Archivio dei post taggati ‘HostingZoom’

HostingZoom, l’hosting che ti comprende.

Scritto il 30 marzo 2012 alle 11:46

La scorsa settimana una pagina del mio blog è stata presa letteralmente d’assalto da mezzo mondo (si tratta di un post con una video-intervista a Younas Fakhra, una donna suicidatasi – ahimé – pochi giorni fa) e con questo post colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente e consigliarvi HostingZoom come fornitore di hosting.

Nel giro di poche ore sono stati consumati i 100GB di banda mensile previsti dal mio piano (il consumo mensile medio del mio blog è sotto i 20GB anche grazie a certe ottimizzazioni) e l’account è stato messo offline per “Bandwidth limit exceeded”. Fin lì, comunque, il server ha retto senza soffrire più di tanto (e il caching delle pagine penso abbia salvato la CPU da un lavoro non indifferente).

Teoricamente, secondo contratto, avrei dovuto attendere l’azzeramento del limite a fine mese ma il supporto di HostingZoom (che è stato in contatto con me anche nel weekend) ha compreso la situazione ed eliminato tale limite prima della sua naturale scadenza. Situazioni come queste ti fanno apprezzare l’azienda di hosting scelta che, col cambio attuale e grazie all’uptime garantito e rimborsato, offre un servizio dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.

Questo post nasce per pura gratitudine, HostingZoom è un’azienda americana, dubito leggerà mai questa pagina ma quando un servizio funziona non vedo perché non farlo conoscere: può servire per aiutare gli utenti a scegliere e per i competitor a comprendere come farsi apprezzare dai propri clienti.

Emanuele

Gli errori 404 influenzano il mio sito?

Scritto il 3 maggio 2011 alle 19:07

Pochissimi giorni fa Aruba per un principio d’incendio alla sala UPS ha messo offline gran parte della rete italiana. Tantissimi webmaster si stavano domandando fin dai primissimi minuti successivi all’evento se il downtime potesse influenzare in qualche modo il valore di posizionamento delle proprie pagine. Google, in questi giorni ha pubblicato un post sul suo blog che descrive per bene come si comporta il suo algoritmo quando un contenuto non è raggiungibile. Ho pensato di tradurlo per chiarire il dubbio di tanti. :-)

˜˜˜

Perciò eccoti, stai seguendo i tuoi affari, stai usando i Webmaster Tools per controllare quant’è favoloso il tuo sito… ma, aspetta! La pagina di raccolta degli errori è piena di errori 404 (Not found)! E’ imminente il disastro???

Errori di crawling - Googler webmaster tools

Non spaventarti, mio giovane padawan. Guardiamo meglio gli errori 404 e come essi influenzano (o meno) il tuo sito.

Domanda: Gli errori 404 riportati nella Webmaster Tools influenzano il ranking del mio sito?
Risposta: Gli errori 404 sono una parte del web perfettamente normale; internet è in continua evoluzione, nuovi contenuti nascono, vecchi contenuti muoiono, e quando muoiono (idealmente) ritornano un codice di risposta HTTP 404. I motori di ricerca sono a conoscenza di questo, abbiamo errori 404 anche sui nostri siti (Google n.d.r.), come puoi vedere sopra, e li troviamo ovunque nel web. Nei fatti, attualmente Google preferisce che, quando ti liberi di una pagina sul tuo sito, ti assicuri che essa ritorni un appropriato codice di risposta 404 o 410 (al posto di “404 soft”). Tieni in mente che per permettere ai nostri crawler di vedere i codici di risposta HTTP di un URL, esso dev’essere accessibile al crawler – se l’URL è bloccato dal tuo file robots.txt Google non sarà in grado di visitarlo e vedere il suo codice di risposta. Il fatto che alcuni URLs nel tuo sito non esistono più / ritornano un 404 non influenza come gli altri URL del tuo sito (quelli che ritornano 200 (Successful)) risultano nei nostri risultati di ricerca.

