Archivio dei post taggati ‘mac’

Metti le stelline su iTunes con I love Stars!

Scritto il 25 febbraio 2010 alle 9:06

Qualsiasi mac user con una bella playlist su iTunes potrà comprendere la mia difficoltà nell’assegnare le stelline di gradimento ad ogni singolo brano. Attualmente il mio iTunes conta oltre 45GB di musica suddivisi in oltre 8000 brani (cosa che, in effetti, mi impressiona non poco…).

A Settembre dell’anno scorso mi ero già lamentato del problema e, pazientemente, mentre lavoravo cercavo di ricordarmi di controllare se l’mp3 in riproduzione in quell’istante fosse già stato classificato o meno.

La strada verso il completamento è ancora distantissima però da qualche giorno, con I love Stars ho velocizzato l’operazione.

I love Stars - Software per iTunes

Il software in questione aggiunge alla barra di sistema di Mac OS X una piccola area in cui selezionare al volo le stelle di gradimento del brano! Cliccando col tasto destro, inoltre, è possibile vedere titolo e autore del brano e impostare un paio di preferenze.

Semplice, leggero e funzionale. :-)

Emanuele

Timer per Mac: Apimac Timer.

Scritto il 22 febbraio 2010 alle 17:08

Non vi ho ancora descritto il mio programma-fitness messo su un mesetto fa ma uno degli aspetti fondamentali di un buon allenamento sono… le pause!

Tra un esercizio o una serie e l’altra è giusto che il muscolo messo sotto stress si riprenda, si rilassi. Non so descrivervi cosa accade in quei momenti a livello fisico in quanto non sono un medico ma intervallare lo sforzo è importante.

Tagliando corto, avevo bisogno di un semplice timer con conto alla rovescia per gestire il tempo senza preoccuparmi di controllare lo scorrere delle lancette dell’orologio ed ho trovato Apimac Timer.

Interfaccia Apimac Timer

Apimac Timer è un software semplicissimo che fa da cronometro, sveglia e conto alla rovescia. Si imposta il tempo, si preme Start e… ci si distrae come si vuole in quanto un alert (audio e/o video) ci ricorderanno di tornare al lavoro. Se necessario si può mettere il contatore a schermo intero in modo da controllare anche a distanza il tempo…

Esiste una versione pro (che, leggo, ha la – fighissima – possibilità di esser gestito dal telecomando del Mac) ma per ciò che serve a me, la versione free va più che bene. :-)

Emanuele

PS: come al solito il mio Macbook ha un software per ogni cosa… :joy:

Twitter me lo sogno.

Scritto il 3 dicembre 2009 alle 10:23

Stanotte ho sognato che avevo un iPhone e che, a quel punto, aveva anche senso avere un account su Twitter, però non ricordavo dove avevo visto fisicamente un buon software per Mac per gestire Twitter e così andavo a cercare, a piedi, il negozio di Napolux. :-|

Incredibbbile amici, incredibbbile.

Qualche giorno fa, ad un seminario di Robotica e Intelligenza Artificiale, tenuto da un professorone venuto dall’America, i più “esperti” si masturbavano mentalmente cercando di definire il grado di coscienza di un robot. Era stato sviluppato un analizzatore d’immagini che associava, inizialmente, l’immagine mostrata ad una contenuta nel suo database (la “conoscenza“). Dopodiché, eliminando l’immagine in memoria, l’area allocata rimaneva piena di informazione “nera”, magari un po’ sporcata da altri bit ma ancora leggibile. Secondo loro si trattava di una forma di memoria del robot che poteva così riprendere il suo lavoro alla ricerca di una immagine da associarvi. Questo secondo loro, secondo me erano masturbazioni mentali degli sviluppatori.

Ancora più incredibbbile amici. Almeno io sognavo!

Emanuele

Ah, ma forse, anche lui…

Scritto il 13 maggio 2009 alle 12:27

Ci sono giorni in cui ti torna in mente: “Ah, ma forse anche lui si riavviava…”.

Uptime Mac OS X - 42 giorni

Ecco, non capitava da 42 giorni, eppure l’ho usato per fare di tutto e di più, l’ho portato in giro, l’ho strapazzato. C’ho visto film, programmato, navigato, installato e disinstallato applicazioni, ascoltato musica, scaricato, chattato e chi più ne ha più ne metta.

E’ uscito OS X 10.5.7, altrimenti chissà a quanto arrivavo.

Credo proprio che in futuro metteranno un post-it sul display dei Mac con scritto “è inarrestabile ma non temete: è sempre possibile spegnerlo!”. :-)

Emanuele

PS: interessanti le statistiche della scheda di rete. In 42 giorni ho inviato 89GB di dati e ricevuto 63,4GB.

