Il conto per favore?
Scritto il 17 maggio 2013 alle 16:45
Mike, compro una vocale.
Emanuele

Mike, compro una vocale.
Emanuele
Questo è un post sponsorizzato ma sono libero di esprimere le mie opinioni.
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Non vi ho ancora raccontato i progetti che ho in pentola per il mio futuro (ma prima o poi scriverò qualcosa), però scrivere questo articolo mi fa piacere, sia perché mi riporta con la mente al mio viaggio in Africa della scorsa estate, sia perché lo vedo parte integrante di un progetto di vita.
Anche quest'anno AMREF avvia per il periodo natalizio una campagna di raccolta fondi in favore di tante comunità africane che rimangono, di anno in anno, in uno stato di necessità ben superiore alla media di qualsiasi paese del nostro continente.
Per facilitare la scelta, su Occasioni del cuore è possibile selezionare dei pacchetti predefiniti (kit per il parto, kit per la purificazione dell'acqua, visita pediatrica e vaccini, etc.) o sfruttare un evento della propria vita per ricordarsi di quel continente: potrete creare una lista nozze direttamente in AMREF o una raccolta fondi per il vostro compleanno. Un bel modo di coinvolgere e sensibilizzare le persone verso temi probabilmente ignorati perché distanti dagli occhi.
Se non avete già completato la lista dei regali di Natale, perché non gli date un'occhiata?
Emanuele
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Mi è stato chiesto di parlarvi di una iniziativa di Save the Children titolata “Ricordiamoci dell’infanzia” e, nonostante il pochissimo tempo libero che mi rimane in questo periodo, ho pensato di non potermi tirare indietro. Sono cresciuto pensando che la povertà non sia da cercare distante ma che – situazioni di disagio e degrado – si possano facilmente trovare a due passi dalle case in cui abitiamo. Sono stato in Africa la scorsa estate, non per cercare una realtà “da terzo mondo” in cui spendermi (sebbene poi sia inevitabile farlo) quanto, più che altro, per assorbire il più possibile da una società differente dalla nostra.

Save the Children con la campagna “Ricordiamoci dell’infanzia” fa un passetto in più: non vuol preoccuparsi semplicemente dei bambini disagiati di oggi ma di quelli che, in futuro, potranno esserlo per via di politiche non orientate allo sviluppo. Si calcola ad esempio che solo un bambino su dieci figlio di un genitore non diplomato riuscirà a laurearsi: gli altri nove sono destinati a rimanere culturalmente indietro trasformandosi col tempo in soggetti a più forte rischio di indigenza.
L’appello che potete sottoscrivere (qui trovate il manifesto) invita l’attuale Governo ad avviare un percorso delineato da tappe misurabili per costruire un futuro diverso per i più piccoli. L’iniziativa presumo voglia esser distante da qualche credo politico e così va intesa non come un attacco quanto come una domanda di ulteriore attenzione verso questi problemi. Penso possa essere una bella cosa, specie in questo periodo in cui si sta tentando di risanare il paese e le strategie per farlo sono tutte in costruzione.
Emanuele
PS: per l’occasione Save the Children ha realizzato anche un video in cui Mario Monti viene interrotto da un bambino durante una conferenza stampa…
Questo è un post sponsorizzato ma sono libero di scrivere quel che penso.
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Un paio di settimane fa, la segreteria dell’azienda in cui lavoro mi ha consegnato il modulo CUD. Da bravo ignorante (ahimé) è rimasto sepolto nella mia borsa da lavoro fino a ieri quando ho trovato la pazienza di curiosare in quella busta sigillata. Devo ammettere che, ogni anno, dedicarmi agli aspetti burocratici del mio reddito è qualcosa che tento di procrastinare il più possibile e credo di non essere il solo a viverla così.
Quest’anno però, vengo a sapere di una curiosa iniziativa della Chiesa che tenta di coniugare la necessità di esser ligi ai propri doveri alla possibilità di finanziare in maniera diretta la propria realtà parrocchiale. L’idea battezzata “I feel CUD” si ripresenta dopo un primo tentativo sperimentato l’anno scorso attraverso un sito vicino al mondo dei giovani (l’iniziativa è pensata per i cittadini tra i 18 ed i 35 anni ma richiede il coinvolgimento del proprio parroco) e funziona in maniera molto lineare: ogni realtà parrocchiale può preparare e proporre un project plan (con annesso video) riguardo un progetto che vuol realizzare.