Domanda: Così i 404 non disturbano il mio sito del tutto?
Risposta: Se alcuni URL sul tuo sito rispondono con un 404, questo fatto da solo non ti disturba o conta negativamente per i tuoi risultati nelle ricerche di Google. Comunque, ci possono essere altre ragioni per cui tu vorresti gestire alcuni tipi di 404. Per esempio, se alcune delle pagine che ritornano un errore 404 sono pagine di cui ti occupi, dovresti approfondire perché Google sta vedendo risposte 404 quando le visita! Se tu vedi un errore di digitazione di un URL valido (ad esempio www.example.com/stuepndo invece di www.example.com/stupendo), è molto probabile che qualcuno ha linkato verso quella pagina del tuo sito ed ha fatto un errore di digitazione. Invece di ritornare un errore 404, tu potresti redirezionare i visitatori con un codice 301 dall’URL scritto male all’URL corretto e raccogliere il traffico previsto per quel link. Puoi anche assicurarti che, quando un utente finisce su una pagina 404 sul tuo sito, tu lo aiuti a trovare quel che stava cercando invece di dirgli semplicemente “404 non trovato”.

Domanda: Parlami ancora dei 404 soft.
Risposta: Un errore 404 soft è quando un server web ritorna un codice di risposta diverso da 404 (o 410) per un URL che non esiste. Un esempio comune è quando il proprietario di un sito vuole ritornare una pagina 404 attraente con informazioni d’aiuto per i suoi utenti, e pensa che per servire contenuti agli utenti debba ritornare un codice di risposta 200. Non è così! Tu puoi ritornare una codice di risposta 404 mentre servi qualsiasi contenuto tu voglia. Un altro esempio è quando un sito redireziona qualsiasi URL sconosciuto alla sua homepage invece di ritornare errori 400. In entrambi i casi abbiamo effetti negativi nel interpretare e indicizzare il tuo sito, così ti raccomandiamo d’assicurarti che il tuo server risponda con il codice di risposta corretto per contenuti non esistenti. Ricordati che solo perché una pagina dice “404 Non trovato”, non significa che stia attualmente ritornando un codice di risposta HTTP 404 – usa la funzione Visualizza come Googlebot nei Webmaster Tools per verificarlo. Se non sai come configurare il tuo server per ritornare i giusti codici di risposta, controlla la documentazione di aiuto del tuo web host.

Domanda: Come so quando un URL dovrebbe ritornare un 404, un 301 o un 410?
Risposta: Quando rimuovi una pagina dal tuo sito, rifletti se quel contenuto si sta spostando da qualche altra parte, o se non hai in mente di avere quel tipo di contenuto sul tuo sito. Se stai movendo quel contenuto verso un nuovo URL, dovresti redirezionare con codice 301 il vecchio URL verso il nuovo URL – in quel modo quando gli utenti arrivano sul vecchio URL cercando per quel contenuto, saranno automaticamente redirezionati verso qualcosa di rilevante a cosa stavano cercando. Se stai rimuovendo quel contenuto interamente e non hai niente che possa interessare gli stessi bisogni dell’utente, allora il vecchio URL dovrebbe ritornare un codice 404 o 410. Attualmente Google tratta i 410 (Gone) allo stesso modo dei 404 (Not Found), così è indifferente per Google se ritorni l’uno o l’altro codice.

Domanda: Molti dei miei errori 404 sono per URL strani che non sono mai esistiti sul mio sito. Che succede con essi? Da dove arrivano?
Risposta: Se Google trova un link da qualche parte nel web che punta ad un URL del tuo dominio, potrebbe tentare di indicizzare quel link, sia che qualche contenuto esista lì o meno; e quando lo fa, tu dovresti ritornare un errore 404 se non c’è nulla da trovare lì. Questi link potrebbero essere causati da qualcuno che ha fatto un errore di digitazione quando ti ha linkato, ovvero da alcuni errori di configurazione (sei link sono generati automaticamente, ad esempio da un CMS), o dalle funzioni potenziate di Google per riconoscere e indicizzare link inclusi in Javascript o altri contenuti inclusi nel documento; o possono essere parte di un check veloce da parte di Google per vedere come gestisca gli URL sconosciuti il tuo server. Google non sa quali URL sono importanti per te rispetto a quelli che sono pensati come 404, così ti mostriamo tutti i documenti 404 che troviamo sul tuo sito e tu decidi quali, se ne esistono, richiedono la tua attenzione.

