Archivio dei post taggati ‘ridere’

Silvio Travolta.

Scritto il 24 ottobre 2011 alle 9:20

Poi Berlusconi dà la sua versione dei fatti sull’ormai arcinoto bunga-bunga: “Quando qualcuna delle mie ospiti diceva: dopo cena facciamo un po’ di bunga-bunga si riferiva a fare quattro salti. A cui io, peraltro, non partecipavo a causa di un antico e sempre rispettato fioretto”. E qui si passa ai tre fioretti del presidente del Consiglio: Non fumo da quando riuscii a salvare la mia prima avventura imprenditoriale da una fine non gloriosa. Non gioco da quando mi esposi al rischio di una pessima figura pretendendo, da dilettante, di potermi confrontare con un professionista delle tre carte. Non ballo da quando ne feci promessa se una mia amica, che rischiava di morire, si fosse salvata”.

Fonte: Repubblica.it

Sto ancora ridendo con una mano sulla pancia piena d’aria e le lacrime agli occhi.

Vi rendete conto? Ci siamo persi un John Travolta italiano! :lol:

Emanuele

Genio… genio! (alla René Ferretti).

Scritto il 25 maggio 2011 alle 18:58

Per morire dalle risate, certe volte, basta davvero poco. Ieri sera abbiamo prenotato due doppie in Liguria: con tre amici passerò il weekend sulla costa, un po’ pedalando, un po’ in acqua. :-)

Intanto il vero colpo di genio è stato obbligare chi ha chiamato per prenotare l’albergo ad utilizzare quattro semplici parole che – ci siamo accorti – usiamo spesso mentre parliamo (non vi svelo qual è la mia). “Perfettissimo“, “praticamente“, “ma dai” (detto con un certo tono) e “appò” non sarebbero neanche state così difficili da intercalare durante la telefonata se non fosse che il genio ha utilizzato, puntualmente, il momento meno adatto per sceglierne una. :lol:

So già che questo weekend data la destinazione (ma non vi anticipo nulla) sarà deleterio. Non tanto per i chilometri in bicicletta (che non saranno assolutamente troppi) quanto per le ore di battute idiote che la località in cui dormiremo richiama… :roll:

Emanuele

PS: per comprendere meglio il nostro delirio, potete leggere anche questa discussione pro-fondamente istruttiva.

Esse.

Scritto il 29 aprile 2011 alle 17:05

Io mi sento un po’ Clark Kent ragazzi miei. Ma non Clark Kent che vola o che fonde le cose con gli occhi.

Io mi sento un po’ Clark Kent quando la mattina, magari già in sella alla bicicletta, tento di chiudere la serratura del garage e però le chiavi finiscono a terra e allora mi abbasso ma il filo degli auricolari si blocca nel manubrio, mi si staccano dalle orecchie, e nel colpo il manubrio si gira e la ruota anteriore fa scivolare la bici verso terra. Mi sento un po’ Clark Kent quando – al lavoro – aspetto una telefonata (una! che ancora ne ricevo pochissime), e mi scappa la pipì e non so se correre al bagno o aspettare un altro minuto. Mi sento un po’ Clark Kent quando qualcuno si presenta con – mettiamo – “Piacere, Matteo” e io sovrapensiero rispondo istintivamente “Piacere, Matteo!dovendo motivare successivamente che cavolo ho detto. Mi sento un po’ Clark Kent quando in una “serata pizza&film” aprendo la prima birra faccio distruggere un bicchiere per terra. Mi sento un po’ Clark Kent quando, prima di andar via dal lavoro, entro in una grande sala vuota e chiudo silenziosamente la porta credendo d’esser solo per cambiare maglietta prima di ripartire in bici e mentre mi cambio mi accorgo di non aver notato uno che lavorava al pc nella sala. Mi sento un po’ Clark Kent quando, a casa, un amico mi offre il caffé col vassoio (roba che non accade praticamente mai) e il gatto accovacciato accanto a me mi spaventa e faccio volare l’intero vassoio. Mi sento un po’ Clark Kent quando devo brindare alla firma del contratto con gli amici e verso una birra intera sul tavolo in cui stavamo cenando.

Perché io la maglietta con la mitica-S l’ho, miei cari amici. Dovrei semplicemente ricamargli accanto, in piccolo per preservare un briciolo di dignità, “figato“. Che poi magari non tutti se ne accorgono.

C’è esse ed esse ragazzi miei…

Emanuele

Il brutto vizio delle belle domeniche.

Scritto il 4 aprile 2011 alle 8:26

Non so ancora come sarà Aprile, quel che so è che la prima domenica a casa è riuscita benissimo. :-)

Barbecue a casa

Il problema adesso è accettare che è iniziata una nuova settimana lavorativa e che tutta la carne mangiata, le risate condivise, i passaggi al pallone effettuati dovrai rinchiuderli in un minuscolo angolo del tuo cervello per dedicarti a tutt’altro!

Emanuele

Pensiero stu…pesce!

Scritto il 2 aprile 2011 alle 11:35

Ieri sera sono andato a vedere Boris. Cinema quasi vuoto, roba da intenditori. 8-)

Ecco, se non volete passare per l’altra metà del globo ai miei occhi, sappiate che Boris è geniale, è fatto alla cazzo di cane, al film partecipa anche quella cagna maledetta, mi è sembrato – a tratti – il caso di inquadrare Gianfranco Fini ed… “eccola la concorrenza”!!

(Ufficialmente stiamo cercando un attore per il ruolo “Faccia di merda”).

Emanuele

PS: se non sapete di cosa si tratta correte a vedere il trailer e sappiate che nasce tutto da un telefilm!

Chissà se ha ancora lo stesso sorriso…

Scritto il 11 febbraio 2011 alle 13:42

Uno dei tronchi più felici che abbia mai conosciuto, l’ho incontrato ad un campo invernale scout due anni fa. Mi trovavo in un fortino ed ho ancora la sua foto, chissà come sta oggi. Secondo me le persone che lo incontrano dovrebbero prendere esempio da lui: può persino piovergli in faccia ma quel sorriso furbetto non si scompone mai!

Tronco sorridente

Domenica scorsa sono andato a salutare i ragazzi del mio gruppo scout, non li vedevo dall’estate e mi sono corsi tutti incontro quando ho posteggiato la Vespa. Mi mancano, mi manca terribilmente lo scoutismo e l’odore di erba umidiccia dei campi invernali.

Emanuele

Siamo legati ormai, tu ed io.

Scritto il 12 novembre 2010 alle 8:31

La bellezza del sorriso di un bambino è qualcosa di incredibile. La donna è bella per natura ma, mi rendo conto, nulla può contro quelle labbra delicatissime. Forse è l’innocenza di una risata inconsapevole, incapace di distinguere il bene dal male o di tenere atteggiamenti diversi in base a chi – quel sorriso angelico – glielo provoca. Non so.

Quando sento ridere mio nipote provo un brivido. Quando lo vedo sorridermi, mentre le mie dita si incontrano dietro la sua piccola schiena, tutto il mondo si ferma.

Emanuele

E’ bella. Mooolto bella.

Scritto il 14 ottobre 2010 alle 10:12

Ho paura che questo video non sia apprezzabile da tutti ma, un paio di sere fa lui mi ha fatto conoscere questa perla del cinema.

“Chistu buongiorno mu chiama?!”

Ho le lacrime agli occhi da giorni. :-D

Emanuele

PS: si tratta di uno spezzone di “Il ritorno di Cagliostro“, film/commedia/documentario racconto trash (che vi consiglio di vedere tutto) di Ciprì e Maresco.