Archivio dei post taggati ‘fede’
Scritto il 6 settembre 2011 alle 10:20
Avevo iniziato a leggere questo libro in Africa. Le prime pagine mi avevano rapito. Letteralmente. Il libro non era mio, nel mio zaino non c’era posto per autori vari; sapevo di dover vivere quella terra intensamente e così nonostante quella breve fuga non seppi concluderne la lettura. Tornato in Italia, ho comprato il libro e negli ultimi due giorni l’ho iniziato e concluso.
Una donna riproduce il mondo con il grembo, a un uomo resta e spetta ricordare. E’ questo il suo contributo alle generazioni. [...]
“Come hai potuto stare senza cibo né acqua?” “La nuvola era intrisa.” “Ma la tua pelle riverbera di arsura.” Se c’era stata neve o no, neanche questo sapeva. Il fratello si affacciò fuori dalla tenda. Cresceva il rumore del campo che si smonta. “Finché non ricorda qualcosa, resta qui.” disse agli altri.
“Vanno senza di te. Li seguo, qui non posso aiutarti. Però non è bene per un uomo essere per se stesso.”
Perché no? Se lui non era per se stesso, chi poteva esserlo al suo posto? Disse al fratello con poca voce, più di gola che di labbra: “Sei mio fratello, il maggiore, conosci più vita, perché non è un bene per me restare con me stesso?”. [...]
Disse così il fratello: “Non è bene per un uomo essere per se stesso perché fa un atto di comparazione con la divinità, che sta da sola. [...] Nelle solitudini si creano e si disfano mondi.”
Tratto da “E disse” di Erri De Luca
“E disse” è la storia di un uomo, di uno scalatore, di un solitario. E’ il racconto di colui che incontrò Dio e dovette darne resoconto agli uomini. E’ la storia di Mosé, l’uomo storico visto in chiave umana. Le prime pagine ti trasportano in alto, ti regalano un aspetto di quella vita che forse nei testi sacri stenta a farsi viva. Chi era Mosé? Un racconto affascinante cerca di ripercorrere quei momenti, il ritorno dal monte Sinai con le tavole della legge.
Non sono ancora riuscito a metabolizzare bene l’intero testo. I capitoli successivi danno una interessante chiave di lettura di quei “dieci comandamenti” che la divinità incise su quelle rocce. Un libro che fa riflettere e che, indubbiamente, lascia spazio a nuove considerazioni su ciò che poterono essere quelle indicazioni.
Il libro di appena 90 pagine va letto con molta tranquillità. Lo stile, pieno di frasi concise, obbliga a rallentare e soffermarsi su ognuna di esse. Un gioco divertente, fatto di parole ben scelte, di descrizioni calibrate che vanno di pari passo con la lentezza di un uomo che, impegnato in una scalata, sa che “quando si cade, in montagna, si passa il resto della propria vita a precipitare”.
Emanuele
Tags: affascinante, calma, difficoltà, Dio, E disse, Erri De Luca, fascino, fede, leggere, libri, Mosé, raccontare, recensione, religione, solitudine, storia, uomo
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Scritto il 17 agosto 2011 alle 1:21
Da dove parto? Da un sorriso? Da una stella? Da un bacio? Da un piatto di riso? Da una donna che porta l’acqua sulla testa? Da un asinello martoriato dalle frustate? Dal sapore del facocero? Dal salam aleikum? Dal bagno nell’Atlantico? Dalle coltivazioni di arachidi? Dal mortaio per rendere ogni cibo una conserva in polvere? Da due mani intrecciate? Da un pozzo? Dalle religioni che convivono pacifiche? Dal fatto che sono ancora fuori casa? Dal viaggio sul cassone del pick-up? Dalla mia caduta da cavallo? Dai bambini che si lavavano in una pozza d’acqua? Dal cibo così diverso dal nostro? Dalla parola toubab? Dall’aver stravolto il mio modo di pensare ed agire? Dall’esserci riuscito? Dall’aver preparato lo zaino, di notte, a lume di candela? Dall’essermi lavato con un secchio? Dall’aver giocato a piedi scalzi? Dall’aver conosciuto persone con un senso d’accoglienza mai visto prima? Dal fiume guadato col pick-up? Dall’aver avvertito in maniera quasi tangibile la presenza di Dio uno degli ultimi pomeriggi a Koumpentoum? Dall’aver fatto vari chilometri, da solo in bicicletta, alle sette del mattino per soddisfare una irrefrenabile sete di scoperta che avevo dentro ogni giorno?
Sono arrivato oggi a Milano, dopo tre giorni di viaggio. Ho un taccuino pieno di roba. Ho scritto – senza neanche rendermene conto – oltre 90 pagine. Pensieri e cronache, domande e risposte.
