Archivio dei post taggati ‘ottimismo’

Siate primavera.

Scritto il 24 aprile 2011 alle 12:00

Gerbera fiorita

Nessuno può tornare indietro ed iniziare una nuova vita,
ma ognuno di noi può iniziare una nuova vita oggi.

Maria Robinson (scrittrice)

Mi sembrava il modo migliore per augurarvi una serena e Santa Pasqua.

Emanuele

(photo credits)

Fatelo sdraiati su un prato.

Scritto il 17 aprile 2011 alle 12:00

Foglie arancioni

Si dovrebbe provare simpatia per il colore,
la bellezza, la gioia di vivere. Quanto meno si parla
dei mali della vita, tanto meglio è.

Oscar Wilde

Emanuele

(photo credits)

Particolari rilevanti (o rivelanti?).

Scritto il 25 febbraio 2011 alle 9:30

La grinta con cui mi son svegliato stamattina.

Particolare bicicletta Bottecchia

C’è un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.

Qoèlet 3, 2

Emanuele

Tu, dall’Alto, distribuisci meglio le cose quaggiù…

Scritto il 11 febbraio 2011 alle 18:38

A me va sempre tutto bene, ma cavoli, in questi giorni la salute dei miei cari è decisamente delicata. Mio zio ha superato l’operazione ma la sera dopo era quasi in fin di vita, mio padre nel weekend ha avuto un bel calo glicemico, mio nipote oggi pomeriggio è ricoverato in un ospedale per bambini – neanche so quale ancora – con una flebo al braccio per una possibile gastroenterite.

Io mi mantengo positivo, allegro, socievole e cordiale, però dentro di me mi sento quasi in colpa: sarei – veramente – disposto a barattare un po’ della mia fortuna per risolvere e migliorare le condizioni di chi ho intorno.

Gioco (con me stesso) ad esser SuperMan-u in qualsiasi situazione e un amico che mi conosce bene, il giorno della mia laurea mi chiese se sotto la camicia mi fossi ricordato di indossare la magliettina con la mitica S. E’ brutto sentirsi impotenti e sapere che per quanto mi possa sforzare esisteranno sempre situazioni più grandi di me. E’ una cosa che accetto ma che – Signore, devo dirtelo – non condivido del tutto…

Emanuele

PS: per rispetto non ho neanche esultato per il superamento dell’orale dell’esame d’abilitazione, ma visto che vi racconto sempre tutto, mi sembra giusto aggiornarvi circa l’esito…

Ho visto cose riservate ai sognatori.

Scritto il 27 gennaio 2011 alle 10:22

In queste settimane un paio d’amici mi prendono in giro per la fortuna che m’ha assalito dal punto di vista lavorativo.

Riassumendo: sono stato assunto prima della laurea, il contratto si è trasformato in tempo indeterminato con orario full-time da subito… e non ho neanche avuto il tempo di aggiornare il curriculum (l’ho dovuto fare dopo l’assunzione per semplici ragioni burocratiche). La vita mi ha presentato, realmente, l’occasione d’oro da non lasciarsi sfuggire e io credo – va anche detto – di aver giocato le mie carte al meglio. Nessuno ti fa firmare certi contratti se non ha annusato qualcosa di buono… :-)

Intanto, nonostante tutto questo, ieri mi chiama un’altra grande azienda. Hanno selezionato il mio curriculum attraverso un circuito post-universitario in cui finiscono tutte le carriere dei laureandi e avrebbero voluto incontrarmi per un colloquio, per offrirmi un periodo di prova con finalità… contratto a tempo indeterminato.

Ecco, io ringrazio ogni sera Dio per quest’abbondanza. Perché in altri settori la gente fa la fame, cerca e si dispera per anni e immagino quanto dev’esser brutta la paura e l’angoscia di non potersi sistemare mai. Ovviamente ho risposto che per meno di un tot di bonus non avrei mai cambiato lavoro… ma in realtà l’ambiente in cui mi trovo per ora è così piacevole (sia professionalmente che umanamente) che con difficoltà mi muoverei da lì!

In ogni caso han ragione i miei amici quando scherzano che se continuo così tra un po’ mi ritroverò con l’auto e il posto auto per dirigenti, i ticket-pranzo di livello superiore, una stanza solo mia e così via…! Ovviamente non è vero ma, in questo periodo, c’è una mano che dall’alto mi sta facendo provare emozioni indescrivibili. Quanti neolaureati si permettono di scegliere con tale serenità dove lavorare?

Non so che ho fatto o che farò per meritare tutto ciò, ma questo “giro di ruota” sta toccando cieli mai immaginati. :-)

Emanuele

Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.

Scritto il 16 dicembre 2010 alle 18:36

A me chi non vuole aspettare non piace. Mi spiego. In giro trovo sempre gente che dice “ho smesso di aspettarmi qualcosa dalla vita perché si rimane sempre fregati”. Ecco, a me questa cosa qui non piace. Che senso ha la vita se non si desidera più niente? È una bugia che si racconta a se stessi per non illudersi? Ma tanto, mi chiedo spesso, si può mai mentire a se stessi? Nel profondo di ognuno di noi la verità risiede sempre in maniera lampante. Solo che quando quella verità non ha riscontro nella realtà iniziamo a dire che non aspettiamo nulla.

