Archivio dei post taggati ‘sistemi operativi’
Scritto il 20 febbraio 2012 alle 10:56
Problema: ho creato un file batch che ogni tot ore svuota delle cartelle su un drive di rete mappato sotto Windows 2003 Server. Se mandato in run manualmente lo script esegue il compito in maniera egregia, se invece lo si avvia tramite task scheduler qualcosa fallisce.
Il log dello scheduler non è sufficiente a risolvere il mistero (il batch viene lanciato correttamente quindi il file è accessibile e l’utente di riferimento ha tutti i diritti per eseguirlo) ma l’azione non viene compiuta (le cartelle rimangono piene).
Come uscire dal problema?
Create un ulteriore file batch (debug.bat) da avviare tramite schedulazione e scrivete al suo interno queste istruzioni:
echo [%date% - %time%] Log start > C:\log.txt
CALL "C:\my_real_script.bat" >> C:\log.txt 2>&1 |
Sostituite my_real_script.bat con lo script che non vi funziona ed eseguite tramite schedulazione debug.bat
In log.txt avrete sia l’elenco delle azioni eseguite (lette in my_real_script.bat) che le eventuali risposte di errore da parte del sistema operativo. Il trucco sta in quel 2>&1 che redireziona l’output sul file.
E adesso, se volete sapere perché il mio script non andava, la risposta è semplice: Windows non ha accesso ai drive mappati quando esegue un’azione chiamata dallo scheduler (vi ricordo che lo script funziona benone se lanciato manualmente) e risponde con “The system cannot find the path specified.” in quanto il mapping dei drive viene effettuato solo per l’utente corrente.
Per risolvere il mio problema, nello script batch, ho dovuto usare la path UNC del tipo \\ip-address\folder_name.
Emanuele
Tags: batch, debug, guide, how to, microsoft, scheduler, sistemi operativi, software, Windows
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Scritto il 25 luglio 2011 alle 23:36
Dovrei aprire una categoria “Sei nerd quando…”, intanto stasera non ricordavo dove venivano salvate le informazioni di un widget che non funzionava più. Invece di girovagare sul file system come i comuni mortali usando il “Trova” che magari trova tutto ma non quel che cerchi, ho aperto il debugger e non mi sono calmato finché non ho letto:
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| var dataDir = "~/.TrackIt/";
var dataFileName = dataDir + "data"+widget.identifier+".txt"; |
A quel punto sapevo dove andare.
Emanuele
PS: non posso continuare così.
Tags: codice, Dashboard, javascript, nerd, OS X, programmazione, ricerca, sistemi operativi
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Scritto il 6 gennaio 2011 alle 21:11
Ogni tanto è giusto dire le cose come stanno.
Da quando, nel 2007, son passato a Mac, la mia esperienza al computer è totalmente diversa. La differenza fondamentale, nelle operazioni più comuni, non la fa l’hardware più potente quanto un software più utilizzabile, stabile e rifinito.
Non mi dilungo – se volete possiamo farlo nei commenti – ma il mio MacBook l’ho comprato nel Dicembre 2007 e da allora non ha mai avuto bisogno di una formattazione. Va avanti come una roccia. Non ho nessun antivirus o firewall esterno installato (che sotto Windows appesantiscono abbastanza il sistema) e nonostante ciò, non ho preso alcun virus o worm in tutto questo tempo (sebbene mi sia divertito a rimuovere manualmente quelli trovati nelle penne usb degli amici…).
Credo d’essere un utilizzatore avanzato e “pesante” dello strumento. Lo uso per fare di tutto, in alcuni periodi ha avuto in dual boot Windows, in altri Linux. Un bel giorno ho persino cambiato hard disk ma OS X non si è mai scomposto e va avanti imperterrito.
Oggi esce un aggiornamento e guardando l’uptime mi accorgo anche di aver superato il precedente record: non riavviavo o spegnevo il Macbook da 48 giorni. In pratica l’ultimo riavvio è stato a Novembre 2010, presumibilmente per qualche altro aggiornamento.
