Archivio dei post taggati ‘progetto’

Questo vogliamo!

Scritto il 8 dicembre 2012 alle 12:14

Prendere d’assalto il cielo
espropriare il futuro
sconfiggere la morte
distruggere a colpi e morsi rabbiosi
la diga che racchiude la vita
affinché questa scorra e scorra
e inondi tutto
assolutamente tutto!
Abbiamo il fermo proposito
di instaurare l’allegria
come unica forma di vita
:
l’unica morte possibile
sarà morire di felicità.
Abbiamo il fermo proposito
di difendere la luce
per noi e per voi
che dovrete venire.
Infallibilmente
uomini puri, semplici e buoni
uomini nuovi.

Nicaragua, Fronte sud 1979 – Mariana Yonüsg Blanco

Letta in un bagno bresciano mentre si discuteva di progetti (africani ;-) ) futuri!

Emanuele

Save the Children: “Ricordiamoci dell’infanzia”.

Scritto il 31 maggio 2012 alle 0:07

Questo è un articolo sponsorizzato, ma sono libero di esprimere la mia opinione.

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Mi è stato chiesto di parlarvi di una iniziativa di Save the Children titolata “Ricordiamoci dell’infanzia” e, nonostante il pochissimo tempo libero che mi rimane in questo periodo, ho pensato di non potermi tirare indietro. Sono cresciuto pensando che la povertà non sia da cercare distante ma che – situazioni di disagio e degrado – si possano facilmente trovare a due passi dalle case in cui abitiamo. Sono stato in Africa la scorsa estate, non per cercare una realtà “da terzo mondo” in cui spendermi (sebbene poi sia inevitabile farlo) quanto, più che altro, per assorbire il più possibile da una società differente dalla nostra.

Save the Children - Campagna: "Ricordati dell'infanzia"

Save the Children con la campagna “Ricordiamoci dell’infanzia” fa un passetto in più: non vuol preoccuparsi semplicemente dei bambini disagiati di oggi ma di quelli che, in futuro, potranno esserlo per via di politiche non orientate allo sviluppo. Si calcola ad esempio che solo un bambino su dieci figlio di un genitore non diplomato riuscirà a laurearsi: gli altri nove sono destinati a rimanere culturalmente indietro trasformandosi col tempo in soggetti a più forte rischio di indigenza.

L’appello che potete sottoscrivere (qui trovate il manifesto) invita l’attuale Governo ad avviare un percorso delineato da tappe misurabili per costruire un futuro diverso per i più piccoli. L’iniziativa presumo voglia esser distante da qualche credo politico e così va intesa non come un attacco quanto come una domanda di ulteriore attenzione verso questi problemi. Penso possa essere una bella cosa, specie in questo periodo in cui si sta tentando di risanare il paese e le strategie per farlo sono tutte in costruzione.

Emanuele

PS: per l’occasione Save the Children ha realizzato anche un video in cui Mario Monti viene interrotto da un bambino durante una conferenza stampa…

iFeelCUD 2012.

Scritto il 16 aprile 2012 alle 17:52

Questo è un post sponsorizzato ma sono libero di scrivere quel che penso.

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Un paio di settimane fa, la segreteria dell’azienda in cui lavoro mi ha consegnato il modulo CUD. Da bravo ignorante (ahimé) è rimasto sepolto nella mia borsa da lavoro fino a ieri quando ho trovato la pazienza di curiosare in quella busta sigillata. Devo ammettere che, ogni anno, dedicarmi agli aspetti burocratici del mio reddito è qualcosa che tento di procrastinare il più possibile e credo di non essere il solo a viverla così.

Quest’anno però, vengo a sapere di una curiosa iniziativa della Chiesa che tenta di coniugare la necessità di esser ligi ai propri doveri alla possibilità di finanziare in maniera diretta la propria realtà parrocchiale. L’idea battezzata “I feel CUD” si ripresenta dopo un primo tentativo sperimentato l’anno scorso attraverso un sito vicino al mondo dei giovani (l’iniziativa è pensata per i cittadini tra i 18 ed i 35 anni ma richiede il coinvolgimento del proprio parroco) e funziona in maniera molto lineare: ogni realtà parrocchiale può preparare e proporre un project plan (con annesso video) riguardo un progetto che vuol realizzare.

Operazione ifeelCUD 2012

Per ricevere un budget però non è sufficiente sfornare una bella idea ma è necessario presentare quanti più moduli CUD possibili con destinazione dell’8×1000 alla Chiesa Cattolica. La somma di denaro assegnabile al proprio progetto viene calcolata dal sistema proprio attraverso il numero dei partecipanti. Esistono 5 categorie cui presentare il proprio progetto e per ognuna di esse verrà selezionato un vincitore che riceverà la somma prevista sotto forma di pagamento delle fatture necessarie per la realizzazione dell’idea. La classifica è pubblica ed esiste anche un premio di 1000€ per il miglior video presentato. Si può partecipare fino al primo Ottobre 2012 e il progetto dovrà essere realizzato entro i 12 mesi successivi.