Io aspetto. Io aspetto tante cose dalla mia vita!

E quest’attesa, devo persino confessarvi, è stata spesso motivo della mia grinta. Si, ciò che non c’è, siccome sono straconvinto che arriverà, mi rendeva felice e mi dava la voglia per avanzare nei miei obbiettivi.

È un pò come quando ci son due persone che aspettano l’autobus. Il primo, pessimista, decide di non attendere e va a piedi, il secondo, che ha un briciolo di pazienza e ottimismo in più, sa che l’autobus è semplicemente “in arrivo” (perché ricordate – lo stato di un autobus che non è alla fermata – è sempre e solamente quello!) e decide di attendere (attendere, in entrambe le accezioni!) qualche istante in più. Dopo un pò la storia vuole che il pessimista vede l’ottimista passare e pensa pure che il mondo l’abbia sempre con lui!

Ecco dunque, la differenza, nell’esempio così come nella vita, è data semplicemente dall’atteggiamento che abbiamo noi verso ciò che “è in arrivo”.

Io ho fede e so che tante cose che sogno arriveranno (un esempio?!), perciò non mi scoraggio e non ho alcun problema nel dire che mi aspetto tanto da questa vita! Avrei paura nel pensare che non potrà arrivare più nulla di buono… Che senso avrebbe alzarsi la mattina?

E riguardo i tempi d’attesa? Ecco, so già che il secondo pensiero è quello, perché in realtà anche il pessimista potrebbe decidere di aspettare l’autobus, ma in pratica entrambi, per un tempo indefinito, saranno seduti su quella panchina…

Beh, ecco, in questo più che ragione entra in gioco la fede. Io gioco la mia parte aspettando tanto dalla vita ma riguardo i tempi mi piace pensare che Dio conosca il tempo giusto per ogni cosa che vogliamo vedere realizzata e per questo mi affido. Tutto qui.

E da oggi non dite più che non vi aspettate nulla dalla vita perché vi prendo per bugiardi e, forse, anche un po’ stupidi. La vita va vissuta e Dio prospetta il meglio per ognuno di noi. Cercate di non vivere come chi ha fretta e finisce sempre per farsela a piedi…

Emanuele

Giocando a SimCity.

Scritto il 30 novembre 2010 alle 14:19

In questi giorni non mi son fatto mancare nulla. Stamattina primo esame d’abilitazione alla professione d’ingegnere. C’era da progettare e modellare una base di dati per la gestione delle informazioni amministrative e funzionali di un residence con più condomini, palazzi e appartamenti e io – come uno stupido – i primi minuti dopo aver letto il testo pensavo proprio a quando, da piccolo, giocavo a SimCity.

Avevo quattro ore e ne ho sfruttate tre ma la cosa più importante è che in questi giorni ho adottato una tattica ben precisa (oltre a ripassare un po’ di teoria). Visto che per ora – fuori – ci son cose che mi fanno star male, una cosa che potevo rendere rilassante e positiva era proprio l’atteggiamento e la preparazione agli esami. Non volevo cadere nel tranello “preoccupato per una cosa, preoccupato per ogni cosa”. Quello del vedere tutto nero è un atteggiamento che – nella gente – non mi piace mai. Perché la vita non è mai “tutta nera”, persino quando una persona che ami sta soffrendo. Ero ottimista per questo compito e ogni tanto, forse, sembravo talmente “convinto” che per scaramanzia i colleghi/amici preferivano non sentir certe mie frasi di incoraggiamento.

Beh, non so ancora come sia andato, so solo che ho visto persone mancare mezz’ora in bagno e poi tornare con un foglio in più. Io ho fatto il mio bel compito con tranquillità, scrivendo ciò che sapevo e cercando di dare un senso al tutto. Ovviamente ho aggiunto prolissità, brodo, contorno e chi più ne ha più ne metta. 8-)

Insomma, la prima di quattro prove è fatta. Adesso pranzo, poi studio per quella di domani…

Emanuele

Gloria ai tempi d’oro (…) quando canterai la tua canzone!

Scritto il 29 ottobre 2010 alle 17:49

Devo ancora capire quale canzone sentire più mia in questi giorni tra “E’ un peccato morir” di Zucchero e “Quando canterai la tua canzone” di Ligabue.

Quando le incontro alla radio, automaticamente e per entrambe, alzo il volume di almeno tre punti!

Yeah yeah all’anima mia, a questa botta di sole

Ti toccherà cantare l’emozione che non sa nessuno…

Quale, quale rende meglio ciò che ho dentro? :joy:

(uff, non potevano pubblicarle in due periodi diversi così le amavo indistintamente?! :roll: )

Emanuele