E’ successo di tutto tanto che fatico nel capire cosa dirvi prima, come scriverlo e quanto a fondo provare ad andare. In ogni caso, ho come l’impressione, che questo ritorno sarà anche… la fine. Ho un brivido, vado a sdraiarmi. Dormire. Sognare. Domani ci riprovo.
Emanuele
Tags: Africa, Amore, avventura, bacio, difficoltà, emozioni, esperienza, fede, natura, pensieri, povertà, raccontare, scrivere, viaggiare, vita
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Scritto il 22 giugno 2011 alle 10:50
Questo post mi sembra dovuto perché io credo che tante cose che non capiamo il più delle volte accadono per un motivo ben preciso che, semplicemente, sfugge alla nostra comprensione.
Per la mia laurea, ad esempio, ho ricevuto una fotocamera che ho snobbato durante tutti questi mesi ma che potrà essere finalmente utile durante il mio viaggio in Africa. Allo stesso modo, l’anno scorso tra i premi Fineco riuscii a prendere una valigia: strano premio che si è rivelato indispensabile in questo periodo di continui spostamenti (sia lavorativi che non).
Devo ringraziare voi perché questo blog è un gioco che mi sorprende di anno in anno. Il biglietto per l’Africa è venuto 1250€ e in appena sei mesi proprio attraverso queste pagine ho ricevuto 1260€ (è scritto tutto in maniera trasparente in questa pagina).
Grazie dunque a voi perché visitate queste pagine, perché ogni tanto cliccate sulla pubblicità (che, per rispetto, cerco di mantenere poco invasiva sulla destra di ogni post) e perché avete attirato, nel tempo, qualche sponsor che volesse spazio da queste parti.
Anni fa scrissi che avrei dovuto offrire 7000 caffé (l’occasione era il traguardo dei 7000 commenti) e oggi invece i commenti sono a quota 19700. Dovrei ingolfare un bar per un’intera giornata così la soluzione filosoficamente più bella è affermare che avrò un pensiero anche per voi mentre sarò in quella splendida terra a darmi da fare. Senza voi magari questo viaggio rimaneva ugualmente fattibile ma così ha un sapore immensamente più bello.
Emanuele
Tags: affidarsi, blog, bloggare, blogger, blogging, commenti, comprensione, fede, fortuna, guadagnare, provvidenza, pubblicità, regalo, riconoscenza, soldi, sponsor, stupore, viaggiare
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Scritto il 19 maggio 2011 alle 19:48
Probabilmente è proprio vero che i sogni più belli, i desideri che magari nascondi più nel profondo, sono tra le cose più difficili da esprimere e così da giorni fatico nel trovare le parole giuste tanto che non ho saputo raccontarvi prima la mia gioia. Domani sera, subito dopo il lavoro, parto.
Si va con la famiglia a Venezia e si tornerà Domenica. Non sarà una Domenica qualsiasi però. Sarà la Domenica del battesimo di mio nipote e io farò da padrino sull’altare. Se ne è parlato un po’ a casa, subito dopo un pranzo, alcune settimane fa. Mia sorella avrebbe voluto che i testimoni della fede (che rende il concetto molto più bello) fossimo tutti i fratelli ma ero l’unico dei tre ad esser cresimato.
Inutile nascondere che, nel profondo, l’ho sperato fin da quando seppi della sua nascita ma non ho mai fatto uscire mezza parola a riguardo perché sono stra-convinto che doveva essere una loro scelta, libera e indipendente.
Toccherà a me e da giorni mi sembra, oltre ad una bella responsabilità, un regalo in più ricevuto in questo periodo. Come se – viaggiando su un treno che non porta ritardo – riuscissi a non saltare alcuna stazione durante il mio cammino.
Sarà stupendo poter far parte, in maniera ancor più significativa, del suo…
Emanuele
Tags: battesimo, desideri, famiglia, fede, felicità, futuro, gioia, nipote, partire, regalo, religione, ricchezza, ricchezza interiore, senso di protezione, testimoni, Venezia, viaggiare, vita
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Scritto il 8 maggio 2011 alle 18:42

Ero lì ieri sera. Mi domanderò sempre che mondo sarebbe stato se Dio, prima di mandar suo Figlio sulla Terra, gli avesse insegnato due o tre trucchetti con la palla al piede.
Emanuele
Tags: allegria, calcio, confusione, Dio, euforia, fede, feste, gioia, italia, Milano, mondo, religione, Sport, valori, vincere
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Scritto il 6 maggio 2011 alle 16:55
Per quanto possa sembrare paradossale, la natura è di una precisione incredibile. Non sempre si ha la possibilità di osservarne le regole che la descrivono ma questa primavera qui – fuori città – mi sta facendo questo regalo.
