Archivio dei post taggati ‘risparmio’

Detersivo e ammorbidente.

Scritto il 14 febbraio 2012 alle 12:13

L’inettitudine di un uomo, che puoi tentare (per alcuni minuti) di spacciar per minimalismo o filosofia ecologica non la si evince dalle sue scelte di vita, dalla sua storia o dalla sua cultura. L’uomo sarà eternamente diverso da un esemplare di homo sapiens sapiens del sesso opposto per un motivo semplicissimo: usa solo due flaconi di composti chimici per gestir la lavatrice contro i cinque di una donna.

L’armadio è vuoto, l’ambiente ringrazia, la lavatrice si abitua. I vestiti, non so (ma la specie sembra ancora florida).

Emanuele

PS: potrebbe (non) interessarvi anche @manulocale (le avventure di un uomo in un monolocale).

Wind, ti porterò sull’altare!

Scritto il 19 ottobre 2011 alle 14:13

Si, è tristissimo che il soggetto di una frase simile sia un operatore telefonico ma con la Wind, ormai, è storia da anni. Interrompo il mio silenzio per appuntarmi un promemoria. :-)

Ieri – mentre ero in Friuli – mi chiama una gentilissima operatrice e mi avvisa d’esser stato scelto per un mese gratuito di Internet No Stop (9€ al mese e 7€ di attivazione) il piano flat per collegarsi ad internet via smartphone o attraverso tethering.

Devo aggiungere altro? Vediamo quanto tempo passa prima del prossimo regalo… :roll:

Emanuele

PS: e visto che sono in vena di scrivere, vi svelo una cosetta: da quasi 2 mesi la mia vita è cambiata da vari punti di vista. Tra i tanti (rimanendo in tema col post) ho deciso di non avere più internet a casa: dopo il lavoro vivo offline: libri, amici o passeggiate. Scelte controtendenza di questi tempi mi servono a capire cosa voglio veramente.

Quanto costa andare in Africa?

Scritto il 5 ottobre 2011 alle 12:56

Qualche giorno fa, mettendo un po’ di ordine nei cassetti, ho ripreso in mano il taccuino che mi ha accompagnato in Africa. Nelle prime pagine – da bravo viaggiatore – avevo segnato tutte le spese sostenute per fare un bilancio dell’esperienza. Ovviamente ha poco senso “catalogare” un viaggio esclusivamente in base all’aspetto economico (soprattutto quando sanno arricchirti dentro, di tanto altro, in maniera indescrivibile) però – ovviamente – le monete non crescono nel giardino di nessun uomo, così è anche giusto fare i conti col proprio portafoglio.

Sguardo africano

E dunque, quanto costa andare in Africa?

La lista che segue qui non è una regola fissa. Può servire come orientamento perché ogni viaggiatore può avere esigenze diverse: io, ad esempio, non avevo il passaporto e ho dovuto sostenerne le spese per la richiesta, d’altro canto non sono andato ad alloggiare in alberghi né ho cenato nei ristoranti del lungomare di Dakar, così le spese “in Africa” si sono limitate ai pensierini che ho portato agli amici e alle piccole donazioni che ho fatto nelle missioni in cui ho vissuto. Il mio resoconto, in pratica, può servire come memorandum iniziale per ricordarsi di tutte le stupidate di cui si ha bisogno (che non basta dire “faccio il biglietto dell’aereo e parto!”).

  • 1250 € Biglietti A/R Africa (Roma – Casablanca – Dakar)
  • 86,00 € Biglietti A/R Milano (Roma – Milano)
  • 10,00 € Moleskine
  • 42,50 € c/c per richiesta passaporto
  • 4,00 € Fototessere per passaporto
  • 40,29 € Marca da bollo per passaporto
  • 72,29 € Vaccini (iniezioni): febbre gialla, trivalente e anti epatite A
  • 117,00 € Malarone (farmaco antimalarico)
  • 42,67 € Medicine varie: Gentalin, Amaxocillina, Tachipirina, Lactoflorene, Aspirina, benda
  • 14,90 € Borsa per fotocamera
  • 22,80 € Memory card SDHC da 16GB
  • 16,90 € 4 batterie AA + caricabatterie
  • 17,00 € Olio 31 – Antizanzare
  • 29,95 € K-way K&M H&M
  • 13,87 € Spesa varia: scatolame e caramelle da portare, fazzolettini, dentifricio
  • 7,89 € Pennarelli, palloncini e pompetta
  • 4,45 € Bagnoschiuma e spago stendino
  • 150 € Regali (al ritorno) e donazione alla missione

La somma totale è pari a 1942,51€, una cifra che – fortunatamente – anche voi avete sostenuto attraverso questo blog ma che, posso assicurarvi, sarei ben felice di spendere altre dieci volte per tutto ciò che quel viaggio mi ha lasciato dentro!

