Archivio dei post taggati ‘Palermo’

Per aspera sic itur ad astra.

Scritto il 18 aprile 2012 alle 11:26

Palermo con sfumature sul giallo

Potrai perderti, potrai partire, ma il giallo, sarà sempre lì ad attendere il tuo ritorno.
Per decadi e decadi.

Emanuele

PS: e siccome son buono, vi dico che la parola giallo – lì, al centro della foto e della frase – non è assolutamente casuale.

Così schiusa e preziosa tu fosti per me.

Scritto il 5 gennaio 2012 alle 15:31

Mondello - Molo

Mondello, pochi pomeriggi fa.

Emanuele

Non sei assolutamente d’aiuto.

Scritto il 29 luglio 2011 alle 14:28

Google Translate ITA-FR FAIL

Va bene che io sono così a zero col francese che so già che inventerò parole pur di esprimermi… ma cavoli, così no! Google, non sei assolutamente d’aiuto! :-|

Emanuele

PS: l’aneddoto pre-viaggio più assurdo che dovrei raccontarvi è che io – stando alle e-mail scambiate fin ora – per il resto del gruppo sono “Emanuele da Milano”. Io. Da Milano. Ahahah, quando lo scopriranno… nèèèèè! :eeeh:

«Se mi cercate, non mi trovate…!».

Scritto il 7 luglio 2011 alle 10:04

Una cosa che mi manca della mia terra è l’uomo del sale. Lui, incurante degli anni che passano, della modernità che incombe sui ritmi e sugli stili di vita delle persone, continua imperterrito nel suo giro mattutino. Lo vedi passare per i vicoli dei quartieri più popolari col suo Ape giallo che abbannia (grida) verso i balconi attraverso un megafono installato con cura sul tetto del suo mezzo tripode.

“Quattro pacchi di sale, mille lire!”. E’ così che, da generazioni, vende la sua mercanzia e quand’ero piccolo – nonostante il mio non fosse un quartiere dei più popolari – la sua voce arrivava fin sopra il balcone di casa, in una di quelle giornate in cui all’asilo non eri andato ed eri a casa coi fratelli e la signora delle pulizie. Sdraiato per terra per combattere il caldo, buttavo un occhio al di sotto del parapetto in vetro rinforzato cercando di scorgere il suo passaggio. Gli alberi del condominio nascondevano per bene la strada e per questo, se mi riusciva, dovevo accontentarmi di godermelo per pochissimi secondi.

Quella scena mi è rimasta dentro negli anni e si è rifatta viva oggi mentre leggevo che – sul web – Google ha aperto gli inviti verso Google+; «l’ennesimo social network, l’ennesimo luogo in cui tutti attraverso strumenti di modernità si sentiranno al passo coi tempi» mi ripeto da giorni. Perchè il mondo su internet non è assolutamente diverso da quello sconnesso.

L’uomo del sale però ha fascino. Il suo spirito ribelle che nessuno vuol notare è qualcosa di autentico e genuino ed io oggi, proverò a seguire il suo esempio, come quando, incurante della possibilità odierna di comprare il sale altrove, avverte le signore dei borghi con un laconico “se mi cercate, non mi trovate”.

Rimarrò su queste pagine, forse da solo, forse più lento, ma felice di abbanniare a bordo del mio piccolo Ape mentre il mondo avanza veloce.

Emanuele

L’essenza dello spirito dell’uomo sta nelle nuove esperienze.

Scritto il 6 giugno 2011 alle 18:52

Ieri sera, dopo cena, stavo lavando i piatti quando un mio coinquilino inizia a raccontare di una proposta di lavoro ricevuta da un’azienda di Palermo: «Ho il colloquio giorno X, non credo che ci andrò…». Io, con le mani insaponate, ascoltavo dalla cucina mentre loro discutevano del perché e del per-come.

Milano - Piazza Duomo

Mi rimanevano da sciacquare gli ultimi due bicchieri e la discussione si prolungava e dibatteva sulle possibilità che uno spostamento simile comporta. Finito il mio lavoro e ritornato in salotto, con una rapidità che tutt’ora mi sorprende ho esclamato «Io non so se tornerei più a Palermo!».

Questa frase oggi mi da da pensare. E mi fa pensare tanto quanto la foto che vedete in alto. Non tanto per la sua bellezza o per la luce particolare quanto perché, proprio il giorno prima, mentre scattavo quello squarcio del Duomo mi ero ripetuto silenziosamente «Finché mi ritroverò a scattare foto come questa, si vede che nella città in cui vivo mi sentirò ancora ospite e turista».

