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Adizero f50 miCoach: la prima scarpa intelligente.

Scritto il 21 dicembre 2011 alle 12:03

Questo è un articolo sponsorizzato, ma sono libero di esprimere la mia opinione.

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Adidas Adizero f50 - iPhone appNon mi era mai capitato di vedere una proposta pubblicitaria e pensare: “voglio partecipare“… ma qui l’argomento era pane per i miei denti ingegneristici e così mi sono auto-proposto. Il motivo è uno: sono – dannatamente – affascinato da tutto ciò che si può catalogare o analizzare matematicamente. Lo sapete, ho collezionato in maniera certosina i primi 10000km della Panda e ho un foglio di calcolo delle mie uscite in bicicletta.

L’argomento questa volta è una scarpa, qualcosa che – tipicamente – nessuno si aspetta che possa avere più di una buona suola e una buona resistenza durante l’uso. La adidas però propone le adizero f50 delle scarpe “futuristiche” che tracciano una marea di informazioni quando le indossiamo.

Sono proposte per i calciatori, o comunque per tutti gli aspiranti tali che vogliono avere maggiori informazioni sulle loro performance. Le adizer0 f50 sono capaci di memorizzare i valori di velocità media, velocità massima, distanza percorsa, numero di scatti… insomma, sono certo che la sola idea di poter “battere se stessi” in maniera tangibile e numerica sia un’ottimo sprone per migliorare il rendimento durante la partita successiva.

Il bello della soluzione adidas però non finisce qui. Altro tassello della proposta è la possibilità di accedere, tramite miCoach, ai propri dati direttamente da iPhone o iPad (oltre a PC o Mac) e di condividerne i risultati con gli amici su Facebook, così – se oltre ad amare il calcio siete anche nerd (a Balotelli faranno un corso immagino) – potrete inviare i vostri risultati direttamente da bordo campo.

adidas adizero f50

Sarei curioso di analizzare i dati e le differenze tra un giocatore professionista e uno amatoriale e, perché no, vedere annegati questi sensori in tanti altri accessori sportivi che possano dare il senso dei propri sforzi. Solo io immagino già un pugile che conosce la velocità del proprio destro?

Emanuele

Articolo sponsorizzato

11-11-11.

Scritto il 11 novembre 2011 alle 21:26

Oggi è l’ultimo giorno binario del secolo. Oggi è il primo giorno della mia vita in cui dormo nel mio monolocale.

Il mondo e io. Ognuno osserva il tempo dalla prospettiva che preferisce.

Emanuele

#130: Me le dovrebbero suonare.

Scritto il 21 giugno 2011 alle 12:50

Amico: ho ricevuto l’invito per un concerto a numero chiuso, vuoi venire?

Io: mmm… “a numero chiuso“… zero e otto sono due numeri chiusi!

Amico: ma almeno lo capisci perché siamo soli?

Dillo alla luna.

Scritto il 9 febbraio 2011 alle 0:43

Potrei parlarvi di questi giorni, potrei parlarvi dell’esame di oggi pomeriggio. Potrei raccontarvi persino del viaggio di ritorno, di quell’aereo che in pochi attimi mi ha già catapultato nel nord Italia per permettermi di timbrare il cartellino domani mattina come tutti i lavoratori. Potrei raccontarvi miliardi di cose.

Aereo Ryanair fermo

La mia attenzione però, stasera, è tutta focalizzata su una frase stupenda, una frase che – è giusto dirvelo – porto sempre con me nei momenti più duri. Perché sta tutto lì, perché tutto ciò per cui ci si impegna, si fatica, si fanno le ore piccole – alla fine – è parte di una sola direzione.

Amo ripescare quella frase quando stringo i denti per qualcosa di importante. Lo feci in circostanze ben più banali (per quanto la fine di una storia d’amore possa esserlo) e lo faccio nuovamente stasera, dopo una lunga doccia che avrebbe dovuto farmi pensare e rasserenare ma che, al contrario, mi ha scaldato le idee fino a mescolarle terribilmente per farle trasbordare su queste pagine.

