Archivio dei post taggati ‘grinta’

Tu hai mai rischiato?

Scritto il 23 luglio 2011 alle 17:27

Giovanni: Lo sai che con 20 milioni si può comprare un bar in Costa Rica? Sulla spiaggia. Sole, mare, un sacco di palme.
Aldo: Tutto l’anno in costume.
Giovanni: Tutto l’anno in costume. Nessuno che ti rompe le palle; che ti dice quello che devi fare. Certo, ci vuole coraggio, bisogna abbandonare tutto.
Aldo: E se ti va male?
Giovanni: Be’, il rischio c’è. Del resto, se non rischi. Tu hai mai rischiato?

Tratto dal film: “Tre uomini e una gamba”

Tu hai mai rischiato? (che magari, scritta tre volte in un post solo, si valuta la domanda con la dovuta attenzione…).

Emanuele

Ripeti sempre: posso farcela!

Scritto il 26 giugno 2011 alle 12:00

Ostacolo

Nella vita, metà dei fallimenti derivano dal trattenere
il proprio cavallo
quando sta per saltare.

John E. Hare (filosofo inglese)

Emanuele

(photo credits)

Bisogna avere il caos dentro di sé per generare una stella danzante!

Scritto il 20 giugno 2011 alle 8:11

Era Aprile, precisamente era l’11 Aprile e da un paio di settimane il meteo lombardo non prevedeva altro che pioggerellina e cielo grigio. Al lavoro andava un po’ tutto a rilento e la mia vita stava scorrendo troppo monotonamente. Avevo anche concluso gli esami d’abilitazione, così da giorni mi domandavo “e adesso, qual è il mio prossimo traguardo?”. Senza un obiettivo da inseguire non riesco più a vivere bene, i giorni scorrono e mi sembra un peccato non avere una meta verso cui orientarli. “Divertirmi” non è abbastanza, divertirmi è un contorno. Mi sento disorientato e vivo male. Stavo vagando in spasimante attesa di una nuova linfa ed è proprio vera la frase del titolo.

Quello sturm und drang interiore bussava troppo forte e il silenzio esterno forniva un’ottima cassa di risonanza. Così, subito dopo la pausa pranzo di quell’anonimo 11 Aprile scrissi una e-mail, nell’oggetto c’era scritto “Mi aiuti?”. E’ in questo modo che nascono le stelle danzanti. Non esplodono in momenti di rivoluzione della serie “una cosa tira l’altra” bensì in momenti di troppa quiete.

Avevo trovato, attraverso il coraggio di una piccolissima e-mail, la prossima scommessa contro cui scontrarmi. Da lì è stato un turbine a senso unico: volevo riuscirci e per questo alla prima e-mail ne seguirono altre, a queste si aggiunsero telefonate e da queste si tornò nuovamente alle e-mail. Dopo poche settimane avevo sfruttato quattro piste che mi avevano portato a ben cinque proposte. Ero nel pieno del fiume ormai ed è proprio questo fiume metaforico (in cui bisogna sempre cercar di navigare) quello che può cambiare le vite.

Quest’estate andrò in Africa, ecco svelata la meta misteriosa. Proverò a portare, nel mio piccolo, la voglia di scommettere in questi fiumi interiori ma so già (che l’esperienza scout è stata un’ottima maestra) che l’unico vero risultato sarà il tornare arricchito ben oltre il bene che potrò donare in quella bellissima terra.

Andrò da solo. O meglio, andrò con un gruppo di padri missionari di Roma che, ad oggi, non ho mai visto neanche in faccia. Ma è così che volevo vivere questo viaggio ed appositamente non l’ho proposto a nessun amico o ne ho parlato in giro finché non fosse tutto concluso.

Un viaggio indimenticabile in cui persino la partenza sarà eccitante: per arrivare nel luogo della missione in Senegal dovrò fare Milano-Roma-Casablanca-Dakar e da lì in poi con qualche pulmino. Io, molto romanticamente sogno che, ad aspettarci, ci sia un bel pick-up sul quale lanciare il mio zaino e tuffarmi anch’io lì dietro, godendomi le scaffe che caratterizzeranno quell’angolo di paradiso terrestre.

A proposito di zaino. Non sono un tipo particolarmente geloso dei propri oggetti però ho già chiesto a mia zia di spedirmi il mio zaino scout e i miei scarponi. Sono stati i miei compagni nelle ultime sedici estati della mia vita (che pure quando conclusi il mio percorso da “educando” – per ben due anni – il mio gruppo mi chiamò a dargli una mano durante le attività estive…) Filosoficamente, così, mi sembrano i compagni ideali di quest’avventura.

Non potevo appenderli al chiodo e quest’anno in cui il trasloco verso il nord non mi ha permesso di vivere in qualche associazione di volontariato, eccomi pronto, a poco più di un mese, a lanciarmi in un’esperienza che porterò nel cuore per i prossimi anni e che rappresenta la realizzazione di un (bi)sogno che da anni pulsa dentro me!

Se posso concludere con un leitmotiv che risulterà noioso, vola solo chi osa farlo. Io, quell’11 Aprile mi dissi “ma se continuo a credere sempre che non è il momento giusto, quando lo sarà?”. :-)

Emanuele

Corretegli incontro.

