Archivio dei post taggati ‘italia’

The one-person product.

Scritto il 21 maggio 2013 alle 7:40

Yahoo compra Tumblr per uno virgola uno miliardi di dollari. Tumblr nacque sette anni fa dall’idea di un ragazzo.

Andate a guardare le foto dell’ambiente in cui lavora. I ragazzi italiani non sono privi di fantasia. Sono privi di finanziatori che diano spazio e fiducia alla loro creatività.

Emanuele

L’Italia è vi-Cina.

Scritto il 14 maggio 2013 alle 15:56

In Cina il regime vieta l’installazione di parabole sui tetti e la gente è costretta ad inventarsi termini omofonici per riferirsi ad un tema caldo su internet senza farsi intercettare dall’occhio di Stato.

In Italia un blogger che denunciava l’abuso (e il giro di soldi) che sta dietro l’affissione smodata dei cartelli pubblicitari (sia in campagna elettorale che non) è stato condannato a 9 mesi per istigazione a delinquere nonostante il diritto di critica.

In questo momento sento meno la distanza da casa.

Emanuele

Ma tu guarda che fortuna, giro giro ed è sempre lì.

Scritto il 9 maggio 2013 alle 21:24

Un cinese: «Anch’io sono stato a Milano vent’anni fa, bella l’Italia, a mia moglie piacque tantissimo la pasta e la pizza e sebbene mangiò quest’ultima solo in treno per lei è sempre stata più buona della pizza italiana che fanno qui in Cina. Io di Milano ricordo due vie: “Colso Buenos Aires e Senzo Unico”».

Io: «Shan! Ma Senzo unico non è il nome di una via italiana!».

Shan: «Si si, adesso lo so! Ma l’ho scoperto solo dopo essermi perso!».

Emanuele

Tutti a destra oh-oh tutti a sinistra oh-oh.

Scritto il 12 luglio 2012 alle 15:13

Quarantaquattro giorni fa:

Pdl: Alfano, da giugno farò talent scout per squadra nuova.

Fonte: AGI in data 26 Maggio 2012

E poi:

Tanti chiedono al Presidente Berlusconi di candidarsi. Io sono in testa a questi. Se deciderà di farlo sarò e saremo al suo fianco.

Fonte: Account twitter di Angelino Alfano in data 11 Luglio 2012

Persino la ola, allo stadio, è più ferma e decisa.

Emanuele

Diciotto santi in Paradiso.

Scritto il 6 giugno 2012 alle 10:36

Io so che prima o poi cadrò. Lo do per certo, statisticamente confermato, ineluttabilmente previsto. Eppure la vita continua a mantenermi su una nube scintillante, con i piedi che faticano a toccare il pavimento persino quando provo a spingermi verso il basso.

In quest’Italia in cui la disoccupazione è sempre più prepotente, ingombrante, ignobile e degradante della dignità di tantissimi giovani a me viene proposta una via totalmente diversa e, per questo, cadrò.

Non ho mai scritto un curriculum in vita mia, ve lo raccontai: dopo la laurea non ne ebbi neanche il tempo. In questi mesi di silenzio su queste pagine tante cose sono successe e – il silenzio – non è stato sinonimo di piattezza ma, al contrario, i giorni son diventati sempre più pieni.

Durante l’inverno ho cambiato reparto: nuove sfide accolte al volo, forse lasciando persino di stucco chi me le comunicava. Sarà che mi piace esplorare, sarà che ho dentro ancora le mie giornate in Africa, coi pantaloncini e gli scarponi, ma l’idea di poter affrontare nuove sfide mi galvanizzava. Dopo pochissimo arrivò un’altra mansione, un ruolo di responsabilità all’interno dell’azienda. Il mio cognome scritto, insieme a pochi altri, nell’organigramma mi fa ancora sorridere, specie se dopo appena un anno dall’assunzione.

Ero contento, ma – vi dicevo – penso di avere diciotto santi in Paradiso. In queste ultime settimane è arrivata un’altra proposta: la possibilità di salire di livello, la possibilità di ricevere uno stipendio ancora migliore. Giorni belli ma stressanti per chi, come me, non è lo squalo che gode nel contrattare. Coccolato sino al punto da ritrovarmi invitato a cena fuori per discutere l’offerta e con la mia azienda che – ricevuta la notizia – sforna una controproposta ancora più interessante pur di tenermi. In un’Italia che arranca nell’offrire lavoro ai giovani io ho la fortuna di scegliere tra due belle proposte, tra due aziende che han voglia di investire su di me e che mi considerano una risorsa e non un numero. “C’è gente che pagherebbe venti cene pur di beccarsi un posto” mi ripeto sommessamente, con rispetto e umiltà.

