Archivio dei post taggati ‘futuro’

Sempre avanti.

Scritto il 4 maggio 2013 alle 18:19

Passeggiata in monociclo

Shadows or not, you can only keep going.

Martedì torno in Cina per un altro mese, questo 2013 si sta mostrando più pieno e intenso di quanto preventivato. I desideri attendono, i sogni crescono.

Emanuele

¿de qué depende?

Scritto il 3 aprile 2013 alle 21:04

Depende - Vignetta illustrata

De según como se mire, todo depende.

Jarabe De Palo – Depende

Emanuele

The best is yet to come.

Scritto il 8 marzo 2013 alle 16:55

L’arrivo in un’altra città è sempre un mistero. Suoni, luoghi, persone, tutto si rifà ad un equilibrio locale, come un organo all’interno del corpo. Bisogna entrare con rispetto e senza troppe pretese. Destra, sinistra… capire dove andare è la prima scommessa da giocare col destino. La partita entra nel vivo quando la lingua e la cultura sono talmente distanti dalla tua che ogni gesto è da fare con attenzione per scongiurare qualsiasi possibilità di fraintendimento. Un pugno chiuso può essere una minaccia o il numero dieci in base alla latitudine. La vera evoluzione rispetto ad altri animali però sta nel coraggio innato dell’uomo di mescolarsi con altri suoi simili. Un passo dietro l’altro, un bus, una metro, un’autostrada percorsa all’imbrunire chiacchierando con un cinese che miracolosamente parlava un po’ di inglese dopo una giornata di lavoro è un nastro rosso.

Hanghzou - West lake notturno

Il regalo che mi son fatto invece è Hangzhou, una città che stasera mi ha accolto con delle luci su un lago piatto e sereno. Al buio. Perché è così che sono questi trent’anni che compio oggi distantissimo da casa, dagli amici e dagli affetti. Spenti nei festeggiamenti più allegri ma con la piena certezza che come cantava Sinatra – nella piena quietethe best is yet to come.

Emanuele

Come spugne.

Scritto il 22 gennaio 2013 alle 9:23

Non sono scomparso. Il 2013 è iniziato in maniera intensa e travolgente. La prima settimana di Gennaio ho percorso oltre 1000km per lavoro poi, per riprender fiato, con la girl mi son ritrovato a passeggiare in Spagna, tra i giardini dell’Alhambra, a mangiare coda di toro a Ronda, a fumare un narghilè e mangiare boccadillos a Granada, a sognare tempi che furono a Fuente Vaqueros nella casa di Garcia Lorca, ad ammirare il mare e il clima stupendo dal castello di Alicante.

Alhambra e arcobaleno

Adesso sono di nuovo a Milano, ma per poco: domani sarò su un aereo intercontinentale. Primo scalo a Francoforte e poi dritto verso Shanghai, la più grande città del pianeta. Rimarrò dall’altro lato del mondo per qualche settimana così, son sicuro, ci sarà altro da osservare, assaggiare, ascoltare, imparare. Perché ogni giorno si può vivere come una spugna che si nutre lasciando che l’universo le entri dentro.

Emanuele

Counters.

Scritto il 27 dicembre 2012 alle 12:11
Anno Chilometri percorsi in bicicletta
2011 1060,67
2012 416,36
Anno Regioni italiane visitate
2011 Veneto, Liguria, Sicilia, Emilia Romagna, Abruzzo
2012 Veneto, Liguria, Sicilia, Emilia Romagna, Friuli, Lazio, Piemonte
Anno Nazioni del mondo visitate
2011 Senegal
2012 Francia, Svizzera, Turchia

Il 2013 partirà con quattro giorni in Spagna e con un nuovo progetto nel cuore dell’Africa tutto in divenire. Non sarebbe male rialzare la media dei chilometri in bicicletta ma, l’amore si sa, gioca brutti scherzi…

Emanuele

Regalo alternativo per Natale!

Scritto il 20 dicembre 2012 alle 13:40

Sono sicuro che questo post fa per te. Mancano appena 6 giorni al Natale e trovare un regalo per quella persona lì, quella che non vedi da un po’ ma alla quale comunque devi fare un regalo, è decisamente un’impresa. E allora… leggi qui. Si, perché ciò che organizza il WWF quest’anno è propriamente quel tipo di sorpresa che può esser definito come alternativo.

Ovviamente c’è tipo e tipo di regalo e così c’è anche tipo e tipo di alternativa. Il tuo regalo – in tempo di crisi – deve avere un tassello fermo: non deve essere stupido o inutile. Il WWF concilia tutto questo con l’adozione di una specie a rischio. Nel corso dell’anno ha individuato 13 specie animali a rischio d’estinzione e organizzato dei pacchetti di salvaguardia del loro habitat. Le specie adottabili sono panda, orso bruno, orso polare, foca, pinguino, delfino, lupo, tigre, gorilla, elefante, ghepardo, leone, orango.