Ricordate quel campo dipinto di giallo che vi avevo fatto vedere tempo fa? E’ scomparso. Una bella mattina passavo da lì in bicicletta per andare al lavoro, e non c’era più. La notte, quella precisa notte l’intero campo si era spogliato, come una donna che decide di concedersi magicamente alla sua terra. I petali dovevano essere finiti, come un mantello, sdraiati in basso e il giallo aveva lasciato posto ad un verde intenso. Avrei voluto esser lì – avrei rinunciato al mio sonno – per assistere alla scena: silenziosamente un petalo dietro l’altro, con qualche volteggio, avrà lasciato la cima del suo mondo. Mi ha sorpreso e fatto riflettere. Sapevo che l’avanzare delle stagioni cambia colori al pianeta, non immaginavo però che sarebbe potuto accadere in maniera così affascinante. Tutte quelle piante sono andate avanti per giorni come il motore di una bella auto: un ritmo preciso, uniforme, costante. Nessuna correva più delle altre, nessuna è rimasta indietro.

In questi giorni i campi in questa zona han cambiato colore. Il rosso dei papaveri la fa da padrone e – devo dire – mi piace un sacco. Sa di passione. La terra ama quelle piante e lo dimostra così. Il giallo è concime di quel rosso intenso.
Io, in tutto questo, comprendo che non c’è legge più giusta di quella della natura. Una legge lenta, premurosa, attenta, precisa e silenziosa. Una legge cui non sfugge neanche un petalo. Una legge che, lasciandomi abbracciare, saprà dipingermi di nuovi colori.
Perché anche noi siamo natura…
Emanuele
Tags: affascinante, affidarsi, Amore, attenzione, cambiare, colori, fascino, fede, fiori, futuro, giallo, leggi, natura, papaveri, piante, precisione, primavera, rosso, silenzio, stupore, tempo, vita
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Scritto il 23 aprile 2011 alle 23:35
Questa giornata non poteva finire sprecata, imprigionati tra quelle mura di cemento (che tanto avrebbero apprezzato i tre porcellini ora che ci penso), così nel pomeriggio con un amico ci siam fiondati nel bosco.

Tra sentieri più o meno tracciati il divertimento era già assicurato fin dalla partenza, l’amico rimasto a casa mi aveva avvisato: “vedrai che bello quando ti ritrovi a masticare terra”. Non volevo dar peso a quelle parole più di tanto ma dopo una decina di chilometri ho sentito anch’io quello strano sapore in gola.
Eppure non vedo l’ora di tornare ad immergermi come oggi perché pedalare in giro per una città è affascinante ma andarsi a distruggere per venticinque chilometri in un bosco è qualcosa di unico. Le gambe devono spingere in continuazione e i tratti fuori dai sentieri diventano un modo unico per tornar bambini, coi ricordi della tua infanzia che riaffiorano uno alla volta, ripescati con cura ad ogni pedalata.
Non so se sia più l’equilibrio uomo-bicicletta ad entusiasmare o il rumore della gomma posteriore che in qualche curva perdeva aderenza e in altre sparava ghiaia e terra verso l’alto ma non ho saputo ascoltare musica oggi pomeriggio. La natura era già una musica favolosa.
Sapete, venerdì sera sono stato alla Via Crucis del paesino che da alcuni mesi mi ospita e durante una stazione il lettore ha ricordato una bella frase della mamma di Don Bosco. Faceva pressappoco così:
Finché ti capiranno, parla ai giovani di Dio.
Quando non ti capiranno più, parla a Dio dei giovani.
Quella frase, così semplice, mi è rimasta dentro e ripensavo alla mia (de)formazione che mi ha insegnato a vedere Dio nella natura che mi circonda così da permettere anche a chi non è più compreso di presentare Dio ai giovani. Geniale quel tipetto di B.P.
Adesso però chiudo questo maledetto computer e mi immergo in un altro bel libro…
Emanuele
Tags: affascinante, bicicletta, bosco, corpo, Dio, divertimento, equilibrio, fede, infanzia, libertà, meraviglioso, natura, pedalare, ricordi, Robert Baden-Powell, San Giovanni Bosco, Scout, scoutismo, stanchezza
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Scritto il 3 aprile 2011 alle 12:00

Rendi la tua mente libera, lasciando che scorra insieme agli eventi.
Rimani concentrato ed accetta qualsiasi cosa stia accadendo.
Chuang Tzu (filosofo cinese)
Emanuele
Tags: accoglienza, affidarsi, calma, Chuang Tzu, Du Chenglan, fede, futuro, libertà, serenità, tranquillità
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