Domanda: Qualcuno ha esplorato il mio sito ed ha causato una serie di 404 nel processo. Essi sono tutti URL “reali” con altri codici fissati in coda, come “http://www.example.com/images/kittens.jpg” width=”100″ height=”300″ alt=”kittens”/></a… Disturberà il mio sito?
Risposta: Generalmente non hai bisogno di preoccuparti riguardo i “link rotti” come questi. Google capisce che i proprietari dei siti hanno poco se non alcun controllo sulla gente che esplora e scansiona il loro sito, o chi li linka in maniere strane. Se sei un mago con le espressioni regolari, tu potresti considerare di redirezionare questi URL come descritto qui, ma generalmente non è importante preoccuparsi di loro. Ricorda che tu puoi anche compilare una richiesta di takedown quando credi che qualcuno stia rubando i contenuti originali dal tuo sito.

Domanda: La scorsa settimana ho fissato tutti i 404 che Webmaster Tools riportava, ma sono ancora elencati nel mio account. Significa che non li ho sistemati correttamente? Quanto tempo è necessario per vederli scomparire?
Risposta: Guarda nella colonna “Detected” nella pagina degli errori di crawling – questa è la data più recente in cui abbiamo riscontrato ogni errore. Se la data o le date in quella colonna sono precedenti al tempo in cui hai sistemato gli errori, allora significa che non abbiamo incontrato quegli errori da quella data. Se le date sono più recenti, significa che stiamo continuando a vedere questi errori 404 quando noi visitiamo il sito.

Dopo aver implementato una soluzione, puoi verificare se il nostro crawler vede il nuovo codice di risposta usando Visualizza come Googlebot. Controlla un po’ di URL e, se rispondono correttamente, questi errori dovrebbero iniziare presto a scomparire dalla tua lista di errori di crawling.

Domanda: Posso usare il tool di rimozione di Google per fare scomparire gli errori 404 dal mio account più velocemente?
Risposta: No; lo strumento di rimozione degli URL rimuove gli URL dai risultati di ricerca di Google, non dal tuo account su Webmaster Tools. E’ disegnato per richieste urgenti di rimozione solamente, e usarlo non è necessario quando un URL ritorna già un errore 404, perché un URL verrà rimosso dai nostri risultati di ricerca naturalmente nel tempo. Guarda la parte finale di questo post per maggiori dettagli su cosa lo strumento di rimozione degli URL può fare e cosa non può fare per te.

Fonte: Official Google Webmaster Center – Do 404s hurt my site?

Emanuele

PS: se cercate un hosting con uptime garantito, il mio vi rimborsa mensilmente quando il downtime è inferiore al 100%.

Non andrò via presto.

Scritto il 4 novembre 2010 alle 13:39

Ho appena rinnovato per altri 2 anni l’hosting su HostingZoom. Il dominio invece è assicurato fino al 2013 già da un po’… così, almeno per altri 24 mesi è sicuro che il web dovrà sopportarmi. :-)

Ho scelto di confermare fiducia ad HostingZoom perché il traffico di questi mesi, 32 GB a Settembre, 29 ad Ottobre con 40071 visite nell’ultimo mese solare (avete superato Settembre!) non sembra averlo preoccupato più di tanto ed ha retto senza grosse difficoltà. Inoltre il cambio euro-dollaro continua ad esser favorevole e mi hanno sempre rimborsato le ore di downtime occorse nel tempo. Squadra che vince non si cambia e questo blog è destinato ad invecchiare come una bella bottiglia di vino (annata 2003).

Emanuele

Per un pugno di dollari.

Scritto il 30 settembre 2010 alle 19:07

Pensavo fosse da deviati aspettare che il dollaro perdesse quota per rinnovare l’hosting di questo blog.

Andamento cambio euro-dollaro

Eppure il trucco mi sta riuscendo, rispetto all’inizio di Luglio oggi pagherei sette euro in meno per il rinnovo. Rimane da capire quanto margine di crescita abbia l’euro in questo periodo.

C’è qualche analista finanziario (o presunto tale) in grado di aiutarmi? :-)

Emanuele

Dlin-dlon, comunicazione di servizio.

Scritto il 13 settembre 2010 alle 20:23

Oggi il server in cui risiede il blog (e il dominio) s’è preso qualche ora di relax: i DNS puntavano, inspiegabilmente, verso un vecchio IP.

Se mi avete scritto alla casella e-mail @dreamsworld.it potrei non aver ricevuto le vostre importantissime parole.

