Archivio dei post taggati ‘divertimento’

Io sono molto calmo ma, nella mente, ho un virus latente…

Scritto il 29 agosto 2011 alle 10:34

Una delle ultime cose dette durante la verifica di fine viaggio è che io, quest’Africa, non volevo catalogarla adesso. Era facile iniziare a descrivere esperienze e sensazioni vissute ma se c’era una cosa che dell’anima senegalese mi era rimasta impressa era il suo sapersi dare tempo.

Se in Africa prendi appuntamento per le nove, devi aspettarti quella persona per le 10 meno 20. Se credi che dopo che arriva un bel gruppetto di giovani puoi far festa coi loro tam-tam, ti stai sbagliando di grosso! Una sera, proprio durante una festa che mi sembrava non partire mai, ero pronto a sfoderare qualsiasi bans mi venisse in testa pur di cambiare la situazione. Ad un certo punto un Padre missionario mi blocca “Emanuele, aspetta, hanno dei tempi diversi…“. Diedi fiducia, tornai al mio posto ed in effetti fu così: la festa partì con un ritmo diverso. Ad un certo punto ballavano… e anche noi con loro (con risultati decisamente diversi, che questi qui hanno il ritmo nel sangue).

Così, in queste settimane, ho cercato di catapultarmi in qualsiasi esperienza fosse possibile realizzare. Ogni volta che qualcuno proponeva qualcosa ero pronto a dir di sì!

Africa - 01 Africa - 02 Africa - 03

Primo giorno, andiamo a mare, «volete fare un bagno?». Chi per un motivo, chi per un altro rimane sulla spiaggia… io tolgo tutto e via! Secondo bagno nell’Atlantico della mia vita (e rispetto a quello a Finisterre devo dire che questa volta l’acqua era tremilavolte più calda e bella…).

«Vuoi provare a portare un secchio sulla testa?!»: detto… fatto. Cioè, c’ho provato. Il risultato però non è da ricordare in nessun libro dei record (o forse in qualche libro in negativo). Il secchio ovviamente era vuoto, che in quel villaggio per prendere quell’acqua dovevano fare 1km (fortunatissimi!).

Incontriamo dei bambini per strada… e tempo 30 secondi ero senza maglietta e scarpe per essere il più immerso possibile. Dopo mezz’ora mi sono accorto che sotto i piedi loro hanno delle suole (mentre io avevo due bolle… :-| ) ma vuoi mettere il piacere d’aver corso con loro, come uno di loro? Ah, se vi chiedete perché nell’altra foto teniamo la palla con la testa… non domandatelo a me! Sembra – ma non ne ho la certezza – sia un loro modo di “mettersi in posa” quando si festeggia.

Africa - 04 Africa - 05 Africa - 06 Africa - 07

«Vuoi salire sull’asino?!» Ta-dà. In realtà questa non andò esattamente così. Più che altro avevo fatto simpatia al tizio a cui stringo la mano perché avevo sorpreso tutto il villaggio col trucco del fazzoletto che scompare nella mano… così per puro piacere ha voluto la foto di entrambi sull’asino.

Il cavallo invece è una storia a parte (e ho ancora il fondo schiena dolorante) ma l’abbiamo dovuto usare per raggiungere dei villaggi talmente isolati che neanche il pick-up aveva modo di avventurarsi.

La realtà è che di foto simili ne avrei almeno un’altra dozzina e riguardandole mi accorgo proprio di questa mia fame inarrestabile di vivere a pieno ogni secondo. Così come quando ho fatto riparare una vecchia bicicletta per potermi alzare all’alba e scoprire la vita del villaggio prima che gli altri della missione mettessero piede giù dal letto…

Darsi tempo non significa infatti star fermi. I tempi interiori e quelli esteriori possono correre a ritmi diversi e l’idea di “avere due tempi” è qualcosa, ultimamente, che mi affascina parecchio. :-)

Emanuele

PS: nell’ultima foto, con i bambini in posa, in realtà non c’entravo nulla… ma visto che non mi costava nulla rovinare una foto, sono apparso di colpo interrompendo la partita di pallone che stavo giocando!

Sarà necessario un invito autunnale.

Scritto il 23 agosto 2011 alle 12:35

E’ già passato un mese da quel sabato con gli amici. Sono già passati sei mesi dall’ultima volta che son volato a Palermo.

Grigliata con gli amici

L’odore di quel weekend torna anche oggi, ma senza loro non è la stessa cosa. Da notare (ed apprezzare) la carriola trasformata in tavolino. Questa foto testimonia ineluttabilmente che anch’io bado alla carne (che ogni volta tutti dicono il contrario!). :-P

Emanuele

PS: la foto è sua (che col tempo si migliora) anche se lo scatto, per questa volta, è di qualcun altro (leggere i commenti).

Il paradiso lo immagino così.

Scritto il 25 luglio 2011 alle 10:00

Ieri ho passato la giornata alle Terme Milano tra vasche ad idromassaggio, geyser, cascate, sala hammam e saune. Non avevo mai provato un centro benessere ed è qualcosa di allucinante! 8-)

Terme Milano

All’ingresso ti danno infradito, asciugamani e accappatoio, tutto rigorosamente bianco. Poi inizi il percorso e in maniera libera ed autonoma puoi scegliere dove trascorrere il tempo. La sauna che ho amato di più è stata quella a 46°C. con un livello di umidità dal 90%. All’ingresso prendi una cucchiaiata di bicarbonato e lo cospargi sul corpo. Il bicarbonato farà uno scrub sulla pelle e quando esci hai la pelle più liscia di quella di un bambino. :-)

Bella anche la sauna a 90°C. anche se dopo 5 minuti grondi di sudore come un tombino esploso! :timid:

La scena che invece mi riporta alla frase del titolo è il momento del pranzo: in accappatoio si entra in una grande sala con musica classica. Al centro c’è un tavolo molto elegante con tanta frutta idratante, pomodorini, sedano, miele, yoghurt e così via… si rimane senza parole a vedere tutta questa gente, con la pelle rigenerata e i capelli ancora umidi, che vaga silenziosamente ricoperta da quest’accappatoio bianco in puro relax… chissà che non sia davvero così il paradiso! :roll:

Emanuele

Ma io, li merito davvero amici così?!

