C’est la vie.
Scritto il 11 giugno 2012 alle 21:18
Una stella
mi ha incendiato la casa.Ghiannis Ritsos
Emanuele

Una stella
mi ha incendiato la casa.Ghiannis Ritsos
Emanuele
Trovo assurdo che uno Stato vieti la produzione di Cannabis e permetta – al contempo – la produzione di armi.
Non mi drogo, non fumo (non l’ho mai fatto e non trovo motivi reali per iniziare adesso) ma certe incongruenze dovrebbero essere fatte notare con maggior forza. E non venitemi a dire che produrre Barrett M85, carri armati, arei da caccia (e rivenderli anche a Stati esteri) sia meno pericoloso che mantenere una piantagione di marijuana.
Ah, per curiosità, guardate quant’è lunga la “lista di armi da fuoco portatili“.
Queste cose mi spingono a pensare, sempre con maggior forza, che questo “occidente civilizzato e paladino della giustizia” tanto giusto e pulito poi non lo sia e che i vari Bin Laden che spuntano nel tempo poi tanto pazzi come vogliono farceli apparire non lo siano.
Emanuele
PS: si, quella di Bin Laden è una bella provocazione…
PPS: Italia e Francia erano i due principali fornitori di armi in Libia.
Semplicemente, da ieri, mio fratello e mia sorella sono in giro per Parigi. Li ho anche visti con FaceTime mentre cenavano accanto il Moulin Rouge e la settimana prossima mia sorella fa anche quattro giorni ad Amsterdam.
Perché son felice io? Perché – qui a Milano – fin ora ho dormito sul divano letto lasciando la stanza tutta per loro e nei mesi passati, non ho avuto il tempo di raccontarvelo, ma ho dormito persino a terra col sacco a pelo e lo stuoino che – mi dico sempre – se uno non ha grande capacità d’adattamento nella vita ha poco senso averla solo agli scout per un puro esercizio di stile! A Palermo eravamo abituati diversamente (praticamente una stanza l’uno) ma bisogna essere in grado di adattarsi ad ogni condizione!
Così da ieri ho la stanza libera, per qualche giorno potrò svegliarmi senza dover liberare il soggiorno o andare a dormire senza sistemar le coperte ed è bellissimo visto che sono in vacanza dal lavoro fino a lunedì prossimo…
Bisogna gioire delle piccole conquiste… anche se temporanee!
Emanuele
Sorella: certo che quando canta ha una erre moscia incredibile…
Io: non ha la erre moscia, sono tutte le altre lettere ben scandite.
Qualcuno sa darmi una risposta certa?
Sono cresciuto bevendo l’acqua pubblica. Quando ero più piccolo, a casa, eravamo abituati a riempire i bidoni in alcune fontane ritenute particolarmente pure, poi abbiamo fatto analizzare chimicamente l’acqua del rubinetto e ci è stato confermato che anche quella che arrivava li era ottima, così abbiamo iniziato a bere acqua di rubinetto.
Da quando siamo a Milano invece, l’acqua la compriamo e questa cosa mi da un fastidio enorme, non tanto per il costo, quanto per la filosofia: l’acqua è un bene primario ed è assurdo finanziare società che fanno di tutto per privatizzare qualsiasi fonte. Dall’altro lato, però, ci è stato sconsigliato di bere l’acqua del rubinetto perché ritenuta dannosa. C’è chi ipotizza che le tonnellate di cloro diluite nell’acqua milanese (che tecnicamente serve a purificare l’acqua) siano frutto di accordi invisibili per incentivare i cittadini ad acquistare l’acqua in bottiglia (l’acqua arriva pulita ma dal gusto imbevibile per via delle dosi di cloro eccessive), tanto che anni fa non era così clorata e la gente la beveva tranquillamente… personalmente non ho la certezza ma non metterei neanche la mano sul fuoco per un discorso contrario: in Italia di schifezze simili se ne sentono tutti i giorni.
In ogni caso bere acqua “privata“, non è garanzia di qualità sia per continui spostamenti cui è sottoposta, sia perché sebbene esistano dei controlli questi sono obbligatori ogni tre mesi: 4 volte l’anno mi sembra un numero insufficiente.
Voi – o miei cari milanesi – come siete organizzati? Bevete l’acqua di casa tranquillamente? Siete anche voi innocenti finanziatori del mercato dell’acqua privata? Conoscete posti in cui andarla a riempire gratuitamente?
Proprio in questi giorni, a tal proposito, sono attivi in tutta Italia i banchetti pro-referendum per evitare la privatizzazione dell’acqua. Trovarne uno in cui aderire è molto semplice… spero abbiate voglia di firmare anche voi!
Emanuele
PS: in Francia l’acqua, dopo un’esperienza lunga 25 anni, torna ad essere pubblica… non aggiungo altro.