Archivio dei post taggati ‘realtà’
Scritto il 6 dicembre 2011 alle 12:39
Ogni tanto ho l’impressione che agli italiani piaccia martellarsi chiodi sui piedi, sempre e comunque, per partito preso.
E’ vero che la politica italiana dell’ultimo ventennio non da adito al nutrire grosse speranze, ma ciò che mi infastidisce e dispiace contemporaneamente è notare che, quando qualcosa funziona, l’italiano deve necessariamente sminuirla, smontarla, lamentarsene e ipotizzare che è indubbiamente certo che altrove, all’estero, la situazione sia migliore. Se infine provi a dirgli che la realtà (mettiamo anche “miracolosamente” se proprio volete) non è così si sente quasi offeso e stenta a crederci. Probabilmente, volendone trovare una ragione psicologica, la storia recente non spinge a dar credito a nulla che nasce su questa terra ma penso sia quasi un dovere morale non diventare vittime di questo gioco.
Siamo in un periodo di crisi, lungi da me affermare il contrario, ma per ripartire, per uscirne bisogna far leva proprio su quelle quattro cose che ancora funzionano: valorizzarle e farle diventare da traino.
E’ un po’ come se un uomo con l’auto con la batteria scarica, decidesse di sgonfiare anche le gomme per farla ripartire a spinta. Assurdo, no?
Emanuele
Tags: azienda, confronto, crisi, cultura, distorsione, industria, italia, mondo, politica, positività, realtà, tecnologia
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Scritto il 22 luglio 2011 alle 11:26
Quest’anno, il giorno del mio compleanno, ero reduce dal funerale di mio zio. Scesi a Palermo ma praticamente non ebbi modo né di festeggiare (figurarsi), né di incontrare gli amici.
Oggi, a distanza di mesi, è in arrivo una torta con un corriere direttamente dalla Sicilia. Sono questi i momenti in cui ti chiedi a cosa servano i social network se, al contrario, starne fuori ti tiene alla larga da tantissime relazioni illusorie regalandoti esclusivamente amici su cui potresti contare persino nei periodi più neri. Doveva essere una sorpresa ma per motivi logistici (qualcuno doveva essere a casa per riceverla) l’ho saputo prima e finalmente mi son spiegato perché, all’inizio della settimana, un amico mi mandò un sms: “Manu, mi dici dove abiti di preciso che sto calcolando quanto vivo distante dai miei amici?”. Uno di quei messaggi assurdi che però ti dici “ogni tanto queste idee idiote, in un momento di fancazzeggio, le hai anche tu…” e così rispondi senza sospettar nulla.
Siccome però non ha senso una torta senza amici intorno al tavolo da oggi a Lunedì ospiterò un amico in arrivo da Palermo, uno da Treviso, una da Modena e una da Milano! Sarà bello passare con loro l’ultimo weekend prima dell’Africa…
Emanuele
PS: e ci sarebbe da discutere per ore sul fatto che la società odierna faccia credere che il benessere sia aumentato quando invece si parte dai propri cari proprio come 1000 anni fa e impone che i giovani alla ricerca di un futuro debbano disperdersi in giro per il mondo.
Tags: affetti, affetto, amici, amicizia, compleanno, distanza, divertimento, fortuna, lavoro, realtà, regalo, ricchezza, società, torta, valori, vita, weekend
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Scritto il 10 luglio 2011 alle 18:56
Ieri sera ho scoperto perché non ascolto musica rap. Che poi, in realtà, come giustamente mi ha fatto notare un amico, la musica è sempre bella. Sono le parole, gli atteggiamenti e tutto il resto a poter essere “meno belli”. Dopo la prima serata col concerto di Caparezza, la tornata di Luglio al Carroponte proseguiva con un sabato-rap in cui si sono succeduti vari gruppi più o meno noti. E’ passato J-Ax e – credo – i principali protagonisti della serata siano stati i Club Dogo.

Ciò che ne ho tratto però, sono poche e semplici conclusioni. Non voglio disquisire sul genere musicale perché i gusti son gusti ma era visibile che il 90% della gente accorsa al concerto era composta da ragazzini. Questo mi ha fatto domandare se i Club Dogo esistano commercialmente solo per quella fascia d’età oppure se l’intero rap (italiano? Milano è una bella vetrina d’altronde!) è promosso principalmente da under-18 che fanno dello “spacco tutto, non me ne frega un cazzo” il loro stile di vita (tipico di quell’età). Una macchina crea soldi che gioca con una ben definita categoria di pubblico che è andata in delirio quando i rapper dal palco hanno annunciato che sul loro sito si possono trovare finalmente “accendini, cartine e tutto l’occorrente per drogarvi come vi pare” marchiato Club-Dogo.
La seconda triste considerazione invece è che – quei pochi adulti che affollavano il pubblico – mi sembravano un modello ancora più triste per un sol motivo. Le canzoni rap, se le sentite, denunciano una marea di cose (facendo anche una marmellata a-tematica in ogni brano): dal sistema, alla polizia, alla musica italiana, alla storiaEfilosofia. Denunciano tutto. E’ tutto merda.
Potrebbe essere positivo questo atteggiamento da bastian contrari che si accorgono delle storture della società se poi avessero (oltre la musica?) un interesse valido da coltivare. Noi, ad esempio, eravamo lì – neanche troppo defilati – a vendere magliettine di Addiopizzo. Ci sarebbe da parlarne per ore dell’antimafia, del connubio mafia-stato, degli equilibri invisibili e dei rapporti che storicamente intercorrono e che persino Falcone denunciava. Tutta roba che poteva andare a nozze coi rapper seri.
E invece non abbiamo venduto neanche una magliettina. O meglio, l’unica venduta ieri sera l’ha acquistata la signora dello stand accanto che era interessata e ha voluto pure il numero per poterci contattare per eventuali altre occasioni. Per il resto niente. Zero.
Così mi domando: ma questa denuncia sociale che fanno continuamente i rapper, dove va a parare? E’ semplice voglia di buttare merda su ogni cosa? Non è un po’ puerile e vuoto un atteggiamento simile? Esiste una forma di sensibilità verso qualcosa?
Ho un paio di Nike / talmente limitato / che se ti do un calcio in culo / devi esserne onorato!
Club Dogo – Nuove Nike
Bah!
Emanuele
Tags: adolescenza, antimafia, attenzione, Carroponte, Club Dogo, combattere, concerto, denuncia, J-Ax, musica, rap, realtà, sensibilità, società, soldi, t-shirt, testo, vendita
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Scritto il 19 giugno 2011 alle 0:52