Personalmente reputo l’esperimento qualcosa di molto interessante perché coniuga i bisogni di una comunità alla regolarizzazione dei propri bilanci che, lo sappiamo tutti, in tempi difficili come questi possono rappresentare un bell’esempio contro l’evasione fiscale e credo che, anche chi non è d’accordo nel destinare l’8×1000 alla Chiesa Cattolica non potrà che riconoscerne i risvolti positivi.

Emanuele

PS: Per compilare correttamente il modulo CUD è possibile rivolgersi a qualsiasi agenzia CAF della propria città!

Articolo sponsorizzato

Alla faccia della crisi…

Scritto il 5 maggio 2011 alle 22:33

Seicento chilometri, sei ore d’autostrada e una riunione di quattro ore. Non è normale in un mondo dotato di ottime tecnologie per la videoconferenza.

Intanto ho visto soldi volare su quel tavolo attraverso carte, idee e trattative stile braccio di ferro. Mezzo milione di euro discusso come fossero noccioline. Io fondamentalmente ascoltavo, avevo solo da imparare  – “toh, è questa l’industria” – mi ripetevo continuamente. Durante la riunione ho trovato molto più interessante carpire le strategie comunicative più che i veri piani del progetto in sé…

Mi ha messo i brividi scoprire, ieri, nel planning pre-riunione che una mia giornata lavorativa, la mia competenza, venga conteggiata oltre 600€ al giorno quando rimango in sede e quasi 900 quando vado dal cliente. Io. Cazzo quanto valgo “economicamente” mi ripetevo divertito e spaventato.

Ah, durante le riunioni le parole inglesi volano: “Ma lui che background ha?”, “Quando avete fatto il go-live?”, “Qui siamo out-of-range”, “Ho avuto ottimi feedback”, “Meglio evitare problemi di management futuri”, “L’asset plan cosa indicava?”. Ne avrei altre diecimila che adesso non mi sovvengono…

Intanto niente cioccolato gratis, mi han detto “te lo dovrai sudare” e ripensando al caldo che faceva al ritorno, beh, preferisco di gran lunga il gelato. :eeeh:

Emanuele

PS: visto che non ho ancora imparato niente su come “vivere in trasferta”, nella mia nota spese conterò solo un caffè, un panino ed una bottiglietta d’acqua che ho diligentemente fatto durare fino a casa. :-)

Ho vinto un golden ticket!

Scritto il 4 maggio 2011 alle 18:13

Domani sveglia alle 6 per partire con un collega verso Ravenna! Andremo a definire lo stato di un progetto per una grossa industria cioccolattiera italiana.

Stasera però ho già la prenotazione per un concerto di musica Jazz così domani – tra la birra che avrò ingurgitato (con annesso happy-hour pre-concerto), il sonno che non riuscirò ovviamente a recuperare e le ore di viaggio che mi aspettano – potrei convincermi facilmente che l’intera struttura abbia le pareti di cioccolato e che all’interno Willy Wonka mi farà incontrare gli Umpa Lumpa. Cercherò di mantenermi vigile a suon di caffé in faccia… non vorrei esser rimproverato mentre tento di addentare lo stipite di una porta! :-|

Emanuele

PS: stay tuned! Tenterò di svelarvi, inoltre, se esiste la fatidica marmotta che confeziona la cioccolata. :roll:

Catena bella… (o belle catinelle).

Scritto il 23 aprile 2011 alle 10:51

Da quando lavoro si vive praticamente solo nei weekend. La settimana scorre veloce e la parte più bella della giornata (quella col sole) la passo chiuso in ufficio così si aspetta sempre il Venerdì per organizzare qualcosa di diverso.

Ieri era tutto pronto. Il percorso deciso, in realtà qualche giorno prima, prevedeva poco più di 100km. Destinazione “Monte Selvino”, sopra Bergamo. Catena oliata, tutina e caschetto pronti fuori dall’armadio. Sembrava tutto perfetto e l’unico freno poteva essere semplicemente la volontà di pedalare per così tanta strada.

E invece poi, ti svegli, guardi il meteo sull’iPhone e guardi dalla finestra. Riguardi il meteo e riguardi la finestra. Riguardi il meteo. Piove. E’ prevista pioggia sia dove sei che dove devi andare.

Così il Sabato, quel giorno che hai aspettato e desiderato per tempo finisce per imprigionarti tra le mura di casa. :-(

Emanuele

PS: se nel pomeriggio si riprende, minimo minimo faccio 40km e me ne vado al Parco di Monza. :evil:

Shake up the happiness! =)

Scritto il 21 dicembre 2010 alle 21:04

Trrrrrrrrrrrrrrrrattenetemi!!! :joy:

Oggi pienone di belle notizie tanto che mi dispiace non poterle dividere in gioie e giorni diversi. Un entusiasmo per notizia, così come meriterebbero!

Vedo di andare con ordine ma so che per ora scrive più il cuore che il cervello e così le parole volano come vogliono loro.

In primis, mentre tornavo a casa dal lavoro, mi chiama un amico: Manu, hai passato i primi due esami di abilitazione!

