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Il mondo fa la guerra, noi tutti giù per terra.

Scritto il 2 luglio 2011 alle 11:08

Ho voglia di scrivere ancora una lettera, come non si fa più.
Ho voglia di leggere ancora una favola, come non si fa più.

Jacopo Ratini – Su questa panchina

Conservo questo video come un regalo prezioso da un anno e mezzo. Mi segnalò la canzone una carissima lettrice di questo blog (che se le dico che è storica si offende) ed io, nel tempo, mi son ritrovato ad ascoltarla decine di volte per vari motivi. Uno di questi può essere perché parla di lettere (e io ho sempre amato sia scriverle che riceverle) oppure perché parla di una semplicità nel modo di vivere che vorrei tanto saper trasmettere al mio nipotino.

Mi ero sempre ripromesso di scriverne, di farvela ascoltare ma ho puntualmente faticato nel trovare le parole che la descrivessero meglio. La pubblico adesso, di Sabato, quando molti di voi trascureranno questo blog per dedicarsi ad altro. Passerà in sordina e forse è così che deve essere: continuerò a canticchiare certe strofe da solo…

…il mondo canta storie che parlano d’orrore, noi non lo ascolteremo…

Emanuele

1.

Scritto il 30 giugno 2011 alle 20:58

365 giorni fa il mio stupendo nipotino faceva sentire per la prima volta la sua voce al mondo. :joy:

Emanuele

Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare!

Scritto il 19 maggio 2011 alle 19:48

Probabilmente è proprio vero che i sogni più belli, i desideri che magari nascondi più nel profondo, sono tra le cose più difficili da esprimere e così da giorni fatico nel trovare le parole giuste tanto che non ho saputo raccontarvi prima la mia gioia. Domani sera, subito dopo il lavoro, parto.

Si va con la famiglia a Venezia e si tornerà Domenica. Non sarà una Domenica qualsiasi però. Sarà la Domenica del battesimo di mio nipote e io farò da padrino sull’altare. Se ne è parlato un po’ a casa, subito dopo un pranzo, alcune settimane fa. Mia sorella avrebbe voluto che i testimoni della fede (che rende il concetto molto più bello) fossimo tutti i fratelli ma ero l’unico dei tre ad esser cresimato.

Inutile nascondere che, nel profondo, l’ho sperato fin da quando seppi della sua nascita ma non ho mai fatto uscire mezza parola a riguardo perché sono stra-convinto che doveva essere una loro scelta, libera e indipendente.

Toccherà a me e da giorni mi sembra, oltre ad una bella responsabilità, un regalo in più ricevuto in questo periodo. Come se – viaggiando su un treno che non porta ritardo – riuscissi a non saltare alcuna stazione durante il mio cammino.

Sarà stupendo poter far parte, in maniera ancor più significativa, del suo… :joy:

Emanuele

(Oh, no! E’ successo di nuovo!).

Scritto il 10 aprile 2011 alle 23:46

La settimana scorsa mi chiedevo come ripartire col lavoro dopo una bella domenica e quella di oggi non è stata da meno! Dopo aver prenotato un tavolo per sei, siamo finiti in Piemonte, per la precisione sul Lago maggiore! :-)

Vista del Lago Maggiore Pranzo rustico - Trattoria San Salvatore - Massino Visconti

Pranzo spettacolare in un luogo magico, un ex-convento agostiniano costruito intorno all’anno mille e abbandonato intorno al 1600. Sito ad ottocento metri di quota sul livello del mare, mi era stato presentato così: “si mangia bene e si sta in una terrazza con vista su tutto il Lago Maggiore” e in effetti non posso che ripetervi le stesse parole. Panorama mozzafiato e cibo talmente splendido che ho dimenticato di fotografare per benino il posto (ma sul loro sito c’è una photogallery che rende l’idea!).

Tutto rigorosamente fatto in casa a pochissimi chilometri dal confine con la Svizzera, con le Alpi che non ricordo d’aver mai visto così da vicino! Non è mancato ovviamente un giretto al lago e nella splendida Stresa. :-)

Come torno al lavoro domani mattina?! :-|

Emanuele

PS: da notare il bicchiere dell’acqua di mio nipote che ormai è quasi al terzo dentino8-)

Tu, dall’Alto, distribuisci meglio le cose quaggiù…

Scritto il 11 febbraio 2011 alle 18:38

A me va sempre tutto bene, ma cavoli, in questi giorni la salute dei miei cari è decisamente delicata. Mio zio ha superato l’operazione ma la sera dopo era quasi in fin di vita, mio padre nel weekend ha avuto un bel calo glicemico, mio nipote oggi pomeriggio è ricoverato in un ospedale per bambini – neanche so quale ancora – con una flebo al braccio per una possibile gastroenterite.