Riuscite a fare una cosa simile sotto Windows? Per quel che ricordo io, dopo qualche giorno d’utilizzo, un riavvio oltre ad esser necessario era consigliabile. Raggiungete un uptime così lungo, dopo anni senza una formattazione?
Da tempo sono curioso di formattarlo. E’ assurdo. Vorrei vedere se realmente possa guadagnare qualcos’altro in prestazioni perché per ora lavora come il primo giorno e la batteria mi dura oltre tre ore. Credo proprio che a meno di uno strabiliante lavoro dei concorrenti, sarà dura per me abbandonare il mondo Apple.
Emanuele
Tags: aggiornare, Apple, Computer, esperienza, hardware, Macbook, monitoraggio, OS X, qualità, record, sicurezza, sistemi operativi, Snow Leopard, soddisfazione, software, stabilità, uptime, user-experience
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Scritto il 3 novembre 2009 alle 1:01
Avevo appena finito l’upgrade di Ubuntu nel portatile di mio padre (sisi, mio padre da alcuni mesi usa Ubuntu, prima o poi trovo il tempo di parlarne meglio…), quando, al primo riavvio, subito dopo l’avvio di GRUB, il sistema mi ha lasciato senza schermo: il nuovissimo GDM di Karmic Koala non veniva visualizzato facendomi fare brutta figura!
Il display rimaneva nero (non spento, la retroilluminazione era attiva) e sicuramente il sistema riusciva a caricarsi (tanto che sentivo il suono di avvio). Il problema dunque, doveva dipendere da qualche incompatibilità con la scheda video (integrata, Intel GMA X4500).
Per farla breve, la soluzione sta nel modificare il file di boot aggiungendo il parametro i915.modeset=0:
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| title Ubuntu 9.10, kernel 2.6.31-14-generic
uuid c9f6e5c3-90db-4869-a00f
kernel /boot/vmlinuz-2.6.31-14-generic root=UUID=c9f6e5c3-90db-4869-a00f ro i915.modeset=0 quiet splash
initrd /boot/initrd.img-2.6.31-14-generic
quiet |
Ovviamente, visto che il sistema è inagibile, bisogna riavviare con la penultima versione del kernel disponibile (il GDM non partiva neanche in recovery mode) e per aprire il file di boot, basta digitare sul terminale:
sudo gedit /boot/grub/menu.lst |
Fatto ciò, riavviate e godetevi il vostro Koala Karmico (uno dei nomi più brutti tra le versioni di Ubuntu ma… sfido voi a trovare animale e aggettivo carini con la K!).
Emanuele
Tags: aggiornare, errore, hardware, how to, Intel, Karmic Koala, kernel, linux, scheda grafica, sistemi operativi, software, Ubuntu, upgrade
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Scritto il 29 ottobre 2009 alle 12:29
In questi giorni, parlando di cultura organizzativa, learning organization e quant’altro, riflettevamo sul fatto che la conoscenza di un individuo è frutto degli stimoli ricevuti dall’esterno.
Noi siamo, un po’, ciò che abbiamo ricevuto. E’ una visione a livello antropologico molto suggestiva in quanto dipendiamo dagli altri molto più di quanto tendiamo a credere. Il mondo intorno a noi, non è filtrato semplicemente dalle nostre capacità cognitive ma anche da un paio d’occhiali forniti dall’ambiente in cui abbiamo vissuto.
Questa discussione, durante la lezione, mi ha fatto tornare in mente la parola Ubuntu e il suo significato più remoto: “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”.
Proprio oggi, Ubuntu (e la sua comunità) festeggia e annuncia il rilascio dell’ultima versione del suo sistema operativo: Karmic Koala.
Perché non provate a dargli una possibilità? Se al computer non giocate, credetemi che non ci sarà cosa che non possiate fare.
Io quando non uso il mio MacBook uso sempre Ubuntu per qualsiasi cosa: guardare un film o la tv, navigare, programmare, chattare, usare skype, scaricare, ascoltare musica…
Dategli un’occhiata e ricordate che, a differenza di Windows Seven, Ubuntu è gratis in pieno rispetto della sua filosofia e… non ha virus.