Il kit di adozione oltre all’immancabile lettera di Fulco Pratesi contiene una mappa delle adozioni nel mondo, una descrizione di ogni specie e delle principali minacce, un certificato personale e, se si è scelto il tipo di adozione omonima,  un peluche dell’animale scelto per l’adozione (realizzati con materiali rispettosi dell’ambiente). Così il regalo non sarà esclusivamente astratto ma – in modo simpatico – presenterà la scelta fatta. Non contento (e volendosi mantenere al passo coi tempi) il WWF ha preparato anche un’app ad-hoc (sia per iOS che per Android) con la descrizione multimediale di ogni specie a rischio.

WWF - Adozioni digitali

I pacchetti d’adozione variano da un minimo di 30€ ad un massimo di 125€ (versione trio, con peluche di tre specie accoumunate da uno stesso habitat) e se ordini entro il 20 Dicembre il WWF assicura che il tuo peluche sia sotto l’albero il 25 Dicembre pronto per essere scartato! Se vuoi adottare clicca qui oppure chiama lo 06.84497500 – Ufficio Adozioni WWF Italia.

E allora… che aspetti a regalare una tigre o un delfino quest’anno? :-)

Emanuele

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Questo è un articolo sponsorizzato ma sono libero di esprimere le mie opinioni!

Questo vogliamo!

Scritto il 8 dicembre 2012 alle 12:14

Prendere d’assalto il cielo
espropriare il futuro
sconfiggere la morte
distruggere a colpi e morsi rabbiosi
la diga che racchiude la vita
affinché questa scorra e scorra
e inondi tutto
assolutamente tutto!
Abbiamo il fermo proposito
di instaurare l’allegria
come unica forma di vita
:
l’unica morte possibile
sarà morire di felicità.
Abbiamo il fermo proposito
di difendere la luce
per noi e per voi
che dovrete venire.
Infallibilmente
uomini puri, semplici e buoni
uomini nuovi.

Nicaragua, Fronte sud 1979 – Mariana Yonüsg Blanco

Letta in un bagno bresciano mentre si discuteva di progetti (africani ;-) ) futuri!

Emanuele

Il futuro dell’editoria.

Scritto il 9 ottobre 2012 alle 11:36

Lo scorso weekend sono stato a Ferrara per il Festival di Internazionale. Interessante il dibattito tra Alan Rusbridger, direttore del quotidiano The Guardian e David Carr, giornalista del New York Times, sul futuro dell’editoria in seguito dell’avvento del web. Tema caldo degli ultimi anni su cui tutti stanno sperimentando metodi di sostentamento: abbonamenti web, prodotti “free“, chiusura più o meno intensiva verso la condivisione virtuale delle informazioni o diminuzione del numero di stampe.

Festival di Internazionale - Rusbridger e Carr

Indubbiamente un periodo difficile, come qualsiasi fase di transizione, per gli editori che devono combattere la gratuità pervasiva dell’informazione che nasce dal basso cambiando, possibilmente tipo d’informazione: se un tempo bastava riportare la notizia, adesso il giornalismo deve diventare “riflessivo e pensante” cercando di far arrivare uno spunto di riflessione che possa risultare utile all’utente. Twitter, i social media, le piattaforme di video-sharing realtime hanno cambiato e trasformato il panorama. La digitalizzazione dell’informazione sta portando i giornali a diventare sempre più cross-media: è frequente (se non la prassi ormai) trovare all’interno di ogni sito d’informazione una sezione audio o video. A lungo termine questo porterà ad uno strano connubio – tutto da scoprire – tra giornale cartaceo, web, radio e tv. Le smart tv del futuro proporranno canali video di giornali online sottraendo spettatori alle tv tradizionali.

Jeremyville - Stay OptimisticTutto questo si traduce in continue manovre correttive dell’offerta che fa sembrare gli editori degli schizofrenici che giornalmente decidono di cambiare strada in quanto, se le piccole testate d’informazione possono decidere di basare il ritorno economico sugli spazi pubblicitari inseriti nelle varie pagine, lo stesso non può fare una grande testata che per ogni inserzione guadagna un decimo di quanto guadagnava un tempo.

A questo problema si aggiunge quello delle visibilità delle informazioni: da tempo gli editori si scagliano contro i motori di ricerca che indicizzano i loro testi (uno fra tutti Google News) in quanto perdono ancora più controllo sul visitatore e sull’eventuale ritorno economico. Dall’altra guadagnano in visibilità ma non sempre questa risulta sufficiente a giustificare l’investimento. Tanti giornali lavorano in perdita sul web.

Anche il ruolo del giornalista è mutato. Non basta più che sia “una penna” del giornale ma, sempre più di frequente, vive con uno spazio suo ben definito (quanti giornalisti sono anche blogger?) che li identifica e li obbliga ad un confronto vivo e serrato con “l’utenza”.

Personalmente ritengo che l’argomento rimarrà caldo negli anni a venire: siamo nel pieno della rivoluzione digitale e continuamente schemi ed equilibri tenderanno a mutare. I media dell’informazione si sono ritrovati ad abbandonare i paradigmi con cui hanno lavorato per un centinaio d’anni e non conoscono la direzione verso cui dirigersi. Nuove scommesse rendono la vita dei dirigenti interessante e stimolante ma, ovviamente, ciò comporta anche un rischio d’impresa molto più elevato.

Emanuele

PS: l’immagine “Stay optimistic” è tratta da una collezione d’immagini di Jeremyville, presente a Ferrara, che ho apprezzato tanto.