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PlayStation Vita: la PS agli steroidi che strizza l’occhio all’iPod touch.

Scritto il 27 gennaio 2012 alle 18:29

Questo è un post sponsorizzato ma le considerazioni espresse sono formulate in totale libertà.

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Se c’è una cosa che piace ad un nerd come me, quella è vedere l’inarrestabile evoluzione tecnologica compiuta dall’uomo attraverso continue ricerche in ogni campo. La proposta di questo post mi ha riportato alla mente quando, vari anni fa, accompagnai un amico a comprare la sua PlayStation. L’hardware dell’epoca oggi si trova sui cellulari di fascia più bassa a dimostrazione di quanto si sia andati avanti negli anni.

La PlayStation Vita, l’ultimo sforzo/prodotto della Sony vuol essere un punto di riferimento per le console portatili. Tra le caratteristiche che esibisce vi è un display OLED touchscreen da 5 pollici, un sensore GPS, un sensore giroscopico, la doppia videocamera (anteriore e posteriore), connessione 3G/wi-fi e – presenza abbastanza particolare – un touchpad posteriore.

Sony Playstation Vita

Sembra che i tecnici Sony, nel classico form-factor ben rodato della PS siano riusciti ad integrare una miriade di sensori e strumenti per un’esperienza di gioco che possa coinvolgere il più possibile. Personalmente immagino già integrazioni in realtà aumentata delle due videocamere all’interno dei giochi ma, per vecchie esperienze (esercizi di stile più che veri giochi secondo me) non so ancora fino a che punto tali tecnologie possano regalare quel boost emozionale in più. Staremo a vedere cosa saprà proporre la creatività degli sviluppatori di giochi…

La PS Vita però non è solo questo. Il suo apparato di connettività strizza l’occhio alle funzioni tipiche di un iPod touch (che risulta essere una apprezzata piattaforma di gioco portabile ma non solo) e infatti tra microfono e fotocamera permette l’uso di Skype, Facebook, Twitter, FourSquare attraverso la sua interfaccia, in maniera nativa. Basterà questo a fermare la scalata – quasi inarrestabile – della piattaforma creata dalla Apple?

La marcatura stretta non finisce lì. La PS Vita integra infatti un network che permette di scoprire a quali titoli abbiano giocato i propri amici e – cosa originale – attraverso il modulo GPS permette di accedere a bonus nei giochi quando, ad esempio, ci si trova in un luogo fisico già visitato/sbloccato da un altro giocatore.

Basterà tutto questo ad inserirsi nel mercato rosicchiando le fette di mercato, cannibalizzate da Apple, in maniera decisa?

Emanuele

Articolo sponsorizzato

eBuzzing Stats

(gli errori) sono fuori dal tunnellellelle.

Scritto il 20 ottobre 2011 alle 14:52

Un mese fa il mondo è impazzito in seguito agli esperimenti condotti dal CERN che mostravano che i neutrini viaggiavano più velocemente della luce. Improvvisamente, i viaggi intergalattici e quelli nel tempo verso il Jurassic Park reale si sono rifatti sotto, a dispetto di tutto ciò che Einstein aveva detto.

Adesso, comunque, un team di scienziati all’università di Groningen nei Paesi Bassi è arrivato ad una spiegazione più plausibile di ciò che è successo: i satelliti GPS utilizzati per misurare l’orario di partenza e di arrivo dei neutrini in viaggio erano – anch’essi – soggetti agli effetti di Einstein, perché erano in moto relativo con l’esperimento. Questo moto relativo non era stato preso in considerazione correttamente, ma avrebbe diminuito il tempo di viaggio apparente dei neutrini. Gli scienziati hanno calcolato l’errore e sono arrivati ad un valore di 64 nanosecondi. Suona familiare? E’ praticamente l’esatto margine secondo cui i neutrini del CERN avevano superato la luce.

Fonte: Engadget

E adesso chi lo dice alla Gelmini che gli orologi nel tunnel funzionano male? Manderà qualche tecnico? :worry:

Emanuele

Ma davvero volete sapere tutto tutto tutto?

Scritto il 20 dicembre 2010 alle 12:13

Io sono un ingegnere informatico ma tutta questa tecnologia mi mette tristezza.

In questi giorni Google ha lanciato Latitude, un nuovo servizio sociale per localizzare i tuoi amici. Nulla di nuovo sotto il sole, esiste già da tempo Foursquare e anche Facebook ha il suo Places. Nulla di complicato da implementare inoltre. Sfrutti i GPS dei dispositivi, popoli una base di dati e poi estrai le informazioni con un’interfaccia più o meno complessa. Il problema di questi servizi pero è uno: mancano di magia.

Mi spiego. Immaginate che io prenda il mio iPhone dalla tasca, apra questa fantomatica applicazione e possa vedere al volo, su una mappa, dove si trova un mio amico. Io sono per strada, lui pure. Lo incontro.

Ecco. È morta la magia. Non è più possibile incontrarlo per caso, sorprenderlo dietro l’angolo, chiedersi come mai sia lì improvvisamente. Arriverò all’incontro già preparato o – al contrario – uccidendo il fato, potrò decidere di non vederlo. Se lui gira a destra io vado a sinistra ancora prima che esista il rischio di scambiarci lo sguardo.

Vedete, io non l’ho con Facebook. Io non sopporto tutto questo surplus di informazioni che rende la vita sempre più meccanica, sempre più gestita, organizzata, pianificata. Perché devo sapere sempre tutto di tutti! Io voglio incontrarti per caso!

Non mi iscriverò mai a FaceBook, non finirò mai su Latitude. Non dirò dove sono né voglio togliermi il piacere, genuino, di scoprire che Pippo e Clarabella escono insieme incontrandoli per strada piuttosto che vedendo i loro avatar passeggiare insieme sul freddo display del mio cellulare.

Sono il solo a conservare ancora questo antico ed invisibile piacere?

Emanuele