Archivio dei post taggati ‘fretta’

Pazienta.

Scritto il 10 luglio 2011 alle 12:00

Ciottoli levigati

Mentre cammino, penso, e i pensieri più spigolosi si levigano da soli.
Per via dell’attrito. È una regola fisica.

Enrico Brizzi – Nessuno lo saprà

Emanuele

(photo credits)

E’ iniziato il venti undici (o due zero uno uno che dir si voglia)!

Scritto il 2 gennaio 2011 alle 23:54

Gente, son sincero. Avrei tantissima voglia di scrivere un post lungo e appassionato come quello del 2009. Perché il 2010 è stato bellissimo, e forse definirlo così è persino riduttivo.

Tra il ritrovarsi – a Gennaio – a viver soli nella propria casa (mi chiedo sempre a quanti capiti nella vita!), alla laurea, alla gioia dell’ultimo esame o – ancora meglio – all’euforia del penultimo (agognato!), alla felicità dei due esami d’abilitazione, all’aver messo piede in azienda prima per il tirocinio e poi con una favolosa promessa d’assunzione, alla mia estate in giro per il Veneto (Treviso, Mestre, Venezia…) all’incredibile ed inarrestabile serie di viaggi Milano-Palermo che non mi facevano mai conservare la valigia, al trecentosessantacinquesimo giorno in cui ho festeggiato ancora a Venezia o alla mia prima trasferta lavorativa a Teramo le cose belle da raccontare sarebbero così tante che potrei scriverne per giorni.

Però il 2011 sta partendo con una fretta ancora più grande e così non posso dilungarmi ma devo correre a letto. Questi tre giorni sono stati rilassantissimi ma domani è lunedì e chi ha orecchie per intendere… intenderà! :-)

Posso comunque annunciarvi che i prossimi mesi porteranno altre novità che sono già in cantiere e la cosa più bella di questi ultimi anni è proprio questa: Dio mi sta regalando un’avventura dietro l’altra… alla stregua di Big fish, un film che ho nel sangue (e che – son convinto – dovreste vedere per comprendermi meglio).

Ah, stasera a Messa il canto finale è stato un canto scout che amo tanto. E’ partito automaticamente un brivido lungo la schiena perché lo scoutismo è qualcosa che da Agosto è in pausa ma che mi manca terribilmente.

Bene, scappo!

Emanuele

Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.

Scritto il 16 dicembre 2010 alle 18:36

A me chi non vuole aspettare non piace. Mi spiego. In giro trovo sempre gente che dice “ho smesso di aspettarmi qualcosa dalla vita perché si rimane sempre fregati”. Ecco, a me questa cosa qui non piace. Che senso ha la vita se non si desidera più niente? È una bugia che si racconta a se stessi per non illudersi? Ma tanto, mi chiedo spesso, si può mai mentire a se stessi? Nel profondo di ognuno di noi la verità risiede sempre in maniera lampante. Solo che quando quella verità non ha riscontro nella realtà iniziamo a dire che non aspettiamo nulla.

Io aspetto. Io aspetto tante cose dalla mia vita!

E quest’attesa, devo persino confessarvi, è stata spesso motivo della mia grinta. Si, ciò che non c’è, siccome sono straconvinto che arriverà, mi rendeva felice e mi dava la voglia per avanzare nei miei obbiettivi.

È un pò come quando ci son due persone che aspettano l’autobus. Il primo, pessimista, decide di non attendere e va a piedi, il secondo, che ha un briciolo di pazienza e ottimismo in più, sa che l’autobus è semplicemente “in arrivo” (perché ricordate – lo stato di un autobus che non è alla fermata – è sempre e solamente quello!) e decide di attendere (attendere, in entrambe le accezioni!) qualche istante in più. Dopo un pò la storia vuole che il pessimista vede l’ottimista passare e pensa pure che il mondo l’abbia sempre con lui!

Ecco dunque, la differenza, nell’esempio così come nella vita, è data semplicemente dall’atteggiamento che abbiamo noi verso ciò che “è in arrivo”.

Io ho fede e so che tante cose che sogno arriveranno (un esempio?!), perciò non mi scoraggio e non ho alcun problema nel dire che mi aspetto tanto da questa vita! Avrei paura nel pensare che non potrà arrivare più nulla di buono… Che senso avrebbe alzarsi la mattina?

E riguardo i tempi d’attesa? Ecco, so già che il secondo pensiero è quello, perché in realtà anche il pessimista potrebbe decidere di aspettare l’autobus, ma in pratica entrambi, per un tempo indefinito, saranno seduti su quella panchina…

Beh, ecco, in questo più che ragione entra in gioco la fede. Io gioco la mia parte aspettando tanto dalla vita ma riguardo i tempi mi piace pensare che Dio conosca il tempo giusto per ogni cosa che vogliamo vedere realizzata e per questo mi affido. Tutto qui.

E da oggi non dite più che non vi aspettate nulla dalla vita perché vi prendo per bugiardi e, forse, anche un po’ stupidi. La vita va vissuta e Dio prospetta il meglio per ognuno di noi. Cercate di non vivere come chi ha fretta e finisce sempre per farsela a piedi…

Emanuele

Domani sarò tutto dolori.

Scritto il 19 settembre 2010 alle 22:47

Due anni, tre mesi e tre giorni che non entravo in un campo di calcetto. Sette mesi circa che non faccio più palestra.