Cadrò. Lo so, lo sento, me lo ricordo ogni giorno, mi sto preparando. I diciotto santi in Paradiso stanno facendo un lavoro magnifico ma non potranno sempre occuparsi di me così. Sono giorni, questi, in cui la gratitudine che puoi provare sembra sempre inadeguata e ti chiedi cosa hai fatto in passato per meritare tanto ma non trovi mai una ragione sufficientemente valida.

Io intanto continuo a divertirmi. Qualche giorno fa ero in un’industria per l’avviamento di una parte di impianto e dopo aver completato i test di rito, al momento di avviare la prima lavorazione – davanti due monitor – esclamavo “bene, adesso divertiamoci!” come un bambino che inizia una sfida a pallone nel cortile di casa. Che sia l’entusiasmo il motore di tutto questo?

Emanuele

Save the Children: “Ricordiamoci dell’infanzia”.

Scritto il 31 maggio 2012 alle 0:07

Questo è un articolo sponsorizzato, ma sono libero di esprimere la mia opinione.

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Mi è stato chiesto di parlarvi di una iniziativa di Save the Children titolata “Ricordiamoci dell’infanzia” e, nonostante il pochissimo tempo libero che mi rimane in questo periodo, ho pensato di non potermi tirare indietro. Sono cresciuto pensando che la povertà non sia da cercare distante ma che – situazioni di disagio e degrado – si possano facilmente trovare a due passi dalle case in cui abitiamo. Sono stato in Africa la scorsa estate, non per cercare una realtà “da terzo mondo” in cui spendermi (sebbene poi sia inevitabile farlo) quanto, più che altro, per assorbire il più possibile da una società differente dalla nostra.

Save the Children - Campagna: "Ricordati dell'infanzia"

Save the Children con la campagna “Ricordiamoci dell’infanzia” fa un passetto in più: non vuol preoccuparsi semplicemente dei bambini disagiati di oggi ma di quelli che, in futuro, potranno esserlo per via di politiche non orientate allo sviluppo. Si calcola ad esempio che solo un bambino su dieci figlio di un genitore non diplomato riuscirà a laurearsi: gli altri nove sono destinati a rimanere culturalmente indietro trasformandosi col tempo in soggetti a più forte rischio di indigenza.

L’appello che potete sottoscrivere (qui trovate il manifesto) invita l’attuale Governo ad avviare un percorso delineato da tappe misurabili per costruire un futuro diverso per i più piccoli. L’iniziativa presumo voglia esser distante da qualche credo politico e così va intesa non come un attacco quanto come una domanda di ulteriore attenzione verso questi problemi. Penso possa essere una bella cosa, specie in questo periodo in cui si sta tentando di risanare il paese e le strategie per farlo sono tutte in costruzione.

Emanuele

PS: per l’occasione Save the Children ha realizzato anche un video in cui Mario Monti viene interrotto da un bambino durante una conferenza stampa…

iFeelCUD 2012.

Scritto il 16 aprile 2012 alle 17:52

Questo è un post sponsorizzato ma sono libero di scrivere quel che penso.

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Un paio di settimane fa, la segreteria dell’azienda in cui lavoro mi ha consegnato il modulo CUD. Da bravo ignorante (ahimé) è rimasto sepolto nella mia borsa da lavoro fino a ieri quando ho trovato la pazienza di curiosare in quella busta sigillata. Devo ammettere che, ogni anno, dedicarmi agli aspetti burocratici del mio reddito è qualcosa che tento di procrastinare il più possibile e credo di non essere il solo a viverla così.

Quest’anno però, vengo a sapere di una curiosa iniziativa della Chiesa che tenta di coniugare la necessità di esser ligi ai propri doveri alla possibilità di finanziare in maniera diretta la propria realtà parrocchiale. L’idea battezzata “I feel CUD” si ripresenta dopo un primo tentativo sperimentato l’anno scorso attraverso un sito vicino al mondo dei giovani (l’iniziativa è pensata per i cittadini tra i 18 ed i 35 anni ma richiede il coinvolgimento del proprio parroco) e funziona in maniera molto lineare: ogni realtà parrocchiale può preparare e proporre un project plan (con annesso video) riguardo un progetto che vuol realizzare.