Tab-dipendente!

Scritto il 13 febbraio 2009 alle 8:45

I browser moderni mi hanno deviato!

Odio il disordine… e amo aprire il browser e tenere aperte meno schede possibile.

Quando però lavoro su qualcosa… entro in crisi. Decine di tab aperte, link su link conservati un po’ ovunque.

Ultimamente ho superato ogni limite: 3 browser in funzione.

2 finestre di Firefox (una sul Mac e una su Ubuntu), 1 di Opera su Ubuntu e 1 di Safari sul Mac.

E le schede così sono sparpagliate un po’ ovunque. Cerco a quel punto di utilizzare i broswer “per argomento”: browser per feed, blog, posta e ricerche personali, browser per risorse di programmazione, e così via…

Però è stressante.

Certe volte vorrei avere un monitor in più. Due non bastano. :-|

Voi come siete combinati?

Emanuele

Mac OS X: conteggio directory volume non valido.

Scritto il 24 dicembre 2008 alle 9:02

Qualche giorno fa, il mio MacBook, durante il rituale (mensile?!) controllo dei permessi, mi ha risposto col seguente errore:

OSX - Errore conteggio directory - Utility disco

Eseguo verifica dal vivo.
Controllo volume HFS Plus non Journaled.
Controllo documento Extents Overflow.
Controllo catalogo.
Controllo documento multi-linked.
Controllo gerarchia catalogo.
Controllo attributi estesi documento.
Controllo volume bitmap.
Controllo informazioni volume.
Conteggio documento volume non valido
(Dovrebbe essere 607293 invece di 607294)
Conteggio directory volume non valido
(Dovrebbe essere 152381 invece di 152380)
Il volume Macintosh HD necessita di riparazioni.

Sfortunatamente Utility Disco non è in grado di risolvere il problema quando Leopard è già avviato, così, la soluzione, molto semplicemente, consiste nell’avviare Utility Disco direttamente dal DVD di installazione di Leopard.

Chissà piuttosto a cosa sia dovuto quest’errore… :o

Emanuele

Un Mac ti apre la mente verso altri sistemi operativi.

Scritto il 5 dicembre 2008 alle 13:36

Leopard - UnixVoglio raccontarvi la mia esperienza.

Un anno fa decisi di acquistare un MacBook. Mi serviva un portatile che non fosse troppo grosso e l’idea di addentrarmi in una nuova avventura, mi stuzzicava particolarmente.

Come sapete studio ingegneria informatica ma sono convinto che la preparazione più grande non la si guadagni durante le giornate passate in biblioteca (che ahimè, non mi faccio mancare…) o dietro i banchi durante una lezione.

Credo che, in ogni settore, ciò che conta di più, sia l’esperienza sul campo. L’abitudine ad utilizzare certi strumenti.

Potrete leggervi un manuale di meccanica approfonditissimo, ma senza dubbio il vostro meccanico sarà il doppio più veloce di voi a smontare e rimontare il motore.

Questa regola vale in ogni settore, anche nell’informatica.

Così, scelsi di “abbandonare Windows” non solo per lo stress che può comportare (ma approfondisco meglio dopo), ma anche per iniziare a studiare un sistema operativo “alternativo” a quello che attualmente è il più diffuso al mondo.

E’ stata una bella scelta.

Giusto per approfondire il discorso Windows, devo ammettere che non essendo un pirletto dietro un monitor non ho mai sofferto infezioni di spyware, malware, virus, rootkit, backdoor e chi più ne ha più ne metta (ma quante possibilità esistono per entrare…?! :-D ). Tra l’altro una pulizia costante ed una manutenzione programmata (deframmentazione, scandisk, compressione registro) rendeva Windows anche abbastanza stabile.

Ed è con le ultime due parole che cambio discorso.

La stabilità di Leopard non l’avevo mai provata prima, in anni di lavoro con un sistema Microsoft (da Windows 3.11 ad XP, passando anche per il ME ed il 2000).

Leopard riesce benissimo a rimanere attivo e reattivo anche due settimane senza esser riavviato. Con Windows non ero mai riuscito a superare 3-4 giorni senza notare evidenti rallentamenti.

Tra l’altro, con Windows, non potendo gestire in maniera pulita le installazioni e le configurazioni, ogni anno, anno e mezzo, facevo una formattazione.

Avendo più computer a casa, la cosa risultava anche abbastanza rapida. Spostavo i file in rete (sapevo cosa andare a prendere al volo), formattavo e ripartivo con l’installazione pulita di OS e programmi.