Emanuele

#133: L’accompagnatrice.

Scritto il 26 luglio 2011 alle 12:50

Amico: guarda quel signore con quella ragazza di colore al suo fianco!

Io: vabbé, può permettersela, non la fattura, è tutta in nero…

La gente non vuole cambiare il mondo.

Scritto il 13 luglio 2011 alle 21:11

Me ne accorgo sempre dalle piccole cose. Dalla carta buttata a terra senza pensarci troppo, al colpo di clacson che arriva quando non parti in mezzo millisecondo dopo che scatta il verde. Tante piccole cose in cui, di tanto in tanto cado anch’io (come l’auto in doppia fila).

Se c’è una cosa che però mi da tremendamente fastidio, quella è vedere buttare del cibo. Provo un fastidio interiore che so paragonare solo a quello del sentire una bestemmia quando qualcuno per sazietà (o anche per via di gusti “particolari”) lascia mezza pietanza sul piatto. Sono stato abituato fin da piccolo che ciò che si ha nel piatto lo si mangia fino in fondo e non credo che i miei genitori siano stati speciali nel sapermi abituare in un certo modo né io lo sia stato nel recepire i loro insegnamenti. Sarà che ho la buona abitudine di saper sopportare ma quando a me qualcosa non piace particolarmente, la mangio in silenzio e faccio questo sforzo.

In questo periodo, nella mensa dell’industria, vedo tanti operai che buttano il pane. Qualcuno mangia la mollica, qualcun altro preferisce lasciarlo a metà; quando sono soddisfatti – per il sol fatto di non averlo apparentemente pagato (gli è dovuto un pasto completo) -  lo lasciano sul vassoio che verrà svuotato.

Non voglio fare il solito discorso “in Africa i bambini blablabla” perché è un discorso inflazionato e adatto probabilmente a sensibilizzare i più piccoli (ai più grandi dell’Africa importa ancora meno). Non ho mai fatto la fame a casa mia. Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia che non ha mai fatto i conti col conto in rosso a fine mese ma non per questo certi Valori sono stati trascurati. Tanti di quegli operai alla fine del mese protestano perché non arrivano alla terza settimana eppure sanno concedersi il lusso di buttare il pane. E’ tremendo.

Sono cresciuto con l’esempio della formica che non trascura neanche la più piccola delle molliche. Ogni briciola in più è un pizzico di fame in meno. Somma queste briciole e fai un pasto in meno. Fosse anche solo una cena abbondante in meno al mese.

Io, nonostante non debba mantenere nessuna famiglia, nonostante abbia uno stipendio quasi sicuramente superiore a quello di tanti operai, quando prendo il pane in mensa e poi non lo mangio faccio una cosa semplicissima: prendo 3 tovagliolini e lo avvolgo.

Torno a piedi, verso l’ufficio, con in mano la bottiglietta d’acqua e il pane rimasto. La sera, a casa, in questo periodo c’è un panino in più. Di giorno, in questo periodo, nel cestino dell’umido della mensa, c’è un panino in meno.

Basterebbe davvero così poco per iniziare a cambiare il mondo…

Emanuele

PS: perché è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare.

CSS Sprites (anche su questo blog).

Scritto il 24 giugno 2011 alle 11:13

CSS SpritesNell’ottica di limare sempre più i tempi di caricamento, da alcune settimane molte delle immagini presenti su queste pagine vengono visualizzate attraverso la tecnica dei CSS Sprites. Per farvi capire meglio di cosa si tratta, prendiamo in considerazione l’immagine a lato.

La colonna di sinistra riporta in un’unica immagine tutti gli elementi grafici che compongono le pagine di questo blog. Per visualizzare uno di quegli elementi basta richiamare via CSS l’immagine intera indicando le coordinate (offset orizzontale e verticale) dell’area dell’immagine da mostrare. Nell’esempio ho fatto scorrere l’immagine di 146 pixel prima di visualizzarla in un’area alta 15 pixel per far apparire l’antipixel relativo a Technorati. Tutto il resto, essendo al di fuori di quell’area è come se rimanesse “sotto il vestito”.

1
2
3
4
.sprite-technorati {
background:#fff url(csssprite.png) no-repeat top left;
background-position:0 -146px;
}

Qual è il vantaggio dovuto all’uso dei CSS Sprites?

