmi o che ormai mi conoscono semplicemente perché in quel periodo “ebbi i rasta”. E’ assurdo!

Certo, il lato negativo esiste in ogni cosa e così ricordo d’esser stato rimproverato da un professore o fermato dai carabinieri semplicemente per i miei capelli… però era qualcosa che potevo sopportare all’epoca.

Altri due aneddoti da ricordare riguardando mio padre e il modo per farsi i rasta. Il primo perché quando due anni dopo li tagliai, vedendomi entrare a casa rasato esclamò – testuali parole – «Ho recuperato un figlio!», come se l’aver tenuto i capelli in quel modo fosse stato sinonimo di un figlio allo sbando. Il secondo aneddoto invece merita ore di racconti, ma sinteticamente, prima di finire da un ragazzo africano (cui bastarono una birra e 10€ per farmi sistemare i capelli) mi ritrovai con le mani di tutti gli amici immerse tra i capelli. La cosa grave però non furono le loro mani ma le loro idee. Provammo col caffè, con lo zucchero, con qualsiasi cosa passasse per la fantasia di ognuno di noi. Finché mi fu chiaro che non erano idee geniali, li lavai e cercai una strada un tantino più sicura… :-|

Tutto questo per dirvi una cosa: fate attenzione quando mi proponete qualcosa. Potrei prendervi sul serio… :roll:

Emanuele

PS: la foto la metto piccolina che sono a petto nudo e questo blog deve rimanere adatto ai bambini. :-P

PPS: certo che adesso – da ingegnere – sarebbe strafigo presentarsi in ufficio camicia e rasta… 8-)

Salta su!

Scritto il 2 agosto 2010 alle 19:33

“Salta su!” in tutti i sensi! 8-)

Ieri è arrivata mia sorella (che questo mese s’è organizzata per le vacanze in una maniera spettacolare: zaino scout sulle spalle – con tanto di stuoino e sacco a pelo -, biglietto del treno in mano ed ha percorso l’Italia incontrando amici ed amiche partendo da Milano verso Palermo e concluderà il tour tra 15 giorni…), così sono due giorni che gira e rigira facciamo cose insieme!

Ieri sera cena a base di pesce con degli amici a Castellammare (“Il ristorantino del Monsùposto un po’ caro per le nostre tasche ma buonissimo…), oggi in giro per la città – in Vespa – a sbrigar cose.

E poi… non è finita qui! Perché in questi due giorni lontani dal blog ho anche posato le chiappe sul mio monociclo!!!! :joy:

E’ questa la pazzia che festeggerà la fine di una materia universitaria che ricorderò a vita!

Ho già passato oltre 3 ore a provare e riprovare… e se ieri ero continuamente attaccato a qualsiasi appiglio (saracinesche, poggiamani…) oggi ho iniziato a fare qualche giro di ruota senza nessun appoggio! :joy:

E’ spettacolare, anche se per avere la disinvoltura giusta per uscir per strada ancora sarà necessario tanto tempo (e immagino qualche caduta disastrosa…!). :-|

Lo sognavo da tempo: secondo me i monocicli son belli da vedere, chi li usa sembra sempre gente felice che diffonde allegria, così, volevo far parte del gruppo di questi simpatici diffusori d’euforia!

Adesso doccia e cena dalla zia…

(e ancora… le sorprese non finiscono qui!) :joy:

Emanuele

I problemi di mezzanotteequarantadue.

Scritto il 19 luglio 2010 alle 0:42

La fortuna di avere la casa vuota e varie stanze a propria disposizione ha il culmine la sera quando devo decidere dove dormire.

Le scelte ultimamente sono due: la mia stanza o quella di mia sorella. Quella di mio fratello è scartata a priori perché – al momento – l’ho s’è trasformata in una cabina armadio (speriamo che mio fratello non legga :-D ).

Comunque dicevo, ho due scelte e m’è già capitato di cambiar letto a metà nottata semplicemente perché il primo s’era riscaldato. :dogarf:

Nella mia stanza c’è l’aria condizionata e sebbene questo, ultimamente, faccia propendere la scelta verso il letto di sempre dall’altro ho scoperto che il materasso di mia sorella è molto più comodo del mio. Non so se sia perché è più nuovo o perché è più leggera ma è ancora bello duro e per ora che – per dormire bene – bisogna evitare di star sprofondati tra le lenzuola, è una goduria addormentarsi lì.

Così stasera, nell’indecisione, avevo iniziato a scrivere questo post per individuare il letto migliore ma mi accorgo che non è uscito un vincitore (dannazione) e adesso ho quasi la tentazione di bussare al vicino per chiedergli se ha una stanza con climatizzatore e materasso nuovo. :-|

Il cuscino - ovviamente - lo porto io.

Emanuele

Ed una stellina scendeva vicina vicina…

Scritto il 30 giugno 2010 alle 21:14

Era l’inizio degli anni ’90. Forse ’91 o ’92, non saprei dirvi con certezza. Mia sorella recitava sul palco della scuola elementare cui eravamo iscritti. Era il giorno della recita – forse di Natale -. Aveva una calzamaglia color panna, la punta del nasino colorata di nero e due orecchiette finte. Io, ancor più piccolo di lei, ricordo solo della particolarità di quel giorno, del fatto che ero il fratellino di quella bimba che sgambettava qua e là sul palco e che il teatro della scuola non aveva nulla da invidiare – nella mia mente – al Teatro Massimo di Palermo. Probabilmente avevo al collo quel papillon azzurro che mia madre amava mettermi su una camicetta bianca per le occasioni importanti.

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Sembra passata una vita… e probabilmente lo è. Mia sorella oggi è mamma, io divento zio e una stellina alle 20 e 58 di questa magica sera nata! :joy:

Chissà se quel giorno, quel papillon, quella calzamaglia e quelle note, sapevano fin dove avrebbero condotto quella bimba che ballava. Chissà se quella testolina immaginava già la famiglia che avrebbe creato, il futuro che avrebbe costruito, l’amore che avrebbe donato.

Benvenuto nipotino mio! Quando imparerai a leggere voglio che tu sappia che tua madre è stata una bimba come te e per questo ho scelto di raccontarti proprio questo nel giorno della tua nascita!

A lei – mi raccomando – ricordalo sempre perché è la parte di noi più bella che esista. :-)

Emanuele

PS: dovevo interrompere la pausa… notizie così non capitano mille volte nella vita! :joy:

#92: Riposo rapido.

Scritto il 25 maggio 2010 alle 12:50

Sorella: devo andare al letto di corsa!

Io: perché, nel tuo non puoi dormire?

Me l’ha detto ieri sera.

Scritto il 17 maggio 2010 alle 8:24

Mia sorella apprezza quanto me questa canzone. Dice che la si può ascoltare migliaia di volte e ti fa sentire sempre benissimo. :-)

Non avevo parole da aggiungere.

Emanuele