Con Leopard è decisamente diverso. E’ passato un anno ma il sistema mi sembra tale e quale a quando l’ho comprato. L’unica cosa che faccio, saltuariamente, è ripristinare i permessi d’accesso ai file di sistema. Giusto per evitar casini. Una manciata di minuti (2 o 3, non oltre) ed ho finito.

Non è di questo che vorrei parlare però.

Sandwich - sudo shell command - funnyLeopard mi è stato d’aiuto da un altro punto di vista: familiarizzare con un sistema UNIX.

Usare la shell come si deve, abituarmi alla struttura delle directory del sistema organizzate diversamente, conoscere la differenza tra /bin ed /sbin giusto per dirne una.

Inoltre, OS X mi ha permesso di rivedere la chiusura mentale verso l’uso di applicazioni ed interfacce grafiche diverse da quelle windowsiane. Un particolare da non trascurare.

Mi sono così abituato ad un sistema alternativo (e ne ho apprezzato così tanto le sue peculiarità, come gli Spaces ed Exposé tra le tante) che adesso non riesco più a farne a meno.

Stupidamente, raccontavo ad un amico, quando mi ritrovo su un computer con Windows vado istintivamente col mouse verso un angolo dello schermo alla ricerca di un “angolo attivo”. Nulla da fare. Windows è fermo su quel suo desktop unico e squadrato.

Ci sto stretto.

E così, il diretto passaggio.

Quando ho comprato il computer nuovo, non c’ho pensato due volte: non avrei più messo Windows.

La scelta più moderata è stata quella di scegliere Ubuntu, una distribuzione linux che grazie alla sua facilità d’uso ha raggiunto ultimamente il 38% di penetrazione tra gli amanti del pinguino. Già da qualche giorno però, rifletto se non sia il caso di… chiedere di più.

Racconto tutto questo per un semplice motivo. Anch’io ero un utente windows-dipendente. Ero uno di quelli che guardava con orgoglio il suo desktop, pulito e sistemato e pensava di essere davanti a tutto ciò che potesse servirgli: “perché in fondo funziona come dico io” mi dicevo.

Ho voluto osare. Adesso non saprei tornare indietro.

Le alternative esistono e funzionano. Non ho smesso di fare ciò che facevo (al contrario ho scoperto strumenti che prima non sfruttavo: iMovie ad esempio, è un gioco divertentissimo confrontato a Windows Movie Maker…) ed ho ampliato le mie conoscenze. Meglio non poteva andarmi.

C’è un però in tutto questo.

In passato avevo già usato sistemi linux. Mandrake (quando si chiamava ancora così) giusto per dirne uno (ma anche Slackware e Debian…).

Però non mi avevano facilitato il compito. OS X, con la sua facilità d’uso m’ha permesso di abituarmi ed innamorarmi ad un nuovo sistema, senza soffrire.

Ripagava la mia inesperienza con l’attenzione per i particolari. Le cose su OS X, son li dove te le aspetti.

Un po’ come la possibilità di disinstallare un’applicazione trascinandola nel cestino. Intuitività.

Ecco qual è la parolina magica che OS X possiede mentre le distribuzioni linux provate in passato non avevano.

Cura ed attenzione verso ogni aspetto.

Adesso il passo è fatto, il peggio è passato e noto con piacere che ritrovarmi su un sistema UNIX mi piace e stimola.

Si, perché per studiare con passione, bisogna ricevere stimoli.

Volte abbandonare Windows? Se potete, passate prima ad un computer Apple.

Questa è la mia esperienza.

Emanuele

Golose novità: Calaboration e SongBird.

Scritto il 3 dicembre 2008 alle 9:40

Una per gli utenti Apple. Si chiama Calaboration e permette la sincronizzazione tra Google Calendar e iCal.

Ottimo. Ero solito sincronizzare gli impegni tra il mio N70 e il Macbook. Adesso potrò godermeli da qualsiasi computer. Inoltre potrete sincronizzarli su Ubuntu tramite Thunderbird+Lighting, se non avete un modulo bluetooth installato! :-)

L’altra novità, multipiattaforma, si chiama SongBird.

E’ frutto dei geni di Mozilla. Tenterà di fare lo stesso lavoro che Firefox ha fatto tra i browser: imporsi. ;-)

Già lo immagino capace di mille mila cose tramite plugin sviluppati dalla community.

Va tenuto sott’occhio in quanto ancora gli mancano un paio di funzioni, a mio parere, importanti (come l’importazione automatica nella playlist degli mp3 inseriti in una directory).

Spero di poterlo sostituire, su Ubuntu, a Rhythmbox (carino, ma non m’ha colpito…).

Emanuele