Emanuele
Tags: filosofia, gratis, Karmic Koala, opensource, risparmio, sicurezza, sistemi operativi, software, studiare, Ubuntu, virus
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Scritto il 1 settembre 2009 alle 20:12
Oggi una amica mi ha chiamato verso ora di pranzo: aveva voglia di vedermi, magari di fare una passeggiata e prendere un gelato. Era persino disposta a portarmi il gelato a casa visto che dovevo studiare.
Subito dopo pranzo un amico mi ha chiamato proponendomi un pomeriggio con Snow Leopard, l’ultimo sistema operativo della Apple.
Beh… la carne è sempre la carne… e sicuramente un leopardo ne ha molta di più!

Ecco che è arrivato dunque Snow Leopard sul mio MacBook. Veloce sembra più veloce… e la cosa buffa è che alla fine ho deciso di non formattare, così posso esclamare anch’io a gran voce che “non ho mai formattato il mio macbook e non ne trovo il motivo!”.
Son cose che gli utenti uindovss…
Emanuele
PS: il mio MacBook non supporta le gestures a 4 dita sul trackpad: inizia ad essere “vecchiotto”…
PPS: non mi sento per nulla figo dopo avervi raccontato il mio pomeriggio.
Tags: Apple, formattare, Leopard, Macbook, nerd, OS X, sistemi operativi, Snow Leopard
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Scritto il 31 agosto 2009 alle 10:52
Qualche giorno fa ho cambiato hard disk al mio Macbook. Ho comprato un enorme (per i prossimi 6 mesi…) Seagate Momentus 5400.6 SATA da 500GB con G-Force protection.
L’operazione di sostituzione dell’hard disk è descritta in maniera chiara e concisa su questo documento creato dalla Apple stessa.
Non è necessario essere ingegneri per cambiarlo in quanto è sufficiente togliere la batteria e svitare 3 vitine (tempo totale necessario: 15 minuti facendo con calma).
Il vero problema era spostare tutti i dati dall’hard disk di origine a quello nuovo.
Uso Time Machine regolarmente e mi è stato utile di tanto in tanto per recuperare qualche file cancellato per errore. Tra le possibilità di utilizzo vi è anche quella di ripristino totale di un sistema dopo l’installazione del sistema operativo su un nuovo hard disk.
Io però non volevo perder tempo ad installare OS X nuovamente (anche perché, dopo due anni, funziona ancora egregiamente e formatterò solo quando – tra qualche giorno – avrò Snow Leopard tra le mani…) così ho cercato un software per copiare l’intera immagine del mio hard disk su quello nuovo.

Ho scoperto SuperDuper!, un semplice programma per effettuare backup incrementali e non per tutti coloro che non usano Time Machine (ma perché non usarlo?!).
Grazie ad un bay da 2,5″ esterno ho trasferito via USB tutti i dati verso il nuovo hard disk e SuperDuper! lo ho anche reso “bootable” (in pratica l’EFI del MacBook lo riconoscerà come disco di avvio). Il tempo necessario a concludere l’operazione dipende da quanti dati contiene l’hard disk ma alla fine del processo, il disco, è pronto per esser montato sul vostro MacBook.
Comodo, veloce, stabile. Consigliatissimo.
Emanuele
Tags: Apple, backup, guide, hard disk, hardware, how to, OS X, sistemi operativi, software, SuperDuper!, Time Machine
Inserito nelle categorie: Computer | 15 commenti »
Scritto il 30 maggio 2009 alle 8:38
Dopo aver letto fino in fondo questa discussione, sono quasi tentato dal provare Linux Mint sul mio computer.
E’ una Ubuntu con un tema ripulito (e guardabile!), qualche scorciatoia nei menu in più e qualche altra cosetta carina: gestione software ancora più semplice (a prova di bambino a questo punto immagino!), codec già installati e qualche bug corretto.
Inoltre giusto pochi giorni fa è uscita l’ultima versione.
Perché continuare ad usare Ubuntu?
Emanuele
Tags: linux, Mint, opensource, sistemi operativi, software, Ubuntu
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