Non è cambiato tutto in poche ore. Di monumenti da fotografare e rifotografare penso ne spunteranno ancora tanti e tanti altri. Però c’è anche un lato di me che qui sta bene perché questo posto mi sta offrendo opportunità che a Palermo non avevo, perché sto conoscendo volti nuovi, paesaggi diversi, stili di vita al di fuori del bagaglio che ho sempre portato con me.

Forse tra qualche anno l’assenza del mare, del mio pane, del sole più caldo la farà da padrone e queste parole sembreranno stupide, per ora però è così. Mi sentirei un esploratore che si rinchiude a casa se avessi voglia di ritornare nel mio sud il prima possibile. L’antitesi di ciò che sento dentro in questi ultimi anni.

Sconvolgere la propria vita è un’occasione unica per maturare un carattere variopinto ed una mente poliedrica. Spero di conservare nel tempo questo coraggio che non significa non tornare mai dove si è stati ma, semplicemente, avere continua sete di nuove scoperte, abbandonando le radici per puntare costantemente verso nuovi rami, senza troppe discriminazioni…

Emanuele

C’è qualcuno del PDL che mi dice la sua?

Scritto il 20 aprile 2011 alle 16:19

Tempo fa ho scritto un brevissimo post nato dal fastidio verso l’attuale governo italiano. Ne è scaturita una discussione tra i commenti con Valentina, una giovane attivista (?) del Popolo delle Libertà che parla di politica “solo quando va nella sede del suo partito”*. Oltre al fatto di non condividere pienamente la scelta poco arricchente (parlare con chi condivide i tuoi ideali vale quanto applaudirsi allo specchio) mi son rimasti dei dubbi che vorrei poter chiarire proprio con qualcuno del PDL, visto che sembra che la situazione palermitana possa essere accettata.

La domanda è semplice: vi sta davvero bene l’amministrazione attuale palermitana? Davvero Cammarata sta facendo bene all’immagine, al decoro ed al progresso di questa città? Non voglio generare scontri o aizzare cori da stadio ma semplicemente conoscere – se dovesse esser così – i motivi che vi fanno apprezzare l’attuale stato di cose.

Valentina ha tacciato i manifestanti della città per una “massa che inventa stupidaggini spacciandole per vere, che organizza ridicole manifestazioni nelle piazze e strumentalizza qualsiasi cosa”*.

Io ho risposto come segue ma non ho più ricevuto risposte utili a colmare i dubbi.

Scusa ma manifestare contro un sindaco che usa gli operai della Gesip per i suoi scopi personali ti sembra una stupidaggine spacciata per vera? Una manifestazione per i beni confiscati alla mafia assegnati ad associazioni che, contro legge, non hanno nulla a che vedere con il no-profit ti sembra una stupidaggine spacciata per vera? Una manifestazione contro gli aumenti della tarsu che non hanno portato a reali cambiamenti nell’Amia ti sembra una stupidaggine spacciata per vera? Una manifestazione contro i viaggi degli amministratori a Dubai spesati dal comune per “ufficiali viaggi di lavoro” (a DUBAI!) ti sembra una stupidaggine spacciata per vera? Una manifestazione contro lo scempio del palazzetto dello sport (documentata dai TG e per cui la procura ha aperto un’indagine) ti sembra una stupidaggine spacciata per vera? Una manifestazione contro l’appalto d’illuminazione del parco della Favorita dato ad una azienda che ha fatto un progetto che però, dopo esser stato montato, non era compatibile con il sistema elettrico cittadino ti sembra una stupidaggine spacciata per vera? Una manifestazione contro i 20 milioni di euro (20, quando Milano ne ha spesi meno della metà) per un sistema di ZTL automatico che non ha funzionato (tant’è che han dovuto rimborsare tutta la città aggiungendo i costi del rimborso) e che si è scoperto esser stato assegnato ad aziende al cui capo c’erano parenti degli amministratori ti sembra una stupidaggine spacciata per vera?

Ho voglia di lasciare questo post in attesa che un palermitano del Popolo delle libertà (il governo del fare eh!) abbia voglia di uscir fuori dalle proprie mura per raccontarmi la sua visione su quanto descritto.

Realmente è accettabile tutto ciò? Lasciate stare destra o sinistra per un attimo: realmente una città guidata così vi sta bene?

A me certe cose mettono solo prurito e fastidio. Ogni domanda esposta lì sopra è documentata e ogni euro speso (ma la somma di quegli errori vale decine di milioni di euro!) finisce per pesare anche sulle mie tasche. Oppure come al solito ci illudiamo che “la res publica” non pesi sul portafoglio di nessuno?