Domani mio zio subirà un’intervento abbastanza invasivo. I medici ci han già – diligentemente – informato che nelle sue condizioni le possibilità di decesso sono altissime, nell’ordine del 40%. Ed io i numeri li odio. Perché i numeri li conosco, perché i numeri li studio, perché coi numeri ci lavoro. E allora queste percentuali voglio, nella mia testa, smontarle, rivederle, smorzarle. Però non è possibile, non è possibile perché qualsiasi giro si possa fare sarebbe una semplice presa in giro.

Così ripesco la frase, trasformo la mia anima e accantono tutta l’ingegneria che porto dentro.

Sia fatta la tua volontà. Mi addormenterò pensando a queste bellissime e semplicissime parole e, se sarò bravo (e lo sarò), saranno ancora lì al mio risveglio, pronte a trasformare quei numeri in qualcosa di stupido ed insignificante.

Sia fatta la tua volontà è un concetto maestoso ed è bello poter pregare scrivendo.

Emanuele

Non andrò via presto.

Scritto il 4 novembre 2010 alle 13:39

Ho appena rinnovato per altri 2 anni l’hosting su HostingZoom. Il dominio invece è assicurato fino al 2013 già da un po’… così, almeno per altri 24 mesi è sicuro che il web dovrà sopportarmi. :-)

Ho scelto di confermare fiducia ad HostingZoom perché il traffico di questi mesi, 32 GB a Settembre, 29 ad Ottobre con 40071 visite nell’ultimo mese solare (avete superato Settembre!) non sembra averlo preoccupato più di tanto ed ha retto senza grosse difficoltà. Inoltre il cambio euro-dollaro continua ad esser favorevole e mi hanno sempre rimborsato le ore di downtime occorse nel tempo. Squadra che vince non si cambia e questo blog è destinato ad invecchiare come una bella bottiglia di vino (annata 2003).

Emanuele

Da rimanere senza parole (sul campanile).

Scritto il 7 ottobre 2010 alle 12:36

Ieri sera, per noia, sono andato a controllare le statistiche del blog.

Ebbene, a Settembre ho avuto – mediamente – 1129 visitatori al giorno, 4238 pagine viste ogni 24 ore e un totale di 33873 visitatori in un mese. Ottobre, in appena 6 giorni ne ha già sommati 6657 promettendo un andamento simile.

Numeri incredibili per me che scrivo per puro diletto, che non ho un progetto editoriale, una linea da seguire, una redazione o un committente che mi consiglia cosa pubblicare. Le mie parole lette da millecentoventinove persone al giorno è qualcosa di spaventoso, qualcosa che solo internet può permettere.

Vi immaginate se ogni giorno poteste urlare a cotante persone con un megafono dall’alto del campanile del paese?

E dunque grazie a tutti voi che rendete questo blog un continuo flusso di bit. Vi immagino sparsi tra le più grandi città d’Italia e i paesi più sperduti dello stivale. Tutti lì, ogni giorno, con cinque minuti da spendere da queste parti. :-)

Emanuele

(cose di cui non posso esser felice d’aver ragione).

Scritto il 18 settembre 2010 alle 9:23

Poco più di un mese fa leggevo di una singolare statistica (se capite l’inglese leggetela che sforna numeri interessanti): i possessori di iPhone, tendenzialmente, cuccano più dei possessori di altre marche di cellulari (addirittura il doppio rispetto ai proprietari di cellulari Android).

Sarà il classico stereotipo “bene di lusso -> ricco & facoltoso -> da sposare“, però questa cosa non mi convince tanto, così, ho deciso che prima o poi comprerò un iPhone anch’io e mostrerò al mondo che le statistiche dicono cavolate. :-|

Emanuele

#106: Il conto (in un locale).

Scritto il 31 agosto 2010 alle 12:50

Amico: Chiedo il conto?

Amico-2: No magari tra un po’…

Io: vabbè, falli iniziare a contare da 100, no?