Riscrivete, rimandate o lasciatemi un commento in caso di ulteriori problemi. Solitamente rispondo sempre a tutti (più velocemente a chi mi offre soldi). :-)

Emanuele

PS: in alternativa possiamo sempre chiacchierare su Google Buzz.

HostingZoom, grazie.

Scritto il 3 novembre 2009 alle 17:10

Di HostingZoom ne ho parlato spesso in questi anni. Oggi però ho voglia di ringraziarli per la correttezza con cui si pongono nei confronti dei clienti.

Il mese scorso questo blog era andato down per alcune ore e il loro SLA (Service Level Agreement) prevede un rimborso totale della spesa del mese in cui avviene il downtime per malfunzionamenti oltre le 7 ore.

Ieri ho mandato l’email per richiedere il rimborso e oggi ho ricevuto la seguente risposta:

Hello Emanuele,
Thanks for your patience with the issues last month as our techs worked to resolve the problems. I am happy to issue a free months hosting credit to the account and will to do at once.

Regards,
Les

Non è la prima volta che chiedo un rimborso (anche parziale) e mi è sempre stato accordato senza alcuna discussione.

E’ bello vedere una azienda lavorare in maniera così pulita e corretta, differentemente da alcuni competitor italiani che promettono “uptime garantito”, ma se provi a chiedere cosa comporta il non rispettare l’uptime promesso, ricevi in risposta un laconico:

Non esiste alcun rimborso, il valore indicato (su base annua) rappresenta il nostro valore di uptime.

Dove sta la “garanzia”? Scrivete “uptimee basta, facendovi belli di quel valore (se potete rispettarlo).

Non chiedetemi di che servizio di hosting si tratta… o per lo meno, se volete, fatelo in privato.

Detto ciò, complimenti e grazie HostingZoom, che – tra l’altro – non classifica i clienti stranieri (è un servizio di hosting americano) come utenti di serie B. Un utente è un utente e in quanto tale va rispettato.

Emanuele

WebPerTe… ma perché?!

Scritto il 14 maggio 2009 alle 16:28

Mi trovavo bene con WebPerTe. Avevo addirittura iniziato la procedura di rinnovo 10 mesi prima della scadenza del contratto. Tutto funzionava come desideravo… fino al primo d’Aprile.

Quel maledetto pesce lo scherzo l’ha fatto a me. S’è vestito da hosting provider ed ha iniziato a prendermi in giro. Si… perché è stata una presa in giro quasi.

In un giorno migliaia e migliaia di connessioni tramite le ricerche di Google misero k.o. il server, come già successo in passato.

Mi misi, così, in contatto (soprattutto telefonicamente) con il supporto di WebPerTe per cercare la soluzione del problema.

Inizialmente pensai potesse dipendere da Wp-SuperCache che non avevo riattivato dopo il cambio di template, però, dopo pochi minuti il problema si ripresentava.

Le connessioni venivano segnate da Apache con il flag “W – Sending reply“. Tutte le connessioni. Sembrava quasi che stessi facendo streaming di non so che.

Iniziai ad ipotizzare qualsiasi cosa e dopo aver chiesto consigli in giro, mi preoccupai di affrontare radicalmente il problema rasando WordPress a zero, reinstallandolo, ripulendo tabelle, disinstallando plugin ed eliminando record inutili. Per maggiore pulizia, volevo effettuare l’importazione tramite XML ma WordPress con archivi così lunghi mostrò problemi (riusciva ad importarmi solamente i primi 3 anni…).

I problemi però continuavano e non riuscivo a spiegarmi il perché.

Da settimane mi sento dire “ma perché hai lasciato WebPerTe? Ancora non l’hai raccontato…”. E’ vero, non l’ho raccontato semplicemente  perché volevo vedere come evolveva la situazione e qualche giorno fa ho ricevuto l’ultima sorpresa che mi ha spinto finalmente a sputar tutto su questo blog.

Da quando sono tornato su HostingZoom mi chiedo perché in Italia non abbia ancora trovato servizi paragonabili a questo. In America c’è più mercato e più concorrenza? Non credo sia solo questo.

WebPerTe offre l’uptime garantito ma sono solo chiacchiere perché poi non te lo rimborsa se dovesse mancare la promessa (ho chiesto informazioni tramite ticket in passato). HostingZoom se supera un tot di ore di downtime mi rimborsa addirittura un mese intero.