Operazione ifeelCUD 2012

Per ricevere un budget però non è sufficiente sfornare una bella idea ma è necessario presentare quanti più moduli CUD possibili con destinazione dell’8×1000 alla Chiesa Cattolica. La somma di denaro assegnabile al proprio progetto viene calcolata dal sistema proprio attraverso il numero dei partecipanti. Esistono 5 categorie cui presentare il proprio progetto e per ognuna di esse verrà selezionato un vincitore che riceverà la somma prevista sotto forma di pagamento delle fatture necessarie per la realizzazione dell’idea. La classifica è pubblica ed esiste anche un premio di 1000€ per il miglior video presentato. Si può partecipare fino al primo Ottobre 2012 e il progetto dovrà essere realizzato entro i 12 mesi successivi.

Personalmente reputo l’esperimento qualcosa di molto interessante perché coniuga i bisogni di una comunità alla regolarizzazione dei propri bilanci che, lo sappiamo tutti, in tempi difficili come questi possono rappresentare un bell’esempio contro l’evasione fiscale e credo che, anche chi non è d’accordo nel destinare l’8×1000 alla Chiesa Cattolica non potrà che riconoscerne i risvolti positivi.

Emanuele

PS: Per compilare correttamente il modulo CUD è possibile rivolgersi a qualsiasi agenzia CAF della propria città!

Articolo sponsorizzato

Enel Blogger Award 2012.

Scritto il 6 gennaio 2012 alle 12:16

Questo è un articolo sponsorizzato, nonostante ciò, sono libero di scrivere quel che penso.

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Il rapporto tra questo blog ed Enel è sempre stato altalenante. Anni fa presi in esame un documento che descriveva come aumentare la potenza del contatore, di recente invece mi lamentavo del servizio di chat inserito nel portale Enel e qualche settimana fa, infine, difendevo le scelte tecniche innovative che l’Enel ha portato avanti in questi ultimi anni e che, grazie ai suoi contatori elettronici (ma non solo), può vantare una smart grid presa attualmente come punto di riferimento anche all’estero.

Oggi vengo chiamato in causa per segnalare la realizzazione di un concorso che permette ai blogger di vincere un iPad2 3G. L’idea è carina e – secondo me – originale anche per un semplice motivo: quando tutte le forme di comunicazione si stanno spostando verso i social network (Facebook e Twitter in prima istanza), è piacevole veder promuovere nuovamente la qualità dei bei post scritti su piattaforme meno note ma che – spesso – sanno essere molto più utili di 100 stream di informazione su quei network famosissimi. Proprio qualche giorno fa, tra l’altro, si discuteva in rete sulla particolare forma di comunicazione dei blog (che non stanno morendo a discapito di quanto la blogosfera italiana da anni vada pronosticando ).

Concorso Enel Blogger Award 2012

Partecipare al concorso è semplice. Innanzitutto bisogna avere un blog che parli di ambiente, finanza, attualità o lifestyle. Se il tuo blog tratta questi argomenti puoi candidarlo sul sito dell’Enel Blogger Award 2012 indicando il post che reputi maggiormente utile e significativo per la categoria di appartenenza. E’ possibile iscriversi fino al 17 Gennaio, giorno in cui finisce la prima fase. Da quel giorno fino al 13 Marzo 2012 invece tutti i vostri estimatori potranno votare il post ed aiutarvi a vincere.

Avrei tanta gente cui consigliare il concorso, ma non potendo elencare mille blogger, invito Mao, Stefy, Farnocchia, neoargo, SuperDels, Gioxx, Piero, Ondiz, Stormy e Daniela a farsi sotto e tentar la fortuna.

Ovviamente anche se non siete stati menzonati siete liberi di candidarvi e farvi conoscere attraverso il vostro post preferito. Mi spiace solo che, scrivendo questo post, non potrò partecipare anch’io. Mi riprometto però di valutare e votare i post che mi segnalerete attraverso i commenti…

Emanuele

Articolo sponsorizzato