Io mi mantengo positivo, allegro, socievole e cordiale, però dentro di me mi sento quasi in colpa: sarei – veramente – disposto a barattare un po’ della mia fortuna per risolvere e migliorare le condizioni di chi ho intorno.

Gioco (con me stesso) ad esser SuperMan-u in qualsiasi situazione e un amico che mi conosce bene, il giorno della mia laurea mi chiese se sotto la camicia mi fossi ricordato di indossare la magliettina con la mitica S. E’ brutto sentirsi impotenti e sapere che per quanto mi possa sforzare esisteranno sempre situazioni più grandi di me. E’ una cosa che accetto ma che – Signore, devo dirtelo – non condivido del tutto…

Emanuele

PS: per rispetto non ho neanche esultato per il superamento dell’orale dell’esame d’abilitazione, ma visto che vi racconto sempre tutto, mi sembra giusto aggiornarvi circa l’esito…

Anche se non trovi le parole…

Scritto il 28 gennaio 2011 alle 8:35

Quante emozioni, ancora, una dietro l’altra. Le cullo. Alcune bussano con forza maggiore, altre le ritrovo tra le braccia come regali utili a far dondolare l’intero meccanismo.

L’altro ieri mio zio ha riaperto gli occhi! Non ne ho più parlato sul blog perché preferivo tenere certi pensieri dentro me come qualcosa di prezioso, e adesso invece la felicità è prepotente e non riesco a trattenerla. L’ho salutato in condizioni indescrivibili, alcuni particolari del suo stato non li ho mai raccontati neanche alla famiglia e dopo mesi di attesa… ha preso la sua scelta. Avrà deciso di darsi del tempo

Mia zia un paio di giorni fa, dopo alcuni mesi di coma, l’ha ritrovato con la spalliera del letto un po’ sollevata. Era sveglio, con gli occhi aperti. Non parla, non si muove… ma sente e gira gli occhi. E’ già un miracolo bellissimo e non vedo l’ora di essere a Palermo per poterlo rivedere. Sarà un momento che non dimenticherò facilmente…

Al suo silenzio si contrappone invece un altro stupendo miracolo della natura. Mio nipote – ancora non l’ho sentito con le mie orecchie – ha detto per la prima volta nella sua vita “mamma“. L’inizio di un percorso, l’avvio di milioni di miliardi di parole di un uomo, la sequenza infinita di pensieri espressi e condivisi da ognuno di noi, parte sempre da questa fantastica parola. E’ incredibile la natura. Non so come l’abbia presa mio cognato, ma se fosse mio figlio – son sicuro – mi sarebbe esploso il cuore di gioia. Intanto adesso non vedo l’ora che arrivi domenica per rivederlo… :roll:

L’ultima bella notizia, che al confronto delle altre due è qualcosa di miseramente piccolo, ma che mi fa piacere ricordare, è che ho ricevuto la mia prima busta paga della vita. Ufficialmente ho maturato 1,83 giorni di ferie e 6 ore di permessi. La cosa più buffa da leggere però è il TFR raggiunto: 93€! Alla faccia dei milioni di una vita di sacrifici! :joy:

Emanuele

Lullaby.

Scritto il 16 gennaio 2011 alle 19:58

Dolci fatine, palloncini colorati. Pan di zenzero e orsacchiotti sorridenti. Cosa sogni nipotino mio?

È bellissimo quando nel sonno ti scappa un inconsapevole sorriso. Sarai immerso in un mondo beato, circondato dalla tua più allegra fantasia.

E’ un segreto che mai e poi mai mi svelerai.

Emanuele

Siamo legati ormai, tu ed io.

Scritto il 12 novembre 2010 alle 8:31

La bellezza del sorriso di un bambino è qualcosa di incredibile. La donna è bella per natura ma, mi rendo conto, nulla può contro quelle labbra delicatissime. Forse è l’innocenza di una risata inconsapevole, incapace di distinguere il bene dal male o di tenere atteggiamenti diversi in base a chi – quel sorriso angelico – glielo provoca. Non so.

Quando sento ridere mio nipote provo un brivido. Quando lo vedo sorridermi, mentre le mie dita si incontrano dietro la sua piccola schiena, tutto il mondo si ferma.

Emanuele