  • Riunendo in un’unica immagine tutti gli elementi la dimensione totale (in kb) sarà inferiore a quella della somma del peso di ogni immagine (in quanto le intestazioni del formato JPG non sono ripetute n-volte).
  • Il browser di un visitatore non dovrà effettuare n-richieste HTTP per ottenere tutte le immagini: basterà un’unica richiesta per ricevere tutti gli elementi che incontrerà nella pagina. Effettuato il primo download tutte le altre volte che dovrà mostrare quel file si accorgerà di averlo già scaricato (csssprite.png sarà in cache) e potrà visualizzarlo immediatamente facendo slittare l’immagine in base a quanto indicato via CSS.

Questo comporta un vantaggio sia per l’utente che navigherà sul sito più velocemente che per il gestore del sito web infatti minori richieste HTTP comportano un carico minore sul server che potrà, in questo modo, fronteggiare contemporaneamente alle richieste d’accesso di un numero maggiore di visitatori.

Inoltre sono sempre più convinto (ma dovrebbe essere prassi comune) che un “contenitoreleggero e scattante permette di destinare quei kb risparmiati ai contenuti (ad esempio le foto in un post). E’ come un ciclista che non usando una bicicletta di ferro può sfruttare quel peso per trasportare litri di acqua in più. :-)

Quando non conviene usare i CSS Sprites?

  • Come al solito ogni scelta tecnica che si intraprende va valutata in base alle situazioni. In linea di massima comunque non conviene quando si prevede che esistano pagine con un livello di traffico non indifferente che visualizzano meno del 50% degli elementi grafici inseriti nel nostro sprite.

La tecnica è talmente importante per l’ottimizzazione di un sito che anche colossi come Google o Facebook la sfruttano nelle loro pagine da anni (senza che ve ne siate mai accorti).

Emanuele

Wind puoi fare ancora di più per me?

Scritto il 13 maggio 2011 alle 19:27

E che diamine! Sarà che io son nerd ma credo di non comprare ricariche per il cellulare in tabaccheria da anni. L’ho sempre fatto online, un po’ dal sito della mia banca, un po’ attraverso il portale Wind.

Qualche giorno fa (proprio mentre ero in viaggio verso Imola) mi chiama un’operatrice Wind (che il mio numero è fortunello) per propormi l’ennesima botta di culo.

In pratica mi è stata assegnata una “Promo ricarica” da 10€ se – entro fine mese – effettuo una ricarica di qualsiasi importo. Il bonus non ha scadenza ed è considerato credito a tutti gli effetti. 8-)

Ecco, la promozione cade a pennello perché la sim Wind scade i primi di Giugno (non ricaricavo da un’anno che quei 100€ di credito vinti sono stati infiniti…) e così metter 5€ adesso è necessario.

Però cavoli. Sul sito la ricarica minima ormai è 15€, sono rimasto l’unico ad effettuare ricariche da 5€ quando-capita-ogni-mille-mila-settimane? :-|

Emanuele

PS: oh, se non vendono più le ricariche da 5€ neanche in tabaccheria ditemelo che risparmio un viaggio a vuoto! :o

Alla faccia della crisi…

Scritto il 5 maggio 2011 alle 22:33

Seicento chilometri, sei ore d’autostrada e una riunione di quattro ore. Non è normale in un mondo dotato di ottime tecnologie per la videoconferenza.

Intanto ho visto soldi volare su quel tavolo attraverso carte, idee e trattative stile braccio di ferro. Mezzo milione di euro discusso come fossero noccioline. Io fondamentalmente ascoltavo, avevo solo da imparare  – “toh, è questa l’industria” – mi ripetevo continuamente. Durante la riunione ho trovato molto più interessante carpire le strategie comunicative più che i veri piani del progetto in sé…

Mi ha messo i brividi scoprire, ieri, nel planning pre-riunione che una mia giornata lavorativa, la mia competenza, venga conteggiata oltre 600€ al giorno quando rimango in sede e quasi 900 quando vado dal cliente. Io. Cazzo quanto valgo “economicamente” mi ripetevo divertito e spaventato.

Ah, durante le riunioni le parole inglesi volano: “Ma lui che background ha?”, “Quando avete fatto il go-live?”, “Qui siamo out-of-range”, “Ho avuto ottimi feedback”, “Meglio evitare problemi di management futuri”, “L’asset plan cosa indicava?”. Ne avrei altre diecimila che adesso non mi sovvengono…

Intanto niente cioccolato gratis, mi han detto “te lo dovrai sudare” e ripensando al caldo che faceva al ritorno, beh, preferisco di gran lunga il gelato. :eeeh:

Emanuele

PS: visto che non ho ancora imparato niente su come “vivere in trasferta”, nella mia nota spese conterò solo un caffè, un panino ed una bottiglietta d’acqua che ho diligentemente fatto durare fino a casa. :-)