Scritto il 22 luglio 2011 alle 11:26

Quest’anno, il giorno del mio compleanno, ero reduce dal funerale di mio zio. Scesi a Palermo ma praticamente non ebbi modo né di festeggiare (figurarsi), né di incontrare gli amici.

Oggi, a distanza di mesi, è in arrivo una torta con un corriere direttamente dalla Sicilia. Sono questi i momenti in cui ti chiedi a cosa servano i social network se, al contrario, starne fuori ti tiene alla larga da tantissime relazioni illusorie regalandoti esclusivamente amici su cui potresti contare persino nei periodi più neri. Doveva essere una sorpresa ma per motivi logistici (qualcuno doveva essere a casa per riceverla) l’ho saputo prima e finalmente mi son spiegato perché, all’inizio della settimana, un amico mi mandò un sms: “Manu, mi dici dove abiti di preciso che sto calcolando quanto vivo distante dai miei amici?”. Uno di quei messaggi assurdi che però ti dici “ogni tanto queste idee idiote, in un momento di fancazzeggio, le hai anche tu…” e così rispondi senza sospettar nulla. :-|

Siccome però non ha senso una torta senza amici intorno al tavolo da oggi a Lunedì ospiterò un amico in arrivo da Palermo, uno da Treviso, una da Modena e una da Milano! Sarà bello passare con loro l’ultimo weekend prima dell’Africa… :-)

Emanuele

PS: e ci sarebbe da discutere per ore sul fatto che la società odierna faccia credere che il benessere sia aumentato quando invece si parte dai propri cari proprio come 1000 anni fa e impone che i giovani alla ricerca di un futuro debbano disperdersi in giro per il mondo.

Ragazzi, io ho lo scarabeo!

Scritto il 18 luglio 2011 alle 23:47

Magra, Sagra, Gatta, Tra.

Lettere Mulino Bianco

Che fare la spesa, con altri due idioti, diventa un momento per giocare a Scarabeo. :-|

Emanuele

E andammo via con un tavolo sulla testa…

Scritto il 11 luglio 2011 alle 9:26

Si dice sempre che non c’è due senza tre e così ieri sera (sembra un classico degli ultimi post) ero nuovamente ad un concerto che… non c’è stato. Ad esibirsi dovevano essere gli Almamegretta, gruppo ventennale che sarei riuscito a conoscere se subito dopo la prima canzone un diluvio non avesse interrotto tutto.

Ah, per concludere il round “concertistico” vi do un po’ di numeri che ho scoperto chiacchierando con uno degli organizzatori dell’evento: concerto di Caparezza, prevendite 4500; concerto dei Club Dogo, prevendite 1500; concerto degli Almamegretta, prevendite intorno ai 500. In pratica – fortunatamente – Caparezza ha un pubblico 3 volte maggiore dei Club Dogo mentre gli Almamegretta si dimostrano per un pubblico di nicchia… e in effetti, ieri sera, a naso la gente era decisamente più interessante.

Il vero problema è che stamattina la sveglia è suonata sempre prima delle 7 e adesso il malditesta è atroce! Arriverò a stasera?! :timid:

Emanuele

Caparezza – Eretico Tour!

Scritto il 9 luglio 2011 alle 16:05

Concerto Caparezza 01

Ieri sera concerto di Caparezza a Carroponte, avrei voluto dirvelo prima ma in questo periodo il tempo vola e praticamente sono uscito dal lavoro, ho lasciato la borsa col computer a casa e sono rientrato in macchina perché con un amico siamo andati ad allestire lo stand di Addiopizzo prima dell’inizio del concerto! :-x

Concerto Caparezza 02 Concerto Caparezza 03 Concerto Caparezza 04 Concerto Caparezza 05

La serata non è stata assolutamente malaccio, anche se da un tipo come lui mi sarei aspettato maggiore interazione col pubblico. Intanto ho avuto modo di riascoltare molti suoi testi con attenzione e mi son convinto ulteriormente – se mai ce ne fosse bisogno – che sia meno fancazzista di quanto possa sembrare!

Emanuele

PS: su Flickr ho messo un paio di altre foto…

Verso i mille!

Scritto il 1 luglio 2011 alle 11:08

Quest’anno mi ero ripromesso un traguardo che mi sembrava distantissimo, pensavo però che entro l’inverno sarei riuscito nell’impresa. Invece, ad Aprile ero a 300km e ieri ho superato gli 800km pedalati in bicicletta!

Conta chilometri bicicletta segna 800km

Adesso si va dritti verso i mille e a questo punto mi sembra quasi facile raggiungerli. Questa cifra, tra l’altro, avrei potuto raggiungerla ancora prima se in questo periodo non fossi obbligato a prendere l’auto ogni mattina per andare in quell’industria fuori città.

Gli ultimi 18km li ho “festeggiati” ieri pomeriggio, subito dopo il lavoro con un amico immergendomi in un bel percorso tra i boschi dietro casa e come la volta precedente devo ripetervi quanto sia divertente spingere sui pedali tra gli alberi e i rovi che sbucano da tutti i lati: si torna a casa un po’ infangati, con qualche graffio sulle braccia ma… è meglio di qualsiasi giostra! :-)

Emanuele