E già lì, ti verrebbe voglia di lasciare la macchina coi fari accesi nel traffico e ballare con le prime tre persone infreddolite che incontri! Ne ero sicuro, dentro me ero certo dell’esito tanto che li avevo vissuti con molta tranquillità, ma oggi è arrivata la conferma! Adesso mi aspettano altre due prove e così, so già che l’8 Febbraio sarò nuovamente a Palermo! :-)

Chiuso quest’argomento, andiamo al prossimo che – cavoli – sembra sminuire la prima notizia!

Non so come dirlo diversamente così vado al sodo: domani vado a Teramo!

In queste prime due settimane, in azienda, mi sono occupato di costruire un sistema di simulazione di segnali da dare in pasto ad un marchingegno industriale (una stampante a rullo a sei canali) che dovrà registrare i dati di temperature, pressioni, voltaggi di una macchina dedita alla preparazione di un medicinale in bottiglia (il committente è una grande azienda farmaceutica).

Per questo motivo – in questi giorni – tornavo già felice a casa perché dopo anni di giochi all’università finalmente dovevo occuparmi di un sistema reale, di un problema concreto, di un progetto stimolante, ma adesso è arrivato anche il tempo per un primo collaudo col cliente!

Oggi ci siam divertiti (in azienda) a testare quella stampante a sei canali giocando coi voltaggi ed i segnali in ingresso che generava il mio programma; domani mattina però parto col boss per un primo incontro perché sarò io – in quella grande-azienda-farmaceutica – a spiegare come impostare il sistema, come avviarlo, come dargli in pasto i dati e come assicurarsi che vada avanti per mesi senza problemi… 8-)

Ovviamente visto che non arrivo a tornare in giornata, domani notte dormo a Teramo in albergo (paga l’azienda!) e rientro a Milano giovedì. :joy:

Non vedo l’ora d’essere là… e speriamo non sorgano complicazioni!

(adesso corro a cena e nanna che domani la sveglia suona alle 6 e devo capire come prender sonno…). :roll:

Emanuele

PS: l’ho descritto per filo e per segno perché il primo progetto merita d’esser ricordato a vita… :-)

Non fatemi regali ma fatemi un regalo!

Scritto il 14 novembre 2010 alle 23:09

Io credo che la vita mi abbia regalato tanto: ho una bella famiglia alle spalle, ho dei grandi amici, ho tutto ciò – e forse anche oltre – di cui una persona normale possa necessitare per un sostentamento dignitoso. Per questo semplice motivo, da mesi mi ronzava in testa un’idea che finalmente posso condividere con voi: il giorno della mia laurea non voglio ricevere alcun regalo!

Professo-a, dal latino, significa promettere. Le professioni, secondo me, sono qualità messe al servizio: non hanno senso altrimenti. L’ho imparato da mio padre che ancora oggi, seppur in pensione, non perde occasione per fare qualche lezione gratuitamente. Così, voglio che il primo giorno della mia vita in cui mi verrà riconosciuta una professione, possa essere segno del mio servizio verso la comunità. Ho già detto ad amici e parenti di non acquistarmi regali ma di metter da parte qualcosa perché voglio donare il ricavato a qualcuno che ne abbia veramente bisogno. La busta è già pronta da giorni e un centone (al momento) è conservato li…

La cosa bella di questo singolare modo di festeggiare una laurea è che, così, non escludo nessuno dalla mia gioia. I miei amici hanno già accolto l’idea e siete invitati anche voi. :-)

Come? Anche in maniera anonima potete effettuare una donazione sul mio conto Paypal e tutto ciò che arriverà da oggi fino a, diciamo, una decina di giorni dopo la mia laurea lo destinerò alla donazione. Se avete difficoltà con Paypal (serve una carta di credito) contattatemi in privato: posso darvi l’IBAN del mio conto bancario per un bonifico o il numero della mia PostePay per un accredito (lo fate in qualsiasi ufficio postale o direttamente dal vostro conto BancoPosta!). Altrimenti, cliccate sul pulsante qui sotto.

La raccolta è finita. Ho rimosso il pulsante. Grazie a chi ha partecipato! :-)

Ho lasciato libera la scelta dell’importo in modo che ognuno di voi possa fare i conti con le proprie tasche. Io, per ogni donazione tramite questo sistema pagherò a Paypal una commissione superiore ad 1€, così cercate di non tirare troppo verso il basso o rischiamo di regalare semplicemente soldi.

Mi piacerebbe se questa scelta potesse prendere il largo un po’ più delle pareti di questo blog, per questo considerato che giornalmente siete tutti impegnati a condividere ovunque (Facebook, blog, twitter…) link più o meno utili, questa volta provate a segnalare questo post. Lascia il mondo un po’ migliore di come l’hai trovato dovrebbe essere una regola per tutti noi e i bei propositi maturati dentro in questi giorni dopo aver visto Benigni in tv (non trovo gente che non l’abbia visto) avranno l’occasione di concretizzarsi. Infine, sarà un modo per condividere con me la gioia della mia laurea.

Mi sembra decisamente il modo più bello per farmi sentire un professionista. :-)

Emanuele