Per ricevere un budget però non è sufficiente sfornare una bella idea ma è necessario presentare quanti più moduli CUD possibili con destinazione dell’8×1000 alla Chiesa Cattolica. La somma di denaro assegnabile al proprio progetto viene calcolata dal sistema proprio attraverso il numero dei partecipanti. Esistono 5 categorie cui presentare il proprio progetto e per ognuna di esse verrà selezionato un vincitore che riceverà la somma prevista sotto forma di pagamento delle fatture necessarie per la realizzazione dell’idea. La classifica è pubblica ed esiste anche un premio di 1000€ per il miglior video presentato. Si può partecipare fino al primo Ottobre 2012 e il progetto dovrà essere realizzato entro i 12 mesi successivi.
Personalmente reputo l’esperimento qualcosa di molto interessante perché coniuga i bisogni di una comunità alla regolarizzazione dei propri bilanci che, lo sappiamo tutti, in tempi difficili come questi possono rappresentare un bell’esempio contro l’evasione fiscale e credo che, anche chi non è d’accordo nel destinare l’8×1000 alla Chiesa Cattolica non potrà che riconoscerne i risvolti positivi.
Emanuele
PS: Per compilare correttamente il modulo CUD è possibile rivolgersi a qualsiasi agenzia CAF della propria città!
Non mi interessa acquistarlo, ieri vagando in pausa pranzo ho visto quel cartello: è legale una cosa simile? La legge sul diritto di recesso non dovrebbe applicarsi a qualsiasi acquisto fatto da un privato senza partita IVA?

Capisco (ma non condivido totalmente) lo sgravio del supporto in garanzia che viene demandato sempre alla casa costruttrice ma… se arrivo a casa e decido che pesa troppo o che la mela è morsicata più del dovuto o, ancor più banalmente, c’è un graffio dietro, non dovrei poter tornare al negozio e lasciarlo all’ufficio resi entro 7 giorni? Una comunicazione simile vale qualcosa? C’è qualche avvocato o aspirante tale che sa togliermi il dubbio?
Emanuele
PS: tralasciamo che “ne” andrebbe scritto “né“…
Risulta meschinamente ironico il fatto che – il sottoscritto – sia un lavoratore italiano da un anno e il governo, proprio in questi giorni, stia aumentando l’età pensionabile di 12 mesi. In pratica non ho fatto un emerito…
Ottimo. Inizio ad ipotizzare che per fotterli, non mi rimane che tentare di lavorare 16 ore al giorno e raddoppiare l’anzianità.
Penso che Marchionne approverebbe…
Emanuele
Si, è tristissimo che il soggetto di una frase simile sia un operatore telefonico ma con la Wind, ormai, è storia da anni. Interrompo il mio silenzio per appuntarmi un promemoria.
Ieri – mentre ero in Friuli – mi chiama una gentilissima operatrice e mi avvisa d’esser stato scelto per un mese gratuito di Internet No Stop (9€ al mese e 7€ di attivazione) il piano flat per collegarsi ad internet via smartphone o attraverso tethering.
Devo aggiungere altro? Vediamo quanto tempo passa prima del prossimo regalo…
Emanuele
PS: e visto che sono in vena di scrivere, vi svelo una cosetta: da quasi 2 mesi la mia vita è cambiata da vari punti di vista. Tra i tanti (rimanendo in tema col post) ho deciso di non avere più internet a casa: dopo il lavoro vivo offline: libri, amici o passeggiate. Scelte controtendenza di questi tempi mi servono a capire cosa voglio veramente.
Solitamente scarto sempre le offerte pubblicitarie video perché – per il rispetto che ho per voi – preferisco perder qualche euro che appesantire la vostra (paziente e gentile) navigazione da queste parti con contenuti flash. Questa volta però, non solo farò un’eccezione, ma vi inviterò fortemente a guardare il video.
Non è una stupidaggine e ne ho parlato anch’io quando tornai dall’Africa: il passo fondamentale per garantire un’evoluzione del problema Africa consiste nel realizzare percorsi di auto-sostentamento direttamente sul territorio. Non c’è elemosina che tenga.
Finché lasciando cadere qualche moneta dal nostro pugno incontreremo un palmo aperto la relazione tra le parti non si spezzerà: noi rimarremo i facoltosi e loro i bisognosi.
Emanuele
PS: ovviamente, eccovi un link al sito dell’Amref (African Medical and Research Foundation).
Aggiornamento del 25 Ottobre 2011 ore 9:45: La campagna di Amref è conclusa e il video è stato rimosso in quanto non più disponibile.