Archivio dei post taggati ‘freddo’

E si amarono l’un l’altro, sospesi su un fil di neve.

Scritto il 4 febbraio 2012 alle 18:43

Monociclo sulla neve

L’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere, sono la stessa cosa che amare. Funambolismi.
La cosa più difficile è avanzare senza cadere.

Tratto da “Neve” di Maxence Fermine

Emanuele

Music has changed. The snow must go on.

Scritto il 2 febbraio 2012 alle 22:05

Neve su neve

Per un siciliano rimarrà pur sempre un mare. Un mare di freddo.

E, così, saprà riderne e – in silenzio – aprir le braccia in piena notte per una breve nuotata verso l’alto.

Emanuele

So delicate, so pure.

Scritto il 16 gennaio 2012 alle 15:36

Prima imbiancata invernale

But it’s you, so delicate, so pure, enough to seem unreal.
Yes it’s you, so delicate, so pure, it’s so hard to believe.
I love your laugh, the way you say my name.
I want to be hard, I wanna know your pain, I was so wrong, but now I see the truth.
I blame it on my youth and I’m coming back to you.

Elisa – So delicate, so pure

Emanuele

Compostaggio.

Scritto il 23 dicembre 2011 alle 18:32

L’ultimo giorno di lavoro dell’anno guardi i minuti con un fare diverso. Li conti. Ne mancano trenta, ne mancano venti, ne mancano cinque. Ad un tratto ti ritrovi fuori, con le spalle all’edificio, coi passi che bramano l’auto per il freddo e un brivido ti attraversa ogni parte del corpo senza distinzioni. Non per il freddo però, non questa volta. Il brivido lo avverti per tutto ciò che quell’edificio significa. L’ultimo giorno di lavoro dell’anno avresti tantissime cose da dire e invece ti ritrovi, abbracciato in un cappotto, con una strana voglia di silenzio. Come se tutto quel che senti, quelle parole, quel freddo, quei sorrisi, quelle strette di mano, quell’incredibile agglomerato di emozioni che vorticosamente trattieni debbano esser cullate ancora per un po’ dentro te, lasciandole invisibili a chi – andando di fretta – attraversa la tua strada coi fari accesi. Sensazioni che avran bisogno di un nuovo anno per esser smaltite.

Emanuele

#124: Coinquilini senzatetto.

Scritto il 19 aprile 2011 alle 12:50

Amico (via sms): dormo fuori stasera.

Io: copriti bene allora.

Il naso e le dita congelano.

Scritto il 19 gennaio 2011 alle 9:18

Cari nordici, un giorno capirete quant’è traumatico - per un siciliano – dover grattare il ghiaccio dal parabrezza la mattina mentre la macchina, in moto, tenta di svegliarsi e fuori una coltre di nebbia ti avvolge come se fossi ancora tra le coperte. :-|

Emanuele

Etciù.

Scritto il 18 gennaio 2011 alle 12:06

E’ la parola che uso di più stamattina, però mi vergogno e la dico sempre con la mano davanti.

Emanuele

Una notte da scartare, come un pacco di Natale…

Scritto il 30 dicembre 2010 alle 20:29

Oggi pomeriggio sono andato a cambiare una camicia da Celio* in bicicletta e dire che stavo rischiando di perdere i mignoli è poco: la sciarpa e il cappello di lana facevano il loro dovere ma ero senza guanti!

Milano - Decorazioni natalizie

Comunque, questi giorni son proprio volati. Mi son persino dimenticato di dirvi che dal giorno della trasferta sono stato in vacanza (chiamarle ferie mi suona strano che non mi sono ancora abituato all’idea d’essere un lavoratore…) e lo sarò ancora per qualche giorno.

Questi giorni però non sono rimasto a poltrire (o meglio, ho anche poltrito… mamma che strano ‘sto verbo: io poltrisco, tu poltrisci egli poltergeist…) ed ho dipinto da cima a fondo la cantina (che secondo me i vecchi proprietari c’avevano squartato un vitello o nascosto un cadavere per com’era combinata), sistemato un lampadario, dato un ritocchino ad una parete con stucco e colore… insomma, oggi andarmi a fare quel giretto è stato piacevolissimissimo. :-)

Però non finisce qui! Questo 2010 scoppiettante, spumeggiante, strabiliante, s… s… (no, mi sa che i sinonimi che iniziano con la s li ho esauriti!) è stato caratterizzato da una costante chiarissima: il mio vagare per l’Italia senza potermi mai sentire a casa.

E così, per concludere in bellezza, domani mattina prendo il primo treno per Venezia e passerò la notte dell’ultimo giorno dell’anno tra le gondole! :joy:

Un regalo bellissimo, un invito degli ultimi giorni di mia sorella (che è lì da dopo Natale…) e… come potevo dir di no?! :-)

Credo di dovervi iniziare a fare gli auguri perché non porterò con me il MacBook e non so se troverò wi-fi per far sfogare le mie dita tramite l’iPhone!

Mi raccomando non bevete troppo, non sparate i botti che son pericolosi alle mani, non guidate se avete alzato il gomito e soprattutto… se giocate a carte contro me lasciatemi vincere! :eeeh:

Emanuele