Comunque sia, sarei rimasto volentieri su WebPerTe se avessero voluto preoccuparsi del mio problema. Come vedete da quando ho trasferito il blog i problemi sono scomparsi. Eppure dopo il trasferimento non ho più toccato nulla. Nessuna modifica al database, nessun plugin rimosso o script modificato. WebPerTe non mi reggeva, HostingZoom, a parità di richieste di risorse, lo fa (e non si lamenta).

In realtà qualche vocina della blogosfera mi ha raccontato che stanno cercando di far cassa. Invitano gli utenti a passare a piani di hosting superiori e la stessa proposta, in effetti, è stata fatta anche a me più volte (non solo in quest’ultima occasione).

Non han tempo da dedicare ai servizi di hosting da 30€? E’ deludente questa politica perché in fin dei conti il prezzo non lo sceglie il cliente ma viene proposto da loro. E loro con 30€ promettono di tenerti il sito online. Non ti dicono “hai questa CPU, non devi avere più di tot connessioni aperte” e cose di questo genere. Son fatti loro questi, no?

Ho provato ad essere più che paziente con loro. Durante quei giorni di downtime ho perso più volte persino l’accesso via FTP: dovevo chiamarli per riacquistare l’accesso verso i miei dati! Inammissibile, indescrivibile. Bloccami l’HTTP così eviti il carico verso il server ma non inibire mai il recupero dei miei file.

Ho spiegato che ero dispiaciuto e che a quel punto annullavo l’ordine di rinnovo… ma sembra che, nonostante la crisi, 30€ valgano poco per loro. Non hanno battuto ciglio. Beati loro direi.

Inutile affondare il coltello dicendovi che per telefono ogni tanto mi son sentito trattato con poca attenzione o come un cliente di serie B. Sentire che squilla un altro telefono, dare la possibilità al tecnico di rispondere e sentirsi dire “può richiamarmi dopo? Per ora devo risolvere un altro problema” mentre hai il sito down da due giorni non è molto carino.

Comunque, come vi dicevo all’inizio, l’altro ieri ho ricevuto l’ultima amara vicenda di questo capitolo.

Una e-mail mi comunicava testuali parole:

Gentile Sig. Emanuele *****,

la sua sottoscrizione dreamsworld.it è stata cancellata.

Cancellata?!? Ma come diamine vi siete permessi?!

Ho pagato l’hosting fino al 16 Gennaio 2010! Va bene che non lo uso più! Va bene che ho spostato i record DNS su HostingZoom…ma chi vi autorizza a eliminare tutti i miei dati?

Chi vi dice che non stessi più usando quello spazio come appoggio per altro? O come semplice spazio di backup? O… *saranno-fattacci-miei-non-lo-uso-ma-lo-guardo*?

Ho aperto un ticket paventando una possibile azione legale. Mi è stato risposto che un problema di Parallels (il software che gli gestisce tutto quanto) ha causato questo errore (chiamalo errore, fortuna che ormai avevo salvato tutto…) e, molto velocemente mi han proposto il rimborso totale di quanto pagato per l’anno in corso. Ho accettato senza affondare il dito nella piaga ma, a volerla dir tutta, quando trasferii il blog per il downtime chiesi un rimborso (erano loro a non reggermi!) ma mi fu detto che non avevano possibilità di emettere bonifici in uscita. Sapevo che era una cavolata e questa ne è stata la conferma.

C’è la crisi ma se questo è l’amore verso il cliente sembra quasi che certe aziende si meritino di soffrirla un po’! Non credete?

Emanuele

Dns cache e Feedburner.

Scritto il 5 aprile 2009 alle 21:06

Il blog lentamente sta tornando raggiungibile a tutti. Ho notato che il feed è attualmente fuori servizio. Non si aggiorna perché la cache DNS di Feedburner punta ancora ai precedenti NameServer.

Tornerò a scrivere appena riesco a sistemare anche quello. Non mi piacciono le cose quando funzionano male. Mi danno fastidio.

Mi sono accorto d’esser così, sia nella vita che dietro i miei hobby informatici. Se qualcosa non funziona le strade sono due: o la risolvo (e sono disposto a sbattermici pur di farla diventare ciò che voglio), oppure finisce che perde d’interesse.

Argh… speriamo funzioni nuovamente tutto molto presto, non voglio ritrovarmi nella seconda condizione! Mi piaceva questo angolino personale! :-D

Emanuele