Devi fare la scelta giusta. Finché non decidi, qualsiasi cosa rimane possibile.
Una di queste sere, procuratevi Mr. Nobody e fatevi il favore di vederlo. Sono sicuro che non ve ne pentirete.
Emanuele
PS: è uno di quei film che mescola realtà e immaginazione, presente passato e futuro come Amelie, Big Fish o anche Vero come la finzione.
Tags: emozioni, film, futuro, immaginazione, Mr. Nobody, passato, realtà, ricordi, scegliere, scelta, scelte, sognare, sogni, vita
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Scritto il 17 maggio 2011 alle 18:29

Le perle di saggezza, per una scelta precisa fatta alcuni anni fa, arrivano solo la Domenica perché mi sembra giusto, almeno un giorno, fermarsi per formarsi (uno slogan che mi ricorda lo scoutismo siciliano) però… non sempre posso resistere a tale scelta perché capita che, proprio Domenica, vai ad una mostra fotografica e becchi una foto accompagnata da un messaggio bellissimo.
L’immobilità di una foto, l’immobilità dello spettatore che s’incanta davanti, l’immobilità di un movimento (ossimoro!) che istante per istante può esser paragonato ad una realtà statica contrapposti all’importanza di avanzare.
Scoprire, capire e accettare che – quand’anche, nella più assurda delle ipotesi, tu sia una tartaruga – non significa che non potrai arrivare dove desideri.
Emanuele
Tags: animali, coraggio, desideri, determinazione, Domenica, foto, fotografie, grinta, natura, positività, realtà, Riflessioni, riflettere, saggezza, tartaruga, traguardo
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Scritto il 27 marzo 2011 alle 12:00

Questa è una storia semplice,
eppure non è facile raccontarla,
come in una favola c’è dolore,
e come in una favola,
è piena di meraviglie e di felicità.
Omero Antonutti
Emanuele
Tags: armonia, avventura, difficoltà, dolore, felicità, meraviglioso, Omero Antonutti, realtà, ricchezza interiore, semplicità, storia, vita
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Scritto il 6 febbraio 2011 alle 12:00

Qualunque cosa tu possa fare,
qualunque sogno tu possa sognare, comincia.
L’audacia reca in se genialità, magia e forza.
Comincia ora.
Johann W. von Göethe (poeta tedesco)
Emanuele
Tags: caffè, cambiare, determinazione, futuro, grinta, Johann Wolfgang von Goethe, osare, potere, realtà, sognare, sogni, sveglia
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Scritto il 23 dicembre 2010 alle 10:57
Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali.
Però parlatene.
Paolo Borsellino
Uno è morto, l’altro invece dichiarò che Saviano, con Gomorra, ha semplicemente fatto pubblicità alla camorra. Perché la stupidità di certi uomini porta avanti uno stile unico e inconfondibile: nascondere la verità per salvare l’apparenza.
Chissà, forse quello che è morto era fin troppo ingenuo, ma io – tra i due – preferisco dargli almeno l’1% di fiducia in più.
Con questa breve, ma fondamentale, introduzione, voglio segnalarvi un blog, nato due anni fa da alcuni ragazzi che hanno vissuto l’antimafia proprio nella base scout Volpe Astuta di Palermo, un luogo in cui son cresciuto, che gli ha regalato un’esperienza così devastante da spingerli a non dimenticarla e a renderla, al contrario, punto di partenza per un luogo digitale d’informazione.
Lo utilizzano per segnalare eventi sull’antimafia. Probabilmente non piacerà al nostro premier, ma io certi blog, oltre a sentirmi in dovere di segnalarveli, li tradurrei almeno in dodici lingue. Sono esempi dell’internet che vorrei.
Emanuele
Tags: antimafia, base, blog, bloggare, camorra, disgusto, informazione, Internet, mafia, Palermo, Paolo Borsellino, realtà, Scout, scoutismo, Silvio Berlusconi, web
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