La somma di quegli errori, vale, ad occhio e croce, oltre 50 milioni di euro: sapete quante opere si sarebbero potute fare con quei soldi? Pensate che l’assenza di fondi per riparare le buche o le aree della città male illuminate sia un problema a sé? Pensate che l’assenza di fondi per pagare gli operatori delle case famiglia sia un problema a sé? Pensate che l’assenza di fondi per sostenere finanziariamente centri come quello di Biagio Conte sia un problema a sé?

Ma seriamente le cose vengono viste così in piccolo e giustificate così facilmente?

Vi prego di non iniziare con la solita solfa “ma dieci anni fa, quindici anni fa bla-bla-bla…” perché finché ci occuperemo di rivangare il passato per giustificare gli errori del presente non cambierà nulla. La dietrologia d’altronde ci riporta fino all’uomo di neanderthal mentre io vorrei discutere sull’amministrazione, sulle scelte e sul modus-operandi attuale.

Emanuele

Forever yellow skies!

Scritto il 14 aprile 2011 alle 10:12

Questa foto qui guardatela bene. Guardatela e abbandonate un attimo ciò che stavate per fare. :-)

Campi gialli in primavera

Giallo. Forse voi vedete solo delle piante gialle ma per me non è così. Per me è un’occasione e mi sento fortunato. In questi mesi sto avendo la possibilità di conoscere la vita fuori città, distante da traffico, smog, stress.

Sono felice delle opportunità che mi sono state date: l’anno scorso ho vissuto la Milano-imprenditrice e mi son ritrovato anch’io come milioni di milanesi che giornalmente si incolonnano (tutti uguali) sulle tangenziali o sull’A4, arteria incredibile di questo nord Italia. Questa primavera invece mi sta regalando la fortuna di passare ogni mattina da campi come questi con la bicicletta e la borsa da lavoro a tracolla, felice. L’aria è pura tanto che spesso senti e apprezzi l’umidità dell’erba che si diffonde in tutta la zona.

Da un po’ di giorni – e lo dico senza paura di sbilanciarmi troppo – penso persino di aver trovato il mio ambiente, il compromesso giusto tra contatto con la natura e la vita-da-non-eremita che da anni il mio Io insegue. Faccio una vita molto più a contatto con la natura adesso rispetto a quando non vivessi a Palermo, immerso tra palazzi in cemento e strade asfaltate.

Sapete, in questi anni quasi tutta la gente che ho conosciuto a lavoro ha comprato casa. Il contratto stabile che ho permette, almeno sulla carta, anche a me di fare un mutuo. Non è una priorità di questi giorni ma… questi mesi in campagna mi stanno facendo valutare con forza l’idea di non tornare mai più in città. Non a Milano o a Palermo. Non tornare più in nessuna città. Qualche giorno fa lo raccontavo anche a mia sorella e penso che quando sceglierò casa lo farò in primavera. Dovrò capire come diventa il mondo intorno in questo bellissimo periodo dell’anno. :-)

Perché la natura fa parte di ciò che sono io. Per anni mi sentivo libero e in pace con l’universo quando vivevo i campi scout, quando mi ritrovavo per strade disperse tra le montagne o quando dormivo in tende montate tra boschi mai calpestati. Qui, sto provando un po’ le stesse sensazioni con maggiore equilibrio. Niente più “fughe forzate dalla realtà” ma stupende opportunità di conciliare la vita normale con ciò che fa star bene nel profondo.

Esco dal lavoro e attraverso vari campi, non sono ancora così bravo da riconoscere il tipo di coltivazione ma quei colori ti regalano serenità e allegria. Quasi mi dispiace dover arrivare al lavoro o a casa!

Quel giallo di questa foto, mi ricorda tanto il giallo di una canzone che amo e così quando passo da lì pedalo sempre con più forza, le gambe spingono e poco importa se hai già fatto qualche chilometro e arriverai a casa sudato. Pedalo e sorrido e mi sento nel mio mondo. Mi sento perfetto in quel momento. Ho finito di lavorare, sono in bicicletta, ho la natura intorno e qualche ora di relax mi aspetta, cos’altro potrei chiedere?

Mi immergerei. Sarà che immagino troppe scene da film mentre vivo ma – seriamente – forse un giorno troverò il coraggio di lasciare la bicicletta di lato per mettermi a correre come un bimbo tra quei prati probabilmente sottovalutati.

Guardatevi intorno. Evitate il più possibile i luoghi in cui non vedete l’alba o il tramonto! Il vostro io non lo ritroverete mai distanti da madre natura: è parte di voi imprescindibile! :-)

Emanuele

Io, i’ palemmitano, l’adoro.

Scritto il 24 marzo 2011 alle 21:14

Cartello: vendesi camper

Emanuele

PS: avevo scattato la foto in una delle mie ultime discese a Palermo fa ma non ho più avuto il tempo di pubblicarla…