Scritto il 19 giugno 2011 alle 12:00

Uomo a braccia aperte verso il sole

Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto
ma da quelle che non avete fatto.
Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri,
catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.

Mark Twain (scrittore statunitense)

Emanuele

(photo credits)

La tartaruga, la foto, noi… e il movimento.

Scritto il 17 maggio 2011 alle 18:29

Mostra fotografica: tartaruga movimento lento

Le perle di saggezza, per una scelta precisa fatta alcuni anni fa, arrivano solo la Domenica perché mi sembra giusto, almeno un giorno, fermarsi per formarsi (uno slogan che mi ricorda lo scoutismo siciliano) però… non sempre posso resistere a tale scelta perché capita che, proprio Domenica, vai ad una mostra fotografica e becchi una foto accompagnata da un messaggio bellissimo.

L’immobilità di una foto, l’immobilità dello spettatore che s’incanta davanti, l’immobilità di un movimento (ossimoro!) che istante per istante può esser paragonato ad una realtà statica contrapposti all’importanza di avanzare.

Scoprire, capire e accettare che – quand’anche, nella più assurda delle ipotesi, tu sia una tartaruga – non significa che non potrai arrivare dove desideri.

Emanuele

E’ arrivato il momento.

Scritto il 14 maggio 2011 alle 23:18

Qualche giorno fa, una lettrice di questo blog ha scritto un commento che recita così:

E questa strana cosa…..non so…e ke so per certo ke venendo qui troverò qualcosa ke sarà quello ke cercavo….è come quando vai in farmacia senza ricetta e kiedi al farmacista un consiglio su quale medicinale possa andar bene per questo o quel problema…e poi insieme si decide per la soluzione migliore….ecco il tuo blog e la farmacia della mia anima….vengo qui, leggo i tuoi post, nn sono una cliente abituale, questo si…..il tempo è sempre tiranno con me, però so che all’improvviso le tue parole apriranno le porte…saranno da corrente per la soluzione giusta…!una medicina insomma.

Dopo 217 episodi, dopo avermi accompagnato per 10 lunghissimi anni (e degli ultimi cinque posso assicurarvi di non aver perso una singola puntata), stasera è arrivata la fine di Smallville! Io però, che SuperMan immagino d’esserlo per gioco nella vita di tutti i giorni, mi sento un po’ più povero adesso. Da chi prenderò ispirazione settimanalmente? :worry:

Preparatevi, gente, perché potrei cambiare drasticamente. A meno che… :roll:

Emanuele

Abbracciare la Vita.

Scritto il 12 maggio 2011 alle 22:07

Potrei persino sperare che questo fosse l’ultimo post della mia vita (anche perché mi ricorda fin troppo Big Fish).

Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch’io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l’eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d’amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)… ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca… E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante!

Charlie Chaplin

Eppure, mi rendo conto, non sono ancora totalmente capace di farlo (sebbene agli occhi di tutti possa sembrare l’esatto opposto).

Emanuele

PS: la citazione l’ho letta da lui.

L’uomo che voleva essere felice – Gounelle

Scritto il 2 maggio 2011 alle 13:38

Qualche giorno fa ho finito di leggere “L’uomo che voleva essere felice” di Laurent Gounelle. In realtà questo libro l’aveva consigliato Luca Conti e incuriosito l’avevo aggiunto ai libri interessanti da leggere. Qualche mese fa però decisi di regalarlo a lui per il compleanno… ma vedendolo spesso sdraiato a riposare sul suo comodino ho provato a dargli attenzione io. :-)

“L’uomo che voleva essere felice” è un libro che spinge a cambiar vita, sulla falsa riga di scrittori come Coelho o Terzani in alcuni frangenti. L’esperimento (no, non è un esperimento perché Gounelle è un formatore e un esperto in programmazione neurolinguistica) riesce ma non del tutto. L’idea di far passare certi messaggi filosofici attraverso un romanzo mi ha convinto a tratti.

Probabilmente perché ormai amo certi capitoli di Coelho o perché la naturalezza di un esempio di vita quale è quello di Terzani mi entra più in profondità, ma non sono stato totalmente rapito dal libro.

In ogni caso è molto leggero da leggere e contiene comunque vari spunti di riflessione. Molto spesso infatti ci si crede liberi mentre siamo frutto di credenze innate o auto-costruite in noi: ci vediamo troppo ciccioni, troppo alti, troppo bassi, troppo buoni, troppo sfortunati in amore… Tutti modi di vedere che influenzano il nostro atteggiamento e limitano le possibilità di raggiungere i nostri desideri. Come al solito il primo passo è prenderne coscienza ma non è facile farlo, richiede attenzione, capacità introspettive e voglia di rischiare

Il libro, non so se lo consiglierei ancora anche perché a livello economico – secondo me – si trova di meglio per qualche euro in meno. In ogni caso il titolo è affascinante e credo che nessuno di noi possa esimersi dal sentirsi co-protagonista all’interno della storia…

Il cammino che conduce alla felicità a volte richiede la rinuncia alla facilità, per seguire le esigenze della nostra più profonda volontà.
Buon viaggio,

Samtyang

Tratto da “L’uomo che voleva essere felice” di Laurent Gounelle

Emanuele