Tre gol di merda e se l’ultima volta tornavo a casa così, questa volta devo ammettere che urge riprendere a muoversi: non riesco più a correre come prima, perdindirindina. Il problema è che questo periodo non lo permette… :-|

(e adesso mi tocca pure preparare la cena… qualche volontario/a viene a cucinare?). :eeeh:

Emanuele

I am here, will you send me an angel?

Scritto il 15 luglio 2010 alle 1:35

Il saggio disse: “trova il tuo posto
nell’occhio della tempesta,
cerca le rose lungo la strada
ma stai attento alle spine”.
Sono qui.
Mi manderai un angelo?

ScorpionsSend me an Angel

Le giornate stanno scorrendo a ritmi serrati, una dietro l’altra. Ho difficoltà persino a godermi un po’ di sano relax al pc tanto da avere da leggere un bel po’ di articoli dei blog che seguo.

Questo mese continua a riservarmi sorprese cui bisogna saper esser pronti a rispondere con quell’“eccomi!” che si insegna ai ragazzi. Non mi piace chiedermi il perché di certe cose, soprattutto quando queste non dipendono assolutamente da noi. Sono convinto che fermarsi a cercare certe risposte sia una semplice perdita di tempo quando – comunque – averle non cambia lo stato delle cose. Così, mi affido.

Anche oggi ho un motivo per affidarmi, un motivo per stare a vedere, affacciato alla finestra della mia vita, facendo sia da attore che da spettatore contemporaneamente.

Stasera, insieme ad un amico che ho invitato a cena, guardando un film ho sentito una frase che mi ha fatto riflettere: il coraggio non è l’assenza di paura, ma la volontà di andare avanti”.

E io, di quest’ultima ne ho da vendere. Ho il coraggio di seguire la mia strada senza badare troppo agli strani ostacoli che appaiono o a quanto bisogna abbandonare. Un giorno sarà parte del passato e sarà piacevole rileggere come ho affrontato la salita! :-)

Sono sicuro che mi manderai un angelo… non necessariamente dalle fattezze umane…

Emanuele

#92: Riposo rapido.

Scritto il 25 maggio 2010 alle 12:50

Sorella: devo andare al letto di corsa!

Io: perché, nel tuo non puoi dormire?

Tra un amico che perdo e un amico che avrò…

Scritto il 9 maggio 2010 alle 23:30

Il weekend è quasi finito. Ieri, il pomeriggio è volato nel tempio dell’uomo, il luogo in cui tutte le misure, le decisioni, le valutazioni, diventano realtà: Castorama.

Solo il nome fa già paura e quando ti rendi conto d’aver perso due ore due girando tra assi di legno, trapani, luci, lavandini e chi più ne ha più ne metta, capisci quanto sei distante dall’universo femminile. :-|

Intanto avrei quasi tutto il necessario per costruire una scarpiera, ma so già che il tutto vedrà la luce il prossimo weekend perché la settimana è già al completo.

Tra un’oretta sarò Milano-Milano per accompagnare un amico (lo stesso di qualche giorno fa) dalla fermata del pullman all’albergo (domani secondo colloquio…), domani mattina invece lui (che si fa i weekend fuori città… :-P ) mi farà svegliare prima delle 7 per andare insieme al lavoro: insomma, stanotte se riesco a dormire 6 ore è già tanto.

Domani sera ovviamente un’uscita con l’amico che prendo stasera non si rifiuta visto che parte il giorno dopo, così neanche il recupero del sonno arretrato sarà semplice.

Intanto Sabato è arrivata un’altra amica dal sud al nord… e questa settimana è d’obbligo un’uscita anche con lei…

Ma è mai possibile che neanche a Milano riesca a sfuggire dalla vita frenetica?! :-x

In effetti cercare serenità a Milano è come cercare il partito dell’amore tra gli schieramenti politici… (ah no, quello esiste… :-| ).

Emanuele

The scientist.

Scritto il 3 aprile 2010 alle 12:04

Domani è Pasqua, domani sarà un giorno strano ma ugualmente bello.

Non sarò a pranzo con la mia famiglia, non vedrò la cucina di casa mia in fermento e piatti da sistemare con cura su una tovaglia pulita.

Andrò a pranzo da mia zia e passeremo la Pasqua insieme ad alcune persone che, normalmente, si ritrovano sole. Persone anziane, persone meno fortunate o, probabilmente, diversamente fortunate da noi.

Non le conosco ancora ma sono decisamente incuriosito dal pranzo che vivrò. Sarà certamente allegro, pieno di risate sincere e momenti di felicità che varranno per tutti molto più della sorpresa che da piccolo potevo trovare dentro l’uovo.

A proposito di uova… quest’anno – ahimè – devo saltare il mio appuntamento. Negli ultimi due anni mi ero dato alla creazione delle uova di Pasqua ma stavolta non ho completamente tempo (e non è una cosa di cui vantarsi).

La mia quaresima è stata dettata (fisicamente, non spiritualmente) da altro e il mio cammino di avvicinamento al giorno della Risurrezione è stato scandito dal tenere alto l’impegno verso i miei attuali obbiettivi. Ognuno ha la propria croce, piccola o grande, che deve portare per quanto più tempo possibile a testa alta. Questa è in questo momento la mia e, rispetto a tanto altro vissuto in passato, mi sembra quasi uno stuzzicadenti poggiato, in equilibrio, sul mignolo.

Stavo solo calcolando cifre e numeri,
mettendo i tuoi problemi da parte.
Problemi di scienza; scienza e progresso
non parlano forte come il mio cuore…

ColdplayThe scientist

Sarà una bella giornata distante dai libri… avrò altro da ricevere. :-)

Emanuele